Translate

lunedì 28 settembre 2026

437. Dal libro "Pirati, corsari e contrabbandieri…, Parte I. Atlantico del Nord": Il folle sogno del Sultano del Marocco che chiese in sposa la figlia del Re Sole

Ritratto di Maria Anna di Borbone, principessa di Conti, 1690-91, di François de Troy, Museo di Belle Arti di Agen (l'immagine non figura nel libro)

Figura 37. Mulay Ismāʿīl, 1690, di Nicolas II de Larmessin (BNF Gallica)

Da Meknès, la “Versailles” marocchina del “Sultano Sole” Mulay Ismāʿīl Ibn ʿAlī al-Sharīf (1672-1727) — monarca schiavista la cui flotta di Salé, forte di un centinaio di navi, lo riforniva continuamente di schiavi bianchi —, nel 1698 venne inviato come Ambasciatore presso la “vera” Versailles il celebre corsaro Abdellah Benaïcha.

Durante il suo soggiorno diplomatico a Parigi, l'ambasciatore-corsaro fu invitato a un gran ballo presso il castello di Saint-Cloud. Fu lì che i suoi occhi incrociarono Maria Anna di Borbone, Principessa di Conti. La trentaduenne vedova era la figlia naturale legittimata di Luigi XIV e della sua favorita, Louise de La Vallière.


Il castello di Saint Cloud in un dipinto di Étienne Allegrain (1675). .
Il castello andò distrutto nel 1870, durante la guerra franco-prussiana (l'immagine non figura nel libro).

Come descritto magistralmente dallo storico Michel de Decker nella trasmissione Secrets d'Histoire su France 2: “Era bella, era snella, era alta, ballava in modo ammirevole... Non appena è apparsa, l'intera corte era in subbuglio. Ovviamente, Abdellah Benaïcha non sfuggì al suo fascino”.

Colpito da tanta grazia, il diplomatico barbaresco iniziò a nutrire un disegno geopolitico e sentimentale audace. Come aggiunge la storica Clémentine Portier-Kaltenbach: “Egli nutre questo folle sogno di vedere il suo sultano sposare la figlia dell'imperatore d'Europa, l'imperatore dei francesi, Luigi XIV”.

Il gran rifiuto e gli orologi di Meknès
Subito informato dal suo ambasciatore, il Sultano Mulay Ismāʿīl approvò entusiasta l’idea e avanzò formalmente a Luigi XIV la richiesta di avere in sposa la principessa. La proposta di matrimonio fu però respinta dal Re Sole, intenzionato a evitare un simile legame dinastico e religioso.

A testimonianza di questo straordinario intrigo diplomatico rimangono oggi prove tangibili. Nel corso delle mie ricerche e dei miei viaggi in Marocco, all'interno del sontuoso mausoleo di Mulay Ismāʿīl a Meknès, ho osservato e fotografato due dei quattro preziosi orologi a colonna Comtoise. Pare infatti che questi rari pezzi d'orologeria furono offerti in dono dallo stesso Re Sole per compensare e addolcire il "gran rifiuto" matrimoniale.

Figura 40. La tomba di Ismāʿīl. Si vedono due dei quattro preziosi orologi a colonna Comtoise donati da Luigi XIV al Sultano (vedi nota n.77) (© Franco Pelliccioni)


Questa incredibile vicenda storica ha in seguito ispirato la scrittrice Anne Golon per una delle celebri avventure della sua eroina Angelica. Immortalata nel 1968 nel film Angelica e il Gran Sultano.

E per quanto riguarda l’ambasciatore? Smessi i panni della diplomazia e indossato nuovamente l’abito del corsaro, Abdellah Benaïcha tornò a solcare l'oceano. Nel 1713, nelle acque delle Azzorre, catturò una nave portoghese, ma la sua imbarcazione fece tragicamente naufragio, ponendo fine alle avventure dell'uomo che aveva osato sognare un matrimonio impossibile tra Versailles e il deserto.

