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giovedì 13 agosto 2026

422. ALLA SCOPERTA DEL MONDO L'epopea delle grandi scoperte, tra esplorazioni e scienze della terra. Vol. 3: ARTICO – ANTARTICO

Figura 114. Slitta neozelandese con materiale (carburante, equipaggiamento) e cibo,

da depositare lungo il percorso

Un'esplorazione all'insegna del mistero e dei grandi enigmi polari

Il presente volume, pur essendo il più esile della tetralogia, si offre al lettore come un viaggio profondo e magnetico interamente condotto all'insegna del mistero. Non si tratta soltanto di documentare la penetrazione scientifica nell'ignoto degli inesplorati ghiacci polari, ma di decodificare una serie di veri e propri enigmi esplorativi, che hanno segnato la storia delle scienze geografiche e umane.

Figura 1. Foto di copertina: dall’Atlante Storico, Geografico, Genealogico e Cronologico del 1804, di Emmanuel-Augustin-Dieudonné-Joseph, conte de Las Cases. Pubblicato nel 1829, con lo pseudonimo di A. Le Sage, da Creuzbauer e Nöldeke, Karlsruhe

I grandi gialli dei deserti bianchi

Nelle pagine del saggio si dipana l'analisi di drammi e controversie rimasti insoluti per decenni:

  • La conquista del Polo Nord: Dalla misteriosa scomparsa, sul finire del XIX secolo, della mongolfiera svedese di Salomon August Andrée (i cui resti furono individuati solo decenni dopo), alla celebre e velenosa diatriba per il primato tra Robert Peary e Frederick Cook, fino all'impresa del dirigibile Norge guidato da Amundsen, Nobile ed Ellsworth, che per primo sorvolò la sommità del mondo per via aerea.
  • Il Passaggio a Nord-Ovest: La disamina del mistero navale per antonomasia: la totale sparizione della grande spedizione britannica di Sir John Franklin, i cui primi, drammatici ritrovamenti emersero solo dopo sette anni di ricerche.
  • Le sparizioni nella calotta e nel limes [“frontiera estrema dell'ignoto geografico”]: Il dramma del geofisico Alfred Wegener, scomparso nell'immensità dell'inlandsis groenlandese e il cui corpo fu recuperato mesi dopo tra i ghiacci. A queste odissee polari ho voluto affiancare, per un preciso parallelismo metodologico, la misteriosa sparizione di due geologi della spedizione Fuchs presso il lago Rodolfo (lago Turkana), inghiottiti dal territorio e mai più ritrovati.

L'opera vanta un imponente apparato iconografico di 116 illustrazioni, tra le quali figurano 8 fotografie originali scattate dall'autore sul campo e d'archivio: i reperti storici custoditi presso lo Scott Polar Research Institute di Cambridge (inclusi il piccione viaggiatore imbalsamato della spedizione Andrée e il relativo collarino da messaggio), il monumento edicato alla spedizione degli idrovolanti del 1925 e il pilone originale d’attracco dei dirigibili a Ny-Ålesund (Svalbard), fino agli scatti realizzati nel Kenya nord-occidentale nel corso della missione antropologica del 1980 presso il lago Turkana e le sue isole interne.

Dietro le quinte dell'opera: l'enigma di Fawcett e la metamorfosi in Tetralogia

Quando progettai originariamente la scaletta di questa terza saga scientifica, Alla Scoperta del Mondo, il piano editoriale prevedeva una trilogia in cui il terzo volume avrebbe dovuto accorpare i 28 personaggi attratti dall’ignoto geografico e culturale sia delle Americhe che delle Regioni Polari.

Tuttavia, nel corso della stesura, la ricerca d'archivio ha imposto i propri diktat. Ho ritenuto opportuno espandere le maglie di uno specifico capitolo: quello riguardante il colonnello britannico Percy Fawcett, l'esploratore scomparso nel nulla nel 1925 all'interno del Mato Grosso brasiliano mentre guidava la sua ultima spedizione alla ricerca della Città Perduta di Z. Le sue straordinarie avventure — che a suo tempo ispirarono la genesi letteraria del Mondo Perduto di Arthur Conan Doyle (a cui lo stesso Fawcett aveva raccontato le proprie esperienze) e, in epoca successiva, la celebre saga cinematografica di Indiana Jones — mi avevano oltremodo appassionato fin da ragazzo.

Per decenni, nel bacino dell'Alto Xingú, si sono succedute spedizioni strutturate di ricerca e soccorso, affiancate da singoli avventurieri, visionari in cerca di effimera notorietà e spiriti compassionevoli animati dalla sincera volontà di risolvere quello che è stato definito il mistero esplorativo per antonomasia del XX secolo. Gradatamente, questo studio su Fawcett è diventato un monumentale capitolo-contenitore di diverse altre esplorazioni snodatesi per quasi un secolo, fino ai giorni nostri.

In anni recenti, complici i drammatici incendi della boscaglia del Mato Grosso indirettamente agevolati dal cambiamento climatico, le esplorazioni archeologiche satellitari hanno portato a sviluppi inaspettati e sorprendenti. Per garantire la corretta fluidità scientifica a questa immensa mole di dati, ho scelto di dedicare l'intero terzo volume esclusivamente all'Artico e all'Antartico, spostando l'esame del continente americano nel quarto e conclusivo capitolo della collana.

