Figura
173. Lo scienziato De Saussure e la guida chamoniard Balmat guardano il Monte Bianco (Archivio A.)
Chi, avendo raggiunto
la mezza età, non ha mai giocato da fanciullo, e perfino dopo, con i trenini
alzi la mano!
Ho modo di ritenere come a questa mia domanda la
"maggioranza silenziosa" dei lettori dia una risposta pressoché
univoca, e corrispondente a zero!
Un tempo da bambini si voleva essere portati
alla stazione per "vedere i treni" in movimento e si desiderava
ardentemente, da grandi, fare i capistazione o i macchinisti di fiammanti
locomotive.
Allora bastava poco per farci sognare.
Ricordo ancora oggi con
emozione come un modesto binario dalla forma ad otto, neanche troppo lungo,
dove facevo correre un modello di trenino merci della Märklin, con la sua brava locomotiva a vapore, mi entusiasmò per
lunghi anni.
La mia è una più che doverosa premessa, per
far comprendere quanto il "mondo dei treni" abbia giocato una
funzione di primissimo piano nell'aspetto ludico di ogni bambino.
Questo volume rappresenta per me una vera e
propria scommessa.
Iniziata quando ho preferito modificare l’originario titolo:
“Treni, tra Leggenda e Avventura”, in “Giro del Mondo”.
Poiché il lettore,
salendo virtualmente a bordo di ciascuno di essi, sarà in grado di effettuare
un tour quasi completo intorno alla terra.
Non nei canonici 80 giorni,
ma in 15 convogli ferroviari: reali, virtuali, storici.
Treni sui quali, a
partire dal 1976, sono salito a bordo, o di cui ho ricostruito la storia, quasi
sempre avvincente, singolare, a volte unica...
 |
Figura 132. Superba immagine della Royal Hudson 2860, Squamish, Canada (© Franco Pelliccioni) |
Se su alcuni di loro ho
viaggiato seduto comodamente in carrozza, in un caso l’ho fatto in piedi nel tender,
assieme, e accanto, ai due macchinisti-fuochisti.
Sia pure abbastanza sommariamente, il
sottotitolo sottolinea come ci si trovi davanti a treni storici e importanti,
straordinari, addirittura leggendari, come possono essere i treni transcontinentali
e di lusso, di penetrazione coloniale e militare, dei cercatori d’oro, degli hajji.
E per quanto riguarda quelli da me definiti “alpinistici”?
Essi costituiscono una vera e propria “chicca”, un bonus in più,
riservato a coloro che avranno la curiosità di entrare gradatamente con me
all’interno di un mondo, che è sì fantastico, ma che, fin da quando eravamo
fanciulli, fa parte integrante della nostra memoria collettiva.
Una porta
aperta in grado di mostrare a tutti noi come quasi sempre vincenti siano stati
l’ingegnosità e la puntuale, esatta comprensione dell’universo intorno, da
parte di uomini che, giorno dopo giorno, si sono dovuti confrontare con
l’ignoto, con le avversità naturali, con i pericoli.
Cercando di proseguire e,
via via, risolvere i numerosi problemi incontrati, che potevano intralciare e/o
bloccare l’opera, attraverso deserti, savane, dislivelli altimetrici, montagne,
fiumi e foreste.
Eppure c’è anche stato chi ha invece cercato di distruggere
sistematicamente ciò che, con tanta dedizione e lavoro, altri avevano appena
realizzato, ma pour cause…
Il nostro giro del mondo inizia in Africa,
in Egitto.
Con la ricostruzione storica e d’ambiente di quella che è stata la
prima ferrovia del paese, dell’Africa e del Levante: l’Alessandria-Cairo.
La
ferrovia del deserto contro i dervisci
È
seguita dalla “Ferrovia del Deserto”, che porterà i britannici a riconquistare
il Sudan, da molto tempo nelle mani delle orde Mahdiste, che a Khartoum
avevano trucidato il grande Gordon Pasha (1833-1885).
