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venerdì 21 agosto 2026

424. America: il filo conduttore dell'avventura e il disvelamento del Nuovo Mondo

 

Figura 108. La “Cataratta di Natale” del fiume Berbice, Guyana. Disegno tratto da uno schizzo originale di Charles Bentley (da: Twelve Views in the Interior of Guiana, 1840) [Sir Robert Hermann Schomburgk]


Nelle pagine di questo quarto volume si muovono venti personaggi d'eccezione, uomini e donne andati alla ricerca di una profonda conoscenza geografica, storica e culturale, ma anche attirati da una viscerale attrazione per l'avventura. È stato proprio l’amore per l’avventura, coniugata sottilmente con il rigore della ricerca, a legare indissolubilmente tra loro queste figure, dando vita a uno straordinario filo conduttore che si snoda dall’Artico fino a Capo Horn attraverso epoche, civiltà e territori vergini, nel corso di una continua e affascinante sfida dell’Uomo contro l’ignoto.

Figura 1. Foto di copertina: Nova totius terrarum orbis tabula Amstelodami, ex officina Gerard van Schagen (1682), by de Nieuwe Haerlemmer Sluys. Amsterdam

La squadra scientifica di questo tomo conclusivo riunisce competenze multidisciplinari: sette esploratori, quattro naturalisti, sette archeologi, un geodeta e un geologo, appartenenti alle nazionalità più diverse e operanti in un arco temporale immenso che spazia dall'anno Mille fino alla fine del Novecento.

Dai miraggi dell'oro alle città tra le nuvole

Il saggio ripercorre le tappe di mondi inaspettati che continuano a disvelarsi davanti agli occhi sbalorditi dei ricercatori. Seguiremo i conquistadores spagnoli che, addentrandosi lungo fiumi impetuosi, scopriranno cose mirabili confrontandosi con il mito delle donne guerriere. Ci inoltreremo nel fitto delle giungle del Centro e Sud America per riscoprire i resti di superbe civiltà monumentali di cui si ignorava l'esistenza, o attraverseremo da est a ovest le praterie del Nord America per incontrare le numerose tribù pellerossa.

Se per alcuni scienziati l'oggetto privilegiato dello studio pluriennale sarà la natura in toto, per altri l'indagine si muoverà verso scopi più concreti: la ricerca dell'oro, delle Sette Città di Cibola, dell’Eldorado o di fantastiche città perdute nella giungla. A dispetto di fantasiosi miraggi, qualcuno ne troverà realmente una, arroccata sopra i pianori di alte e inaccessibili montagne, difesa per secoli dalla cupidigia degli uomini grazie alla sua remota posizione.

Il volume dà spazio anche a coloro che dedicheranno molti anni della propria vita al sacro fuoco della scienza geodetica — specializzazione ai più del tutto sconosciuta —, abbandonando patria e famiglia per cimentarsi in misurazioni che ancora oggi appaiono astruse. Per misurare l’arco di meridiano all’Equatore, questi scienziati dovettero improvvisarsi alpinisti, scalando alte montagne e minacciosi vulcani con le pesanti attrezzature dell’epoca; mentre altri vagheranno per anni tra giungle e fiumi per tracciare i confini politici tra Stato e Stato.

Il giallo di Fawcett e la rivoluzione archeologica satellitare

Il libro affronta anche il dramma di una spedizione scomparsa nel nulla alla ricerca di un “sogno” che un esploratore inglese aveva sempre tenuto gelosamente segreto: l'esistenza di una città favolosa situata nel bacino dell’Alto Xingú. Per quasi un secolo, decine di missioni di ricerca e soccorso, singoli avventurieri e visionari sono andati invano alla ricerca di un minimo indizio del Colonnello Percy Fawcett.