I Protagonisti dei Deserti Bianchi • Gli 8 Profili Biografici

  1. John Rae (1813-1893): 37.000 chilometri a piedi tra i ghiacci. Il monumentale "carnet" di viaggio dell’esploratore scozzese che, nel XIX secolo, apportò un fondamentale contributo alla conoscenza del Grande Nord canadese. La straordinaria esperienza accumulata gli consentì di muoversi utilizzando al meglio le tecniche di adattamento di chi da sempre viveva nell'Artico (Indiani e Inuit), che impiegava sistematicamente come guide e interpreti. Indossava abiti di pelliccia, si spostava con un equipaggiamento ridotto al minimo e si procurava il cibo sul campo utilizzando le tecniche venatorie degli "uomini dalle ombre lunghe".
  2. Salomon August Andrée (1854-1897): L'ultimo volo dell'«Aquila». Nella storia delle grandi esplorazioni, un posto del tutto singolare è occupato dalla drammatica spedizione al Polo Nord, sul finire del XIX secolo, di questo ingegnere svedese che, a bordo di una mongolfiera poi abbandonata sulla banchisa, scomparve tra i ghiacci con i suoi due compagni di viaggio. Un mistero assoluto che sarà svelato solo dopo 33 anni.
  3. Robert Edwin Peary (1856-1920): Conquistare il Polo Nord come una "magnifica ossessione". L'esploratore statunitense sostenne con fermezza di aver compiuto la storica impresa, ma in sede di verifica scientifica emergerà come in realtà si fosse fermato a pochissimi chilometri dalla meta geografica.
  4. Sir William Martin Conway (1856-1937): Dalle isole Svalbard fino alla cresta innevata dell'Aconcagua. La complessa figura di un esploratore britannico unico nel suo genere, capace di unire l'attività di alpinista e scrittore di frontiera a quella di politico e stimato storico dell'arte.
  5. Alfred Wegener (1880-1930): Tracciare una rivoluzionaria rotta aerea dall'Europa agli Stati Uniti. Un sogno scientifico rimasto sepolto sotto gli spessi ghiacci della Groenlandia, dove nel 1930 moriva per il freddo pungente e la fatica estrema questo celebre astronomo, meteorologo e geologo tedesco, padre della teoria della deriva dei continenti.
  6. Lincoln Ellsworth (1880-1951): La storia straordinaria di un uomo sospeso tra due Poli. Il nome di questo aviatore ed esploratore americano è legato indissolubilmente alla leggendaria impresa aerea del dirigibile Norge, ma le sue trasvolate segnarono la storia della geografia polare globale.
  7. Louise Arner Boyd (1887-1972): La "donna di ghiaccio". Nel 1955 l'esploratrice statunitense compì lo storico volo sopra il Polo Nord geografico, coronando una carriera eccezionale che l'aveva vista guidare sul campo ben sette spedizioni scientifiche d'avanguardia nell'Artico.
  8. Sir Vivian Fuchs (1908-1999): Novantanove giorni tra i ghiacci dell’Antartide, unendo la forza dell’esploratore all’occhio attento dello scienziato. Il celebre geologo britannico che nel 1958 completò, per la prima volta nella storia, la traversata integrale da parte a parte del Polo Sud.

Indice analitico • Struttura dei Capitoli del Volume III

  • Introduzione

SEZIONE I • ARTICO

1. John Rae (1813-1893)

  • La spedizione perduta: Premessa storica sulla scomparsa nel 1847 della flotta di Sir John Franklin alla ricerca del leggendario Passaggio a Nord-Ovest.
  • L'orcadiano dei ghiacci: Il profilo scientifico di un funzionario al servizio della Hudson's Bay Company capace di assimilare i modelli culturali e di sopravvivenza nativi.

2. Salomon August Andrée (1854-1897)

  • L'enigma del pallone aerostatico: La documentazione dei reperti d'archivio presso lo Scott Polar Research Institute di Cambridge e la misteriosa sparizione nel 1897 della spedizione diretta al Polo Nord.
  • La banchisa svela i suoi segreti: La cronaca del breve e fatale volo dell’Aquila, lo schianto sulla banchisa, la drammatica marcia dei tre esploratori e l'incredibile ritrovamento casuale dei corpi e dei diari avvenuto 33 anni dopo, nel 1930.

3. Robert Edwin Peary (1856-1920)

  • La corsa al Polo: Ritratto antropologico dell'esploratore, le polemiche storiche, le verifiche metriche e le conferme d'archivio.
  • Le grandi campagne (1884-1909): Dalle prime spedizioni in Nicaragua, Groenlandia e nell'isola di Ellesmere, fino ai viaggi sulla solida nave Roosevelt spintasi agli 82°20’ Lat N. La cronaca della spedizione del 1908-1909 e l'epilogo sospeso tra il trionfo pubblico e l'amarezza scientifica.

4. William Martin Conway (1856-1937)

  • L'occhio dello storico dell'arte: L’arrivo nell'arcipelago delle Svalbard nel 1896, la fase giovanile artistica e l'utilizzo pionieristico della fotografia come insostituibile strumento di documentazione geografica.
  • La fase alpinistica: Le grandi ascensioni dalle Alpi e dal Karakoram fino all'Himalaya, alle Ande e alla Terra del Fuoco.

