Figura 81. Particolare dei resti della stazione di caccia norvegese di Bunavoneadar, isola di Harris, Ebridi Esterne (© Franco Pelliccioni)
Una frontiera remota ai confini del mare
Nonostante la
relativa vicinanza spaziale alle Ebridi Interne e alla terraferma scozzese, per
lunghissimo tempo l'arcipelago delle Ebridi Esterne è stato considerato una
meta remota e di difficile accesso. Per secoli, i suoi abitanti di lingua
gaelica hanno sofferto per questo profondo isolamento geografico.
Un isolamento
che, tuttavia, ha preservato un legame simbiotico con l'oceano e i suoi
giganti. Già nel 1698, Martin Martin nella sua celebre “Description of the
Western Islands of Scotland” ricordava come in queste acque girassero
grandi e piccole balene appartenenti a varie specie, le quali entravano
frequentemente nei lochs marini, dove potevano essere catturate con
facilità.
In queste
isole, raggiunte e sottomesse in epoca medievale dai Vichinghi, la caccia ai
cetacei veniva originariamente effettuata con un metodo del tutto simile al grindadráp
tuttora praticato nelle isole Fær Øer. Martin racconta infatti come a Carloway,
lungo la costa occidentale dell'isola di Lewis, un buon numero di imbarcazioni
si coordinasse per spingere i branchi verso la riva: ferendone mortalmente una,
questa andava a spiaggiarsi, subito seguita da tutte le altre.
Isola di Lewis: l'icona di Bragar
Il profondo
coinvolgimento delle isole nella caccia alle balene balza agli occhi non appena
si raggiunge Bragar, un piccolo insediamento sulla costa occidentale
della settentrionale isola di Lewis.
Qui, fin dal
1921, fa bella mostra di sé un imponente arco monumentale alto oltre sei metri.
È formato interamente dalla mascella inferiore di una balenottera azzurra,
specie completamente protetta a livello globale dal 1967. L'arco venne
originariamente collocato all’ingresso di Lakefield, la residenza di Murdo
Morrison, all'epoca direttore dell’ufficio postale locale, diventando una vera
e propria icona dell'intero arcipelago.
L'esemplare,
un gigante lungo più di 25 metri, si era spiaggiato nelle vicinanze nel 1920
con il mortale arpione ancora conficcato sul dorso. Sebbene le ossa siano state
restaurate nel 2000 e racchiuse in una speciale fibra di vetro per proteggerle
dall'inclemenza del meteo scozzese, all’epoca della mia ricerca sul campo ho
avuto il privilegio di esaminare la struttura nella sua forma originale e
scoperta.
Incontro con il fiocinatore: Norman "Gigely" Campbell
Sempre a
proposito di Lewis, uno dei miei più preziosi "informatori" locali è
stato Norman Campbell, non a caso soprannominato Gigely, il
fiocinatore.
Attraverso la
sua intensa storia di vita ho compreso la straordinaria capacità di adattamento
di queste comunità insulari. Nel corso degli anni, Norman aveva esercitato i
più diversi e duri mestieri. All’epoca dei nostri incontri viveva come crofter
(piccolo coltivatore diretto) e, all'interno della propria abitazione, tesseva
ancora il celebre e ruvido tessuto Harris Tweed su un vecchio telaio a
pedali.
Ma da giovane,
Norman era stato un baleniere. Un uomo che aveva guardato negli occhi i grandi
leviatani dell'Atlantico dal ponte di una baleniera.
Bunavoneadar: la stazione a terra norvegese dell’isola di Harris
Nel loro
fondamentale saggio sui cetacei, Jacques-Yves Cousteau e Yves Paccalet hanno
ricordato come "nell'Atlantico settentrionale, i branchi di balenottere
azzurre furono letteralmente 'svuotati' tra il 1883 e il 1915, in una specie di
mostruosa follia baleniera che ebbe per teatro i paraggi della Norvegia, della
Scozia, dell'Islanda, di Terranova e della Groenlandia".
Il maggior
contributo a questa spietata campagna industriale fu apportato dai norvegesi.
Nel 1904, con i cetacei sempre più rari a causa del sovrasfruttamento, gli
scandinavi furono costretti dal proprio governo a regolamentare la tradizionale
caccia sottocosta e a spingere le flotte altrove (…), fino all'altro capo del
mondo, nei mari glaciali dell'Antartide.
Fu così che,
per un intenso periodo, nelle acque delle Ebridi Esterne operarono stabilmente
le compagnie norvegesi. I numeri parlano chiaro: se nel 1902 vennero uccisi ben
1.305 esemplari, appena dieci anni dopo la cifra era crollata a sole 15 balene.
