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mercoledì 14 ottobre 2026

442. La caccia alle streghe nelle Orcadi e il verdetto della Cattedrale di St Magnus. Dal libro: "Reminiscenze di un viaggio nell’arcipelago scozzese delle Orcadi"

 

Figura 45. Purtroppo non è mia… È stata scattata il 5 giugno 2013 alle ore 22,30, con una luce simile a quella del tramonto. Come avviene nel corso delle famose notti bianche che, sempre a giugno, ho anch’io potuto “sperimentare” a San Pietroburgo. Naturalmente è la Cattedrale di St Magnus, a Kirkwall (CC Some rights reserved Macphail8)


Dall’aereo le Orcadi apparivano l'esatto contrario delle Shetland, che avevo appena lasciato dopo la mia ricerca: terreni pianeggianti, paesaggi ondulati, colline dolci. Un paesaggio simile che riscontrerò anni dopo, sorvolando la Danimarca. Anche se dirigersi nelle Orcadi a dicembre non è uno scherzo: temperatura media tra 2,3 e 6,8 gradi e 24 ore di sole… per l’intero mese!

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Al contrario delle Shetland, ero ben consapevole di come nelle Orcadi la stregoneria avesse rappresentato una delle pagine più terrificanti della storia locale. Pettegolezzi, maldicenze, pregiudizi, ignoranza e fragilità psichica — o semplicemente l'essere percepiti come "diversi" — potevano facilmente entrare in conflitto con i potenti, facilitando le mire economiche di chi deteneva l'autorità. Per molto tempo si ritenne che le Orcadi fossero un fitto rifugio per streghe e stregoni.

In effetti, le antiche leggi norvegesi dell’XI secolo consentivano di sequestrare l’intero patrimonio dei colpevoli: un espediente assai gradito ai tiranni locali, come l'Earl Patrick Stewart, che si arricchì sistematicamente alle spalle degli innocenti. Nel 1611 queste norme vennero annullate e sostituite dalle leggi scozzesi: lo sfruttamento dei "colpevoli" passò direttamente nelle mani della macchina giudiziaria dello Stato, ma con i medesimi, tragici risultati.

Il re demologo e il manuale della persecuzione
Nel 1597, re Giacomo VI di Scozia pubblicò il suo celebre trattato Daemonologie (In Forme of a Dialogue, Divided into three Books). Nel testo, il sovrano sosteneva che il potere speciale del diavolo nelle Orcadi, così come in Lapponia, Finlandia e Shetland, fosse dovuto “all’ignoranza della gente e all’audacia del Diavolo, che in queste aree è più grande”. L'incipit del libro non lasciava scampo: “I paurosi abbondano in questo momento in questa nazione, di questi detestabili schiavi del Diavolo, delle Streghe...”.

Figura 39. Sospette streghe inginocchiate davanti a Re Giacomo

(da: King James, Daemonologie 1597)

Questo volume facilitò la strutturazione legale della persecuzione, ispirando direttamente il manuale inquisitorio di Richard Bernard del 1629 (A Guide to Grand-Jury Men) per l'acquisizione delle confessioni, e guidando l'azione del famigerato cacciatore di streghe Matthew Hopkins, responsabile dell'esecuzione di circa 300 donne tra il 1644 e il 1646.

I registri del tribunale di Kirkwall
I drammatici processi dell'arcipelago venivano celebrati all'interno della Cattedrale di St Magnus, a Kirkwall. Scavando nei faldoni giudiziari dell'epoca, emergono vicende di indicibile crudeltà:

  • Allison Balfour (1594): Fu una delle prime vittime. L'Earl Patrick Stewart accusò tre dei propri fratelli minori di complotto; per dimostrarlo, Allison, suo marito e i suoi due giovanissimi figli furono torturati ferocemente per due giorni consecutivi fino a estorcerle una confessione sui presunti incantesimi. Nonostante avesse solennemente ritrattato il falso verbale, il 16 dicembre fu trascinata a Gallowha’, strangolata e arsa viva.
  • Jonet di Cara e Margaret (1595): Entrambe furono bruciate sul rogo sul medesimo scoglio; le proprietà di Jonet vennero immediatamente confiscate dall'Earl Stewart.
  • Jonet Drever e Katherene Bigland (1615): Fu il primo processo per l'«abominevole e divelishe crimine di stregoneria» celebrato sotto la nuova legge scozzese. Riconosciute colpevoli, Jonet Drever fu pubblicamente fustigata ed esiliata, mentre Katherene Bigland fu legata a un palo, strangolata e bruciata.
  • Elspeth Reoch (1616): Venne giustiziata sul rogo dopo aver confessato di aver intrattenuto, dall'età di 12 anni, rapporti carnali con le fate, interpretate dai giudici come il diavolo in persona.
  • Bessie Skebister (1633): Descritta come una “sognatrice di sogni” (dreamer of dreams), fu accusata da un vicino di averlo cavalcato in volo fino in Norvegia con una briglia in bocca, e da un'altra donna di aver lanciato un maleficio sulla sua mucca. Finì strangolata e bruciata.
  • Katherine Craigie (1640-1643): Fu processata due volte per aver accuratamente predetto la morte, entro l'anno, di un uomo con cui aveva avuto un violento litigio.

Il picco del terrore giudiziario si raggiunse nel 1643, con ben ventiquattro processi per stregoneria in pochi mesi, in cui il 94% dei condannati era costituito da donne.

La resa dei conti con la storia
Il 9 marzo 2019, a Kirkwall, nel luogo storico delle esecuzioni denominato Gallowha’ (in cima al Clay Loan, poco a sud della Cattedrale), è stato finalmente inaugurato un piccolo memoriale in pietra per rendere giustizia alle vittime innocenti sacrificate tra il 1590 e il 1650. Il monumento reca l'immagine di una meridiana con una xilografia medievale e recita l'incisione in dialetto locale: “They wur cheust folk”.

Un monito impresso nella pietra che ricorda a ogni passante come quelle vittime non fossero demoni, ma solo persone comuni, tragicamente bollate come "gentaccia" dalla superstizione dei potenti.

Fonti e Bibliografia di riferimento

  • Re Giacomo VI di Scozia – Daemonologie, in Forme of a Dialogue, Edizione originale del 1597.
  • Bernard, Richard – A Guide to Grand-Jury Men, 1629.
  • Archivi Giudiziari delle Orcadi – Court Books of Orkney: verbali dei processi di Kirkwall (1594-1643).

REMINISCENZE DI UN VIAGGIO NELL’ARCIPELAGO SCOZZESE DELLE ORCADI 

(E.Book, versione cartacea a colori e in bianco e nero, 178 pp, 188 note, 172 immagini, di cui 142 a colori. 72 sono dell'A.)

                           


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Il sommario:

1. PREFAZIONE 
2. INTRODUZIONE
L’arcipelago anche nel 2019 è il miglior luogo dove vivere nel Regno Unito
3. LINGUA
4. FOLKLORE
5. ECONOMIA
6. TRASPORTI E TURISMO
Il turismo, tra benessere economico e sostenibilità ambientale
7. CENNI STORICI
Il popolamento: dall’Età della pietra ai Vichinghi; Norvegesi, Dano-Norvegesi, Scozzesi
8. UN CAPITOLO INVERO SINGOLARE: LA “SCOPERTA” DELLE ORCADI DA PARTE DEGLI ESCHIMESI (INUIT) NEL XVII- XVIII SECOLO…
9. LA CACCIA ALLE STREGHE, XVI-XVIII SECOLO
Le streghe: ieri, un capitolo buio della storia delle Orcadi; Le streghe: oggi si rende giustizia alla memoria di donne e uomini incolpevoli
10. L’ISOLA DI MAINLAND
11.  MAINLAND: KIRKWALL, CAPOLUOGO DELL’ARCIPELAGO
La cattedrale di St Magnus, l’Earl’s Palace, il Bishop’s Palace, il Castello; La rivalità tra i Doonies del Burgh e gli Uppies del Laverock si estrinseca nel gioco del Ba’
12. MAINLAND: STROMNESS, AVAMPOSTO BRITANNICO DELLE GRANDI E AVVENTUROSE ESPLORAZIONI GEOGRAFICHE E TAPPA PER LE NAVI DELLA POTENTE COMPAGNIA DELLA BAIA DI HUDSON
Gli Orcadiani: pescatori, marinai, mastri d’ascia; La Compagnia della Baia di Hudson (Hudson’s Bay Company); L’Ufficio di collocamento della Baia; Il ricordo di un funzionario della Baia; La caccia alle balene e la pesca delle aringhe
13. IL VIAGGIO DEL 1982
14. ALLA SCOPERTA DELLE TESTIMONIANZE STORICO-ARCHEOLOGICHE DELLA MAINLAND OCCIDENTALE
Il Broch di Gurness; L’isolotto abbandonato di Eynhallow, patria dei terribili Fin Folk; L’Earl’s Palace di Birsay; Brough di Birsay; L’insediamento di Skara Brae; Il cambiamento climatico minaccia Skara Brae; Il Cerchio di Brodgar; Le Pietre Erette di Stenness; L’incredibile, graduale “perdita” del fossato, parte integrante della struttura di ogni henge, in un sito vecchio di oltre 5.000 anni, oltre tutto protetto dal 1999 dall’UNESCO; La tomba a camera di Maeshowe
15. IN NAVIGAZIONE TRA LE ISOLE SETTENTRIONALI
Sanday; Stronsay; Eday; Papa Westray (Papay); Westray; Ritorno a Kirkwall; North Ronaldsay
16. LE ISOLE MERIDIONALI
Scapa Flow; Lamb Holm e la “Cappella italiana; Burray; South Ronaldsay;  Hoy; Frotte di "sub" si aggirano sul basso fondale marino di Scapa Flow, per osservare e fotografare i relitti di navi inglesi e tedesche
17. NAUFRAGI E AUTOAFFONDAMENTI
Le navi germaniche e britanniche di Scapa Flow; L’affondamento dell’Hampshire di Kitchener; Naufragi
18. CONTRABBANDIERI E PIRATI
Il pirata John Gow; Il contrabbando di birra e liquori
19. BIBLIOGRAFIA
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TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE.

martedì 13 ottobre 2026

441. L'impatto della ricerca scientifica oltre i confini nazionali.

 

Questa settimana ho ricevuto un aggiornamento da Academia.edu che fotografa una bellissima risposta da parte della comunità scientifica globale: nell'ultima settimana, i miei lavori sono stati inclusi in 160 raccomandazioni, raggiungendo lettori in 16 paesi e posizionandomi nel top 1% degli autori più consigliati sulla piattaforma.

Sapere che ben 29 paper differenti stanno circolando attivamente ed entrando nelle letture di colleghi e ricercatori in tutto il mondo è uno stimolo straordinario. Dimostra quanto sia vivo l'interesse per i temi trattati e quanto la condivisione aperta possa fare la differenza nell'avanzamento del nostro settore.

Un ringraziamento sincero a chi continua a leggere, condividere e citare il mio lavoro.

Potete trovare e leggere i 29 paper consigliati questa settimana direttamente sul mio profilo Academia, a questo link: https://independent.academia.edu/FrancoPelliccioni/Analytics/activity/reach

domenica 11 ottobre 2026

440. Titolo: 305.200 volte GRAZIE! (La mia avventura più bella a 75 anni)

All'ombra dell'antico albero, lungo la sponda del Nilo Bianco, si finisce di registrare l'interessante "storia di vita" dell'anziano Ajwok Bwol: l'assistente Albino, sempre fiero del suo vistoso cappello, e l'A. prendono appunti; l'anziano intreccia una corda vegetale. Due guerrieri assistono: uno fuma la pipa, l'altro ha due lance. Provincia del Nilo Superiore, area a sud della città di Malakal vicino alla confluenza con il fiume Sobat, Sud Sudan (non ancora indipendente), gennaio 1981.