5. Alfred Wegener (1880-1930)

  • La deriva dei continenti: Il legame teorico tra la geofisica contemporanea (lo tsunami del 2004) e le prime intuizioni dello scienziato tedesco.
  • L'inlandsis groenlandese: Le prime due spedizioni del 1906-1908 e 1912-1913. La pianificazione e le criticità logistiche della terza e fatale campagna del 1930 per installare la stazione scientifica Eismitte nel cuore della calotta glaciale; il tragico rientro e il congelamento.

6. Lincoln Ellsworth (1880-1951)

  • Le rotte dei dirigibili: La biografia e i primi voli aerei con Roald Amundsen nel 1925. La storica trasvolata del Polo Nord nel 1926 a bordo del dirigibile Norge e la successiva ricognizione sulla Terra di Francesco Giuseppe sul Graf Zeppelin (1931).
  • L'Antartide dall'alto: La conduzione della prima memorabile traversata aerea del Polo Sud (1935-1936).

7. Louise Arner Boyd (1887-1972)

  • Dall'Alta Società alle tempeste polari: Le prime ricognizioni del 1926 alle Svalbard e alla Terra di Francesco Giuseppe, e la successiva spedizione navale del 1928 nel Nord Atlantico alla disperata ricerca di Amundsen scomparso.
  • La svolta strategica: I viaggi di studio tra le comunità dei Lapponi (Sami) della Scandinavia e nella Groenlandia orientale (1930-1938), fino alla delicata missione di spionaggio strategico-militare nella Groenlandia nord-occidentale condotta nel 1941 per conto del governo statunitense. Il volo record sopra il Polo Nord del 1955.

SEZIONE II • ANTARTICO

8. Vivian Fuchs (1908-1999)

  • Dal Tropico al Ghiaccio: Le prime spedizioni nella Groenlandia orientale (1929) e le campagne geologiche in Kenya, Uganda, Zaire e Tanzania (1930-1931).
  • Il giallo del lago Turkana: La spedizione del 1934 nel Kenya nord-occidentale e la misteriosa, insoluta scomparsa di due scienziati del team. Le successive missioni in Tanzania e nelle isole Falkland (1947-1950).
  • La Commonwealth Trans-Antarctic Expedition (1957-1958): L’imponente organizzazione logistica della prima grande traversata terrestre dell'Antartide; la complessa edificazione delle basi Shackleton, South Ice e Scott e il posizionamento dei depositi sull'altopiano polare (1955-1957). L'avvio della marcia il 24 novembre 1957 e lo storico trionfale arrivo al Polo Sud il 19 gennaio 1958.
  • Bibliografia

ALLA SCOPERTA DEL MONDO. Esploratori, Geologi. VOL. 3: ARTICO – ANTARTICO 

E-Book e versione cartacea in bianco e nero di grandi dimensioni (16,99 x 1,17 x 24,41), 133 pp., 84 note, Bibliografia, 116 immagini (8 sono dell'A.) 





martedì 11 agosto 2026

421. Dalla Puglia al Kenya: la danza dei "diavoli di polvere".

 

Figura 22. Il dust devil del lago Magadi si avvicina, 1980
(© Franco Pelliccioni)

Vedere oggi in televisione le immagini dell'impressionante dust devil (diavolo di polvere) che ha attraversato le campagne della Puglia mi ha riportato immediatamente ai miei anni di ricerca antropologica sul campo.

Nelle regioni aride del Nord del Kenya ne ho visti moltissimi: da lontano ingannavano spesso l'occhio, confondendosi con le colonne di fumo azzurrino di un bivacco di pastori nomadi. Ma fu al Lago Magadi, nel 1980, che riuscii a catturarne uno in tutta la sua potenza.

Ero nel pieno della mia seconda sessione di studio in Kenya. Con la mia fidata Nikon F e una diapositiva, fermai nel tempo questo enorme vortice di terra scura mentre squarciava il candore accecante della crosta di sale del lago.

Un fenomeno che oggi, complice il caldo estremo, accende lo stupore anche alle nostre latitudini.

Da: MAASAI. GENTI E CULTURE DEL KENYA

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TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE

Per consultare le mie pubblicazioni e ricerche scientifiche ufficiali, potete trovarmi anche su ResearchGate, Academia.edu, Google Scholar [motore di ricerca che, tramite parole chiave specifiche, consente di individuare testi della letteratura accademica], e su JSTOR [biblioteca digitale statunitense].

lunedì 10 agosto 2026

420. Ricordando Cecilia Gatto (19 giugno 1939 – 11 luglio 2005). Diario dal Cairo (1980): tra i labirinti del bazar e l'antropologia dei matrimoni di strada

 

. Assieme agli sposi egiziani, 1980 (© Franco Pelliccioni)

La triste scomparsa della collega Cecilia Gatto Trocchi (Roma, 19 giugno 1939 –  11 luglio 2005) ha lasciato un vuoto profondo nel panorama delle scienze antropologiche italiane. Prima di riprendere il timone della mia tetralogia dedicata alla scoperta del mondo, desidero dedicare una doverosa pausa scientifica e umana alla sua memoria. Un filo empatico e indelebile unisce il mio cammino al suo, superando le barriere del tempo attraverso il ricordo di una felice stagione di ricerca sul campo condotta insieme in Egitto nel 1980, tappa d'avanguardia prima della mia successiva sessione antropologica nel Sudan meridionale.