In questa drammatica corsa all'oro bianco del grasso, i norvegesi stabilirono una base strategica a terra a Bunavoneadar, nell'isola di Harris, realizzata proprio nel 1904. Oggi, effettuando un attento sopralluogo sulla costa di North Harris, è ancora possibile vedere svettare da lontano l’alta ciminiera in mattoni del suo forno, rimasta intatta a perenne memoria archeologica. La stazione rimase operativa fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. La carne di balena che vi si lavorava era destinata principalmente a essere trasformata in concime, e l'acre, penetrante odore che si diffondeva per chilometri nella zona ne fece a lungo una delle caratteristiche più "indimenticabili" e documentate dell'intera Scozia.
Quando la zona
divenne economicamente sterile, i norvegesi smantellarono le attività e
vendettero la base al celebre magnate industriale Lord Leverhulme (…).
L'ambizioso e bizzarro progetto del nobile inglese prevedeva di ricavare olio
pregiato dai cetacei e di trasformarne la carne in salsicce destinate al
mercato coloniale africano. Sfortunatamente per lui, la domanda commerciale
crollò rapidamente e l'impresa fallì: nel 1923 i macchinari vennero dismessi e
i tre battelli da caccia furono smontati. La stazione chiuse definitivamente i
battenti nel 1929, e dal 1992 i suoi resti – comprendenti abitazioni, magazzini
e attrezzature arrugginite – sono protetti come Monumento Storico del Regno
Unito.
St Kilda: gli "uomini-uccello" e le carcasse nella baia
Spostandosi
ancora più a ovest, quasi in pieno Oceano Atlantico e a 64 chilometri di
distanza da Harris, si raggiunge il remoto e mitico arcipelago di St Kilda.
L’isola
principale di Hirta un tempo era abitata da una comunità straordinaria, che
Julian Huxley definì mirabilmente degli "uomini-uccello".
L'economia di sussistenza isolana, data l'assoluta assenza di contatti regolari
con il mondo, si basava infatti quasi interamente sulla cattura acrobatica
degli uccelli marini lungo le vertiginose scogliere e sulla raccolta delle loro
uova.
Per secoli,
l’unico cordone ombelicale tra gli isolani di St Kilda e la civiltà fu affidato
alla corrispondenza. Le lettere venivano materialmente consegnate al buon cuore
dei pochi pescatori di passaggio e, negli ultimi decenni di vita della
comunità, proprio ai cacciatori di balene norvegesi in rotta verso la stazione
di Bunavoneadar.
Gli
scandinavi, tuttavia, lasciarono un ricordo ambivalente a Hirta. Finché il
numero di cetacei catturati a bordo non era sufficientemente elevato da
giustificare il rientro a Harris, i balenieri avevano preso la pessima
abitudine di lasciar galleggiare e rimorchiare nella splendida Village Bay
le carcasse gonfiate delle balene uccise, rendendo l'aria di quell'avamposto
atlantico nauseabonda e irrespirabile per settimane. Un contrasto brutale tra
la purezza di quell'isolamento e la violenza della moderna industria baleniera.
...
Ebridi Esterne: il paese del "sorriso" e del profumo di torba
Al di là delle
rotte baleniere, due caratteristiche immateriali dell'arcipelago attirano
immediatamente l'attenzione del visitatore, parlandoci in modo silente della
cultura profonda di queste popolazioni attraverso l'olfatto e i muscoli
facciali.
La prima è il sorriso
diffuso. Una spontanea disponibilità verso l'altro, anche se forestiero,
che si sperimenta concretamente lungo le strade isolane, dove i tratti a una
sola corsia sono ancora la norma. Lì, il rallentare per cedere il passo si
coniuga sempre con un saluto e un sorriso. Non si tratta di cortesia di
facciata, ma di un'autentica etica dell'accoglienza: nelle isole nessuno mette
fretta all'altro, preferendo l'ascolto attento e partecipe.
La seconda
peculiarità è l'odore – o meglio, il profumo – che fluttua costantemente
nell'aria. È l'aroma intenso che emana dalle mattonelle di torba (cruachs)
che, oggi come ieri, vengono lasciate bruciare lentamente nei camini delle case
dei crofters. Ancora oggi il terreno viene "scuoiato" (foid)
con l'attrezzo tradizionale (taraisgeir) e la torba viene accumulata in
pile ordinatissime accanto alle abitazioni.