Tuttavia, proprio in tempi recenti, un antropologo e archeologo americano, dopo tredici anni di ricerche tra gli indios, ha dimostrato come quella lontana fantasticheria avesse un solido fondamento di verità. Grazie all'utilizzo dei radar, delle rilevazioni satellitari e dei sensori termici remoti — tecnologie d'avanguardia ironicamente facilitate dai drammatici incendi della boscaglia del Mato Grosso alimentati dal cambiamento climatico —, sono stati scoperti ben venti grandi insediamenti risalenti all’800-1600 d.C. Si tratta di vere e proprie città collegate da strade ortogonali, capaci di ospitare dai 2.000 ai 5.000 abitanti: numeri enormemente superiori a quelli degli odierni villaggi nativi. Una scoperta rivoluzionaria che ha scosso le fondamenta dell'archeologia precolombiana, dimostrando che l'Amazzonia non era una foresta vergine e incontaminata, ma un territorio densamente antropizzato ben prima dell'arrivo devastante dei bianchi.

Galleria Biografica

I. NORD AMERICA

  • 1. Eírik il Rosso (Eirík Thorvaldsson Rauði): L'epopea norrena medievale e la prima colonizzazione vichinga della Groenlandia (Grænland, la “Terra Verde”).
  • 2. Francisco Vásquez de Coronado (1510-1554): Il conquistador spagnolo che, inseguendo i miraggi dell'oro, finì per svelare lo straordinario giacimento archeologico e culturale del Sud-Ovest americano.
  • 3. Meriwether Lewis (1774-1809) e William Clark (1770-1838): La prima leggendaria ed avventurosa traversata del Nord America lungo 11.265 chilometri di territori indiani inviolati.
  • 4. John James Audubon (1785-1851): L'ornitologo che faceva il pittore. Naturalista d'eccezione e celebre disegnatore del variopinto universo degli uccelli americani.
  • 5. Helge Marcus Ingstad (1899-2001): La scoperta scientifica di Vínland, l'America dei Vichinghi. Il ricercatore norvegese che, insieme alla moglie Anne Stine, scoprì il sito di L'Anse-aux-Meadows a Terranova, trasformando il mito in fatto storico.

II. CENTRO AMERICA

  • 6. John Lloyd Stephens (1805-1852): Da Wall Street alla scoperta della civiltà Maya. L’avvocato americano diventato archeologo, autore della prima seria indagine scientifica nello Yucatán.
  • 7. Alfred Percival Maudslay (1850-1931): Un perfezionista nella terra dei Maya. Considerato unanimemente il vero "padre dell'archeologia scientifica sul campo" in Mesoamerica.
  • 8. Alfred Marston Tozzer (1880-1954): Tra i Maya e i loro discendenti. Il massimo studioso e sistematizzatore accademico dell'antica civiltà mesoamericana.
  • 9. Matthew Williams Stirling (1896-1970): Quei "cabezones" degli Olmechi. L’uomo della Smithsonian Institution che nel 1954 ultimava lo studio su una delle più antiche civiltà mesoamericane da lui scoperta.

III. SUD AMERICA

  • 10. Francisco de Orellana (1511-1546): Lungo il corso del Rio delle Amazzoni. Il luogotenente di Pizarro che per primo discese l'immenso sistema fluviale equatoriale.
  • 11. Charles-Marie de La Condamine (1701-1774): Quell'irrequieto misuratore della terra. Matematico, geodeta e avventuroso esploratore francese della spedizione equatoriale.