I
leoni dello Tsavo
Ma africano è pure il
nostro terzo treno, anche se si trova dalla parte opposta del continente.
D’altronde è quello che ha aperto la colonizzazione dell’Africa Orientale.
Parte dall’Oceano Indiano e, dopo aver raggiunto Nairobi, arriva fino a
Kampala, in Uganda.
Oltre ai soliti immancabili problemi
incontrati nella sua costruzione, ha dovuto risolvere un’inaspettata complicazione
in più, che nessuno aveva mai sperimentato altrove, né tantomeno immaginato
potesse esistere…
Figura
41. Museo ferroviario di Nairobi: la carrozza
d'ispezione n. 12 (Uganda Railways) del 1899,
dalla quale il leone "mangiatore d'uomini" trasse il corpo senza vita
del sovrintendente Ryall (Archivio A.)
Poiché la linea era
infestata dai leoni che, a quanto pare, preferivano mangiarsi gli indifesi
operai indiani addetti alla sua costruzione…
Questo è stato il primo dei quindici treni
sul quale ho viaggiato, sia pure in senso contrario: da Nairobi fino a Mombasa.
Nei paraggi non ho scorto alcun leone, ma so bene che ce ne sono parecchi nel
vicinissimo Parco Nazionale Tsavo.
Il treno dei Bey di Tunisi
Un rapido movimento sulla carta geografica
ci consente di puntare ora l’indice verso il nord dell’Africa, nel Maghreb
tunisino.
Dove in una stazione dell’entroterra mi attende la storica Lucertola
Rossa del Bey di Tunisi (inizio XX secolo), sulla quale salgo, per
ammirare alcune delle sue splendide carrozze.
Superato il Canale di Suez, siamo già in
Asia, che ci aspetta con ben tre treni ma, soprattutto, con un’Avventura all
inclusive.
La ferrovia dell'Hejaz, indissolubilmente legata a Lawrence
d'Arabia
 |
Figura 61. Poster per il film Lawrence of Arabia, 1963 (Howard Terpning) [Cosa c'entra uno dei capolavori della storia del cinema con il mio giro del mondo in 15 treni? Nel deserto dell'Arabia, i binari di questa linea ferroviaria sono stati il teatro delle leggendarie imprese di T.E. Lawrence. Gli attacchi ai treni ottomani, raccontati nel film "Lawrence d'Arabia", hanno segnato il destino di una delle ferrovie più affascinanti e tormentate del mondo]. |
Perché qui incontreremo
una delle figure più straordinarie che la Grande Storia ci ha regalato.
Un
personaggio che un filone filmico assai di moda, e gradito ai più giovani,
definirebbe oggi un “Supereroe”…
D’altronde vorrà pur dire qualcosa se, di norma, al suo cognome preferiamo apporre, non il vero nome, ma quello di un immenso paese desertico.
Del resto Lawrence d’Arabia (1888-1935) è una delle
figure più leggendarie emerse dalla Grande Guerra.
Un paladino che si è battuto
contro i turchi, ma anche contro l’establishment britannico, in favore
delle più che giuste rivendicazioni politiche dei popoli arabi, dei bedu,
i beduini del deserto.
Popoli e genti che iniziò a conoscere e a rispettare fin
da quando girò in lungo e in largo il Medio Oriente, per la sua tesi sui
castelli crociati e, poi, per scavare come archeologo in Siria.
Diventando ben
presto per tutti loro Laurens Bey o El Laurens, indifferentemente.
Sarà lui ad impadronirsi della famosa Aqaba e a far sì che i suoi raids
sferrati contro la Ferrovia dell’Hejaz, che congiungeva Damasco
(Costantinopoli) a Medina, costituiranno la prima pallina di neve scivolata sul
pendio innevato, che alla fine si trasformerà in una gigantesca valanga, che
tutto e tutti travolgerà.
L’Asia mi dà così la possibilità di
accennare alla Ferrovia dell’Hejaz. Costruita per portare i pellegrini (hajji)
originariamente alla Mecca, ma che invece si dovette arrestare a Medina.