I due frammenti di diario che seguono restituiscono l'essenza più pura della nostra disciplina: l'osservazione partecipante vissuta non come fredda teoria accademica, ma come totale immersione nell'ordito culturale dell'«altro».

Frammento I • “Avventura” nel Bazar di Khan el-Khalili, Cairo

Quando ci troviamo a visitare il grande bazar di Khan el-Khalili è ormai sera e si sta facendo rapidamente buio. Continuando a vagabondare senza fretta tra un banchetto e un altro, inoltrandoci sempre di più nel labirinto di strette viuzze costellate da negozietti e chincaglierie, veniamo avvicinati da un ragazzo che ci chiede se siamo interessati a vedere all’opera dei maestri vasai tradizionali. Un’occasione etnografica unica che due antropologi, abituati ad aborrire il bric-à-brac e gli stereotipi turistici, non possono certo lasciarsi sfuggire.

Il ragazzo inizia a muoversi velocemente davanti a noi, guidandoci dapprima attraverso vicoli e anguste strade ancora illuminate dai negozi e frequentate dalla popolazione locale. Gradatamente, tuttavia, il tragitto si fa più lungo, labirintico e sempre meno illuminato. Il tempo trascorre. Passiamo attraverso un cortile isolato dopo l’altro, all'interno di un habitat urbano scarsamente illuminato, se non addirittura quasi buio. Riusciamo appena a intravedere la sagoma del ragazzo che corre davanti a noi, incontrando crescenti difficoltà a seguirlo.

Improvvisamente, sentiamo risuonare intorno a noi, seppur a distanza, delle grida ripetute accompagnate da colpi secchi. A quel punto, nonostante entrambi non fossimo certo dei novellini nell'esplorazione dei contesti esotici, ci fermiamo. Ci guardiamo molto perplessi e preoccupati, decidendo all’unisono di scappare immediatamente e di tornare sui nostri passi verso i luoghi illuminati, frequentati e commercialmente più sicuri della città. Rientriamo accompagnati dalle grida del ragazzo che, sempre più da lontano, ci invita invano a tornare indietro nel buio del labirinto.

Frammento II • Etnografia della festa: i matrimoni di strada e di teatro, Cairo

Al rientro da Luxor, prima della nostra programmata partenza per il Sudan — prevista per le ore 19:00 del giorno successivo con il volo Egypt Air MS 751 e arrivo a Khartoum alle 21:40 —, il nostro amico e tassista cairota decide di farci un regalo inaspettato, anzi... due!

L’andare in giro di sera per la megalopoli, accompagnati dalla colonna sonora della superba e ritmica musica pop egiziana trasmessa a tutto volume dalla radio del taxi — associata a colpi di tromba ritmici che si fondono con il paesaggio sonoro e i clacson delle migliaia di automobilisti —, costituisce già di per sé un sorprendente spaccato della vita notturna del Cairo. A questa atmosfera eccezionale si aggiunge la volontà del nostro autista di introdurci direttamente all'interno dei festeggiamenti di due differenti matrimoni: il primo di strada, di tradizione egiziana; il secondo sudanese, celebrato all’interno di un teatro.

Il matrimonio di strada egiziano

Dopo aver bloccato e interpellato numerosi passanti, pedoni e automobilisti nel traffico urbano, arriviamo finalmente al primo appuntamento: una stretta via interamente tappezzata a festa e ricoperta da un grande tendone cerimoniale. Lo spazio è affollato da una comunità seduta di fronte a un palco dove si esibisce una danzatrice del ventre, si fa musica tradizionale e si leggono ad alta voce i nomi di coloro che hanno offerto denaro o doni alla coppia di sposi.

Dopo essere stati invitati a fotografarci insieme agli sposi e ai parenti più stretti della coppia (nello scatto storico d'archivio che correda questa pagina), ci sediamo anche noi, profondamente soddisfatti per l'intensità dell'esperienza transculturale. Dopo qualche tempo, secondo le regole dell'ospitalità maschile locale, mi viene passato un narghilè per fumare la tradizionale shisha. Mi unisco al gruppo maschile godendomi lo spettacolo insieme a Cecilia. Verso la mezzanotte, tuttavia, il nostro cortese anfitrione ci fa segno che è imperativo andare via: il tabacco posto sul braciere del mio narghilè è stato parzialmente sostituito dall’hashish e la nostra presenza ufficiale di studiosi stranieri in quel perimetro potrebbe improvvisamente diventare pericolosa.

[Nota scientifica: Nei “matrimoni di strada” dell’élite cairota, e non solo, è frequente la partecipazione di grandi figure della canzone pop egiziana. Tra questi spicca Amr Diab, artista capace di vendere oltre 50 milioni di dischi nel mondo, il cui compenso per una singola esibizione nuziale può giungere fino ai 10.000 dollari (Singerman, Amar, 2006). Negli anni più recenti, a causa della crisi economica, i costi di questi apparati sono sensibilmente aumentati, costringendo le comunità a una progressiva riduzione dei festeggiamenti di strada].