  • 12. Alexander von Humboldt (1769-1859): I Tropici visti da un prussiano. Nel 1804 il Barone Friedrich Heinrich Alexander von Humboldt, naturalista e geografo, ultimava la sua storica e monumentale esplorazione scientifica in Sudamerica, gettando le fondamenta della geografia moderna.
  • 13. Alcide d'Orbigny (1802-1857): La vita avventurosa di un paleontologo. Il profilo dello scienziato francese, viaggiatore, naturalista d'eccezione e unanimemente considerato il padre fondatore della micropaleontologia.
  • 14. Sir Robert Hermann Schomburgk (1804-1865): L'uomo che esplorò la Guyana. L'opera dell'esploratore e naturalista prussiano di nascita che, al servizio della corona d'Inghilterra, tracciò i confini geografici e politici di vasti territori sudamericani.
  • 15. Louis Agassiz (1807-1873): Lo scienziato celebrato da Longfellow. Il profilo del grande zoologo, naturalista, paleontologo e glaciologo svizzero-statunitense, figura di primissimo piano nel panorama accademico ottocentesco.
  • 16. Max Uhle (1856-1944): I tesori dissepolti del Perù archeologico. Lo studioso tedesco considerato a buon diritto uno dei principali e più rigorosi padri fondatori delle antiche culture e delle stratigrafie andine.
  • 17. Percy Harrison Fawcett (1867-1925): L'archetipo di "Indiana Jones". Il colonnello ed esploratore britannico la cui misteriosa scomparsa nel 1925, mentre cercava una fantomatica città perduta nel cuore del Mato Grosso brasiliano, rimane uno dei più grandi enigmi nella storia delle esplorazioni del XX secolo.
  • 18. Alexander Hamilton Rice Jr. (1875-1956): L'Amazzonia tecnologica. Una singolare figura di esploratore, medico e geografo statunitense che negli anni Venti rivoluzionò la ricognizione nel Sudamerica profondo introducendo l'uso coordinato di aerei, aerofotografia e radio.
  • 19. Hiram Bingham (1875-1956): Machu Picchu, la "Vecchia Cima" perduta tra le nuvole. Lo storico e archeologo americano che nel 1911 rivelò al mondo la maestosa e inaccessibile città degli Incas, protetta per secoli dalla giungla e dalle anse fluviali.
  • 20. Victor Oppenheim (1906-2005): Avventure etnologiche di un grande geologo. La versatile e intrepida figura dello scienziato franco-lettone, geologo d'avanguardia e profondo studioso delle popolazioni native e dei confini del Sudamerica.

Indice analitico dettagliato • Capitoli e itinerari del volume

  • Introduzione

SEZIONE I • NORD AMERICA

1. Eírik “Il Rosso” (Eirík Thorvaldsson “Rauði”) (ca. 945–1002)

  • La colonizzazione norrena: L'esilio in Islanda, le dinamiche di navigazione e lo sbarco nell'inviolata Grænland (la “Terra Verde”).

2. Francisco Vásquez de Coronado (1510–1554)

  • I miraggi di Cibola: La spedizione del 1540 e la riscoperta dello straordinario giacimento archeologico, ecologico e culturale del Sud-Ovest degli Stati Uniti.

3. Meriwether Lewis (1774–1809) e William Clark (1770–1838)

  • L'epopea continentale: La spedizione transcontinentale e la documentazione sul campo lungo 11.265 chilometri di territori e comunità indiane.

4. John James Audubon (1785–1851)

  • Il naturalista d'arte: L'opera sistematica di censimento biologico e il celebre disegno pittorico del variopinto universo degli uccelli americani.

5. Helge Marcus Ingstad (1899–2001)

  • La Vínland ritrovata: Il lungo percorso biografico come Governatore della Terra di Eírik il Rosso (1932-1933) nella Groenlandia orientale e successivamente come Governatore delle Svalbard. Le indagini sul campo tra gli Apache (1938) e i Nunamiut alaskani (1950-1951), fino alle storiche campagne archeologiche a L'Anse-aux-Meadows nell'isola di Terranova che trasformarono il mito norreno in tangibile realtà storica.

SEZIONE II • CENTRO AMERICA

6. John Lloyd Stephens (1805–1842)

  • La riscoperta dei Maya: Lo storico incontro a Londra nel 1836 con l'artista e architetto Frederick Catherwood, la stipula dei contratti editoriali nel 1839 e l'inoltro della celebre spedizione scientifico-esplorativa nelle giungle dello Yucatán.