Ambasciatore Ammiraglio Abdellah Ben Aicha 1685 (l'immagine non figura nel libro)

Fonti e Bibliografia di riferimento

  • De Decker, Michel / Portier-Kaltenbach, Clémentine – Analisi storiche in "Secrets d'Histoire: Mulay Ismāʿīl", France 2.
  • Archivi Diplomatici di Versailles – Corrispondenza e relazioni sull'ambasciata di Abdellah Benaïcha a Parigi (1698-1699).
  • Registri Marittimi di Salé – Cronache della guerra di corsa nell'Atlantico e naufragio alle Azzorre (1713).
  • ...
PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XIX SECOLO.   
IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI, AVVENIMENTI, “COSE NOTEVOLI” E PERSONAGGI, CHE HANNO CARATTERIZZATO UNO DEI LATI OSCURI DELL’UMANITA’ 
PARTE I: ATLANTICO DEL NORD

226 pp. (libro di grande formato:16.99 x 1.3 x 24.41 cm), 251 immagini (115 sono dell'A.), bibliografia, 333 note di approfondimento-
E-Book:
 PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO: IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI E AVVENIMENTI. PARTE I: ATLANTICO DEL NORD eBook : PELLICCIONI, FRANCO: Amazon.it: Kindle Store



PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO “b/w”: IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI E AVVENIMENTI. PARTE I: ATLANTICO DEL NORD : PELLICCIONI, FRANCO: Amazon.it: Libri

SOMMARIO

1. PREMESSA

In Atlantico; Nel Mediterraneo, tra Maghreb e Istanbul; I Corsari cristiani: Cavalieri Ospedalieri di San Giovanni (Rodi, Malta) e gli schiavi musulmani; La confusione delle lingue e delle “carriere”

2. PRIMA DI INIZIARE, UNO SGUARDO ALLE “TAPPE” E “COSE” SALIENTI, CHE IL LETTORE TROVERÀ NELLE PAGINE DEL PRIMO VOLUME

3. INTRODUZIONE

Corsari barbareschi; Corsari europei; Ricordando i Vichinghi, pirati per antonomasia; La prima razzia al di fuori della Scandinavia: Il Monastero dell’isolotto di Lindisfarne, Nord Inghilterra, 793 D.C.; Nobili che si dedicarono alla proficua attività piratesca o corsara; Le vicende piratesche dell’orcadiano John Gow interessano agli scrittori Walter Scott e Daniel Defoe; Corsari (e megalomani) diventati Governatori, Re, perfino Presidenti di una Repubblica Corsara; La pirateria “endogena”; Battaglie navali, distruzione di città e porti nemici, razzie e scorrerie, cattura di schiavi; Il Caso del Marocco: gli schiavi domestici, le schiave dell’Harem Reale, sciolto solo nel 1999; Lungo le coste di continenti e isole, un po’ dappertutto sorgono forti, castelli, torri di guardia

         ATLANTICO DEL NORD

4. RABAT-SALÈ (MAROCCO) E LA REPUBBLICA CORSARA DI BOUREGREG, 1627-1668

Cenni preliminari sul Sultanato del Marocco; Il Regno del Marocco dal 1957; Presentazione del capitolo; Primo Presidente della Repubblica Corsara è l’olandese Jan Janszoon van Haarlem, alias Murat Reis “Il Giovane”; Il tramonto della “corsa”; La Rue des Consuls e il mercato degli schiavi a Rabat

5. MEKNÈS (MAROCCO): LA “VERSAILLES” DEL “SULTANO SOLE” MULAY ISMĀʿĪL IBN ʿALĪ AL-SHARĪF (1672-1727), SCHIAVISTA E “CORSARO”

Presentazione di Meknès, la Città Imperiale di un unico Sultano; Meknès nel 1933; Il “Sultano Sole”, tra delirio di onnipotenza, infamità, schiavismo, inaspettata considerazione per la religione cristiana; Habs Qara, la prigione sotterranea degli schiavi (matamore) di Meknès, e la Qubbat Al-Khayyatin, la residenza degli ambasciatori europei; La storia della lunga e terribile prigionia, e le avventure guerresche al soldo del Sultano, dello schiavo Thomas Pellow (1704-1745); Il ritorno a casa, 1738

6. FÈZ (MAROCCO): MERCATO PUBBLICO E PRIGIONE DEGLI SCHIAVI BIANCHI

Presentazione; Gli schiavi, il mercato pubblico, il funduq Barka, la prigione nella Kasbah Cherarda; XVII Secolo; XVIII Secolo; XIX Secolo; XX Secolo; Premessa; Due testimonianze d’inizio secolo: il Mercato degli Schiavi di Fèz