L'enclave sudanese a Giza

Dopo esserci sbracciati nei saluti di rito con la famiglia egiziana, ci rimettiamo in marcia nel cuore della notte. Vengono consultati altri automobilisti fino a individuare il luogo esatto del matrimonio sudanese, ospitato all'interno di un teatro a Giza.

Il nostro autista spiega agli addetti alla sicurezza la nostra identità di ricercatori in procinto di recarsi in Sudan (paese che io avevo già visitato nel corso della mia prima sessione). Veniamo accolti con straordinaria e calorosa ospitalità. Il teatro, di ragguardevoli dimensioni, si presenta completamente affollato, incluse le balconate superiori. Sul palco, un'orchestrina esegue ritmi e musiche tradizionali sudanesi, intervallate anche qui dalla lettura cerimoniale dei donatori della lista nozze.

All'inizio delle danze veniamo invitati a salire sul palco. Salgo immediatamente e inizio a ballare insieme al gruppo delle donne, avvolte nelle loro stupende e coloratissime tobe di seta. Vengo tuttavia subito richiamato e bonariamente rimproverato da Cecilia, la quale mi ricorda che, secondo i codici etnici di genere della regione, io devo muovermi ed eseguire i passi esclusivamente insieme agli uomini vestiti in jellabia ed ema (il tipico turbante), mentre lei continua a danzare nel gruppo femminile. Trascorriamo così diverse ore in una straordinaria atmosfera di festa comunitaria prima di fare rientro in albergo, pronti per il volo trans-sahariano che l'indomani ci avrebbe condotto a Khartoum.

sabato 8 agosto 2026

419. ALLA SCOPERTA DEL MONDO. Vol. 2 AFRICA

 

Figura 97. Scena di combattimento alla confluenza del fiume Aruwimi con il Lualaba.

Traversata del continente est-ovest 1874-77 [Congo, Stanley] 

Archeologi, Esploratori, Grandi Viaggiatori, Geologi, Naturalisti, Paletnologi

Figura 1. Nova totius Terrarum Orbis geographica ac hydrographica tabula

(Hendrik Hondius il Giovane, 1630) 

Il presente volume, secondo capitolo della tetralogia, comprende un'eccezionale ed entusiasta "squadra" di studiosi e pionieri della Frontiera: 17 esploratori, 6 archeologi, 1 naturalista e 1 paleontologo. Ciascuna delle loro vicende esistenziali e scientifiche mi ha coinvolto a tal punto da intrecciare un profondo filo empatico che oltrepassa la barriera del tempo, legandomi indissolubilmente a queste straordinarie figure, il cui sacro fuoco della conoscenza non si è mai sopito.

«C’è sempre qualcosa di nascosto! Vai, e scoprilo! Vai, e guarda oltre quelle barriere; v’è qualcosa che si cela al di là di quei monti. Una cosa perduta, che ti attende. Vai!» — Rudyard Kipling

Un'esistenza al limite per la scienza

Man mano che ci si addentra nelle loro vite, si rimane colpiti dalle passioni che hanno saputo guidarli su percorsi unici in epoche in cui tutto era pionieristico, pericoloso e apparentemente impossibile. Figure costrette a inoltrarsi in terreni mai prima violati con pochissimi mezzi e scarsi riconoscimenti, apportando contributi straordinari.

Molti di loro vi hanno trovato la morte: Isabelle Eberhardt (annegata nel Sahara), Mungo Park (annegato nel Niger, per sfuggire agli attacchi), Friedrich Hornemann (stroncato dalla dissenteria sul Niger), John Hanning Speke (tragico suicidio in patria), Carlo Piaggia (stroncato dalle febbri in Sudan), Pietro Savorgnan di Brazzà (consumato dalla malattia a Dakar). Altri sono riusciti a sopravvivere, aprendosi la strada nel cuore della foresta con la determinazione delle armi, come nel caso di Henry Morton Stanley.

La rassegna geografica è straordinariamente ricca: il gruppo più numeroso è rappresentato dai francesi (René Caillé, Jean-Baptiste Marchand, Eberhardt, Roger Frison-Roche), a cui si uniscono l’italo-francese Savorgnan di Brazzà e il franco-americano Paul Du Chaillu, seguiti dai britannici (Mungo Park, Speke, Harry Johnston), dai tedeschi (Hornemann, Heinrich Barth) e dal celebre anglo-americano Stanley. Accanto a loro, brilla la leggendaria figura dell'ungherese László Almásy (l’autentico “Paziente Inglese” reso celebre dal cinema), oltre alla Faraone-donna Hatshepsut, al proconsole romano Lucio Cornelio Balbo Minore e al letterato berbero Leone l'Africano.