Figura 43. Disegno di Catherwood del cenote di Bolonchén (Campeche). Gli indios scendevano nel pozzo naturale, grazie a questa gigantesca scala 


7. Alfred Percival Maudslay (1850–1931)

  • Il metodo della documentazione: Le prime ricognizioni tra l'Australia e la Polinesia. Le imponenti campagne fotografiche e di calco condotte tra il 1880 e il 1894 in Mesoamerica (Honduras Britannico/Belize, Guatemala e Messico), che lo hanno consacrato padre dell'archeologia scientifica sul campo.

8. Alfred Marston Tozzer (1877–1954)

  • Etnografia e archeologia: Le prolungate ricerche sul campo tra il 1902 e il 1905 condotte nel cuore dello Yucatán tra le rovine monumentali dei Maya e le comunità native degli indios Lacandoni; le successive campagne in Guatemala (1910-1911).

9. Matthew Williams Stirling (1896–1975)

  • La cultura madre: Le prime spedizioni in Florida, Sud Dakota e Nuova Guinea (1923-1927), seguite dalle campagne in Sud America (1928-1932). Le storiche scoperte compiute tra il 1938 e il 1946 in Mesoamerica relative alle sculture monumentali dei "cabezones" Olmechi, e le successive ricerche a Panama, Ecuador e Costa Rica.

SEZIONE III • SUD AMERICA

10. Francisco de Orellana (1500–1545)

  • La discesa del grande fiume: L'avvio della spedizione da Quito nel 1539 alla ricerca del mitico Eldorado; la tumultuosa navigazione lungo il Rio Napo e le acque dell'immenso Rio delle Amazzoni. La cronaca del drammatico incontro-scontro con le donne guerriere nel giugno 1542, il raggiungimento di Nueva Cádiz e la seconda sfortunata spedizione del 1545.  Focus etno-storico: Analisi critica sull'esistenza delle donne Amazzoni e il ruolo delle successive migrazioni dei popoli indios Tupinambá, fattori che determinarono il progressivo deterioramento e mutamento geopolitico dell'intera area equatoriale tra gli indios Tupinambá.

11. Charles-Marie de La Condamine (1701–1774)

  • La misura del mondo: Le complesse operazioni geometriche e geodetiche condotte tra Colombia, Panama ed Ecuador nel 1735-1736; il traguardo scientifico del marzo 1743 con il completamento della misurazione dell'arco di meridiano all'Equatore.

12. Friedrich Heinrich Alexander von Humboldt (1769–1859)

  • I Tropici scientifici: Analisi dell'opera del Barone, i cenni biografici e la trascrizione dei diari d'esplorazione sudamericana ultimata nel 1804.

13. Alcide Charles Victor Marie Dessalines d'Orbigny (1802–1857)

  • Il padre della micropaleontologia: Un'avventurosa odissea di 3.500 chilometri percorsi nel Sud America profondo tra il 1826 e il 1834, superando attacchi di pirati e corsari per raccogliere un'immensa mole di materiali naturalistici e fossili.

14. Sir Robert Hermann Schomburgk (1804–1865)

  • La delimitazione dei confini: L'attività di cartografo nelle isole Vergini (1831-1835) e le successive campagne nella Guyana Britannica (1835-1839), tracciando sul terreno i confini geopolitici internazionali tra Guyana, Venezuela e Brasile.

15. Jean Louis Rudolphe Agassiz (1807–1873)

  • Dalla glaciologia all'Amazzonia: Gli storici studi sui ghiacciai delle Alpi (1837) e della Scozia (1840); il trasferimento negli Stati Uniti (1846) e l'organizzazione della celebre Spedizione Thayer in Brasile (1865-1866), completata dalle ricerche marine a bordo dell'Hassler.

