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venerdì 25 settembre 2026

436.Dal libro " Ultima Thule": La caccia alle streghe nelle Shetland e il verdetto della Gallows Hill di Scalloway

  

Figura 70. Il Loch of Tingwall fotografato dalle pendici della Tingwall Gallows Hill

Il mese di dicembre è il periodo più rigido in queste isole remote, dove le temperature oscillano costantemente tra minime sotto lo zero e massime che sfiorano appena i 6°C. In questo lembo di terra atlantica si contano in media 21 giorni di neve e 24 giorni con temperature sotto lo zero, il tutto sferzato da frequenti gales, raffiche di vento che superano regolarmente i 62 km/h. La storia climatica dell'arcipelago custodisce persino un dato incredibile: nel 1963, nell’isola di Unst, il vento raggiunse la velocità record di 327 km/h, prima di sradicare completamente l’anemometro.

Fotografare in questo contesto, e in questo specifico periodo dell'anno, ha costituito una vera e propria impresa antropologica e tecnica. Con una finestra di luce sufficiente risalente a pochissime ore al giorno — all'incirca tra le 11 del mattino e le 15 del pomeriggio —, ho dovuto fare i conti con un apparato fotografico all'epoca particolarmente pesante. La mia attrezzatura consisteva in una Nikon F dotata di un obiettivo 50 mm Nikkor H.C, un grandangolare Nikkor 28 mm e un teleobiettivo da 300 mm Nikkor-H Auto, completata da filtri skylight e pellicole per diapositive Ektachrome.

Dalla giustizia vichinga al patibolo feudale
In Scozia i procedimenti giudiziari riguardanti i crimini di stregoneria si tennero tra l’inizio del XVI e la metà del XVIII secolo, specialmente dopo l’entrata in vigore del Witchcraft Act (1563). Si stima che in questo periodo siano state giustiziate più di 1.500 persone, prima strangolandole e poi bruciandole sul rogo.

Viaggiando verso il nord-ovest di Mainland, la principale isola delle Shetland, subito dopo aver lasciato l’antica capitale Scalloway, si costeggia il Loch di Tingwall. Questo specchio d'acqua è uno storico centro dell’epoca Vichinga: l’isolotto di Law Ting Holm, come indica il toponimo di origine norvegese, era il luogo dove un tempo si riuniva la Lawthing per legiferare e amministrare la giustizia. Si trattava del corrispondente delle Shetland dell’Althing islandese, l’Assemblea degli Uomini Liberi.

A brevissima distanza dal luogo della legge sorgeva l'archeologia del terrore. Sulla vicina collina occidentale, denominata "Gallows Hill" (da Gallow, ovvero “patibolo” o “forca”), si giustiziavano i condannati a morte e le presunte streghe, a partire dal 1603 fino all’inizio del XVIII secolo. “The west hill of Scalloway callit the gallow hill abone Houll” (“la collina occidentale di Scalloway chiamata gallow hill sopra Houll”), si legge infatti in un registro del tribunale risalente al 1615.

Uno studio dell’Università di Vienna ha rilevato come nelle Shetland vi siano state ben 15 colline del patibolo, ma la più importante – forse perché l’ultima a rimanere attiva – è stata proprio quella di Scalloway. Samuel Hibbert, nella sua Descrizione delle Isole Shetland del 1822, rileva come questo rilievo fosse "un luogo di esecuzione occasionale nel paese, durante il periodo oppressivo in cui la feudalità esercitava il suo dominio senza legge".

I registri della morte: i casi accertati
Scavando nei registri giudiziari dell'arcipelago, emergono le storie e i nomi di chi salì su quella collina senza fare ritorno:

  • 1615: Il boia impicca i ladri Christopher Esplein, Bothuel ‘Buttie’ Erasmussone e Iver Manssone.
  • 1616: Tre donne e un uomo vengono riconosciuti colpevoli di stregoneria, contatto con il diavolo e ruberie. Le donne Katherine Jonesdochter, Jonka Dyneis e Barbaray Scord vengono strangolate e bruciate; Robert Boundson viene invece impiccato.
  • 1618: Davanti al castello di Scalloway viene decapitato William Sutherland per omicidio, mentre sulla collina viene strangolato e bruciato John Thompson.
    Figura 69. Il castello diroccato di Scalloway, foto d’epoca
                         