7. MARRAKECH (MAROCCO): MERCATO SCHIAVI BIANCHI (E NERI) E PRIGIONE

Presentazione; Il Mercato degli Schiavi di Rabha Kedima; La Prigione degli Schiavi nei sotterranei del maestoso Palazzo di el-Badi, da secoli semidiroccato; Gli schiavi (bianchi e neri)

8. ISOLE CANARIE (SPAGNA): CORSARIOS LANZAROTEÑOS, CORSARI INGLESI, FRANCESI, BARBARESCHI

Presentazione; Cristoforo Colombo; i Favoriti della Regina Elisabetta I: Sir John Hawkins, Walter Raleigh; Isola di Lanzarote; Città di Teguise; Da un’antica cronaca del 1618; Il Castello di Santa Barbara; Città di Arrecife; Playa Blanca, Lanzarote meridionale; Isola di Fuerteventura; Città di Betancuria; Da: Breve noticia de las Islas Canarias; Nel 1740, ad un mese di distanza l’uno dall’altro, due attacchi di corsari inglesi della Nuova Inghilterra; Le fortificazioni; Il rifugio dei corsari dell’Isla de Lobos

9. ISOLA DI MADEIRA (PORTOGALLO): CORSARI FRANCESI, BARBARESCHI, INGLESI, CONTRABBANDO DEI MADEIRENSES

Presentazione; Giungono i primi corsari, 1566; Da un’antica cronaca del 1649; Madeira, base per i corsari inglesi; I Forti della città’ di Funchal; Fortezza di São Lourenço, 1542-1612; Fortezza di São Filipe do Pelourinho, o Fortaleza Nova da Praça, 1581; Fortezza di São Tiago, 1637-1767; Fortezza di São João Baptista do Pico (1638-1641); Forte di Nossa Senhora da Conceição, 1687; Forte São José, ca. 1750; Alla fine del XIX secolo le fortezze sui due isolotti, a guardia della baia di Funchal, vengono prima uniti, poi collegati alla terraferma; Contrabbando di pesce, tabacco, vino, legname

10. SAINT-MALO (FRANCIA): LA CITTA’ DEI CORSARI E SCHIAVISTI BRETONI

Presentazione; Una saga Malouine: Ces messieurs de Saint-Malo, i Carbec; La Mer Bonne, il “Mare Buono”, ovvero la baia dell’isola di Saint-Malo. Sicuro rifugio per le navi corsare e i loro carichi; La Vesuvius, misteriosa “macchina infernale” utilizzata dagli inglesi nel 1693, per sbarazzarsi definitivamente della città e dei suoi abitanti; Antefatto; Saint-Malo e i corsari barbareschi, XVI-XVII secolo

11. ISOLA DI BARRA (EBRIDI ESTERNE, SCOZIA, GRAN BRETAGNA), E L’ISOLA DEI PIRATI DI KISIMUL

Presentazione; Le gesta del pirata Ruari MacNeil, detto il Turbolento; Imprigionato dal figlio Neil Og MacNeil; La galea di Kisimul

12. ISOLE ORCADI (SCOZIA, GRAN BRETAGNA): PIRATI, CONTRABBANDIERI DI GIN E WHISKY

Presentazione; Il pirata John Gow; Le imprese piratesche di John Gow nei mari di Spagna, Francia, Portogallo; Il ritorno nelle Orcadi; La cattura nel settentrionale Calf Sound; Il contrabbando di birra e liquori; George Eunson: corsaro, contrabbandiere, politico, doganiere, pilota di nave; Le astuzie del contrabbandiere Mansie Eunson e l’acqua della sorgente del futuro Highland Park whisky

13. ISOLE SHETLAND (SCOZIA, GRAN BRETAGNA): CORSARI FRANCESI E CONTRABBANDIERI (GIN, TABACCO, LEGNAME)

Presentazione; Il “vizio nazionale degli scozzesi”; I lodberries; Quando il contrabbando diventa un’industria; Gli escamotages delle false dichiarazioni doganali. Il “baratto” nella Fiera Estiva di Lerwick; Le triangolazioni internazionali