Le grandi direttrici dell'ignoto africano

  • Il Sahara e Timbuctù: Nove protagonisti si sono spinti nelle sabbie dell'infinito o hanno forzato i segreti della città mitica: Cornelio Balbo Minore, Leone l'Africano, Mungo Park, Hornemann, Caillé, Barth, Eberhardt, Almásy e Frison-Roche.
  • I grandi fiumi e le foreste: Dalla ricerca delle sorgenti del Nilo di Speke allo studio del fiume Congo di Brazzà, fino alla leggendaria traversata transcontinentale da est a ovest compiuta da Stanley dopo l'epico incontro con il Dr. Livingstone ("I presume"). Sul fronte geopolitico spicca la Missione Marchand, spintasi dalle coste atlantiche fino al Nilo Bianco (Fashoda) per arginare l'espansione britannica. Nelle foreste pluviali, infine, Du Chaillu si mise testardamente sulle tracce di gorilla e pigmei (le cui relazioni sulla "piccola gente" ispireranno gli Hobbit di J.R.R. Tolkien), mentre Johnston documentò l'okapi, lo strano animale metà zebra e metà giraffa.
  • L'Archeologia e la Paleontologia: Sul fronte egittologico, il volume ripercorre le imprese di Richard Pococke, capace di anticipare la spedizione napoleonica; l'italiano Ippolito Rosellini, che coadiuvò Jean-François Champollion nella decifrazione dei geroglifici; il monumentale Auguste Mariette, fondatore del Museo Egizio del Cairo; seguiti da Flinders Petrie, E.A. Wallis Budge e dallo statunitense James Henry Breasted. Chiudono il quadro le audaci méharées sahariane del naturalista Théodore Monod e le scoperte fossili del paleontologo Louis Leakey, che hanno rivoluzionato il concetto di sviluppo umano.

Il "dietro le quinte" dell'Autore: memorie sul Nilo Bianco

La passione per l'esplorazione e l'accettazione — sia pure online — come membro del prestigioso Explorers Club di New York affondano le radici nella mia attività scientifica e giornalistica. Negli ultimi anni di collaborazione presso L’Osservatore Romano, scoprii con divertita soddisfazione di essere considerato l’“Indiana Jones” del quotidiano della Santa Sede.

Un titolo che riportava la mia mente indietro al 1979. Al mio rientro a Khartoum dalla prima intensa ricerca antropologica sul campo a Malakal (sul Nilo Bianco, nell'allora Sudan meridionale), il Direttore dell’Agip Sudan Ltd. mi svelò che nell’ambiente degli expatriates europei ero stato soprannominato “Dr. Livingstone”. Loro, che si spostavano nelle oasi sahariane protetti da carovane di fuoristrada, cuochi e kit medici d'emergenza, erano rimasti letteralmente sconvolti dal mio rifiuto delle comodità: l'intenzione, felicemente realizzata, di spingermi da solo per 850 chilometri verso il sud profondo dell'Africa, armato di due valigie, un borsone con la pesante attrezzatura fotografica dell'epoca e un registratore. Un viaggio memorabile, attraversando in jeep il deserto fino a Kosti per un'intera giornata, per poi risalire lentamente il corso del Nilo Bianco a bordo di un vecchio battello a pale posteriori, nel corso di quattro lunghissimi, straordinari e indimenticabili giorni di navigazione e osservazione partecipante [vedi post. n. 338, 340, 344].

 