     

  • 1625-1628: Robert Ingsetter, Mans Christophersson e William Cogill vengono mandati alla forca per furto, mentre Marioun Thomasdochter viene gettata da una scogliera.
  • 1644: Le streghe Marion Peebles (alias Pardone) e Margaret Guthramdaughter vengono prima strangolate, poi bruciate alle due del pomeriggio: “to be taken brought hence to the place of execution to the Hill of Berrie and there wyryt at ane stak and brunt in ashes betwix and 2 aftirnoone”.
  • ca. 1690: Due streghe, madre e figlia, Barbara Tulloch e la figlia Ellen King, sono le ultime a essere bruciate sul rogo nelle Shetland in base alla legge del 1563.
Il memoriale delle vittime del Witchcraft Act eretto nel 2024 alle pendici della Gallows Hill (foto The Shetland News). La struttura si trova nell'esatta zona da cui catturai la tenebrosa e gelida veduta del Loch of Tingwall [vedi figura n.70]. Uno scatto recente che arricchisce la ricerca documentata nel libro. 

Oggi, le pendici della Tingwall Gallows Hill, da me fotografate, scorrono silenziose davanti agli occhi dei viaggiatori. Una memoria drammatica che le Shetland hanno deciso di affrontare apertamente, come testimonia il monumento inaugurato nel 2024 e documentato dalle cronache del The Shetland News, a perenne ricordo di quelle tragiche epoche di persecuzione e intolleranza.

Fonti e Bibliografia di riferimento

  • Hibbert, Samuel – A Description of the Shetland Islands, 1822.
  • Court Books of Shetland – Registri e verbali del tribunale di Scalloway (1615-1644).
The Shetland News – Cronache storiche e documentazione sul monumento alla memoria, 2024.


ULTIMA THULE. RICORDI DI UN VIAGGIO DI STUDIO INVERNALE NELLE ISOLE SHETLAND. E-book, versione cartacea a colori (133 pp., 114 immagini, di cui 89 a colori - 55 sono dell'A.- ), 110 note, bibliografia) e in bianco e nero


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SOMMARIO

PREFAZIONE

INTRODUZIONE

TAPPA NELL’INGHILTERRA SETTENTRIONALE: DURHAM E L’ESCURSIONE NEL  LAKE DISTRICT

Durham, “modello” di Geografia Urbana; Warkworth, Lindisfarne e Durham; Fondazione di Durham; Sir Walter Scott, le Shetland e Durham,; Dalle miniere di carbone ai colleges universitari; L’escursione nel Lake District

STORIA DELLE SHETLAND

I Pitti, i Brochs, Jarlshof; Jarlshof; Broch Clickhmin, Lerwick; Vichinghi, Norvegesi, Dano-Norvegesi, Scozzesi; Gli arcipelaghi delle Shetland e delle Orcadi offerti in garanzia alla Scozia

LA LINGUA, TRA INGLESE E NORN

Il Folklore; L’Up-Helly-Aa

LEGAMI CON LA NORVEGIA

L’ECONOMIA

Agricoltura; Allevamento; Pesca e Itticoltura; Petrolio; Turismo

NASCITA (CON PECCATO ORIGINALE) E SVILUPPO DI LERWICK

Il “peccato originale” di Lerwick: il contrabbando; La Storia dei Lodberries

L’ISOLA DI MAINLAND

Lerwick; Scalloway; Nel nord di Mainland: la Gallows Hill (la “Collina delle streghe”), Tingwall, Weisdale Voe, Esha Ness; Nel sud di Mainland

LE CRISI ESISTENZIALI COLLETTIVE

- LE QUATTRO RIVOLUZIONI CULTURALI

PRIMA RIVOLUZIONE, 1886: il Crofters' Act

SECONDA RIVOLUZIONE, ‘1960: lana, maglieria, pesce refrigerato, artigianato d’argento