16. Max Uhle (1856–1944)

  • La stratigrafia andina: Quarant'anni di sistematici scavi archeologici condotti in Argentina, Bolivia e Perù (1829-1909), in Cile (1912-1918) e in Ecuador (1919-1933), ridefinendo la cronologia delle culture andine.

17. Percy Harrison Fawcett (1867–1925?)

  • Il grande enigma dell'Alto Xingú: La biografia del leggendario colonnello britannico attraverso otto imponenti esplorazioni di frontiera. L'avvio dell'ultima fatale spedizione alla ricerca della Città Perduta di Z e l'invio delle ultime notizie dal Campo del Cavallo Morto il 29 maggio 1925. L'analisi della accesa rivalità scientifica con Alexander Hamilton Rice Jr.
  • Alla ricerca di Fawcett: Ieri (1927–1957) e "Oggi" (1982–2005): La disamina delle decine di missioni di soccorso e soccorritori scomparsi. Il confronto con la tradizione orale dei nativi Kalapalo e l'incredibile, recente scoperta archeologico-satellitare del complesso urbano precolombiano di Kuhikugu nel Mato Grosso: la prova scientifica che le intuizioni di Fawcett avevano un solido fondamento.

18. Alexander Hamilton Rice Jr. (1875–1956)

  • L'esplorazione tecnologica: Sette storiche e avventurose spedizioni nel bacino dell'Amazzonia condotte tra il 1901 e il 1925, incluso il sanguinoso scontro a fuoco con gli indios Guaharibo (Yanoáma) nel 1920. La cronaca dell'ultima campagna del 1924-1925, condotta con l'ausilio rivoluzionario di idrovolanti, aerofotografia e stazioni radio ricetrasmittenti, durante la quale venne girato il primo documentario scientifico sull'Amazzonia.

Figura 171. Hamilton Rice. Foto dal film girato nel corso della spedizione 1924-25


19. Hiram Bingham (1875–1956)

  • La fortezza tra le nuvole: Le prime spedizioni storiche sulle tracce di Simón Bolívar tra Venezuela e Colombia (1906-1908). La conduzione della Yale University Peruvian Expedition del 1911 e l'incredibile scoperta sulle Ande della città perduta di Machu Picchu, da lui erroneamente identificata come l'ultimo rifugio di Vilcabamba.

20. Victor Oppenheim (1906–2005)

  • La geologia delle vette: Il profilo dello scienziato franco-lettone e la cronaca delle sue cinquanta imponenti spedizioni geologiche ed etnologiche condotte tra il 1937 e il 1949 nel cuore del Sud America, ripartite tra Ecuador (9 missioni), Colombia (23), Bolivia (8) e Perù (10).
  • Appendice
["Narrazione Storica di una Grande, Nascosta Città Antichissima, Senza Abitanti. Che Venne Scoperta nel 1753", conservata con il n.512 nella Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro"]

  • Figura 197. I bandeirantes sparano agli indios Botocudo a Mogi das Cruzes (dipinto di Oscar Pereira da Silva, 1920, Museu Paulista da USP. Coleção Fundo Museu Paulista) 

    Bibliografia

ALLA SCOPERTA DEL MONDO. ARCHEOLOGI, ESPLORATORI, GRANDI VIAGGIATORI, GEOLOGI, NATURALISTI, PALETNOLOGI.  VOL. 4: AMERICA 

E-Book, versione cartacea in bianco e nero di grandi dimensioni (16,99 x 1,17 x 24,41), 253 pp, 243 note,  Bibliografia, 197 immagini (14 sono dell'A.), Appendice ("Narrazione Storica di una Grande, Nascosta Città Antichissima, Senza Abitanti. Che Venne Scoperta nel 1753", conservata con il n.512 nella Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro)






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424. America: il filo conduttore dell'avventura e il disvelamento del Nuovo Mondo

  Figura 108 . La “Cataratta di Natale” del fiume Berbice, Guyana. Disegno tratto da uno schizzo originale di Charles Bentley (da: Twelve Vi...