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Figura 8. In Earl Street North, davanti al Cafe Kylemore, la statua a grandezza naturale di James Joyce (1882-1941) del 1990 (© Franco Pelliccioni)
Passeggiando per Dublino: dall'avamposto vichingo all'universo gaelico
«Nel corso della visita, mentre con fatica e disagio mi inoltravo nelle sue strade, più volte sono andato con il pensiero a quando, da bambino, mi capitava di scambiare l’Irlanda per l’Islanda! Essendo alla fine d’autunno, mi aspettavo un po’ di pioggia, vento e freddo, ritenendo esagerate le previsioni meteo della Rete che, per il giorno dopo l’arrivo, includevano un warning per venti fino a 120 km/h. Mi sbagliavo…All’insegna del più ostentato effetto serra, non solo il tempo sarà peggiore del previsto, ma si estenderà quasi all’intero periodo della visita. In seguito un funzionario del Museo Nazionale mi avrebbe addirittura consigliato di attendere in albergo, verso sera, l’arrivo del fronte tempestoso a cui loro non erano abituati. Stava per colpire l’Irlanda, specialmente nell’ovest. Leggerò poi sull’Irish Times di alluvioni, inondazioni, perdite di vite umane risucchiate dal mare tempestoso e chiusura dell’aeroporto. Tutto ciò quando in Italia c’era invece un insolito allungamento di un’estate-primavera.Quanto sperimentato nella capitale irlandese non è stato invero piacevole. Pur al riparo delle mura urbane, mi sono mosso sempre con difficoltà, così da rallentare il programma della visita e costretto, in un paio di occasioni, a proseguirlo al chiuso… Un altro aspetto del riscaldamento globale su cui ho riflettuto a lungo: mai avrei immaginato che la scoperta di una capitale si sarebbe trasformata in una "lotta" con l’ambiente, quasi fossi su qualche ghiacciaio islandese o su una montagna. Nemmeno nell’Artico, europeo e americano, dove avevo più o meno i medesimi indumenti, mi erano capitate giornate così…»
- Premessa
- Introduzione
- L’eleganza di uno sviluppo urbanistico inaugurato nel XVIII secolo: l'evoluzione architettonica a nord e a sud-est del fiume Liffey.
- Alla ricerca di testimonianze storiche e religiose a sud-ovest di Dublino: passeggiando per le vie di Temple Bar, dove gli antichi vicoli evocano intatte le atmosfere del passato, mentre moderni bunker in cemento occultano preziose scoperte archeologiche.
- Dal 1170 al 1540, un avvincente viaggio nei secoli attraverso la vita della gente comune: la mia analisi approfondita visitando Dublinia, il Museo della Storia Urbana medievale.
- Sulle tracce del movimento vichingo d’oltremare: i tesori, le armi e i raffinati manufatti scandinavi e celtici conservati fin dal Settecento presso il Museo Nazionale di Archeologia e Storia.
- Visitando il Coláiste Na Tríonóide (Trinity College di Dublino): le tradizioni accademiche rimaste intatte da secoli e il notevole patrimonio librario di una vera e propria fucina di uomini di sapere.
- Ammirando il Libro di Kells: analisi del celebre Book of Kells, considerato il capolavoro artistico e miniato irlandese di tutti i tempi.
- Un’incursione nel fascinoso mondo della musica e della danza irlandese: struttura etnografica, ritmi e tradizioni coreutiche dell'universo gaelico.
- La Jeanie Johnston, il veliero ormeggiato al Custom House Quay: analisi della perfetta replica navale, simbolo del tragico e sofferto capitolo della Grande Carestia del 1845-1849 e dell'emigrazione di massa.
- In viaggio da Dublino a Kingstown (oggi Dún Laoghaire): a bordo del primo treno del Paese lungo la storica linea ferroviaria inaugurata alla fine di ottobre del 1834.
- Immersi in un’atmosfera d’altri tempi: visita alla cittadina e al porto di Dún Laoghaire, l’accogliente “riviera irlandese” adagiata sul lato meridionale della baia di Dublino.
- Bibliografia Essenziale
DALLA VICHINGA DUBH LINN ALLA GAELICA BHAILE ÁTHA CLIATH. “PASSEGGIANDO” PER DUBLINO, E OLTRE…
(E-Book, versione cartacea a colori (I e II ediz.) e in bianco e nero, 131 pp, 49 note, 104 immagini - 64 sono dell'A. -)