TERZA RIVOLUZIONE, 1971-1998: scoperta e sfruttamento di petrolio e gas

QUARTA RIVOLUZIONE, 1998-oggi: contrazione estrazione petrolifera, rinascita e sviluppo delle tradizionali attività economiche (crofting, allevamento, pesca, itticoltura), turismo

Petrolio, gas; Pesca e itticoltura; Coltivazione, allevamento, turismo

CONTRABBANDO E PIRATERIA NELL’ARCIPELAGO

I NAUFRAGI

In Scozia; Protezione dei relitti di importanza storica; Nelle Shetland; Le basi a terra dell’haaf: Walls e Stenness (Mainland); Naufragi “importanti” e relitti tutelati dalla legge: XVII-XVIII secolo; Durante la Grande Guerra; Nella Seconda Guerra Mondiale

FAIR ISLE

1. Il naufragio di El Gran Grifón, 1588; 2. Naufragi, 1868-1894; 3. L’anno del disastro, 1897: L’antefatto; La tragedia ha inizio; La richiesta dei soccorsi

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


 ...

TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE.






mercoledì 23 settembre 2026

435. Dal libro "Alla scoperta di Megáli Nísi, l’isola di Creta": Nell'invincibile fortezza di Spinalónga, l’ultima colonia di lebbrosi d'Europa

Figura 131. L’isola-fortezza veneziana di Spinalónga (© Franco Pelliccioni)

L’isola della Giudecca a Venezia, anticamente chiamata Spinalónga per il suo profilo lungo e sottile, ha un’omonima nell’est di Creta. Qui i veneziani, durante la plurisecolare occupazione dell’isola, costruirono una formidabile e inespugnabile fortezza che, dopo la conquista di Creta da parte dei turchi, resterà in mano alla Serenissima ancora per quasi mezzo secolo. La storia della Spinalónga cretese, però, non è fatta solo da accadimenti militari, poiché molti secoli dopo l’isola-fortezza diventerà l’isola dei lebbrosi. Per oltre cinquant’anni (1903-1957) vi verranno segregati quattrocento malati, diversi dei quali nati da coppie sposatesi sull’isola.
Nonostante il suo complesso, tormentoso, finanche terribile passato, Spinalónga è oggi una meta assai ambita dai turisti, che dal 1970 vi approdano in decine di migliaia. Ciò è dovuto alla sua stupenda posizione, nella parte occidentale dell'immenso Golfo di Mirabello, di fronte all’omonima penisola. Due sono così le Spinalónghe, tra loro separate da uno stretto, spesso confuse dalle guide.
La fortezza della Serenissima e il dominio ottomano
L'attuale fortezza fu edificata a partire dal 1579, voluta dal Governatore Generale Jacopo Foscarini per bloccare l'accesso al porto di Eloúnda e proteggere le saline, che fornivano alla Serenissima il minerale indispensabile dopo la perdita di Cipro (1573). Nel 1630 Spinalónga era tra i più importanti forti veneziani, con alte e spesse mura che formavano un corpo unico con le rocce. Fu così veneziana fino al 1715, allorché fu costretta ad arrendersi dopo un lungo assedio da parte di Kapoudan Pascià, come ricordato storicamente da Thomas Salmon nel 1754.
Molto tempo dopo, vi si sviluppò un villaggio ottomano che nel 1881 contava 1.112 abitanti, dediti per lo più al contrabbando. I turchi vi sarebbero rimasti fino al 1903, protetti dalla presenza di una base navale della Marina francese. Solo la notizia dell’imminente arrivo dei lebbrosi provenienti dall’intera Creta e dalla Grecia li costrinse infine alla fuga! In quell’anno la Repubblica autonoma di Creta decise infatti di insediarvi una colonia di lebbrosi. A quei tempi i malati cretesi vivevano della pietà della gente, in caverne e ricoveri di fortuna denominati Meslikinies (“i dannati”).
L'inferno in terra e il backstage del dolore
Agli albori del secolo XX ebbe così inizio un’inenarrabile epopea, tormentosa, sofferta e tragica. Almeno nei primi decenni, quando da fuori ci si limitava di tanto in tanto a depositarvi cibo e acqua, Spinalónga vi divenne un vero e proprio inferno. Qui fu confinata, e per sempre abbandonata al suo spaventoso destino, gente piegata nel fisico e nell’anima, che aveva dovuto lasciare alle spalle affetti, parentele e dignità. Durante l'ultima guerra, i tedeschi non pensarono minimamente a insediarvi un contingente militare, limitandosi a controllarla a distanza con le sentinelle.