Cronologia della Conoscenza • I 25 Protagonisti del Volume Africano

  1. Ma'at-ka-Ra Hatshepsut: La potente Faraone-donna, propugnatrice dei leggendari viaggi commerciali degli Egizi nel paese tropicale di Punt (penisola sudarabica, Somalia, stretto di Bab el-Mandeb, Africa orientale).
  2. Lucio Cornelio Balbo Minore: Il condottiero che, alla testa di un esercito romano, si inoltrò profondamente nel Sahara, per imporre la Pax Romana ai Garamanti, mitici guidatori di quadrighe nel deserto.
  3. Leone l'Africano (Leo Africanus): Un "intellettuale di frontiera", esempio vivente e precoce dell’incontro transculturale tra la tradizione arabo-islamica e il cambiamento euro-occidentale.
  4. Richard Pococke: Il "cartografo della Valle dei Re". Al pastore e viaggiatore britannico si devono i primi storici studi descrittivi dell'Egitto antico.
  5. Mungo Park: Dalle sponde del fiume Niger fino a Timbuctù; l'epopea del grande ed eroico esploratore scozzese.
  6. Friedrich Konrad Hornemann: Due anni e mezzo nel deserto. Lo studioso tedesco fu il primo europeo in epoca moderna ad attraversare il Sahara nord-orientale.
  7. René Caillé: Una "favola" perduta nel cuore del Sahara. Nel 1828 l'esploratore francese compì l'impresa di raggiungere la mitica e proibita città di Timbuctú.
  8. Ippolito Rosellini: Un toscano al seguito di Champollion. Allievo del decifratore della Stele di Rosetta, Rosellini può considerarsi a pieno titolo il padre dell'Egittologia italiana.
  9. Heinrich Barth: Pioniere dell'esplorazione scientifica. Tra il 1850 e il 1855 lo studioso tedesco compì uno straordinario viaggio alla scoperta dei tesori segreti dell'Africa sahariana.
  10. Auguste Mariette: Il sepolcreto del Toro Api (Serapeo di Saqqara), una delle più singolari e spettacolari scoperte dell'antico Egitto, dovuta all'intuito di questo archeologo autodidatta.
  11. John Hanning Speke: Un unico obiettivo perseguito con inflessibile tenacia: dare una risposta definitiva all'enigma geografico delle sorgenti del Nilo.
  12. Carlo Piaggia: Quell'intrepido toscano tra i cannibali Niam Niam. L'esploratore italiano che visse e documentò gran parte dell'Africa nilotica.
  13. Paul Belloni Du Chaillu: Nella terra dei gorilla e dei pigmei. Le spedizioni dell'avventuroso ed enigmatico esploratore franco-americano nel folto della foresta equatoriale.
  14. Henry Morton Stanley: Alla scoperta dell'Africa nera con battelli pieghevoli, champagne e posate d'argento, fino al celebre ritrovamento di Livingstone.
  15. Pietro Savorgnan di Brazzà: Oltre le cateratte del fiume Congo. Le esplorazioni del grande navigatore e viaggiatore italiano, naturalizzato francese.
  16. Sir William Matthew Flinders Petrie: Un gigante dell'Egittologia. Intrepido viaggiatore, metodologo rigoroso e autore di monumentali imprese archeologiche sul campo.
  17. Ernest Alfred Wallis Budge: Bizzarrie di un egittologo. Una delle più controverse, prolifiche e affascinanti figure dell’archeologia britannica presso il British Museum.
  18. Harry Hamilton Johnston: Un insolito esploratore in terra d'Africa. Singolare e poliedrica figura di naturalista, linguista, pittore, scrittore e scopritore dell'okapi.
  19. Jean-Baptiste Marchand: Seimila chilometri di giungla portando sulle spalle un battello a vapore smontato. Nel Sudan meridionale, sulle tracce dell'ottocentesca e drammatica "Spedizione di Fashoda".
  20. James Henry Breasted: Come l'antico Egitto incantò gli Stati Uniti. Storico e archeologo, è stato probabilmente il più grande egittologo che abbia avuto l'America.
  21. Isabelle Eberhardt: Il passaggio della misteriosa “meteora” tra Europa e Nord-Africa: sahariana e spia francese, corrispondente di guerra, agente della resistenza araba e fervente musulmana sufi.
  22. László Almásy: Alla ricerca dell’oasi perduta di Zerzura e dell’armata persiana di Cambise, scomparsa nel deserto nel 525 a.C. Le spedizioni dell’autentico “Paziente Inglese” nel Grande Mare di Sabbia egiziano.
  23. Théodore Monod: "Il Vecchio" del deserto che scandagliò i mari. Poliedrica e straordinaria figura di naturalista, viaggiatore sahariano e scienziato francese.
  24. Louis Leakey: Alla scoperta dell'ominide più antico. Il paleontologo britannico-kenyota, iniziatore degli scavi e degli studi evolutivi nel celebre sito della Gola di Olduvai, in Tanzania.
  25. Roger Frison-Roche: L'invincibile attrazione per gli immensi spazi aperti del Sahara, dove assoluto e sovrano domina il silenzio.

 

Indice analitico dettagliato • Capitoli e itinerari della ricerca

  • Introduzione

1. Ma'at-ka-Ra Hatshepsut (1501-1479 a.C.)

  • Deir al-Bahri nei pressi di Luxor: Una ricognizione approfondita delle pitture a rilievo che raccontano i primi viaggi transmarittimi degli antichi egizi.
  • Verso la Terra tropicale di Punt: La spedizione commerciale voluta dalla Faraone-donna e la prosecuzione del "racconto" inciso sulle mura del tempio.

2. Lucio Cornelio Balbo Minore (ca. 55 - ca. 13 a.C.)

  • Le quadrighe nel deserto: La spedizione militare punitiva nell'interno del Sahara per imporre la Pax Romana al popolo dei Garamanti.

3. Leo Africanus (al-Hasan ben Muhammad el-Wazzân al-Fasi) (1494-1554)

  • Un intellettuale di frontiera: I primi viaggi d'Oriente, la cattura da parte dei corsari cristiani, il soggiorno a Rodi e a Roma, e la stesura della celebre Descrizione dell’Africa.

4. Richard Pococke (1704-1765)

  • I primi rilievi: Il lungo viaggio in Oriente compiuto tra il 1737 e il 1742.

5. Mungo Park (1771-1806)

  • Le rotte del Niger: La prima ed eroica missione alla scoperta del corso del fiume Niger (1794-1797) e la seconda drammatica spedizione del 1805-1806.

6. Friedrich Konrad Hornemann (1772-1801)

  • Nelle sabbie d'Oriente: Le esplorazioni compiute all'interno del Sahara tra il 1798 e il 1801.

7. René Caillé (1800-1838)

  • La città proibita: L'incredibile viaggio travestito del 1827-1828 verso la mitica Timbuctú.

8. Ippolito Rosellini (1800-1843)

  • La spedizione franco-toscana: In Egitto al fianco di Jean-François Champollion (1828-1829) e lo storico arrivo ai templi di Abu Simbel nel 1828.

9. Heinrich Barth (1821-1865)

  • L'esplorazione scientifica: I viaggi tra Spagna, Maghreb, Libia, Egitto, Palestina, Asia Minore e Grecia. La monumentale spedizione nel Sahara (1850-1855) e la rivalutazione storiografica delle culture dell'Africa nera.

10. Auguste Mariette (1821-1881)

  • Il Serapeo di Saqqara: La ricerca tra gli antichi papiri nel 1850 e la straordinaria scoperta archeologica del sepolcreto sotterraneo dei Tori Api.