Cari lettori,
era il gennaio del 1981 quando raccoglievo la storia di Ajwok Bwol sulla sponda del Nilo Bianco, prendendo appunti con carta e penna. Esattamente quarant'anni dopo, il 3 dicembre 2021 e all'età di 75 anni, ho deciso di iniziare una nuova avventura, aprendo questo blog per continuare a fare ciò che ho sempre amato: raccontare.

Quello che non avrei mai potuto immaginare, quando ho mosso i primi passi in questo mondo digitale, è che in meno di cinque anni le storie condivise su questo schermo avrebbero raggiunto ben 305.200 visualizzazioni complessive.

 Un momento recente presso la Società Geografica Italiana: la consegna del mio libro sulle esplorazioni in Africa al Presidente e caro amico Claudio Cerreti, tra i massimi studiosi della disciplina

Questo numero enorme non è solo una statistica. Per me rappresenta ogni singolo sguardo, ogni minuto che avete dedicato alle mie parole, ogni riflessione che abbiamo condiviso. Sapere che grazie al traduttore e al motore di ricerca del blog queste storie superano i confini e vengono lette in tutto il mondo mi riempie di meraviglia. Dimostra che la curiosità non ha età, che le storie hanno il potere di accorciare qualsiasi distanza e che c'è sempre un nuovo territorio da esplorare.

Grazie di cuore per il vostro affetto e per la vostra fedele lettura. Dal Nilo Bianco alla rete, il viaggio continua!



 

sabato 10 ottobre 2026

439. Dal libro "Maasai Ediz. Non Illustrata": Un tascabile di antropologia tra mappe storiche e genti del Kenya

 

Figura 1. Carta politica, 1988

(University of Texas at Austin, Perry-Castañeda Map Collection)

Con questa specifica edizione ho voluto promuovere una versione non illustrata del mio volume sui Maasai, concepita come un vero e proprio "tascabile" di dimensioni ridotte (15,2 x 22,9 cm) e di 144 pagine. Si tratta di un'alternativa decisamente più economica, con un costo analogo a quello di un comune E-Book, pensata per poter essere utilmente impiegata e adottata nei corsi universitari di Antropologia Culturale, Etnologia, Storia dell'Africa, Storia e Istituzioni dei Paesi afro-asiatici e Geografia.

Se le immagini lasciano spazio alla parola scritta, il volume non rinuncia a un apparato scientifico fondamentale: la presenza delle "giuste" carte e mappe esplicative. Oltre alle indispensabili mappe politiche, fisiche, demografiche ed etnografiche del Kenya, il testo è arricchito da una preziosa selezione di cartografia storica e storiografica:

  • Una moderna ricostruzione del “Periplo del Mare Eritreo”, celebre portolano greco-egiziano del I secolo d.C.
  • La mappa relativa all’operazione di pattugliamento militare tra i Turkana nel Kenya nord-occidentale, diretta dal Maggiore R.F. White (tratta da Yardley, 1931).
  • Il tracciato del “Percorso della spedizione Teleki-von Höhnel ai laghi Rodolfo e Stefanie” del 1887.
  • La mappa sulla “Distribuzione delle tribù e dei clan Somali”.
  • Il rilievo sui “Villaggi dei Bon nel distretto di Lamu” aggiornato al 2023.
  • La rarissima mappa storica dell'area meridionale Galla e Waboni insieme ai paesi somali adiacenti, elaborata da von R. Brenner dopo i suoi storici viaggi di ricerca del 1866 e 1867.

Le testimonianze sul campo del 1980
L'edizione custodisce solo due testimonianze fotografiche, collocate strategicamente nelle copertine. In prima di copertina, uno scatto immortala due Rendille: un giovane guerriero e un anziano, che è anche il padrino del primo. Si abbeverano a una pozza d’acqua sorgente sul Monte Kulal, nei pressi del lago Turkana (Kenya settentrionale), nota nella tradizione locale per le sue proprietà curative contro l’asma e il mal di stomaco. Poco distante, un'altra pozza coperta dalla vegetazione è considerata un toccasana contro la dissenteria, luogo in cui mi imbattei in altri quattro guerrieri Rendille nel lontano 1980.