A più
riprese ho osservato binari, stazioni, locomotive, carrozze, sia in Giordania,
che ad Istanbul.
Raccogliendo nel contempo testimonianze di un’altra ferrovia,
costruita anch’essa dai tedeschi, la Berlino (Costantinopoli)-Baghdad, i cui
treni partivano dalla medesima, stupenda stazione di Haydarpaşa di Istanbul.
E che dire dell'Orient Express?
A sua volta
strettamente collegata, dalla parte europea del Bosforo, alla stazione di
Sirkeci, dove arrivava l’Orient Express…
In Nord America, l'epopea del White Pass & Yukon Route durante la mitica
"corsa all'oro"
Con un salto ancora più grande della nostra
fantasia, superiamo l’Atlantico, per portarci fin sulle coste americane del
Pacifico settentrionale.
Fermandoci a Skagway, nell’Alaska sud-orientale (Stati
Uniti), ai confini con lo Yukon canadese.
Perché era esattamente da questo
posto remoto, che migliaia di cercatori di ogni parte del mondo partirono
durante la corsa all’oro del Klondike.
Inerpicandosi faticosamente e pericolosamente
sui passi delle Rocciose (...)
In piedi, a bordo della cabina della storica locomotiva Royal Hudson, in Canada
Il nostro tour prosegue ora in Canada.
Esattamente a Vancouver (Colombia Britannica), dove mai avrei immaginato che,
sul finire di un’intensa giornata dedicata alla “scoperta” dell’hinterland
della metropoli canadese, sarei andato incontro ad un’esperienza certamente
singolare.
Anche perché non immaginavo che le “credenziali” avute a Roma dalla Canadian
Pacific (e dall’Ambasciata USA) fossero in grado di realizzare un mio
desiderio, anche ingenuo, se vogliamo, che avevo rivolto al capotreno.
Eppure
si è concretizzato!
Poiché il management della linea ferroviaria
Squamish-Vancouver diede immediatamente l’assenso affinché salissi a bordo della
Royal Hudson, una storica e “reale” locomotiva.
Non su una carrozza
qualsiasi, bensì sul tender…
Nascita e morte della "ferrovia della gente," nell'isola di Terranova
Quattro anni dopo nell’immensa isola
canadese di Terranova sarei stato invece l’involontario testimone della morte
del “treno della gente”, che a suo tempo permise di sviluppare, non solo le
regioni attraversate, ma anche le remote aree esistenti lungo la
frastagliatissima, spesso ancora selvaggia, linea costiera, con i suoi numerosi
outports (villaggi di pescatori), dove le comunicazioni avvenivano per
lo più via mare.
Solo qua e là riuscii a vedere e fotografare tratti di binari,
che si inoltravano nelle foreste o costeggiavano qualche pond.
Quel treno per Santa Fe: tra le bellezze naturalistiche del West e i pueblos indiani
Scendendo ancora più a sud, negli Stati
Uniti mi sarei imbattuto nelle tracce di una storica ferrovia transcontinentale,
della quale basterebbe solo pronunciarne il nome per “qualificarla” più che
giustamente come leggendaria: il Treno per Santa Fe.
Da subito il
suo tracciato, che attraversava i grandiosi spazi del West e del Sud Ovest,
caratterizzati da eccezionali panorami naturali unici al mondo, e popolati
dalle più diverse tribù di Indiani delle Pianure e Pueblos, con le loro
tipiche costruzioni multipiani in adobe,
generalmente poste sui pianori delle mesas, farà di questa ferrovia un
autentico mito (...)
Ma il treno per Santa Fe presto
divenne anche un Tour Operator ante litteram, perché si inventò l’Indian
Detour, grazie al quale i suoi passeggeri (tra cui un Einstein) erano in
grado di visitare confortevolmente le bellezze naturalistiche del Sud Ovest e i
pueblos indiani, utilizzando autobus, autoveicoli, alberghi, guide,
messi a disposizione dalla ferrovia…
Il nostro viaggio intorno al mondo continua
ora in Europa.