14. ISOLE FÆR ØER (DANIMARCA): CORSARI BARBARESCHI E PIRATI

Presentazione; Il forte di Skansin, Tórshavn; Magnus Heinason, corsaro e monopolista faroese, edifica il forte di Skansin, 1580; L’imprendibile isolotto di Stóra Dímun; La remota isola meridionale di Suðuroy; Pirati e corsari, tra leggenda e verità

15. ISOLE DI SAINT-PIERRE E MIQUELON (FRANCIA): PIRATI, CORSARI, CONTRABBANDIERI (ARMI, LIQUORI, TABACCO)

Presentazione; Isolani di Miquelon=Pirati?; Insediamenti francesi nelle isole di Terranova e di Saint-Pierre; Saint-Pierre: i “Tempi della fame” e il contrabbando di liquori e tabacco; Contrabbando d’armi con i rivoluzionari americani; Courir sus à l'ennemi, ovvero la parentesi corsara di Saint-Pierre, 1778-1813; "Le temps de la fraude": il rum running all’epoca del proibizionismo e di Al Capone, 1922-1933

16. ISOLA DI TERRANOVA (CANADA): CORSARI INGLESI, FRANCESI, OLANDESI; PIRATI INGLESI E TERRANOVESI

Presentazione; Il corsaro francese Jean Ango, gli inglesi Sir Henry Oughtred, Sir John Perrot, Sir Bernard Drake; Peter Easton, il pirata di Terranova per antonomasia; Henry Mainwaring, corsaro, pirata, politico, infine viceammiraglio; Il pirata John Nutt; Scendono in campo i corsari olandesi: Michiel Adriaenszoon de Ruyter, Jacob Everson; Maria Lindsey, la “pirata” di Terranova, 1740-1760

17. ISLANDA: PIRATI E CORSARI INGLESI E BARBARESCHI

Presentazione

18. ISOLE SVALBARD (NORVEGIA): LA NOORDSCHE COMPAGNIE OLANDESE, CORSARI FRANCESI, INGLESI, INTERLOPERS

Presentazione; Gli interlopers inglesi e la Muscovy Company; I corsari di Luigi XIV, il Re Sole, dai porti di Dunkerque, Bayonne e Saint-Malo si spingono nell’Artico; Jean Bart, un corsaro che diventerà un nobile; Nel 1693 l’episodio più rilevante si deve ai corsari Petit Renau, Coursic, de Harismendy

19. LA GUERRA DI CORSA IN ATLANTICO DELLA DE WESTINDISCKE COMPAGNIE OLANDESE, 1623-1640

Presentazione; La kaapvaart, la “corsa”, 1623-1640; I corsari Pieter Schouten, Hendrick Jacobsz, Piet Heyn

20. BIBLIOGRAFIA


venerdì 25 settembre 2026

436.Dal libro " Ultima Thule": La caccia alle streghe nelle Shetland e il verdetto della Gallows Hill di Scalloway

  

Figura 70. Il Loch of Tingwall fotografato dalle pendici della Tingwall Gallows Hill

Il mese di dicembre è il periodo più rigido in queste isole remote, dove le temperature oscillano costantemente tra minime sotto lo zero e massime che sfiorano appena i 6°C. In questo lembo di terra atlantica si contano in media 21 giorni di neve e 24 giorni con temperature sotto lo zero, il tutto sferzato da frequenti gales, raffiche di vento che superano regolarmente i 62 km/h. La storia climatica dell'arcipelago custodisce persino un dato incredibile: nel 1963, nell’isola di Unst, il vento raggiunse la velocità record di 327 km/h, prima di sradicare completamente l’anemometro.

Fotografare in questo contesto, e in questo specifico periodo dell'anno, ha costituito una vera e propria impresa antropologica e tecnica. Con una finestra di luce sufficiente risalente a pochissime ore al giorno — all'incirca tra le 11 del mattino e le 15 del pomeriggio —, ho dovuto fare i conti con un apparato fotografico all'epoca particolarmente pesante. La mia attrezzatura consisteva in una Nikon F dotata di un obiettivo 50 mm Nikkor H.C, un grandangolare Nikkor 28 mm e un teleobiettivo da 300 mm Nikkor-H Auto, completata da filtri skylight e pellicole per diapositive Ektachrome.