Figura 134. L’ingresso principale della fortezza veneziana di Spinalónga. Sulla destra, al di là delle mura, la camera di disinfezione (© Franco Pelliccioni)


Nel frattempo si cercò di migliorare le condizioni di vita dei malati: nel 1932 il Governatore Grammatikakis installò un generatore elettrico, nel 1937 furono edificati un ospedale e un laboratorio sulla collina, e nel 1948 si realizzarono due palazzine d'appartamenti. Nel 1954 si decise infine di trasferire i degenti in un ospedale di Atene, ma solamente nel 1957 i trenta lebbrosi superstiti lasciarono definitivamente l'isola.
La mia visita dell’antica isola-fortezza è contrassegnata da un duplice sentimento. Allorché la mia attenzione “supera” le luci, il calore dell’intenso sole e il vento marino, che incessantemente spira, sibilando, tra gli squarci delle case del villaggio fantasma, veneziane, turche e greche, riesco ad accostarmi a questo mondo spettrale in due modi. 
Nel primo si osservano gli spartani comfort di un’isola dove si andava solo ad aspettare una morte liberatoria, camminando tra vie e piazzette deserte dove rigogliosa cresce oggi la vegetazione spontanea che ha sommerso taverne, negozi e chiesette. 
Nel secondo va invece a dipanarsi sotto gli occhi il terrificante backstage degli abitanti di un tempo. Sulla collina appare l’ospedale, dove si portavano i malati più gravi poiché lassù i venti spazzavano via i cattivi odori, dove per molto tempo non si poté far altro che amputare le parti distrutte dalla malattia.
Conclusioni: la voce delle pietre
In effetti solo la natura, ancora possente in un habitat così tragico, eppure così stupendo, mitiga la drammaticità di ciò che mi circonda. Poiché ogni casa, ogni rudere, ogni tegola, ogni mattone, ogni pietra, ciascuna di loro, e tutte assieme in coro, avrebbero potuto raccontarmi, perfino strillandolo, quanto possa essere stato spietato e crudele il rimedio proposto per circoscrivere una malattia contagiosa, “sporca” e mortale. Non essendoci cure, o un Albert Schweitzer nei paraggi, fu infatti combattuta isolando gli sfortunati dal resto dell’umanità…
Fonti e Bibliografia di riferimento
  • Salmon, Thomas – The Modern History: or, the Present State of All Nations, Edizione italiana del 1754.
  • Archivi Storici di Creta – Decreti di fondazione del lebbrosario autonomo di Spinalónga, 1903.
  • Foscarini, Jacopo – Relazioni militari veneziane sul Golfo di Mirabello, 1574-1579.


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Introduzione 

1. Dove l’Oriente incontra l’Occidente: Storia dell’isola di Creta. Dalla Civiltà Minoica al termine della seconda dominazione Bizantina (2700 a.C.-1204 d.C.) 

2. Storia di Creta: dalla dominazione veneziana all’occupazione germanica (1204-1945) 

3. La città…? Per i cretesi è solo Herákleion! 

4. Il Museo Archeologico di Herákleion 

5. Evans a Cnosso: una ricerca archeologica di una vita 

6. Architettura e ingegneria “naturalistica” e d’avanguardia nel Palazzo Minoico di Cnosso 

7. L'Archeologia italiana a Creta: la città romano-bizantina di Górtina, quella Minoica di Festo 

8. Viaggio verso l'Ovest cretese: Georgioúpoli, Haniá e Réthimno 

Georgioúpoli; Haniá; Réthimno 

9. Nella torre Firka di Haniá, il secondo Museo Marittimo della Grecia 

10. Nell'Oriente cretese, tra siti minoici, splendidi centri turistici, antiche città sommerse, tradizionali villaggi di montagna 