Ripercorrendo la prima ferrovia francese
A bordo di un moderno convoglio ripercorriamo dapprima quella
che è stata la prima ferrovia francese, la Parigi-Saint-Germain-en-Laye.
Nell'isola di Smeraldo, quando le belle e i belli della metropoli irlandese andavano in treno a Kingstown, a vedere e ad essere visti...
“Esperimento”
che replicheremo in Irlanda, salendo a bordo del primo treno dell’isola di
Smeraldo, la Dublino-Kingstown, oggi chiamata in gaelico Dún Laoghaire.
Località
sulla costa irlandese prossima a Dublino, famosa dalla fine del XIX secolo per
il suo mare e le sue spiagge, dove le “belle e i belli della metropoli
irlandese andavano a vedere e ad essere visti…”.
L'ingegneria che sfida il Monte Bianco
Quasi arrivati al capolinea del nostro lungo
viaggio, facciamo ora un’inversione ad U, per tornare in Francia.
Dove avevo saltato a piè pari un paio di
treni, che invece meritano un “trattamento” particolare.
Sono quelli che, nel
sottotitolo del libro, non a caso ho definito “alpinistici”: il Tramway du
Mont-Blanc e il treno per Montenvers e la Mer de Glace.
Infatti all’inizio
del XX secolo il primo doveva addirittura spingersi fin sulla vetta del Monte
Bianco, grazie all’utilizzo di un ascensore scavato all’interno della montagna.
La sua è una storia incredibilmente curiosa e senz’altro affascinante, perfino
fantascientifica, che ci racconta come uomini determinati, ben motivati, consci
delle grandi potenzialità insite negli strumenti messi a disposizione dalle
nuove tecnologie scaturite dalla Seconda Rivoluzione Industriale,
cercarono di spingersi ben al di là di ogni limite consentito.
Per tentare di realizzare
ciò che, fino ad allora, ma ancora oggi, doveva rimanere per lo più nell’ambito
dei sogni più arditi, degni della sfrenata fantasia del loro compatriota Verne.
In treno per il Mare di Ghiaccio
Invece il treno per Montenvers fu costruito per portare i visitatori ad
ammirare quello che, a quei tempi, costituiva il più grande ghiacciaio
d’Europa, che era stato semplicemente chiamato Mer de Glace, il Mare di
Ghiaccio.
Infine, per osservare da vicino il Monte Bianco, non mi resta che salire a bordo della funivia dell'Aiguille du Midi
Dopo aver viaggiato nella stagione invernale su entrambi i treni, per
osservare da vicino il Monte Bianco all’A. non resterà che salire a bordo…
della funivia dell’Aiguille du Midi!