Dalla giustizia vichinga al patibolo feudale
In Scozia i procedimenti giudiziari riguardanti i crimini di stregoneria si tennero tra l’inizio del XVI e la metà del XVIII secolo, specialmente dopo l’entrata in vigore del Witchcraft Act (1563). Si stima che in questo periodo siano state giustiziate più di 1.500 persone, prima strangolandole e poi bruciandole sul rogo.

Viaggiando verso il nord-ovest di Mainland, la principale isola delle Shetland, subito dopo aver lasciato l’antica capitale Scalloway, si costeggia il Loch di Tingwall. Questo specchio d'acqua è uno storico centro dell’epoca Vichinga: l’isolotto di Law Ting Holm, come indica il toponimo di origine norvegese, era il luogo dove un tempo si riuniva la Lawthing per legiferare e amministrare la giustizia. Si trattava del corrispondente delle Shetland dell’Althing islandese, l’Assemblea degli Uomini Liberi.

A brevissima distanza dal luogo della legge sorgeva l'archeologia del terrore. Sulla vicina collina occidentale, denominata "Gallows Hill" (da Gallow, ovvero “patibolo” o “forca”), si giustiziavano i condannati a morte e le presunte streghe, a partire dal 1603 fino all’inizio del XVIII secolo. “The west hill of Scalloway callit the gallow hill abone Houll” (“la collina occidentale di Scalloway chiamata gallow hill sopra Houll”), si legge infatti in un registro del tribunale risalente al 1615.

Uno studio dell’Università di Vienna ha rilevato come nelle Shetland vi siano state ben 15 colline del patibolo, ma la più importante – forse perché l’ultima a rimanere attiva – è stata proprio quella di Scalloway. Samuel Hibbert, nella sua Descrizione delle Isole Shetland del 1822, rileva come questo rilievo fosse "un luogo di esecuzione occasionale nel paese, durante il periodo oppressivo in cui la feudalità esercitava il suo dominio senza legge".

I registri della morte: i casi accertati
Scavando nei registri giudiziari dell'arcipelago, emergono le storie e i nomi di chi salì su quella collina senza fare ritorno:

  • 1615: Il boia impicca i ladri Christopher Esplein, Bothuel ‘Buttie’ Erasmussone e Iver Manssone.
  • 1616: Tre donne e un uomo vengono riconosciuti colpevoli di stregoneria, contatto con il diavolo e ruberie. Le donne Katherine Jonesdochter, Jonka Dyneis e Barbaray Scord vengono strangolate e bruciate; Robert Boundson viene invece impiccato.
  • 1618: Davanti al castello di Scalloway viene decapitato William Sutherland per omicidio, mentre sulla collina viene strangolato e bruciato John Thompson.
    Figura 69. Il castello diroccato di Scalloway, foto d’epoca
                         
     

  • 1625-1628: Robert Ingsetter, Mans Christophersson e William Cogill vengono mandati alla forca per furto, mentre Marioun Thomasdochter viene gettata da una scogliera.
  • 1644: Le streghe Marion Peebles (alias Pardone) e Margaret Guthramdaughter vengono prima strangolate, poi bruciate alle due del pomeriggio: “to be taken brought hence to the place of execution to the Hill of Berrie and there wyryt at ane stak and brunt in ashes betwix and 2 aftirnoone”.
  • ca. 1690: Due streghe, madre e figlia, Barbara Tulloch e la figlia Ellen King, sono le ultime a essere bruciate sul rogo nelle Shetland in base alla legge del 1563.
Il memoriale delle vittime del Witchcraft Act eretto nel 2024 alle pendici della Gallows Hill (foto The Shetland News). La struttura si trova nell'esatta zona da cui catturai la tenebrosa e gelida veduta del Loch of Tingwall [vedi figura n.70]. Uno scatto recente che arricchisce la ricerca documentata nel libro. 

Oggi, le pendici della Tingwall Gallows Hill, da me fotografate, scorrono silenziose davanti agli occhi dei viaggiatori. Una memoria drammatica che le Shetland hanno deciso di affrontare apertamente, come testimonia il monumento inaugurato nel 2024 e documentato dalle cronache del The Shetland News, a perenne ricordo di quelle tragiche epoche di persecuzione e intolleranza.