Hersoníssos e Mália; Ágios Nikólaus; Eloúnda; Kritsá 

11. Nell'invincibile fortezza veneziana di Spinalónga (Golfo di Mirabello, Creta orientale), l’ultima colonia di lebbrosi d'Europa 

12. Sulle sponde del Mare Libico, Creta meridionale: Mátala e Frangokástelo 

13. Sfakiá, una Barbagia cretese 

14. Viaggiatori a Creta dei secoli XII-XV: pellegrini e crociati 

15. Viaggiatori a Creta dei secoli XV-XIX: umanisti, diplomatici, partecipanti al Grand Tour, scrittori, studiosi, artisti, antiquari, archeologi 

BIBLIOGRAFIA 

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TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE

p.s. 23 settembre 2026, ore 09:38 CEST. Nelle ultime 24 ore il blog ha avuto  1.430 visualizzazioni.

 

domenica 20 settembre 2026

434.Dal libro "Il giro del mondo... in 15 treni": La Ferrovia del Deserto e la Riconquista del Sudan

Figura 21. Mappa del Nilo e della ferrovia (Churchill, The River War, 1899)  

“Nei racconti di guerra la mente del lettore è occupata dai combattimenti. La battaglia – con le sue vivide scene, i suoi toccanti episodi, i suoi tremendi risultati –, eccita l'immaginazione e attira l'attenzione... La lunga linea strisciante delle comunicazioni è inosservata... La vittoria è un bel fiore dai colori vivaci. Ma i trasporti rappresentano lo stelo senza il quale non sarebbe mai potuto fiorire. Perfino lo studioso di strategie militari tende spesso a dimenticare le ben più intricate complicazioni dei rifornimenti... Combattere i Dervisci fu essenzialmente un problema di trasporto. Il Califfo è stato conquistato dalla ferrovia”.
Con queste parole, nel 1899, un giovane Winston Churchill fotografava una delle più straordinarie e insolite campagne militari della storia. La Sudan Military Railway è stata probabilmente la prima linea ferroviaria, forse l'unica, a essere stata interamente progettata e costruita per motivi prettamente bellici: trasportare truppe combattenti e materiali pesanti direttamente sui lontani campi di battaglia, nel cuore del deserto.
L'incredibile tragedia della caduta di Khartoum nel 1884, con l'uccisione del generale Charles Gordon Pasha, era stata segnata da una drammatica "beffa": le forze di soccorso britanniche erano giunte davanti alla città con soli due giorni di ritardo. Erano rimaste impastoiate dalle burocrazie di Londra e del Cairo, ma soprattutto dalle insormontabili cataratte del Nilo e dall'impossibilità materiale di muoversi speditamente a dorso di cammello o a bordo di lenti vaporetti fluviali. A quei tempi, per arrivare dal Cairo fino alla sudanese Dongola, uomini e munizioni dovevano affrontare un estenuante itinerario misto di 1.033 miglia: 271 su treni, 528 su battelli a vapore, 93 a dorso di cammello e infine a bordo di feluche arabe.
Un ricordo personale: Khartoum e Omdurman nel 1979
Molto tempo dopo quegli eventi, nel 1979, ho avuto l'opportunità di visitare personalmente questi luoghi storici. Allora non era ancora scoppiata la devastante guerra civile all'interno delle tre città gemelle. Ho potuto osservare da vicino il Palazzo di Gordon e, a Omdurman, la tomba del Mahdi insieme ai muretti di difesa dell'epoca. Toccare con mano quei resti fortificati mi ha permesso di comprendere appieno l'asprezza di quel territorio e il motivo per cui, dodici anni dopo la débâcle del 1884, il Sirdar Herbert Kitchener avesse compreso come l'ostacolo maggiore per la riconquista del Sudan non fosse rappresentato dai dervisci mahdisti del Califfo, bensì dall'immenso deserto del Sahara. Per vincere la guerra bisognava prima sconfiggere lo spazio e il tempo. E solo una ferrovia poteva riuscirci.
Percy Girouard e il record delle tre miglia al giorno
Nel reiterare il ruolo portante della ferrovia, Kitchener ebbe la fortuna di trovare una sponda formidabile in un uomo d’eccezione: Percy Girouard. Questo giovane ingegnere franco-canadese del genio militare aveva acquisito una preziosa esperienza sul campo come surveyor della Canadian Pacific, la colossale linea ferrata che aveva da poco unito l'Atlantico al Pacifico.
Al canadese fu chiesto l'impossibile: gettare una linea ferrata attraverso il deserto della Nubia alla media di un miglio al giorno. Alla testa di un apposito battaglione ferroviario, Girouard compì un'impresa titanica: la media realizzata oltrepassò le aspettative, arrivando in alcuni giorni all'incredibile ritmo di tre miglia di binari posati sotto il sole cocente.
Bisognava far presto. Non solo per lavare l'onta della morte di Gordon, ma anche per ragioni geopolitiche: l'opinione pubblica britannica temeva un nuovo disastro nel deserto, e Londra doveva anticipare le altre potenze coloniali (francesi e belgi in testa), che cercavano di trarre vantaggi territoriali dall'instabilità del Sudan mahdista.