IL GIRO DEL MONDO… IN 15 TRENI: TRANSCONTINENTALI E DI LUSSO, DI PENETRAZIONE COLONIALE E MILITARE, DEI CERCATORI D’ORO, DEGLI HAJJI, “ALPINISTICI”

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E-Book: https://www.amazon.it/dp/B07XPFQGLW
Versione cartacea in bianco e nero: https://www.amazon.it/dp/1693164949 (241 pp., 223 foto, di cui 136 a colori, 254 note, bibliografia)
Cap. 1 Alessandria-Cairo, prima ferrovia dell’Egitto, dell’Africa, del Levante Antefatto: una Crociera sul Nilo fin de siècle La ferrovia Alessandria-Cairo “Signori, tutti in carrozza, si parte”! Storia della rete ferroviaria egiziana Cap.2 La "ferrovia del deserto", Egitto-Sudan La caduta di Khartoum e del Sudan per opera dei dervisci La costruzione della “ferrovia del deserto”, 1896-1898, e la Riconquista del Sudan Le ferrovie sudanesi Cap. 3 A bordo di un treno della celebre “ferrovia di penetrazione” Mombasa-Kampala: l'Uganda Railways, Kenya Il viaggio Un doveroso aggiornamento Storia dell’Uganda Railways, 1896-1901 Quasi un'esercitazione in imperialismo Un ostacolo certamente non previsto: i leoni “mangiatori d’uomini” dello Tsavo Nascita della città di Nairobi Attraverso la “Valle Spaccata” il treno giunge infine sulle sponde dell’immenso lago Vittoria Cap. 4 Il Lézard Rouge dei Bey di Tunisi, Tunisia Le ferrovie tunisine ASIA CAP. 5 TRA ORIENTE E OCCIDENTE: DAMASCO (COSTANTINOPOLI)-MEDINA, BERLINO-BAGHDAD, ORIENT EXPRESS INTRODUZIONE Il Pellegrinaggio verso la Mecca, l’hajji LA FERROVIA DELL’HEJAZ: LA DAMASCO (COSTANTINOPOLI)-MEDINA La Ferrovia dell’Hejaz, Lawrence d’Arabia e la Rivolta Araba WADI RUM L’ATTACCO AD AQABA MA'AN La Ferrovia dell’Hejaz oggi e la stazione di Amman LA FERROVIA COSTANTINOPOLI (BERLINO)-BAGHDAD La stazione di Haydarpaşa, Kadiköy, Istanbul LA RUMELI DEMIRYOLU E L’ORIENT EXPRESS La stazione di Sirkeci, Istanbul AMERICA Cap. 6 White Pass and Yukon Route (Alaska, Stati Uniti -Yukon, Canada) Skagway, Terminale Settentrionale dell'Alaska Marine Highway System, Southeastern Route In viaggio verso gli Inuit dell’Artico canadese, l’ultima tappa alaskana La “corsa all’oro” verso la regione del Klondike: la pista dello White Pass e il più duro Chilkoot Trail, tra Alaska statunitense e Yukon canadese La ferrovia del White Pass & Yukon Route (WP&YR), 1898-1900 Il mio viaggio su per lo White Pass Cap. 7 Viaggio nella Colombia Britannica a bordo della cabina della storica locomotiva Royal Hudson, Canada La Royal Hudson In partenza Cap. 8 “C'era una volta il treno”... Storia della "Strada della Gente", la ferrovia dell’isola di Terranova, Canada Testimone, mio malgrado, del crepuscolo del treno di Terranova La storia della “ferrovia che non c’è”: i difficili inizi L’impatto della ferrovia con gli Indiani Mi'kmaq La rete ferroviaria di Terranova Le tappe della ferrovia a Terranova Verso il tramonto Cap. 9 "Quel treno per Santa Fe": l'Atchison, Topeka e Santa Fe & Railway System nel "selvaggio" Sud-Ovest degli Stati Uniti, tra Natura e Cultura La Pista per Santa Fe “Quel treno per Santa Fe” La Storia delle ferrovie transcontinentali, Buffalo Bill e gli Indiani La Atchison, Topeka & Santa Fe L’Indian Detour EUROPA Cap. 10 Viaggio sulla storica ferrovia Parigi-Saint-Germain-en-Laye, Francia Cap. 11 Il treno “alpinista” che voleva giungere fin sulla cima del Monte Bianco, Francia 1. Premessa: breve digressione nostalgico-alpinistica 2. Chamonix, Alta Savoia 3. Le Tramway du Mont-Blanc (T.M.B.): il tram che voleva arrivare sulla sommità del Monte Bianco 3.1 Breve cronistoria del progetto 3.2 Il treno oggi 3.3 Il mio viaggio 4. Treno per Montenvers e la Mer de Glace 4.1 Grand Hôtel du Montenvers 5. Finalmente vedo il Monte Bianco, non con il treno, ma con la funivia dell’Aiguille du Midi Cap. 12 In viaggio da Dublino a Kingstown, oggi Dún Laoghaire, sul primo treno del paese (1834), Irlanda Bibliografia |