Fonti e Bibliografia di riferimento

  • Hibbert, Samuel – A Description of the Shetland Islands, 1822.
  • Court Books of Shetland – Registri e verbali del tribunale di Scalloway (1615-1644).
The Shetland News – Cronache storiche e documentazione sul monumento alla memoria, 2024.


ULTIMA THULE. RICORDI DI UN VIAGGIO DI STUDIO INVERNALE NELLE ISOLE SHETLAND. E-book, versione cartacea a colori (133 pp., 114 immagini, di cui 89 a colori - 55 sono dell'A.- ), 110 note, bibliografia) e in bianco e nero


E-Book: https://www.amazon.it/dp/B07N53RZCH

versione a colori: 
https://www.amazon.it/dp/1793119147

          versione in bianco e nero: https://www.amazon.it/dp/1094761575
SOMMARIO

PREFAZIONE

INTRODUZIONE

TAPPA NELL’INGHILTERRA SETTENTRIONALE: DURHAM E L’ESCURSIONE NEL  LAKE DISTRICT

Durham, “modello” di Geografia Urbana; Warkworth, Lindisfarne e Durham; Fondazione di Durham; Sir Walter Scott, le Shetland e Durham,; Dalle miniere di carbone ai colleges universitari; L’escursione nel Lake District

STORIA DELLE SHETLAND

I Pitti, i Brochs, Jarlshof; Jarlshof; Broch Clickhmin, Lerwick; Vichinghi, Norvegesi, Dano-Norvegesi, Scozzesi; Gli arcipelaghi delle Shetland e delle Orcadi offerti in garanzia alla Scozia

LA LINGUA, TRA INGLESE E NORN

Il Folklore; L’Up-Helly-Aa

LEGAMI CON LA NORVEGIA

L’ECONOMIA

Agricoltura; Allevamento; Pesca e Itticoltura; Petrolio; Turismo

NASCITA (CON PECCATO ORIGINALE) E SVILUPPO DI LERWICK

Il “peccato originale” di Lerwick: il contrabbando; La Storia dei Lodberries

L’ISOLA DI MAINLAND

Lerwick; Scalloway; Nel nord di Mainland: la Gallows Hill (la “Collina delle streghe”), Tingwall, Weisdale Voe, Esha Ness; Nel sud di Mainland

LE CRISI ESISTENZIALI COLLETTIVE

- LE QUATTRO RIVOLUZIONI CULTURALI

PRIMA RIVOLUZIONE, 1886: il Crofters' Act

SECONDA RIVOLUZIONE, ‘1960: lana, maglieria, pesce refrigerato, artigianato d’argento

TERZA RIVOLUZIONE, 1971-1998: scoperta e sfruttamento di petrolio e gas

QUARTA RIVOLUZIONE, 1998-oggi: contrazione estrazione petrolifera, rinascita e sviluppo delle tradizionali attività economiche (crofting, allevamento, pesca, itticoltura), turismo

Petrolio, gas; Pesca e itticoltura; Coltivazione, allevamento, turismo

CONTRABBANDO E PIRATERIA NELL’ARCIPELAGO

I NAUFRAGI

In Scozia; Protezione dei relitti di importanza storica; Nelle Shetland; Le basi a terra dell’haaf: Walls e Stenness (Mainland); Naufragi “importanti” e relitti tutelati dalla legge: XVII-XVIII secolo; Durante la Grande Guerra; Nella Seconda Guerra Mondiale

FAIR ISLE

1. Il naufragio di El Gran Grifón, 1588; 2. Naufragi, 1868-1894; 3. L’anno del disastro, 1897: L’antefatto; La tragedia ha inizio; La richiesta dei soccorsi

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


 ...

TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE.






mercoledì 23 settembre 2026

435. Dal libro "Alla scoperta di Megáli Nísi, l’isola di Creta": Nell'invincibile fortezza di Spinalónga, l’ultima colonia di lebbrosi d'Europa

Figura 131. L’isola-fortezza veneziana di Spinalónga (© Franco Pelliccioni)

L’isola della Giudecca a Venezia, anticamente chiamata Spinalónga per il suo profilo lungo e sottile, ha un’omonima nell’est di Creta. Qui i veneziani, durante la plurisecolare occupazione dell’isola, costruirono una formidabile e inespugnabile fortezza che, dopo la conquista di Creta da parte dei turchi, resterà in mano alla Serenissima ancora per quasi mezzo secolo. La storia della Spinalónga cretese, però, non è fatta solo da accadimenti militari, poiché molti secoli dopo l’isola-fortezza diventerà l’isola dei lebbrosi. Per oltre cinquant’anni (1903-1957) vi verranno segregati quattrocento malati, diversi dei quali nati da coppie sposatesi sull’isola.
Nonostante il suo complesso, tormentoso, finanche terribile passato, Spinalónga è oggi una meta assai ambita dai turisti, che dal 1970 vi approdano in decine di migliaia. Ciò è dovuto alla sua stupenda posizione, nella parte occidentale dell'immenso Golfo di Mirabello, di fronte all’omonima penisola. Due sono così le Spinalónghe, tra loro separate da uno stretto, spesso confuse dalle guide.
La fortezza della Serenissima e il dominio ottomano
L'attuale fortezza fu edificata a partire dal 1579, voluta dal Governatore Generale Jacopo Foscarini per bloccare l'accesso al porto di Eloúnda e proteggere le saline, che fornivano alla Serenissima il minerale indispensabile dopo la perdita di Cipro (1573). Nel 1630 Spinalónga era tra i più importanti forti veneziani, con alte e spesse mura che formavano un corpo unico con le rocce. Fu così veneziana fino al 1715, allorché fu costretta ad arrendersi dopo un lungo assedio da parte di Kapoudan Pascià, come ricordato storicamente da Thomas Salmon nel 1754.
Molto tempo dopo, vi si sviluppò un villaggio ottomano che nel 1881 contava 1.112 abitanti, dediti per lo più al contrabbando. I turchi vi sarebbero rimasti fino al 1903, protetti dalla presenza di una base navale della Marina francese. Solo la notizia dell’imminente arrivo dei lebbrosi provenienti dall’intera Creta e dalla Grecia li costrinse infine alla fuga! In quell’anno la Repubblica autonoma di Creta decise infatti di insediarvi una colonia di lebbrosi. A quei tempi i malati cretesi vivevano della pietà della gente, in caverne e ricoveri di fortuna denominati Meslikinies (“i dannati”).
L'inferno in terra e il backstage del dolore
Agli albori del secolo XX ebbe così inizio un’inenarrabile epopea, tormentosa, sofferta e tragica. Almeno nei primi decenni, quando da fuori ci si limitava di tanto in tanto a depositarvi cibo e acqua, Spinalónga vi divenne un vero e proprio inferno. Qui fu confinata, e per sempre abbandonata al suo spaventoso destino, gente piegata nel fisico e nell’anima, che aveva dovuto lasciare alle spalle affetti, parentele e dignità. Durante l'ultima guerra, i tedeschi non pensarono minimamente a insediarvi un contingente militare, limitandosi a controllarla a distanza con le sentinelle.

Figura 134. L’ingresso principale della fortezza veneziana di Spinalónga. Sulla destra, al di là delle mura, la camera di disinfezione (© Franco Pelliccioni)