Figura 23. Campagna anglo-egiziana per la Riconquista del Sudan, 1898. Uomini del 21° Lancieri entrano a Wadi Halfa, in previsione del viaggio verso sud, per ricongiungersi con le forze di Kitchener. Imperial War Museums


L'ultimo balzo verso Khartoum
La campagna militare, iniziata nel marzo del 1896 con base a Wadi Halfa, avanzò rapidamente grazie alla strada ferrata. I convogli sostituirono egregiamente i trasporti cammellati e fluviali. Dopo aver superato Abu Hamed e una fiera resistenza da parte mahdista, il 7 luglio del 1898 la ferrovia raggiunse Atbara, alla confluenza dell'omonimo fiume con il Nilo.
In soli sette giorni, grazie ai treni, vi si poté accumulare un gigantesco deposito di materiali e viveri capace di supportare per tre mesi i 25.800 uomini dell'esercito di Kitchener. In tutto erano state collocate ben 576 miglia di binari: il nucleo originario della rete ferroviaria del Sudan moderno.
La meta era ormai a sole 200 miglia a nord di Khartoum. Per l'ultimo balzo, l'armata anglo-egiziana si mosse su battelli e via terra. Il 2 settembre 1898, a Karari, nei pressi di Omdurman, l'esercito dei 52.000 dervisci del Califfo Abdullah et Taaisha venne drammaticamente sconfitto in sole cinque ore. La logistica d'acciaio aveva vinto sulla superiorità numerica. Khartoum era riconquistata.
Fonti e Bibliografia di riferimento
  • Churchill, Winston S. – The River War: An Historical Account of the Reconquest of the Soudan, 1899.
  • Girouard, Percy – History of the Railways during the War in South Africa and Sudan, Royal Engineers Journal, 1903.
  • Archivi Militari Britannici – Registri della Sudan Military Railway (1896-1898).

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(241 pp., 223 foto, di cui 136 a colori (102 sono dell'A.), 254 note, bibliografia

SOMMARIO

INTRODUZIONE         

AFRICA            

Cap. 1 Alessandria-Cairo, prima ferrovia dell’Egitto, dell’Africa, del Levante  

Antefatto: una Crociera sul Nilo fin de siècle; La ferrovia Alessandria-Cairo; “Signori, tutti in carrozza, si parte”!; Storia della rete ferroviaria egiziana            

Cap.2 La "ferrovia del deserto", Egitto-Sudan        

La caduta di Khartoum e del Sudan per opera dei dervisci; La costruzione della “ferrovia del deserto”, 1896-1898, e la Riconquista del Sudan; Le ferrovie sudanesi

Cap. 3 A bordo di un treno della celebre “ferrovia di penetrazione” Mombasa-Kampala: l'Uganda Railways, Kenya           

Il viaggio; Un doveroso aggiornamento; Storia dell’Uganda Railways, 1896-1901; Quasi un'esercitazione in imperialismo; Un ostacolo certamente non previsto: i leoni “mangiatori d’uomini” dello Tsavo; Nascita della città di Nairobi; Attraverso la “Valle Spaccata” il treno giunge infine sulle sponde dell’immenso lago Vittoria   

