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domenica 11 ottobre 2026

440. Titolo: 305.200 volte GRAZIE! (La mia avventura più bella a 75 anni)

All'ombra dell'antico albero, lungo la sponda del Nilo Bianco, si finisce di registrare l'interessante "storia di vita" dell'anziano Ajwok Bwol: l'assistente Albino, sempre fiero del suo vistoso cappello, e l'A. prendono appunti; l'anziano intreccia una corda vegetale. Due guerrieri assistono: uno fuma la pipa, l'altro ha due lance. Provincia del Nilo Superiore, area a sud della città di Malakal vicino alla confluenza con il fiume Sobat, Sud Sudan (non ancora indipendente), gennaio 1981.

Cari lettori,
era il gennaio del 1981 quando raccoglievo la storia di Ajwok Bwol sulla sponda del Nilo Bianco, prendendo appunti con carta e penna. Esattamente quarant'anni dopo, il 3 dicembre 2021 e all'età di 75 anni, ho deciso di iniziare una nuova avventura, aprendo questo blog per continuare a fare ciò che ho sempre amato: raccontare.

Quello che non avrei mai potuto immaginare, quando ho mosso i primi passi in questo mondo digitale, è che in meno di cinque anni le storie condivise su questo schermo avrebbero raggiunto ben 305.200 visualizzazioni complessive.

 Un momento recente presso la Società Geografica Italiana: la consegna del mio libro sulle esplorazioni in Africa al Presidente e caro amico Claudio Cerreti, tra i massimi studiosi della disciplina

Questo numero enorme non è solo una statistica. Per me rappresenta ogni singolo sguardo, ogni minuto che avete dedicato alle mie parole, ogni riflessione che abbiamo condiviso. Sapere che grazie al traduttore e al motore di ricerca del blog queste storie superano i confini e vengono lette in tutto il mondo mi riempie di meraviglia. Dimostra che la curiosità non ha età, che le storie hanno il potere di accorciare qualsiasi distanza e che c'è sempre un nuovo territorio da esplorare.

Grazie di cuore per il vostro affetto e per la vostra fedele lettura. Dal Nilo Bianco alla rete, il viaggio continua!



 

sabato 10 ottobre 2026

439. Dal libro "Maasai Ediz. Non Illustrata": Un tascabile di antropologia tra mappe storiche e genti del Kenya

 

Figura 1. Carta politica, 1988

(University of Texas at Austin, Perry-Castañeda Map Collection)

Con questa specifica edizione ho voluto promuovere una versione non illustrata del mio volume sui Maasai, concepita come un vero e proprio "tascabile" di dimensioni ridotte (15,2 x 22,9 cm) e di 144 pagine. Si tratta di un'alternativa decisamente più economica, con un costo analogo a quello di un comune E-Book, pensata per poter essere utilmente impiegata e adottata nei corsi universitari di Antropologia Culturale, Etnologia, Storia dell'Africa, Storia e Istituzioni dei Paesi afro-asiatici e Geografia.

Se le immagini lasciano spazio alla parola scritta, il volume non rinuncia a un apparato scientifico fondamentale: la presenza delle "giuste" carte e mappe esplicative. Oltre alle indispensabili mappe politiche, fisiche, demografiche ed etnografiche del Kenya, il testo è arricchito da una preziosa selezione di cartografia storica e storiografica:

  • Una moderna ricostruzione del “Periplo del Mare Eritreo”, celebre portolano greco-egiziano del I secolo d.C.
  • La mappa relativa all’operazione di pattugliamento militare tra i Turkana nel Kenya nord-occidentale, diretta dal Maggiore R.F. White (tratta da Yardley, 1931).
  • Il tracciato del “Percorso della spedizione Teleki-von Höhnel ai laghi Rodolfo e Stefanie” del 1887.
  • La mappa sulla “Distribuzione delle tribù e dei clan Somali”.
  • Il rilievo sui “Villaggi dei Bon nel distretto di Lamu” aggiornato al 2023.
  • La rarissima mappa storica dell'area meridionale Galla e Waboni insieme ai paesi somali adiacenti, elaborata da von R. Brenner dopo i suoi storici viaggi di ricerca del 1866 e 1867.

Le testimonianze sul campo del 1980
L'edizione custodisce solo due testimonianze fotografiche, collocate strategicamente nelle copertine. In prima di copertina, uno scatto immortala due Rendille: un giovane guerriero e un anziano, che è anche il padrino del primo. Si abbeverano a una pozza d’acqua sorgente sul Monte Kulal, nei pressi del lago Turkana (Kenya settentrionale), nota nella tradizione locale per le sue proprietà curative contro l’asma e il mal di stomaco. Poco distante, un'altra pozza coperta dalla vegetazione è considerata un toccasana contro la dissenteria, luogo in cui mi imbattei in altri quattro guerrieri Rendille nel lontano 1980.

In quarta di copertina figura invece uno scatto dell’Autore insieme a un Elmolo. La sua capigliatura, tipicamente cespugliosa e scompigliata, è la firma visiva della presenza costante e del passaggio del fortissimo vento locale, denominato upepo.

Struttura e Sommario dell'opera
Il volume si articola in un percorso storiografico ed etnografico che mappa capillarmente la complessità culturale del Kenya:

  1. Introduzione Storica: Dalla preistoria e dalle scoperte paleontologiche in Africa Orientale fino alla dominazione portoghese, al controllo dei sultani omaniti, all'avvento coloniale inglese (IBEAC) e alla drammatica rivolta dei Mau Mau (1952-56) verso l'indipendenza del 1963.
  2. Quadro Etno-Antropologico: Un'analisi arricchita dalla preziosa galleria di dipinti etnografici di Joy Adamson, che ha impresso sulla tela le fisionomie di 22 popoli del Kenya.
  3. Le Grandi Famiglie Culturali: Studio scientifico della cultura sincretistica Swahili costiera; dei Bantu agricoltori (Kikuyu e Bagiuni); dei Nilo-Camiti pastori nomadi (Maasai); dei Nilotici (Luo) e delle popolazioni di lingua cuscitica (Somali, Borana, Rendille).
  4. Le Culture Marginali: Spazio dedicato alle minoranze di cacciatori-raccoglitori (Dorobo delle foreste e Bon della foresta costiera) e ai pescatori Elmolo del Lago Turkana.
  5. Appendice dal Diario di Ricerca: Il resoconto storiografico ed emotivo della mia prima, avventurosa "iniziazione" antropologica sul campo nel giugno del 1976.

Fonti e Bibliografia di riferimento

  • Adamson, Joy – The Peoples of Kenya, Dipinti e catalogazione etnografica, 1967.
  • Yardley, J. – Paraphrasing Major R.F. White's Military Patrols among the Turkana, 1931.
  • Brenner, Richard von – Mappe e relazioni dei viaggi nell'area Galla e Waboni, 1866-1867.                     
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TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE
p.s. Le visualizzazioni del blog nel mese di settembre sono state 20.640.

mercoledì 30 settembre 2026

438. Dal libro "Viaggio attraverso l'Inside Passage": Introduzione alla terra e alla cultura degli Indiani del Nord-Ovest

Figura 16. Il villaggio indiano Hàida di Skidegate, 1878. Queen Charlotte Islands (Hàida Gwaii), Colombia Britannica, Canada (Library and Archives Canada)

Un viaggiatore che nel XIX secolo fosse in navigazione nelle acque relativamente tranquille del "Passaggio Interno" (Inside Passage), e che intendesse avvicinarsi alla costa per poi sbarcare, sarebbe stato notevolmente impressionato e fortemente attratto dall'aspetto del paesaggio naturale, del tutto invasivo e sorprendente, che lo circondava in ogni dove. Un complesso, intricato, forse anche "caotico" blend composto da mare, terra, cielo, alte montagne innevate, profondi fiordi, frastagliate isole, foreste sterminate e ghiacciai.

Con ogni probabilità, come leggiamo nelle relazioni di quei navigatori, ciò che sotto costa li attendeva era, forse, ancora più affascinante dell’ambiente stesso. Avrebbe infatti osservato gli insediamenti delle popolazioni autoctone, tutti localizzati nelle immediate adiacenze delle spiagge, con i frontali delle loro “lunghe” case e gli alti totem commemorativi, fatti costruire dai capi più importanti, che spesso erano in grado di “forare” l’onnipresente cortina nebbiosa, parte integrante di questi luoghi così insoliti per un europeo. Via via il visitatore avrebbe intravisto le punte degli altissimi alberi di conifere, seguite dai tetti delle grandi case costruite fin sulla battigia. Poi avrebbe individuato la diffusa presenza di decine di alti pali, superbamente scolpiti, posti davanti e ai lati di quelle abitazioni. Infine avrebbe osservato le lunghe e agili canoe da guerra e da pesca.

Il mio arrivo a Yah-lis (Alert Bay) nel 1983
In Canada ebbi modo di essere "iniziato" a queste culture marittime, avvicinandosi ad esse nell'unico modo possibile, che spesso è ancora quello di un tempo: la nave si stava ormai accostando, attraverso una forte pioggia estiva e nella spessa nebbia, ad uno dei loro più importanti insediamenti: Yah-lis (Alert Bay), l'ombelico della cultura Kwakiutl (oggi Kwakwaka’wakw). È qui che sono nati i grandi personaggi di questo gruppo, capi e scultori di totem. Dove in passato, ma anche recentemente, si sono tenuti alcuni tra i più fastosi ed importanti potlatch.

Mentre cominciavo a distinguerne i primi manufatti, mi trovai inaspettatamente a pensare, anche con un pizzico di invidia, alla "fortuna" di cui avevano goduto quegli etnologi che vi avevano lavorato alla fine del XIX secolo, avendo avuto la possibilità di conoscere comunità che a quel tempo ancora conservavano sostanzialmente "integra" la propria struttura culturale. Il moderno viaggiatore può solo tentare di immaginare ciò che, a quei tempi, poteva significare essere introdotto in maniera così stupenda e spettacolare a queste comunità indiane.

D'altra parte lo scenario nel quale sono calate, l'habitat e gli specifici aspetti geo-climatici, da allora non hanno subito modifiche, se non impercettibilmente. Il paesaggio, l'avvicinamento dal mare, le nebbie che tutto avvolgono e nascondono, sono variabili indipendenti. È l'aspetto culturale delle comunità, compreso quello insediativo, che si è ovviamente trasformato. Per quanto riguarda il villaggio, ove non sia stato abbandonato, in genere ha subito un lieve spostamento verso l'interno. Molti degli alti totem sono stati lasciati completamente in balia delle intemperie e dell'erosione degli agenti marini; molti altri sono stati restaurati e posti all'interno di strutture museali della regione o nei grandi musei nazionali. Ma ancora oggi i totem continuano ad essere costruiti, perpetuando le tradizioni che si fondano sull'attaccamento alla propria identità individuale, familiare, clanica e di gruppo.

Il mare, l'arte e l'economia del Potlatch
Ogni studente di etnologia e di antropologia culturale durante il proprio corso studiòrum prima o poi ha avuto modo di toccare letteralmente con mano pagine e pagine di brillanti analisi e approfondite ricerche focalizzate sulla cultura degli Indiani del Nord-Ovest. Ciò per un concatenamento di cause facilmente individuabili: non solo perché l'intera economia di questo gruppo era — lo è ancora oggi — correlata al mare e all'ambiente marino, ma perché essa, dal punto di vista socio-culturale oltre che da quello più prettamente estetico e artistico, è caratterizzata dalla costruzione di alti totem commemorativi stupendamente intagliati e da complesse e rituali attività di dono e ridistribuzione: i potlatch.
Figura 31. Si espongono le maschere nel potlatch Kwakiutl (Kwakwaka'wakw), Curtis, 1914

Quando i capi davano il via a questi grandiosi festeggiamenti, che si traducevano in vere e proprie orge alimentari, in breve tempo veniva dilapidato un immenso patrimonio per festeggiare un matrimonio, celebrare una vittoria o ristabilire relazioni d'amicizia con gruppi rivali. Cibo e diritti di pesca venivano donati, l'olio di pesce bruciato, le canoe e le coperte distrutte, e le preziose piastre di rame spezzate.

Salmoni, totem, potlatch, insediamenti marittimi e "monete" di scambio (come i rami o le coperte “Chilkat”) formano un unico, lunghissimo filo conduttore che ha saputo guidare questi popoli attraverso il tempo fino ad oggi, conservando pressoché intatto lo "zoccolo duro" del patrimonio tradizionale. E questo nonostante l'accanimento storico subito da parte di individui e governi: le coercizioni canadesi, americane e della Compagnia dell'America Russa, il traffico illecito di alcol, le migrazioni invasive legate alle corse all'oro e l'attacco frontale alle istituzioni cardine della loro cultura, come la lunga proibizione legale del potlatch.

Anche se i potlatch continuarono a essere celebrati segretamente, l'ordine economico e il modello sociale di distribuzione della ricchezza ne uscirono distrutti. I capi persero la loro centralità finanziaria, potendo contare solo sui propri guadagni, e la popolazione fu costretta a impiegarsi nelle fabbriche conserviere industriali, abbandonando le tradizionali e secolari catene di raccolta del cibo.

Fonti e Bibliografia di riferimento

  • Boas, Franz – The Social Organization and the Secret Societies of the Kwakiutl Indians, 1897.
  • Archivi dell'U'mista Cultural Centre – Cronache d'allontanamento e restauro della collezione cerimoniale di Yah-lis (Alert Bay).
  • Registri della Compagnia dell'America Russa – Documenti sulle storiche restrizioni commerciali e culturali nel Nord-Ovest Pacifico. 

VIAGGIO ATTRAVERSO L'INSIDE PASSAGE, NELLA TERRA DEGLI INDIANI DEI TOTEM E DELL’EX AMERICA RUSSA SULLA COSTA DEL PACIFICO DELL’AMERICA DI NORD-OVEST, TRA COLOMBIA BRITANNICA E ALASKA

E-Book e versione cartacea di grandi dimensioni a colori e in bianco e nero (16.99 cm x 1.17 x 24.41), 192 pp., 287 note, 191 immagini (118 sono mie) 


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Sommario

 PRESENTAZIONE: IL LIBRO

 PREMESSA: IL VIAGGIO                                                             

CAP. 1 INTRODUZIONE GEOGRAFICA

CAP. 2 INTRODUZIONE ETNO-ANTROPOLOGICA: GLI INDIANI DEL NORD-OVEST

I Potlatch; I Totem; Le abitazioni: la “grande casa” dei Kwakiutl, la “lunga casa” delle altre tribù; Kwakiutl (oggi Kwakwaka’wakw); La “Società dei Cannibali”: gli Hāma'tsa; Tsimshian; Hàida; Tlingit

                                             PARTE I: CANADA

CAP. 3 NELLA BRITISH COLUMBIA, AL LARGO DELL’ISOLA DI VANCOUVER, UN’IMMEDIATA E STRAORDINARIA FULL IMMERSION  NELLA TERRA DEI KWAKIUTL, TRA LE ISOLE QUADRA (CAPE MUDGE) E CORMORANO (ALERT BAY)

Dal diario di viaggio; Alert Bay; Gilbert Popovich, sindaco italiano di Alert Bay

CAP. 4  RITORNO A VANCOUVER. VISITA AI TOTEM DELLO STANLEY PARK E DEL MUSEO DI ANTROPOLOGIA

CAP. 5 PRINCE RUPERT, COLOMBIA BRITANNICA SETTENTRIONALE, TERRA TSIMSHIAN

Dal diario di viaggio; Prince Rupert

                       PARTE II: ALASKA, L’EX AMERICA RUSSA

CAP. 6  I PROMSYSHLENNIKI, CACCIATORI RUSSI DI PELLICCE, FONDANO L'AMERICA RUSSA (1741-1798)

La Compagnia privata Golikov-Shelikhov (1783-1799), la Rossiyskaya-Amerikanskaya Kompaniya, la Compagnia Americana Russa (1799-1867); Nascita ed  evoluzione di una capitale coloniale: S. Michele-Novo Arkangelsk (futura Sitka), 1799-1808; La “San Pietroburgo del Pacifico”, 1841-1867; 1867: fine di un lungo sogno. Sitka prende il posto di Novo Arkangelsk, gli statunitensi dei siberiani

CAP. 7  IL VIAGGIO NELL’INSIDE PASSAGE, ALASKA: KETCHIKAN, WRANGELL

Dal diario di viaggio: sosta preliminare a Ketchikan; Dal diario di viaggio: Wrangell; Wrangell, cittadina sotto tre bandiere: russa (1833-1840), britannica (1840-1867), statunitense (dal 1867)

CAP. 8  RITORNO A KETCHIKAN

Dal diario di viaggio

Cap. 9  SITKA

Dal diario di viaggio; Sitka

CAP. 10 INTERLUDIO

CAP. 11  SKAGWAY

Skagway, base di partenza per la grande corsa all’oro del Klondike; 

Il visionario; L’eroe.; ll bandito; Il duello

Dopo la scoperta dell’oro a Nome, nell’Alaska continentale, e la costruzione della ferrovia, Skagway perde tutto il suo appeal; Dal diario di viaggio; Skagway

                                             APPENDICE

Nell’Inside Passage, al tempo della spedizione del Duca degli Abruzzi al monte Sant’Elia del 1897, trentesimo anniversario dell’acquisto dell’America Russa.

Balenieri, emigranti europei, Indiani del Nord-Ovest; Alla ricerca dell’oro; Il racconto della spedizione; I Tlingit; Wrangell; Sitka

                                            BIBLIOGRAFIA 

CARTE; Alaska; Canada 


 TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE.

p.s. 1 ottobre 2026, ore 09:03 CEST. Nelle ultime 24 ore il blog ha avuto  2.070 visualizzazioni (20.640 il mese di settembre).

lunedì 28 settembre 2026

437. Dal libro "Pirati, corsari e contrabbandieri…, Parte I. Atlantico del Nord": Il folle sogno del Sultano del Marocco che chiese in sposa la figlia del Re Sole

Ritratto di Maria Anna di Borbone, principessa di Conti, 1690-91, di François de Troy, Museo di Belle Arti di Agen (l'immagine non figura nel libro)

Figura 37. Mulay Ismāʿīl, 1690, di Nicolas II de Larmessin (BNF Gallica)

Da Meknès, la “Versailles” marocchina del “Sultano Sole” Mulay Ismāʿīl Ibn ʿAlī al-Sharīf (1672-1727) — monarca schiavista la cui flotta di Salé, forte di un centinaio di navi, lo riforniva continuamente di schiavi bianchi —, nel 1698 venne inviato come Ambasciatore presso la “vera” Versailles il celebre corsaro Abdellah Benaïcha.

Durante il suo soggiorno diplomatico a Parigi, l'ambasciatore-corsaro fu invitato a un gran ballo presso il castello di Saint-Cloud. Fu lì che i suoi occhi incrociarono Maria Anna di Borbone, Principessa di Conti. La trentaduenne vedova era la figlia naturale legittimata di Luigi XIV e della sua favorita, Louise de La Vallière.


Il castello di Saint Cloud in un dipinto di Étienne Allegrain (1675). .
Il castello andò distrutto nel 1870, durante la guerra franco-prussiana (l'immagine non figura nel libro).

Come descritto magistralmente dallo storico Michel de Decker nella trasmissione Secrets d'Histoire su France 2: “Era bella, era snella, era alta, ballava in modo ammirevole... Non appena è apparsa, l'intera corte era in subbuglio. Ovviamente, Abdellah Benaïcha non sfuggì al suo fascino”.

Colpito da tanta grazia, il diplomatico barbaresco iniziò a nutrire un disegno geopolitico e sentimentale audace. Come aggiunge la storica Clémentine Portier-Kaltenbach: “Egli nutre questo folle sogno di vedere il suo sultano sposare la figlia dell'imperatore d'Europa, l'imperatore dei francesi, Luigi XIV”.

Il gran rifiuto e gli orologi di Meknès
Subito informato dal suo ambasciatore, il Sultano Mulay Ismāʿīl approvò entusiasta l’idea e avanzò formalmente a Luigi XIV la richiesta di avere in sposa la principessa. La proposta di matrimonio fu però respinta dal Re Sole, intenzionato a evitare un simile legame dinastico e religioso.

A testimonianza di questo straordinario intrigo diplomatico rimangono oggi prove tangibili. Nel corso delle mie ricerche e dei miei viaggi in Marocco, all'interno del sontuoso mausoleo di Mulay Ismāʿīl a Meknès, ho osservato e fotografato due dei quattro preziosi orologi a colonna Comtoise. Pare infatti che questi rari pezzi d'orologeria furono offerti in dono dallo stesso Re Sole per compensare e addolcire il "gran rifiuto" matrimoniale.

Figura 40. La tomba di Ismāʿīl. Si vedono due dei quattro preziosi orologi a colonna Comtoise donati da Luigi XIV al Sultano (vedi nota n.77) (© Franco Pelliccioni)


Questa incredibile vicenda storica ha in seguito ispirato la scrittrice Anne Golon per una delle celebri avventure della sua eroina Angelica. Immortalata nel 1968 nel film Angelica e il Gran Sultano.

E per quanto riguarda l’ambasciatore? Smessi i panni della diplomazia e indossato nuovamente l’abito del corsaro, Abdellah Benaïcha tornò a solcare l'oceano. Nel 1713, nelle acque delle Azzorre, catturò una nave portoghese, ma la sua imbarcazione fece tragicamente naufragio, ponendo fine alle avventure dell'uomo che aveva osato sognare un matrimonio impossibile tra Versailles e il deserto.

Ambasciatore Ammiraglio Abdellah Ben Aicha 1685 (l'immagine non figura nel libro)

Fonti e Bibliografia di riferimento

  • De Decker, Michel / Portier-Kaltenbach, Clémentine – Analisi storiche in "Secrets d'Histoire: Mulay Ismāʿīl", France 2.
  • Archivi Diplomatici di Versailles – Corrispondenza e relazioni sull'ambasciata di Abdellah Benaïcha a Parigi (1698-1699).
  • Registri Marittimi di Salé – Cronache della guerra di corsa nell'Atlantico e naufragio alle Azzorre (1713).
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PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XIX SECOLO.   
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PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO “b/w”: IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI E AVVENIMENTI. PARTE I: ATLANTICO DEL NORD : PELLICCIONI, FRANCO: Amazon.it: Libri

SOMMARIO

1. PREMESSA

In Atlantico; Nel Mediterraneo, tra Maghreb e Istanbul; I Corsari cristiani: Cavalieri Ospedalieri di San Giovanni (Rodi, Malta) e gli schiavi musulmani; La confusione delle lingue e delle “carriere”

2. PRIMA DI INIZIARE, UNO SGUARDO ALLE “TAPPE” E “COSE” SALIENTI, CHE IL LETTORE TROVERÀ NELLE PAGINE DEL PRIMO VOLUME

3. INTRODUZIONE

Corsari barbareschi; Corsari europei; Ricordando i Vichinghi, pirati per antonomasia; La prima razzia al di fuori della Scandinavia: Il Monastero dell’isolotto di Lindisfarne, Nord Inghilterra, 793 D.C.; Nobili che si dedicarono alla proficua attività piratesca o corsara; Le vicende piratesche dell’orcadiano John Gow interessano agli scrittori Walter Scott e Daniel Defoe; Corsari (e megalomani) diventati Governatori, Re, perfino Presidenti di una Repubblica Corsara; La pirateria “endogena”; Battaglie navali, distruzione di città e porti nemici, razzie e scorrerie, cattura di schiavi; Il Caso del Marocco: gli schiavi domestici, le schiave dell’Harem Reale, sciolto solo nel 1999; Lungo le coste di continenti e isole, un po’ dappertutto sorgono forti, castelli, torri di guardia

         ATLANTICO DEL NORD

4. RABAT-SALÈ (MAROCCO) E LA REPUBBLICA CORSARA DI BOUREGREG, 1627-1668

Cenni preliminari sul Sultanato del Marocco; Il Regno del Marocco dal 1957; Presentazione del capitolo; Primo Presidente della Repubblica Corsara è l’olandese Jan Janszoon van Haarlem, alias Murat Reis “Il Giovane”; Il tramonto della “corsa”; La Rue des Consuls e il mercato degli schiavi a Rabat

5. MEKNÈS (MAROCCO): LA “VERSAILLES” DEL “SULTANO SOLE” MULAY ISMĀʿĪL IBN ʿALĪ AL-SHARĪF (1672-1727), SCHIAVISTA E “CORSARO”

Presentazione di Meknès, la Città Imperiale di un unico Sultano; Meknès nel 1933; Il “Sultano Sole”, tra delirio di onnipotenza, infamità, schiavismo, inaspettata considerazione per la religione cristiana; Habs Qara, la prigione sotterranea degli schiavi (matamore) di Meknès, e la Qubbat Al-Khayyatin, la residenza degli ambasciatori europei; La storia della lunga e terribile prigionia, e le avventure guerresche al soldo del Sultano, dello schiavo Thomas Pellow (1704-1745); Il ritorno a casa, 1738

6. FÈZ (MAROCCO): MERCATO PUBBLICO E PRIGIONE DEGLI SCHIAVI BIANCHI

Presentazione; Gli schiavi, il mercato pubblico, il funduq Barka, la prigione nella Kasbah Cherarda; XVII Secolo; XVIII Secolo; XIX Secolo; XX Secolo; Premessa; Due testimonianze d’inizio secolo: il Mercato degli Schiavi di Fèz

7. MARRAKECH (MAROCCO): MERCATO SCHIAVI BIANCHI (E NERI) E PRIGIONE

Presentazione; Il Mercato degli Schiavi di Rabha Kedima; La Prigione degli Schiavi nei sotterranei del maestoso Palazzo di el-Badi, da secoli semidiroccato; Gli schiavi (bianchi e neri)

8. ISOLE CANARIE (SPAGNA): CORSARIOS LANZAROTEÑOS, CORSARI INGLESI, FRANCESI, BARBARESCHI

Presentazione; Cristoforo Colombo; i Favoriti della Regina Elisabetta I: Sir John Hawkins, Walter Raleigh; Isola di Lanzarote; Città di Teguise; Da un’antica cronaca del 1618; Il Castello di Santa Barbara; Città di Arrecife; Playa Blanca, Lanzarote meridionale; Isola di Fuerteventura; Città di Betancuria; Da: Breve noticia de las Islas Canarias; Nel 1740, ad un mese di distanza l’uno dall’altro, due attacchi di corsari inglesi della Nuova Inghilterra; Le fortificazioni; Il rifugio dei corsari dell’Isla de Lobos

9. ISOLA DI MADEIRA (PORTOGALLO): CORSARI FRANCESI, BARBARESCHI, INGLESI, CONTRABBANDO DEI MADEIRENSES

Presentazione; Giungono i primi corsari, 1566; Da un’antica cronaca del 1649; Madeira, base per i corsari inglesi; I Forti della città’ di Funchal; Fortezza di São Lourenço, 1542-1612; Fortezza di São Filipe do Pelourinho, o Fortaleza Nova da Praça, 1581; Fortezza di São Tiago, 1637-1767; Fortezza di São João Baptista do Pico (1638-1641); Forte di Nossa Senhora da Conceição, 1687; Forte São José, ca. 1750; Alla fine del XIX secolo le fortezze sui due isolotti, a guardia della baia di Funchal, vengono prima uniti, poi collegati alla terraferma; Contrabbando di pesce, tabacco, vino, legname

10. SAINT-MALO (FRANCIA): LA CITTA’ DEI CORSARI E SCHIAVISTI BRETONI

Presentazione; Una saga Malouine: Ces messieurs de Saint-Malo, i Carbec; La Mer Bonne, il “Mare Buono”, ovvero la baia dell’isola di Saint-Malo. Sicuro rifugio per le navi corsare e i loro carichi; La Vesuvius, misteriosa “macchina infernale” utilizzata dagli inglesi nel 1693, per sbarazzarsi definitivamente della città e dei suoi abitanti; Antefatto; Saint-Malo e i corsari barbareschi, XVI-XVII secolo

11. ISOLA DI BARRA (EBRIDI ESTERNE, SCOZIA, GRAN BRETAGNA), E L’ISOLA DEI PIRATI DI KISIMUL

Presentazione; Le gesta del pirata Ruari MacNeil, detto il Turbolento; Imprigionato dal figlio Neil Og MacNeil; La galea di Kisimul

12. ISOLE ORCADI (SCOZIA, GRAN BRETAGNA): PIRATI, CONTRABBANDIERI DI GIN E WHISKY

Presentazione; Il pirata John Gow; Le imprese piratesche di John Gow nei mari di Spagna, Francia, Portogallo; Il ritorno nelle Orcadi; La cattura nel settentrionale Calf Sound; Il contrabbando di birra e liquori; George Eunson: corsaro, contrabbandiere, politico, doganiere, pilota di nave; Le astuzie del contrabbandiere Mansie Eunson e l’acqua della sorgente del futuro Highland Park whisky

13. ISOLE SHETLAND (SCOZIA, GRAN BRETAGNA): CORSARI FRANCESI E CONTRABBANDIERI (GIN, TABACCO, LEGNAME)

Presentazione; Il “vizio nazionale degli scozzesi”; I lodberries; Quando il contrabbando diventa un’industria; Gli escamotages delle false dichiarazioni doganali. Il “baratto” nella Fiera Estiva di Lerwick; Le triangolazioni internazionali

14. ISOLE FÆR ØER (DANIMARCA): CORSARI BARBARESCHI E PIRATI

Presentazione; Il forte di Skansin, Tórshavn; Magnus Heinason, corsaro e monopolista faroese, edifica il forte di Skansin, 1580; L’imprendibile isolotto di Stóra Dímun; La remota isola meridionale di Suðuroy; Pirati e corsari, tra leggenda e verità

15. ISOLE DI SAINT-PIERRE E MIQUELON (FRANCIA): PIRATI, CORSARI, CONTRABBANDIERI (ARMI, LIQUORI, TABACCO)

Presentazione; Isolani di Miquelon=Pirati?; Insediamenti francesi nelle isole di Terranova e di Saint-Pierre; Saint-Pierre: i “Tempi della fame” e il contrabbando di liquori e tabacco; Contrabbando d’armi con i rivoluzionari americani; Courir sus à l'ennemi, ovvero la parentesi corsara di Saint-Pierre, 1778-1813; "Le temps de la fraude": il rum running all’epoca del proibizionismo e di Al Capone, 1922-1933

16. ISOLA DI TERRANOVA (CANADA): CORSARI INGLESI, FRANCESI, OLANDESI; PIRATI INGLESI E TERRANOVESI

Presentazione; Il corsaro francese Jean Ango, gli inglesi Sir Henry Oughtred, Sir John Perrot, Sir Bernard Drake; Peter Easton, il pirata di Terranova per antonomasia; Henry Mainwaring, corsaro, pirata, politico, infine viceammiraglio; Il pirata John Nutt; Scendono in campo i corsari olandesi: Michiel Adriaenszoon de Ruyter, Jacob Everson; Maria Lindsey, la “pirata” di Terranova, 1740-1760

17. ISLANDA: PIRATI E CORSARI INGLESI E BARBARESCHI

Presentazione

18. ISOLE SVALBARD (NORVEGIA): LA NOORDSCHE COMPAGNIE OLANDESE, CORSARI FRANCESI, INGLESI, INTERLOPERS

Presentazione; Gli interlopers inglesi e la Muscovy Company; I corsari di Luigi XIV, il Re Sole, dai porti di Dunkerque, Bayonne e Saint-Malo si spingono nell’Artico; Jean Bart, un corsaro che diventerà un nobile; Nel 1693 l’episodio più rilevante si deve ai corsari Petit Renau, Coursic, de Harismendy

19. LA GUERRA DI CORSA IN ATLANTICO DELLA DE WESTINDISCKE COMPAGNIE OLANDESE, 1623-1640

Presentazione; La kaapvaart, la “corsa”, 1623-1640; I corsari Pieter Schouten, Hendrick Jacobsz, Piet Heyn

20. BIBLIOGRAFIA


venerdì 25 settembre 2026

436.Dal libro " Ultima Thule": La caccia alle streghe nelle Shetland e il verdetto della Gallows Hill di Scalloway

  

Figura 70. Il Loch of Tingwall fotografato dalle pendici della Tingwall Gallows Hill

Il mese di dicembre è il periodo più rigido in queste isole remote, dove le temperature oscillano costantemente tra minime sotto lo zero e massime che sfiorano appena i 6°C. In questo lembo di terra atlantica si contano in media 21 giorni di neve e 24 giorni con temperature sotto lo zero, il tutto sferzato da frequenti gales, raffiche di vento che superano regolarmente i 62 km/h. La storia climatica dell'arcipelago custodisce persino un dato incredibile: nel 1963, nell’isola di Unst, il vento raggiunse la velocità record di 327 km/h, prima di sradicare completamente l’anemometro.

Fotografare in questo contesto, e in questo specifico periodo dell'anno, ha costituito una vera e propria impresa antropologica e tecnica. Con una finestra di luce sufficiente risalente a pochissime ore al giorno — all'incirca tra le 11 del mattino e le 15 del pomeriggio —, ho dovuto fare i conti con un apparato fotografico all'epoca particolarmente pesante. La mia attrezzatura consisteva in una Nikon F dotata di un obiettivo 50 mm Nikkor H.C, un grandangolare Nikkor 28 mm e un teleobiettivo da 300 mm Nikkor-H Auto, completata da filtri skylight e pellicole per diapositive Ektachrome.

Dalla giustizia vichinga al patibolo feudale
In Scozia i procedimenti giudiziari riguardanti i crimini di stregoneria si tennero tra l’inizio del XVI e la metà del XVIII secolo, specialmente dopo l’entrata in vigore del Witchcraft Act (1563). Si stima che in questo periodo siano state giustiziate più di 1.500 persone, prima strangolandole e poi bruciandole sul rogo.

Viaggiando verso il nord-ovest di Mainland, la principale isola delle Shetland, subito dopo aver lasciato l’antica capitale Scalloway, si costeggia il Loch di Tingwall. Questo specchio d'acqua è uno storico centro dell’epoca Vichinga: l’isolotto di Law Ting Holm, come indica il toponimo di origine norvegese, era il luogo dove un tempo si riuniva la Lawthing per legiferare e amministrare la giustizia. Si trattava del corrispondente delle Shetland dell’Althing islandese, l’Assemblea degli Uomini Liberi.

A brevissima distanza dal luogo della legge sorgeva l'archeologia del terrore. Sulla vicina collina occidentale, denominata "Gallows Hill" (da Gallow, ovvero “patibolo” o “forca”), si giustiziavano i condannati a morte e le presunte streghe, a partire dal 1603 fino all’inizio del XVIII secolo. “The west hill of Scalloway callit the gallow hill abone Houll” (“la collina occidentale di Scalloway chiamata gallow hill sopra Houll”), si legge infatti in un registro del tribunale risalente al 1615.

Uno studio dell’Università di Vienna ha rilevato come nelle Shetland vi siano state ben 15 colline del patibolo, ma la più importante – forse perché l’ultima a rimanere attiva – è stata proprio quella di Scalloway. Samuel Hibbert, nella sua Descrizione delle Isole Shetland del 1822, rileva come questo rilievo fosse "un luogo di esecuzione occasionale nel paese, durante il periodo oppressivo in cui la feudalità esercitava il suo dominio senza legge".

I registri della morte: i casi accertati
Scavando nei registri giudiziari dell'arcipelago, emergono le storie e i nomi di chi salì su quella collina senza fare ritorno:

  • 1615: Il boia impicca i ladri Christopher Esplein, Bothuel ‘Buttie’ Erasmussone e Iver Manssone.
  • 1616: Tre donne e un uomo vengono riconosciuti colpevoli di stregoneria, contatto con il diavolo e ruberie. Le donne Katherine Jonesdochter, Jonka Dyneis e Barbaray Scord vengono strangolate e bruciate; Robert Boundson viene invece impiccato.
  • 1618: Davanti al castello di Scalloway viene decapitato William Sutherland per omicidio, mentre sulla collina viene strangolato e bruciato John Thompson.
    Figura 69. Il castello diroccato di Scalloway, foto d’epoca
                         
     

  • 1625-1628: Robert Ingsetter, Mans Christophersson e William Cogill vengono mandati alla forca per furto, mentre Marioun Thomasdochter viene gettata da una scogliera.
  • 1644: Le streghe Marion Peebles (alias Pardone) e Margaret Guthramdaughter vengono prima strangolate, poi bruciate alle due del pomeriggio: “to be taken brought hence to the place of execution to the Hill of Berrie and there wyryt at ane stak and brunt in ashes betwix and 2 aftirnoone”.
  • ca. 1690: Due streghe, madre e figlia, Barbara Tulloch e la figlia Ellen King, sono le ultime a essere bruciate sul rogo nelle Shetland in base alla legge del 1563.
Il memoriale delle vittime del Witchcraft Act eretto nel 2024 alle pendici della Gallows Hill (foto The Shetland News). La struttura si trova nell'esatta zona da cui catturai la tenebrosa e gelida veduta del Loch of Tingwall [vedi figura n.70]. Uno scatto recente che arricchisce la ricerca documentata nel libro. 

Oggi, le pendici della Tingwall Gallows Hill, da me fotografate, scorrono silenziose davanti agli occhi dei viaggiatori. Una memoria drammatica che le Shetland hanno deciso di affrontare apertamente, come testimonia il monumento inaugurato nel 2024 e documentato dalle cronache del The Shetland News, a perenne ricordo di quelle tragiche epoche di persecuzione e intolleranza.

Fonti e Bibliografia di riferimento

  • Hibbert, Samuel – A Description of the Shetland Islands, 1822.
  • Court Books of Shetland – Registri e verbali del tribunale di Scalloway (1615-1644).
The Shetland News – Cronache storiche e documentazione sul monumento alla memoria, 2024.


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SOMMARIO

PREFAZIONE

INTRODUZIONE

TAPPA NELL’INGHILTERRA SETTENTRIONALE: DURHAM E L’ESCURSIONE NEL  LAKE DISTRICT

Durham, “modello” di Geografia Urbana; Warkworth, Lindisfarne e Durham; Fondazione di Durham; Sir Walter Scott, le Shetland e Durham,; Dalle miniere di carbone ai colleges universitari; L’escursione nel Lake District

STORIA DELLE SHETLAND

I Pitti, i Brochs, Jarlshof; Jarlshof; Broch Clickhmin, Lerwick; Vichinghi, Norvegesi, Dano-Norvegesi, Scozzesi; Gli arcipelaghi delle Shetland e delle Orcadi offerti in garanzia alla Scozia

LA LINGUA, TRA INGLESE E NORN

Il Folklore; L’Up-Helly-Aa

LEGAMI CON LA NORVEGIA

L’ECONOMIA

Agricoltura; Allevamento; Pesca e Itticoltura; Petrolio; Turismo

NASCITA (CON PECCATO ORIGINALE) E SVILUPPO DI LERWICK

Il “peccato originale” di Lerwick: il contrabbando; La Storia dei Lodberries

L’ISOLA DI MAINLAND

Lerwick; Scalloway; Nel nord di Mainland: la Gallows Hill (la “Collina delle streghe”), Tingwall, Weisdale Voe, Esha Ness; Nel sud di Mainland

LE CRISI ESISTENZIALI COLLETTIVE

- LE QUATTRO RIVOLUZIONI CULTURALI

PRIMA RIVOLUZIONE, 1886: il Crofters' Act

SECONDA RIVOLUZIONE, ‘1960: lana, maglieria, pesce refrigerato, artigianato d’argento

TERZA RIVOLUZIONE, 1971-1998: scoperta e sfruttamento di petrolio e gas

QUARTA RIVOLUZIONE, 1998-oggi: contrazione estrazione petrolifera, rinascita e sviluppo delle tradizionali attività economiche (crofting, allevamento, pesca, itticoltura), turismo

Petrolio, gas; Pesca e itticoltura; Coltivazione, allevamento, turismo

CONTRABBANDO E PIRATERIA NELL’ARCIPELAGO

I NAUFRAGI

In Scozia; Protezione dei relitti di importanza storica; Nelle Shetland; Le basi a terra dell’haaf: Walls e Stenness (Mainland); Naufragi “importanti” e relitti tutelati dalla legge: XVII-XVIII secolo; Durante la Grande Guerra; Nella Seconda Guerra Mondiale

FAIR ISLE

1. Il naufragio di El Gran Grifón, 1588; 2. Naufragi, 1868-1894; 3. L’anno del disastro, 1897: L’antefatto; La tragedia ha inizio; La richiesta dei soccorsi

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


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TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE.






440. Titolo: 305.200 volte GRAZIE! (La mia avventura più bella a 75 anni)

A ll'ombra dell'antico albero, lungo la sponda del Nilo Bianco, si finisce di registrare l'interessante "storia d...