Nel frattempo si cercò di migliorare le condizioni di vita dei malati: nel 1932 il Governatore Grammatikakis installò un generatore elettrico, nel 1937 furono edificati un ospedale e un laboratorio sulla collina, e nel 1948 si realizzarono due palazzine d'appartamenti. Nel 1954 si decise infine di trasferire i degenti in un ospedale di Atene, ma solamente nel 1957 i trenta lebbrosi superstiti lasciarono definitivamente l'isola.
La mia visita dell’antica isola-fortezza è contrassegnata da un duplice sentimento. Allorché la mia attenzione “supera” le luci, il calore dell’intenso sole e il vento marino, che incessantemente spira, sibilando, tra gli squarci delle case del villaggio fantasma, veneziane, turche e greche, riesco ad accostarmi a questo mondo spettrale in due modi. 
Nel primo si osservano gli spartani comfort di un’isola dove si andava solo ad aspettare una morte liberatoria, camminando tra vie e piazzette deserte dove rigogliosa cresce oggi la vegetazione spontanea che ha sommerso taverne, negozi e chiesette. 
Nel secondo va invece a dipanarsi sotto gli occhi il terrificante backstage degli abitanti di un tempo. Sulla collina appare l’ospedale, dove si portavano i malati più gravi poiché lassù i venti spazzavano via i cattivi odori, dove per molto tempo non si poté far altro che amputare le parti distrutte dalla malattia.
Conclusioni: la voce delle pietre
In effetti solo la natura, ancora possente in un habitat così tragico, eppure così stupendo, mitiga la drammaticità di ciò che mi circonda. Poiché ogni casa, ogni rudere, ogni tegola, ogni mattone, ogni pietra, ciascuna di loro, e tutte assieme in coro, avrebbero potuto raccontarmi, perfino strillandolo, quanto possa essere stato spietato e crudele il rimedio proposto per circoscrivere una malattia contagiosa, “sporca” e mortale. Non essendoci cure, o un Albert Schweitzer nei paraggi, fu infatti combattuta isolando gli sfortunati dal resto dell’umanità…
Fonti e Bibliografia di riferimento
  • Salmon, Thomas – The Modern History: or, the Present State of All Nations, Edizione italiana del 1754.
  • Archivi Storici di Creta – Decreti di fondazione del lebbrosario autonomo di Spinalónga, 1903.
  • Foscarini, Jacopo – Relazioni militari veneziane sul Golfo di Mirabello, 1574-1579.


ALLA SCOPERTA DI MEGALI NÍSI, L’ISOLA DI CRETA.
STORIA, ARCHEOLOGIA, NATURA, CULTURA
E-Book, versione cartacea a colori - I e II ediz. - e in bianco e nero (di grandi dimensioni: 16.99 cm x 1.17 x 24.41), 153 pp., 179 foto, di cui 148 a colori (128 sono dell’A.)


E-Book https://www.amazon.it/dp/B07HZ2JWTS

Colore, I Ediz. https://www.amazon.it/dp/1728915961

Colore II ediz. https://www.amazon.it/dp/1093729066

Introduzione 

1. Dove l’Oriente incontra l’Occidente: Storia dell’isola di Creta. Dalla Civiltà Minoica al termine della seconda dominazione Bizantina (2700 a.C.-1204 d.C.) 

2. Storia di Creta: dalla dominazione veneziana all’occupazione germanica (1204-1945) 

3. La città…? Per i cretesi è solo Herákleion! 

4. Il Museo Archeologico di Herákleion 

5. Evans a Cnosso: una ricerca archeologica di una vita 

6. Architettura e ingegneria “naturalistica” e d’avanguardia nel Palazzo Minoico di Cnosso 

7. L'Archeologia italiana a Creta: la città romano-bizantina di Górtina, quella Minoica di Festo 

8. Viaggio verso l'Ovest cretese: Georgioúpoli, Haniá e Réthimno 

Georgioúpoli; Haniá; Réthimno 

9. Nella torre Firka di Haniá, il secondo Museo Marittimo della Grecia 

10. Nell'Oriente cretese, tra siti minoici, splendidi centri turistici, antiche città sommerse, tradizionali villaggi di montagna 

Hersoníssos e Mália; Ágios Nikólaus; Eloúnda; Kritsá 

11. Nell'invincibile fortezza veneziana di Spinalónga (Golfo di Mirabello, Creta orientale), l’ultima colonia di lebbrosi d'Europa 

12. Sulle sponde del Mare Libico, Creta meridionale: Mátala e Frangokástelo 

13. Sfakiá, una Barbagia cretese 

14. Viaggiatori a Creta dei secoli XII-XV: pellegrini e crociati 

15. Viaggiatori a Creta dei secoli XV-XIX: umanisti, diplomatici, partecipanti al Grand Tour, scrittori, studiosi, artisti, antiquari, archeologi 

BIBLIOGRAFIA 

 ...

TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE

p.s. 23 settembre 2026, ore 09:38 CEST. Nelle ultime 24 ore il blog ha avuto  1.430 visualizzazioni.

 

437. Dal libro "Pirati, corsari e contrabbandieri…, Parte I. Atlantico del Nord": Il folle sogno del Sultano del Marocco che chiese in sposa la figlia del Re Sole

Ritratto di Maria Anna di Borbone, principessa di Conti, 1690-91, di François de Troy, Museo di Belle Arti di Agen ( l'immagine non figu...