Cap. 4 Il Lézard Rouge dei Bey di Tunisi, Tunisia  

Le ferrovie tunisine  

ASIA

CAP. 5 TRA ORIENTE E OCCIDENTE: DAMASCO (COSTANTINOPOLI)-MEDINA, BERLINO-BAGHDAD, ORIENT EXPRESS    

INTRODUZIONE         

Il Pellegrinaggio verso la Mecca, l’hajji       

LA FERROVIA DELL’HEJAZ: LA DAMASCO (COSTANTINOPOLI)-MEDINA          

La Ferrovia dell’Hejaz, Lawrence d’Arabia e la Rivolta Araba; WADI RUM; L’ATTACCO AD AQABA; MA'AN; La Ferrovia dell’Hejaz oggi e la stazione di Amman          

LA FERROVIA COSTANTINOPOLI (BERLINO)-BAGHDAD

La stazione di Haydarpaşa, Kadiköy, Istanbul       

LA RUMELI DEMIRYOLU E L’ORIENT EXPRESS      

La stazione di Sirkeci, Istanbul        

AMERICA

Cap. 6 White Pass and Yukon Route (Alaska, Stati Uniti -Yukon, Canada)         

Skagway, Terminale Settentrionale dell'Alaska Marine Highway System, Southeastern Route; In viaggio verso gli Inuit dell’Artico canadese, l’ultima tappa alaskana; La “corsa all’oro” verso la regione del Klondike: la pista dello White Pass e il più duro Chilkoot Trail, tra Alaska statunitense e Yukon canadese; La ferrovia del White Pass & Yukon Route (WP&YR), 1898-1900; Il mio viaggio su per lo White Pass 

Cap. 7 Viaggio nella Colombia Britannica a bordo della cabina della storica locomotiva Royal Hudson, Canada             

La Royal Hudson; In partenza    

Cap. 8 “C'era una volta il treno”... Storia della "Strada della Gente", la ferrovia dell’isola di Terranova, Canada      

Testimone, mio malgrado, del crepuscolo del treno di Terranova; La storia della “ferrovia che non c’è”: i difficili inizi; L’impatto della ferrovia con gli Indiani Mi'kmaq; La rete ferroviaria di Terranova; Le tappe della ferrovia a Terranova; Verso il tramonto       

Cap. 9 "Quel treno per Santa Fe": l'Atchison, Topeka e Santa Fe & Railway System nel "selvaggio" Sud-Ovest degli Stati Uniti, tra Natura e Cultura              

La Pista per Santa Fe; “Quel treno per Santa Fe” ; La Storia delle ferrovie transcontinentali, Buffalo Bill e gli Indiani; La Atchison, Topeka & Santa Fe; L’Indian Detour          

EUROPA

Cap. 10    Viaggio sulla storica ferrovia Parigi-Saint-Germain-en-Laye, Francia              

Cap. 11 Il treno “alpinista” che voleva giungere fin sulla cima del Monte Bianco, Francia             

1. Premessa: breve digressione nostalgico-alpinistica;

2. Chamonix, Alta Savoia    

3. Le Tramway du Mont-Blanc (T.M.B.): il tram che voleva arrivare sulla sommità del Monte Bianco; 3.1 Breve cronistoria del progetto; 3.2 Il treno oggi; 3.3 Il mio viaggio       

4. Treno per Montenvers e la Mer de Glace; 4.1 Grand Hôtel du Montenvers      

5. Finalmente vedo il Monte Bianco, non con il treno, ma con la funivia dell’Aiguille du Midi  

Cap. 12 In viaggio da Dublino a Kingstown, oggi Dún Laoghaire, sul primo treno del paese (1834), Irlanda     

Bibliografia

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436.Dal libro " Ultima Thule": La caccia alle streghe nelle Shetland e il verdetto della Gallows Hill di Scalloway

    Figura 70 . Il Loch of Tingwall fotografato dalle pendici della Tingwall Gallows Hill Il mese di dicembre è il periodo più rigido in que...