11. John Hanning Speke (1827-1864)

  • I misteri del Nilo: La prima spedizione con Richard Burton alla scoperta dei grandi laghi Tanganica e Vittoria; la seconda campagna con James Augustus Grant che condurrà alla scoperta formale delle sorgenti del Nilo.

12. Carlo Piaggia (1827-1882)

  • L'intrepido toscano: Le rotte tra Tunisia, Egitto e Sudan; il lungo e isolato soggiorno tra i cannibali Niam Niam e le missioni sul confine etiopico.

13. Paul Belloni Du Chaillu (1835? - 1903)

  • I gorilla e la "piccola gente": Le esplorazioni nell’Africa Equatoriale Francese (1855-1859) e la seconda campagna del 1863-1865, seguite dai successivi viaggi in Scandinavia, Danimarca, Finlandia e Russia.

14. Henry Morton Stanley (1841-1904)

  • Dall'Abissinia al Congo: Dalla Guerra civile americana alle corrispondenze sul Nilo. Il binomio con Livingstone ("Ma trovate Livingstone!"). La titanica traversata est-ovest del Continente Nero lunga 8.000 chilometri partendo da Zanzibar. La successiva missione in Congo al servizio del re del Belgio (1879-1884) e la spedizione di 2.400 chilometri per il soccorso di Emin Pasha (1887-1889).

15. Pietro Savorgnan di Brazzà (1852-1905)

  • Il volto umano della Frontiera: L'esplorazione del Gabon e la risalita del fiume Ogooué; lo scontro dialettico con Stanley, la Missione nell'Occidente Africano e la nomina a Commissario Generale del Congo.

16. Sir William Matthew Flinders Petrie (1853-1942)

  • Il rigore del metodo: Dai primi rilievi metrici a Stonehenge fino agli scavi geometrici sulla piana di Giza in Egitto, in Grecia e in Palestina.

17. Sir E. A. Wallis Budge (1857-1934)

  • Le collezioni del British Museum: Le spedizioni e le controverse acquisizioni archeologiche ed epigrafiche condotte tra Egitto, Sudan e Iraq.

18. Harry Hamilton Johnston (1858-1927)

  • Il naturalista eclettico: Le campagne in Congo, Camerun, Mozambico e Uganda (1879-1901). L'avventurosa spedizione nelle giungle congolesi che condusse alla scoperta scientifica dell'Okapi Johnstoni (metà zebra e metà giraffa).

19. Jean-Baptiste Marchand (1863-1934)

  • La Missione Congo-Nilo: L'epica marcia attraverso la giungla fino all'avamposto di Fashoda sul Nilo Bianco. Il capitolo include la testimonianza diretta e il survey effettuato dall'autore a Fashoda, nel corso della sua seconda sessione di ricerca antropologica sul campo a Malakal.

20. James Henry Breasted (1865-1935)

  • L'egittologia americana: La grande spedizione epigrafica in Egitto e Sudan (1905-1907); il primo survey archeologico organizzato in Asia occidentale (1919-1920) e le successive campagne in Palestina e Turchia (1925).

21. Isabelle Eberhardt (1877-1904)

  • La meteora del Sahara: Una vita nomade tra il Maghreb, la Svizzera, la Francia e l'Italia (1897-1899), fino al tragico e mistico svernamento nelle sabbie dell'Algeria (1900-1904).

22. László Almásy (1895-1951)

  • L'autentico Paziente Inglese: Le ricognizioni tra Egitto e Sudan (1926-1929); le storiche spedizioni nel deserto sudoccidentale alla ricerca di Zerzura, la leggendaria “oasi delle tre valli” (1930-1935), e la rischiosa Operazione Salaam per conto dell’Afrika Korps di Rommel.
    • 22.1. La scomparsa dell’armata di Cambise nel deserto libico nel 525 a.C.: leggenda o realtà?

23. Théodore Monod (1902-2000)

  • Le grandi méharées: Le audaci e solitarie traversate in Mauritania e nel Sahara occidentale compiute ininterrottamente tra il 1922 e il 1964.

24. Louis Leakey (1903-1972)

  • Le origini dell'Uomo: Le storiche spedizioni paleontologiche in Africa orientale (1923-1935) e la rivoluzionaria scoperta dello Zinjanthropus boisei nella Gola di Olduvai, in Tanzania (1959).

25. Roger Frison-Roche (1906-1999)

  • Dalle Alpi al Ténéré: Dalle cime savoiarde alle grandi piste sahariane (1948-1950); i viaggi in Lapponia (1956), la celebre spedizione Berliet Ténéré-Ciad (1959-1960), fino alle ricognizioni nell'Artico canadese (1966-1969).
  • Bibliografia
ALLA SCOPERTA DEL MONDO. VOL.2 AFRICA
Archeologi, Esploratori, Grandi Viaggiatori, Geologi, Naturalisti, Paletnologi
E-Book e versione cartacea in bianco e nero di grandi dimensioni (16,99 x 1,17 x 24,41), 224 pp., 109 note,  bibliografia, 179 immagini (21 sono dell'A.) 




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422. ALLA SCOPERTA DEL MONDO L'epopea delle grandi scoperte, tra esplorazioni e scienze della terra. Vol. 3: ARTICO – ANTARTICO

Figura 114 . Slitta neozelandese con materiale (carburante, equipaggiamento) e cibo, da depositare lungo il percorso Un'esplorazione a...