Questo fumo
rappresenta un vero e proprio manifesto storico della terra gaelica (an
Fhearann). Per secoli, la torba è stata l'unico combustibile capace di
garantire la sopravvivenza, offrendo luce, calore e fuoco all'interno delle
antiche "case nere", le case tradizionali prive di comignoli. Il
focolare di torba è stato l'axis mundi dell'intera cultura ebridana:
attorno al suo bagliore, nelle lunghe serate nordiche, l'intera comunità si
riuniva per il ceilidh. Accanto al fuoco si suonava, si cantava e
le donne anziane tramandavano storie all'infinito. Sebbene quelle serate siano
ormai un retaggio del passato, quel profumo persistente rimane, ancora oggi, il
punto di riferimento identitario delle Ebridi.
...
BALENE E BALENIERI, TRA NORD ATLANTICO, PACIFICO SETTENTRIONALE, MAR GLACIALE ARTICO. VAGABONDAGGI ALLA RICERCA DELLE TESTIMONIANZE DELL’ERA DELLA CACCIA ALLE BALENE
(163 pp., 156 foto, 79 sono dell'A.)
E-Book: https://www.amazon.it/dp/B0C446WJWH
versione cartacea a colori (“premium”), volume di grande formato (16.99 x 1.91 x 24.41 cm): https://www.amazon.it/dp/B0C522JP54,
versione in bianco e nero, volume di grande formato (16.99 x 1.91 x 24.41 cm): https://www.amazon.it/dp/B0C52BPD2B
1. PREMESSA ;
2. INTRODUZIONE - LA CACCIA NELLA PREISTORIA: ALTA, NORD NORGE - I BALENIERI E L'ESPLORAZIONE - LA CACCIA ALLE BALENE, TRADIZIONALE ATTIVITÀ ECONOMICA DI ALCUNE COMUNITÀ MARITTIME EUROPEE
3. LA CACCIA ALLE BALENE PRESSO ALCUNE POPOLAZIONI AUTOCTONE AMERICANE
4. GLI AVVISTAMENTI DI BALENE;
5. LA CACCIA ALLE BALENE: STORICA- NELLA COLOMBIA BRITANNICA (CANADA) - A SAINT-PIERRE ET MIQUELON (FRANCIA) - LE STAZIONI BALENIERE DI TERRANOVA (PROVINCIA DI TERRANOVA E LABRADOR, CANADA) - LE STAZIONI DI CACCIA ALLE BALENE DEL CUMBERLAND SOUND - KEKERTEN, IL CUMBERLAND SOUND E L’INIZIAZIONE ANTROPOLOGICA SUL CAMPO DI FRANZ BOAS - NELLE ISOLE SHETLAND (SCOZIA, UK) - NELLE ISOLE ORCADI (SCOZIA, UK) - NELLE ISOLE SVALBARD, NORVEGIA - NELLE EBRIDI ESTERNE (SCOZIA, UK)
6. LA CACCIA ALLE BALENE: ATTUALE - IQALUIT (GIÀ FROBISHER BAY, ISOLA DI BAFFIN, ARTICO ORIENTALE, NUNAVUT, CANADA) - A RESOLUTE BAY (OGGI QAUSUITTUQ, CORNWALLIS ISLAND, HIGH ARCTIC, NUNAVUT, CANADA) - NARSAQ (COSTA OCCIDENTALE DELLA GROENLANDIA MERIDIONALE, DANIMARCA) - NELLE ISOLE FÆR ØER (DANIMARCA): IL GRINDADRÁP, LA CACCIA COMUNITARIA - IN ISLANDA - IN NORVEGIA, QUANDO LA CACCIA ALLE BALENE NON È COSÌ PUBBLICIZZATA, COME L’ISLANDESE, LA FAROESE (O LA GIAPPONESE)
7. BALENE, UNA SCHEDA PICCOLE: MEDIE: GRANDI:
8. APPENDICE LA CACCIA ALLE BALENE NELL’ARCIPELAGO DI MADEIRA (PORTOGALLO), 1941-1981 IL GIGANTESCO FLOP DELLA CACCIA ALLE BALENE NELL’ARCIPELAGO DELLE CANARIE (SPAGNA), 1784-1806
9. BIBLIOGRAFIA
...
Inoltre:
NELL'ARCIPELAGO DEGLI “UOMINI-UCCELLO” DI ST KILDA. VITA E MORTE DI UNA REMOTA COMUNITÀ' SCOZZESE
![]() |
| E-Book, I e II ediz. cartacea a colori https://www.amazon.it/dp/B01N8R37RZ https://www.amazon.it/dp/1520343477 https://www.amazon.it/dp/1791748090 |
TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE












