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domenica 6 settembre 2026

429. Dal libro "Tra i ghiacci del Passaggio a Nord-Ovest": La Waltham Orient Buckboard (1906), la prima automobile nell'Artico

 

Fig.  247  L’auto porta le provviste per Peter Freuchen a Pustervig (The Royal Library: The National Library of Denmark and Copenhagen University Library, Denmark - CC BY-NC-ND) 

https://www.europeana.eu/it/item/92023/images_billed_2010_okt_billeder_object126517

Nel corso delle mie ricerche iconografiche per il libro "Tra i ghiacci del Passaggio a Nord-Ovest. Prologo ad una ricerca antropologica tra gli Inuit dell’Artico canadese", mi sono imbattuto in uno scatto d'archivio su Europeana che ha immediatamente acceso la mia curiosità di ricercatore.

Non potevo credere ai miei occhi: un’automobile “ridotta all’osso” correva sui ghiacci della Groenlandia all’inizio del XX secolo. Si trattava, a tutti gli effetti, della prima automobile a essere mai stata utilizzata nell’Artico.
  Dopo aver propedeuticamente dato un’occhiata ad un paio di pagine dedicate alla spedizione dal celebre antropologo francese Jean Malaurie in Groenlandia, e iniziato un doppio ciclo di ricerche storiche sulla Spedizione della "Danimarca" (1906-1908) e sulla storia dell'automobilismo, sono riuscito a ricostruire i dettagli di questa incredibile sfida tecnologica.
La "macchinetta" tra i ghiacci
Il veicolo in questione è una Waltham Orient Buckboard (Engine no. 2478) del 1906, prodotta nel Massachusetts. Un mezzo di soli 272 Kg, alimentato da un motore monocilindrico posteriore da 4 CV, raffreddato ad aria. Sebbene la sua velocità massima dichiarata fosse di 56 km/h, le condizioni polari imposero modifiche drastiche.
Nel diario ritrovato accanto al corpo di Jørgen Brøndlund si legge un dettaglio fondamentale: i parafanghi originali vennero completamente rimossi in Groenlandia e le gomme erano del tutto lisce, prive di qualsiasi disegno che potesse fare presa su neve e ghiaccio.
A cosa serviva un'auto sulla calotta polare?
Lungi dall'essere un mero divertissement, la vettura ebbe un ruolo logistico e scientifico cruciale:
  1. Venne impiegata per sollevare i palloncini a idrogeno necessari alle misurazioni meteorologiche della velocità del vento (coordinate da Alfred Wegener).
  2. Servì al trasporto di materiali sul ghiaccio.
  3. Come mostra la foto d'archivio all'inizio del post, venne utilizzata per portare provviste e soccorso a un giovanissimo Peter Freuchen. L'assistente di Wegener passò infatti sei mesi in totale isolamento in una capanna a Pustersvig, effettuando misurazioni meteo ogni due ore, 24 ore su 24.
  4. "Fonti e Bibliografia di riferimento"
  • “1906 Waltham Orient Buckboard Orient”, Bonhams Auction of the Dr. Ralph W.E. Cox Jr. Collection Tops One Million, 13 May 2014.
  • “1906 Waltham Orient Buckboard, Engine no. 2478”, Scheda tecnica d'archivio.
  • “Grønlands første bil” [La prima macchina della Groenlandia], in Bilhistorisk Tidsskrift (Rivista di Storia dell’Automobile), 121/1995, p. 3. Consultabile tramite l'Archivio Storico Motoristico Danese.
  • Kvist, Dorte“I hælene på en myte” [Sulla scia di un mito]. 100 anni della spedizione in Danimarca: nell'estate del 1906, la spedizione danese su larga scala arrivò in Groenlandia. Kristeligt Dagblad, Copenaghen, 28.06.2006.
  • Archivio Digitale EuropeanaFotografia storica n. 210 (Fondo Peter Freuchen).
  • Malaurie, J., Gli ultimi re di Thule. Vita quotidiana degli Esquimesi, Milano, 1991 (1976)
  • Malaurie J., Ultima Thulé. Les Inuit nord-groenlandais face aux conquêrants du Pôle (1818-1993), Parigi, 1992 (1990).
  • SOMMARIO

     PREMESSA

     PARTE I.   L’A. e il Passaggio a Nord-Ovest

    La scoperta involontaria dell’accesso orientale al Passaggio nel 1616; L’anomia nell’Artico: corsari “on duty” e fuori servizio; ammutinamenti degli equipaggi; Spedizioni pluriennali volontarie e non (per sverno o deriva dei ghiacci), o ripetute nel tempo; Alla ricerca di montagne, isole e terre inesistenti; Scoperta di nuove isole e “riscoperta” nel XX secolo di terre dimenticate; Missioni solitarie, di gruppo, via terra, via mare; Nel 1819 Parry riceve il premio per aver raggiunto la metà della  distanza tra i due accessi (orientale e occidentale) del Passaggio; Spedizioni scomparse nel nulla (XV-XVIII secolo); Il “mistero” per antonomasia della Storia delle Esplorazioni: la  Grande Spedizione “perduta” di Sir John Franklin, 1845; Nel 1854 il premio di 20.000 sterline spetta a McClure per la  scoperta, da ovest ad est, del Passaggio; Amundsen naviga il Passaggio da est a ovest nel 1903-1906. 

    Nel  1921-24, sia pure su slitte, il percorso è ripetuto dalla Quinta  Spedizione Thule dell’etnologo Rasmussen; Infine, sezione dopo sezione, l’itinerario del mitico Passaggio a Nord-Ovest

     PARTE II        Nel Passaggio a Nord-Ovest

    [Mi è sembrato infine opportuno inserire alcune osservazioni e fotografie tratte dal mio diario di viaggio, nonché dal ricco materiale etno-antropologico raccolto nel 1983, nel corso della mia ricerca effettuata in sei comunità Inuit. Un complesso lavoro sul campo, che mi ha condotto in quattro punti nevralgici del Passaggio. La ricerca, unitamente al rapido cambiamento climatico in corso nel “Paese delle Ombre Lunghe”, costituirà l’oggetto del mio prossimo libro: Verso il Polo Magnetico. Un’indagine lunga 7.000 chilometri nel Passaggio a Nord-Ovest, tra gli Inuit dell’Artico canadese].

    Tuktoyaktuk: Mare di Beaufort (Artico Occidentale, Northwest Territories); Resolute Bay (Qausuittuq): Stretto di Barrow (Artico Centrale-Alto Artico, Nunavut);  Iqaluit (Frobisher Bay): Isola di Baffin, Artico Orientale, oggi Nunavut; Pangnirtung (Cumberland Sound): Isola di Baffin, Artico Orientale, oggi Nunavut; Le altre due comunità: Inuvik, delta del fiume Mackenzie (ad ovest, nei Northwest Territories), Kuujjuaq, già Fort Chimo (ad est, nel Nunavik)

     PARTE III   ALLA SCOPERTA DEL PASSAGGIO A NORD-OVEST:  ESPLORATORI, NAVIGATORI, ANTROPOLOGI

    1. GIOVANNI CABOTO, 1450? - 1498. 2. GASPAR CORTE-REAL, ca. 1450-1501. 3. SIR FRANCIS DRAKE, 1544-1596.  4. JOHN DAVIS, 1550-1605. 5. HENRY HUDSON, 1570-1611. 6. SAMUEL DE CHAMPLAIN, ca. 1570-1635. 7. JAMES COOK, 1728-1779. 8. GEORGE VANCOUVER, 1757-1798. 9. JOHN ROSS, 1777-1856. 10. WILLIAM EDWARD PARRY, 1790-1855.

    11. SIR JOHN FRANKLIN, 1786-1847. 

    PRIMA FASE: Alla ricerca della spedizione, le missioni di soccorso  e ricerca (1848-1880) scoprono materiali, tombe, resti umani; 11. 1 Alla ricerca via mare della Spedizione Franklin: Elisha Kane  (1820-1857): 1850-51; 1853-55 11. 2 Alla ricerca via mare della Spedizione Franklin: Robert  McClure (1807-1873): 1850-54 11. 3 Alla ricerca via mare della Spedizione Franklin: Sir Francis  Leopold Mc Clintock (1819-1907): 1848-49; 1850-51; 1852-1855; 1857-59 11. 4 Alla ricerca via terra della Spedizione Franklin: John Rae  (1813-1893):1848-49; 1850; 1850-51; 1853-54; 

    SECONDA FASE: alla fine di un decennio di ricognizioni sul  terreno, di studi e analisi a tavolino e in laboratorio, negli anni ‘1980  si ricostruiscono le cause del tragico fallimento di una delle più  grandi imprese umane, che la storia dell'esplorazione ricordi; 

    TERZA FASE: anni ‘2000. il cambiamento climatico favorisce il ritrovamento sul fondo del Mar Glaciale Artico delle navi di  Franklin: l’Erebus (2014) e la Terror (2016); La sopravvivenza nell'Artico: insegnamenti provenienti dalla cultura  eschimese (Inuit) e dall'antropologia; 

    12. OTTO SVERDRUP, 1854-1930. 

    13. ROALD AMUNDSEN, 1872-1928.

    14. DONALD BAXTER MACMILLAN, 1874-1970. 

    15. PETER FREUCHEN, 1886-1957. 

    16. KNUD RASMUSSEN, 1879-1933;  Le Sette Spedizioni Thule; Le prime quattro spedizioni: 1912-13, 1916-1917, 1919; La Quinta Spedizione, la più grandiosa di tutte: Groenlandia-Siberia, 1921-1924; Sesta e Settima Spedizione: 1931, 1932-33; 

    17. VILHJALMUR STEFANSSON, 1879-1962. La Canadian Arctic Expedition (Cae), la più lunga esplorazione  polare della storia, tra Alaska e Artico Canadese, 1913-18;

     APPENDICE AI MARGINI, MA NON TROPPO Ludvig Mylius-Erichsen, Peter Freuchen, Alfred Wegener e la prima automobile tra i ghiacci artici, nella spedizione della Danimarca nel nord-est della Groenlandia (...) 

    BIBLIOGRAFIA

    ...

    TRA I GHIACCI DEL PASSAGGIO A NORD-OVEST. Prologo ad una ricerca antropologica tra gli Inuit dell’Artico canadese
     

    E-Book, Versione cartacea a colori e in bianco e nero
    di grandi dimensioni (16,99 x 24,4) 237 pp., 212 foto (47 sono dell'A.), 143 note.
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    Colori: https://www.amazon.it/dp/B09ZB7794T

    Bianco e nero  https://www.amazon.it/dp/B09ZCS95LJ

    La versione cartacea ha 37 pagine e 32 foto in più di quella digitale. In parte dovuti alla diversa impaginazione. Ma anche al fatto che ho inserito un’APPENDICE, che non c’è nell'E-Book: Ludvig Mylius-Erichsen, Peter Freuchen, Alfred Wegener e la prima automobile tra i ghiacci artici, Nella spedizione della Danimarca nel nord-est della Groenlandia (...)

    ...

    TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE.


    giovedì 3 settembre 2026

    428. Dodici giorni su un Nilo scomparso: viaggio virtuale nell'Egitto del 1899. da: VIAGGI IN EGITTO 1980-2009. Crociera aerea e fluviale sul Nilo; ai confini con il Sudan, alla ricerca di Berenice Trogloditica e della “carovaniera degli 11 giorni”; nel Sinai

    Figura 137. Fotografia ricordo davanti alla Sfinge nel XIX secolo


     PARTE III: INTERMEZZO, UNA CROCIERA SUL NILO “VIRTUALE” FIN DE SIÈCLE.

    Un divertissement storico-antropologico, la cui sintesi suscitò molto interesse quando fu pubblicata sulla Terza Pagina culturale de "L'Osservatore Romano" il 14 giugno 2007.

    Basandomi su fonti, documenti e guide dell'epoca, ho ricostruito nei minimi dettagli una crociera sul Nilo sul finire del XIX secolo. Protagonista è un gentleman inglese che decide di andare ad aspettare il nuovo secolo (il 1900) ad Assuan, nell’Alto Egitto, nel lussuoso Cataract Hotel appena inaugurato.

    L’arrivo ad Alessandria, 1899
    Eccomi finalmente nel porto di Alessandria. Prima di sbarcare ho controllato di nuovo il mio bagaglio, comprensivo di chinino, coltello, binocolo, la Cook's Tourists' Handbook For Egypt del 1897 (...) per le spese, gli straordinari Travelling Coupons della Cook. Serviranno per il prestigioso Shepheard's Hotel del Cairo (...) e di Assuan. Intendo raggiungere la mia meta risalendo per dodici giorni il Nilo sul Rameses, uno dei sei battelli di prima classe della Cook. Periodo sufficiente a farmi dimenticare la noiosissima routine della City (...).

    Figura 133. La Rameses (la mia “nave virtuale”) ancorata davanti al Tempio di Luxor, ca. 1884

    Mi sento un po’ ridicolo con il fiammante casco coloniale. Successivamente constaterò come sia assai diffuso e protegga dalle insolazioni. Alla dogana controllano il visto turco sul passaporto. Infatti il paese teoricamente appartiene alla Turchia (...) In realtà dal 1882 è… “vittoriano”.

    Si salpa dal Cairo (...)
    Mercoledì 13 dicembre 1899. Ormai pronto all’esotica avventura, il vapore salpa come previsto alle 10, nei pressi del nuovissimo ponte in acciaio di Qasr el-Nil. Dopo una navigazione su acque insolitamente basse, ci fermiamo a Bédrachéin, dove attendono gli asini (homâr) inviati dal Cairo. Sarà così ogni volta. Perché raggiungerò rovine egizie, villaggi e suq sempre a dorso di asino (...) Dapprima vado a Menfi, poi vedo la piramide di Saqqarah e il Serapeum.

    Dendera, Luxor, Bibân-el-Mulûk (...)
    Il settimo giorno giungiamo a Qéna, dove rimango impressionato dal tempio di Dendera. Alle 12 la nave riparte, così che prima del tramonto ecco il villaggio di Luxor, l’antica Tebe. Di essa Belzoni scrisse “che sembra di entrare in una città di giganti...”.

    Il giorno dopo una barca mi traghetta sull’altra riva. Mi inoltro nella Bibân-el-Mulûk, “Valle delle Porte”, per vedere le tombe di Ramsès IV, IX, VI, III (...) Inoltre riesco ad osservare l’archeologo Victor Loret, Direttore Generale alle Antichità Egiziane, al lavoro in quelle appena scoperte. Dopo essermi imbattuto nel giovane archeologo Howard Carter, torno poi verso il fiume (...).

    Il nono giorno scendo a visitare il grande tempio di Karnak. Devo però ugualmente farmi strada per il recente crollo di undici enormi colonne (...) causato dall’alterazione del livello del Nilo.

    Assuan, isole di Elefantina e File (...)
    Infine alle 16 ecco Assuan, a 583 miglia a sud del Cairo. Il giorno dopo, anche se è Natale, mi trasferisco nell’albergo Cataract. Poi al di là della cateratta raggiungo l’isola incantata di File. La sciocca idea di immortalarmi nel monumento incidendo il mio nome è subito scartata, leggendo stultus est che un altro gentleman… suo pari ha scritto sotto il nome B. Mure, all’interno del Tempio di Iside. L’anno prima, nonostante le accese proteste degli archeologi, hanno comunque iniziato a costruire el-Sadd, la diga (...).

    Figura 144. Il graffito sulle mura del Tempio di File del solito “stolto” Mure, 2007 (Archivio A.)

    La mattina dopo di buonora vado nel suq, affollato da egiziani, turchi, Barabras, Bisharin mezzi-nudi e negri di ogni provenienza e razza... È un mondo a parte, dove si vende gomma sudanese, denti d’elefante, pelli di animali. Mentre gli ambulanti mercanteggiano bastoni di ebano, lance e frecce, le cui punte pare siano avvelenate! (...) 

    • Arricchito da 14 preziose immagini d'epoca e dallo scatto che ritrae il graffito di B. Mure nel tempio di File, ironicamente liquidato da un successivo viaggiatore con l'incisione 'stultus est',, il testo completo, con l'itinerario integrale descritto giorno per giorno e l'apparato scientifico completo, è disponibile nel libro:


    Versione cartacea a colori: https://www.amazon.it/dp/B088N3WVYN

    Versione cartacea in bianco e nero https://www.amazon.it/dp/B088N8ZQVV

    SOMMARIO

     PREFAZIONE

    PARTE I: IERI, IL VIAGGIO DEL 1980

    Cap. 1. INTRODUZIONE ALL'EGITTO

    Cap. 2. CONTINUA IL "VIAGGIO" NEL BASSO EGITTO: PIRAMIDI, CERCATORI DI TESORI DEL PASSATO, SCOPERTE ARCHEOLOGICHE DEL PRESENTE

    Cap. 3. VIAGGIO NELL'ALTO EGITTO, AI CONFINI CON IL BILAD AS SUDAN, LA "TERRA DEI NERI": ABU SIMBEL, ASSUAN, ELEFANTINA, FILE

    Cap. 4. MEDIO EGITTO: NELLA VALLE DEI RE SI RISCOPRONO LE TOMBE "SCOMPARSE" DEI FARAONI

    PARTE II: OGGI, IL CAIRO

    CAP. 5. UNA PREMESSA DI ANTROPOLOGIA URBANA: GENESI E SVILUPPO DELLE CITTA’ AFRICANE

    CAP. 6. PIÙ “CITTA’ PARALLELE” HANNO DATO VITA ALLA CAIRO ATTUALE

    CAP. 7. IL CAIRO: IERI E DOMANI…

    PARTE III: INTERMEZZO, UNA CROCIERA SUL NILO “VIRTUALE” FIN DE SIÈCLE

    L’arrivo ad Alessandria, 1899 (...)

    PARTE IV: OGGI, UNA MODERNA CROCIERA SUL NILO

    Cap. 8. DA ASSUAN A KOM OMBO

    Cap. 9. KOM OMBO, EDFU, LA CHIUSA DI ESNA, LUXOR

    (...) Dal diario di viaggio: Luxor, 2007; L’antica Tebe orientale, sulla sponda destra del Nilo: Luxor e Karnak; L’antica Tebe occidentale: le ḥwt nt ḥḥw m rnpwt, “Case di Milioni di Anni” (...) 

    PARTE V: OGGI, SUL MAR ROSSO, AL CONFINE MERIDIONALE CON IL SUDAN

    Cap. 11. NELLA LAHAMI BAY, SULLA COSTA MERIDIONALE EGIZIANA DEL MAR ROSSO, ALLA RICERCA DELLA MITICA BERENICE; 

    Cap. 12. TRA I NOMADI DEL MAR ROSSO EGIZIANO: ETIOPICI BÈJA (ABABDA E BISHARIN), ARABI RASHÀIDA

    Cap. 13. LUNGO L’ANTICA VIA GRECO-ROMANA CHE, DALLA MITICA BERENICE TROGLODITICA, PORTAVA AL NILO, ATTRAVERSO LE MONTAGNE DI SMERALDO

    PARTE VI: UNA CURIOSITA’ DA SODDISFARE, VIAGGIO A SHARM, 2009

    Cap. 14. SHARM EL-SHEIK: NAAMA BAY

    BIBLIOGRAFIA

    ...

    TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE


    martedì 1 settembre 2026

    427. LE GRANDI AVVENTURE DELL’ANTROPOLOGIA, Vol. 3: Da Knud Rasmussen a Rosebud Yellow Robe

     

    Figura 31. Uomo Toda (da W. H. R. Rivers, The Todas, 1906)


    Nelle pagine di questo terzo volume si muovono figure leggendarie che hanno ridefinito i confini delle scienze umane. 21 personaggi  che costituiscono un vero e proprio ONU della disciplina, rappresentando ben 11 nazioni. 

    Dai ghiacci artici percorsi da Knud Rasmussen alle pianure americane di Rosebud Yellow Robe, il testo delinea le biografie di sette straordinari studiosi che hanno contribuito alla formazione etno-antropologica dell'autore fin dagli anni della giovinezza.

    Il saggio non si limita all'analisi accademica, ma si tinge di sfumature geopolitiche — esplorando le complesse dinamiche dell'Africa del Sud — e, soprattutto, di memorie personali e incontri sul campo.

    Gli Incontri della Vita: von Hagen e Padre Santandrea
    Il volume si tinge di memorie personali e incontri sul campo. L'autore analizza nel testo il singolare incontro romano con Padre Santandrea, pilastro dell'etnostoria sudanese, consultato per un'avventurosa discesa in battello del Nilo Azzurro dal Lago Tana a Khartoum.
    A questa trama biografica si aggancia un prezioso ricordo personale, riaffiorato solo di recente e non incluso nelle pagine del libro, ma ideale per introdurne lo spirito: l'emozione indelebile del giugno 1964 quando, giovane socio diciassettenne dell'Istituto Italiano per l'Africa, l'autore assistette nell'Aula Magna alla conferenza del suo "supereroe" di allora, Victor von Hagen. La spedizione sulle strade romane stava proprio allora per partire, con le iconiche Land Rover della missione parcheggiate in bella mostra davanti all'ingresso, pronte a sfidare il Nord Africa.

    Il Mistero Rockefeller e l'Ombra degli Asmat

    Arricchito da 157 immagini (tra cui scatti storici realizzati dall'autore con la sua Instamatic nel 1965 a Basilea, ma anche realizzate nel Tropenmuseum di Amsterdam e nel  MET di New York ), il volume dedica un'ampia sezione all'odissea di Michael Rockefeller, scomparso nel 1961 nella Nuova Guinea olandese, analizzando le drammatiche verità emerse anni dopo tra gli indigeni Asmat.

    Figura 152. Michael Rockefeller (1938-1961) fotografato tra gli Asmat della Nuova Guinea Olandese nel 1961, dove poi sarebbe scomparso e probabilmente ucciso e mangiato dagli stessi Asmat (Metropolitan Museum, New York) (foto A.)


    La GALLERIA BIOGRAFICA dei 21 scienziati trattati nel volume:
    1. Knud Rasmussen: L'etnologo autodidatta che fondò la moderna eschimologia.
    2. Friedrich Ratzel: Padre dell'antropogeografia e teorizzatore della geopolitica.
    3. Gladys Amanda Reichard: Venticinque estati di ricerca sul campo tra i Navaho.
    4. William Halse Rivers: Lo psicologo che trasformò l'antropologia in scienza.
    5. Géza Róheim: L'incontro tra antropologia e psicoanalisi nel Tempo del Sogno australiano.
    6. Padre Stefano Santandrea: Il trentennale soggiorno nel Bahr-El-Ghazal e la summa sul Sudan.
    7. Fritz e Paul Sarasin: I cugini svizzeri, tra élite accademica e spedizioni nelle Indie Olandesi.
    8. Isaac Schapera: Allievo di Malinowski e paladino sudafricano contro l'apartheid.
    9. Paul Joachim Schebesta: Il celebre ed eclettico "Padre dei pigmei".
    10. Charles G. Seligman (e la moglie Brenda Zara): Il "Maestro" dei grandi dell'antropologia.
    11. Baldwin Spencer e Francis J. Gillen: Tra gli uomini bruni delle sabbie rosse australiane.
    12. Vilhjalmur Stefansson: L'«Amico» dell'Artico e la sua esplorazione durata cinque anni.
    13. Laura Maud Thompson: La ricerca di un'etica ecologica in Micronesia e Melanesia.
    14. Laurens van der Post: L'antropologo afrikaner definito il "Boscimane bianco".
    15. Paul-Émile Victor: L'uomo dei deserti ghiacciati: 17 missioni al Polo Sud e 14 in Groenlandia.
    16. Victor Wolfgang von Hagen: Il ritrovamento della Grande Strada del Sole degli Incas.
    17. Camilla Hildegarde Wedgwood: Antropologa e pioniera dell'istruzione femminile in Oceania.
    18. Diedrich Hermann Westermann: Padre della moderna linguistica e della standardizzazione delle lingue orali africane.
    19. Edward Moffat Weyer: L'antropologo dell'Artico tra Aleuti e Inuit.
    20. Paul Wirz: Lo scienziato svizzero che svelò l'arte e le società della Nuova Guinea.
    21. Rosebud Yellow Robe: La Lakota Sioux, storica e fiera custode della memoria dei nativi americani.

    Sommario Dettagliato • Capitoli e Itinerari del Volume 3
    • INTRODUZIONE
    1. KNUD RASMUSSEN (1879-1933)
      • Danske Literaere Grönlands Ekspedition, Groenlandia (1902-1904): lo studio degli Eschimesi (Inuit).
      • La nascita in Groenlandia e la fondazione delle sette storiche spedizioni di Thule.
      • Le prime quattro missioni (1912-1919) e la Quinta Spedizione (1921-1924), la più grandiosa di tutte, attraverso l'Artico dalla Groenlandia alla Siberia.
      • Dall’Isola dei Danesi: indagini etnografiche, etnologiche e archeologiche attraverso i racconti di Rasmussen; la Sesta e la Settima Spedizione (1931-1932).
    2. FRIEDRICH RATZEL (1844-1904)
      • I grandi viaggi tra il 1869 e il 1875: dal Mediterraneo a Cuba, fino al Messico e agli Stati Uniti.
      • La nascita dell’antropogeografia e la formulazione della teoria dei cicli dei popoli (Völkerkreise); il rapporto tra l'Uomo e l’Ambiente.
    3. GLADYS AMANDA REICHARD (1893-1955)
      • Una vita spesa sul campo: l'immersione culturale e le prolungate ricerche tra i Navaho.
    4. WILLIAM HALSE RIVERS (1864-1922)
      • La celebre Cambridge Expedition to the Torres Straits (CAETS) del 1898 tra Australia e Nuova Guinea: i fattori che l'hanno consacrata nella Storia dell’Antropologia.
      • Le ricerche tra i Toda dell’India e nelle isole Salomone (1901-1908).
      • Il dramma della Grande Guerra: l'Oceania e il servizio in Gran Bretagna come Capitano Medico (1914-1917).
    5. GÉZA RÓHEIM (1891-1953)
      • Dalle radici a Budapest alla costruzione di un “ponte” scientifico indissolubile tra la psicoanalisi e l'antropologia.
      • Le indagini sul campo tra Melanesia, Australia centrale, Somalia e Arizona (1919-1931).
      • L'interpretazione inedita del “Tempo del Sogno” tra gli aborigeni australiani.
    6. STEFANO SANTANDREA (1904-1990)
      • La genesi di una consulenza speciale per un raid fluviale sportivo-etnologico sul Nilo Azzurro, tra Etiopia e Sudan.
      • L'immensa opera come Missionario, Etnografo, Etnostorico e Glottologo nel remoto Bahr-el-Ghazal, nel Sud Sudan (1928-1957).
    7. FRITZ SARASIN (1859-1942) e PAUL SARASIN (1856-1929)
      • Il profilo biografico di due facoltosi e influenti cugini svizzeri.
      • L’epopea asiatica a Ceylon (Sri Lanka) tra il 1883 e il 1925 per studiare i Vedda.
      • Le missioni a Celebes (Sulawesi) nel 1893-1896 tra Buginesi, Macassaresi e Toraja.
      • La svolta del 1902-03: una nuova spedizione resa possibile solo grazie all’intervento di un incrociatore reale e della fanteria olandese; la ricerca sui Toála.
      • Fritz Sarasin tra i Canachi della Nuova Caledonia (1910-11) e i successivi viaggi a Tunisi e in Thailandia; l'impegno pionieristico di Paul Sarasin per l’Ecologia.
    8. ISAAC SCHAPERA (1905-2003)
      • La brillante carriera universitaria e le rigorose ricerche sul terreno nel Bechuanaland (oggi Botswana) condotte tra il 1929 e il 1950 focalizzate sul popolo Tswana.
    9. PAUL SCHEBESTA (1887-1967)
      • Le prime indagini nell’Africa orientale portoghese (Mozambico) tra il 1912 e il 1916.
      • Le ricerche in Malesia (1924-25) tra Semang e Sakai.
      • Il grande ciclo del Congo (1929-1935) nel cuore della foresta dell’Ituri: lo scienziato diventa “Baba wa Bambuti” (Padre dei pigmei).
      • Le spedizioni nelle Filippine (1938-1950) tra i Negritos e l'ultima campagna in Congo del 1954-55.
    10. CHARLES G. SELIGMAN (1873-1940) [e BRENDA ZARA]
      • La partecipazione alla storica spedizione CAETS del 1898 e le successive campagne in Nuova Guinea (1904) incentrate sul sistema commerciale del kula (Massim).
      • Le ricerche a Ceylon nel 1906-07 con la moglie Brenda tra Vedda e Tamil.
      • Le imponenti ricognizioni nel Sud Sudan e nel Kordofan meridionale (1909-1922): un censimento etnico monumentale tra Dinka, Shilluk, Nuer, Bari, Anuak, Acholi, Madi, Moru, Lango, Latuka e numerose altre comunità native.
    11. BALDWIN SPENCER (1860-1929) e FRANCIS J. GILLEN (1855-1912)
      • Il cursus honorum di Baldwin Spencer e la spedizione nell’Australia Centrale del 1894.
      • Lo storico incontro ad Alice Springs con Francis J. Gillen e l'avvio delle pionieristiche ricerche congiunte tra gli aborigeni australiani (1894-1897).
      • La traversata transcontinentale da sud a nord (1901-1911) per studiare gli Arunta; la morte di Gillen nel 1912 e gli ultimi viaggi di Spencer nel centro dell'Australia (1922-1926) fino alla morte tra i fuegini della Terra del Fuoco nel 1929.
    12. VILHJALMUR STEFANSSON (1879-1962)
      • Le prime campagne in Islanda (1904-05) e lo sbarco in Alaska e nell'Artico occidentale canadese con la Anglo-American Polar Expedition (1906-07).
      • Lo studio degli "Eschimesi del Rame" e del Mackenzie (1908-12).
      • La Canadian Arctic Expedition (CAE) del 1913-18: la più lunga esplorazione polare della Storia e l’odissea drammatica della nave Karluk.
    13. LAURA MAUD THOMPSON (1905-2000)
      • Un percorso internazionale: dalle isole Figi alla Germania e a Guam (1933-1939).
      • I progetti applicati e la ricerca sul campo tra gli Indiani d’America (1941-1947).
      • Le successive campagne di studio in Islanda (1952, 1960).
    14. SIR LAURENS VAN DER POST (1906-1996)
      • Una vita sospesa tra Africa ed Europa; l'epopea nella Seconda Guerra Mondiale: l'attività nello spionaggio britannico, la cattura e il rischio dell'esecuzione da parte dei giapponesi.
      • La spedizione nel Nyasaland (Malawi) del 1949 e la storica campagna nel deserto del Kalahari (Botswana) nel 1955 per documentare la vita dei Boscimani.
    15. PAUL-ÉMILE VICTOR (1907-1995)
      • La convivenza nella Groenlandia orientale (1934-1937) con gli Eschimesi Agmagssalik.
      • Le ricerche tra i Lapponi (Sami) nel 1939 e le missioni in Marocco, Martinica e Stati Uniti durante la guerra.
      • La fondazione delle Expéditions Polaires Françaises (EPF) nel 1947, il coordinamento di 17 missioni al Polo Sud e 14 in Groenlandia; il ritiro finale a Bora Bora (1977-1995).
    16. VICTOR WOLFANG VON HAGEN (1908-1985)
      • Le prime ricerche in Messico (1931-32) e in Arizona (1933); l'infiltrazione tra i cacciatori di teste Jivaros dell’Ecuador (1934) e la missione alle Galapagos (1935).
      • La spedizione sulla Strada Reale incaica (1954-55).
      • La monumentale ricognizione sulle strade romane (1962-1967) attraverso Italia, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Spagna, Francia, Balcani, Grecia e Turchia.
      • L'esplorazione della strada reale Persiana (1974-75) tra Turchia, Iraq e Iran.
    17. CAMILLA HIDEGARDE WEDGWOOD (1901-1955)
      • Dagli studi a Londra e Cambridge all'attività accademica tra Australia e Sud Africa (1928-1932).
      • Le storiche campagne di ricerca sul campo in Nuova Guinea e nell'Isola di Nauru (1934-1935).
      • L'attività in Papua e Australia focalizzata come pioniera dell’istruzione femminile in Oceania.
    18. DIEDRICH HERMANN WESTERMANN (1875-1856)
      • Le prime missioni in Togo (1900-1907) incentrate sullo studio della lingua Ewe.
      • Le campagne in Senegal e nel Sud Sudan (1910-13) per codificare e standardizzare le koinè orali (Nuer, Shilluk, Dinka, Zande, Haussa).
      • Le indagini in Liberia (1914) tra Gola, Kpelle e Mende.
    19. EDWARD MOFFAT WEYER (1904-1998)
      • La Stoll-McCracken Siberian Arctic Expedition (1928) alle isole Aleutine e nello Stretto di Bering.
      • Gli scavi archeologici nel Sud-Ovest degli USA (1929) tra i Navaho e la Peary Memorial Expedition in Groenlandia (1932).
      • La spedizione in Brasile (1953) tra gli indios Chavante e Camayurà; gli studi comparativi tra i Lapponi in Svezia e i Lacandoni in Messico.
    20. PAUL WIRZ (1892-1955)
      • Quarant'anni di esplorazioni e ritorni in Nuova Guinea (1915-1955) per svelare l'universo culturale e artistico di Marind-Anim e Asmat.
      • Le versatili ricerche condotte tra il 1938 e il 1955 alle Canarie, in Tibet, nei Caraibi, a Ceylon, in India, nelle isole Salomone e in Indonesia.
    21. ROSEBUD YELLOW ROBE (1907-1992)
                  Dalle terre native del South Dakota all'arrivo a New York   nel 1927: una vita dedicata alla saggistica, alla storia e alla salvaguardia dell'eredità culturale dei Lakota Sioux

                      LE GRANDI AVVENTURE DELL’ANTROPOLOGIA

    Vol. 3: da KNUD RASMUSSEN A ROSEBUD YELLOW ROBE (E-Book e versione cartacea di grande formato (16,99 x 24,4), 188 pp, 124 note, 157 immagini (9 sono dell'A.),  con riferimenti bibliografici al termine di ogni capitolo)


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    p.s. Nel mese di agosto il blog ha avuto 20.469 visualizzazioni


    429. Dal libro "Tra i ghiacci del Passaggio a Nord-Ovest": La Waltham Orient Buckboard (1906), la prima automobile nell'Artico

      Fig.  247  L’auto porta le provviste per Peter Freuchen a Pustervig (The Royal Library: The National Library of Denmark and Copenhagen Un...