In quarta di copertina figura invece uno scatto dell’Autore insieme a un Elmolo. La sua capigliatura, tipicamente cespugliosa e scompigliata, è la firma visiva della presenza costante e del passaggio del fortissimo vento locale, denominato upepo.

Struttura e Sommario dell'opera
Il volume si articola in un percorso storiografico ed etnografico che mappa capillarmente la complessità culturale del Kenya:

  1. Introduzione Storica: Dalla preistoria e dalle scoperte paleontologiche in Africa Orientale fino alla dominazione portoghese, al controllo dei sultani omaniti, all'avvento coloniale inglese (IBEAC) e alla drammatica rivolta dei Mau Mau (1952-56) verso l'indipendenza del 1963.
  2. Quadro Etno-Antropologico: Un'analisi arricchita dalla preziosa galleria di dipinti etnografici di Joy Adamson, che ha impresso sulla tela le fisionomie di 22 popoli del Kenya.
  3. Le Grandi Famiglie Culturali: Studio scientifico della cultura sincretistica Swahili costiera; dei Bantu agricoltori (Kikuyu e Bagiuni); dei Nilo-Camiti pastori nomadi (Maasai); dei Nilotici (Luo) e delle popolazioni di lingua cuscitica (Somali, Borana, Rendille).
  4. Le Culture Marginali: Spazio dedicato alle minoranze di cacciatori-raccoglitori (Dorobo delle foreste e Bon della foresta costiera) e ai pescatori Elmolo del Lago Turkana.
  5. Appendice dal Diario di Ricerca: Il resoconto storiografico ed emotivo della mia prima, avventurosa "iniziazione" antropologica sul campo nel giugno del 1976.

Fonti e Bibliografia di riferimento

  • Adamson, Joy – The Peoples of Kenya, Dipinti e catalogazione etnografica, 1967.
  • Yardley, J. – Paraphrasing Major R.F. White's Military Patrols among the Turkana, 1931.
  • Brenner, Richard von – Mappe e relazioni dei viaggi nell'area Galla e Waboni, 1866-1867.                     
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p.s. Le visualizzazioni del blog nel mese di settembre sono state 20.640.

mercoledì 30 settembre 2026

438. Dal libro "Viaggio attraverso l'Inside Passage": Introduzione alla terra e alla cultura degli Indiani del Nord-Ovest

Figura 16. Il villaggio indiano Hàida di Skidegate, 1878. Queen Charlotte Islands (Hàida Gwaii), Colombia Britannica, Canada (Library and Archives Canada)

Un viaggiatore che nel XIX secolo fosse in navigazione nelle acque relativamente tranquille del "Passaggio Interno" (Inside Passage), e che intendesse avvicinarsi alla costa per poi sbarcare, sarebbe stato notevolmente impressionato e fortemente attratto dall'aspetto del paesaggio naturale, del tutto invasivo e sorprendente, che lo circondava in ogni dove. Un complesso, intricato, forse anche "caotico" blend composto da mare, terra, cielo, alte montagne innevate, profondi fiordi, frastagliate isole, foreste sterminate e ghiacciai.

Con ogni probabilità, come leggiamo nelle relazioni di quei navigatori, ciò che sotto costa li attendeva era, forse, ancora più affascinante dell’ambiente stesso. Avrebbe infatti osservato gli insediamenti delle popolazioni autoctone, tutti localizzati nelle immediate adiacenze delle spiagge, con i frontali delle loro “lunghe” case e gli alti totem commemorativi, fatti costruire dai capi più importanti, che spesso erano in grado di “forare” l’onnipresente cortina nebbiosa, parte integrante di questi luoghi così insoliti per un europeo. Via via il visitatore avrebbe intravisto le punte degli altissimi alberi di conifere, seguite dai tetti delle grandi case costruite fin sulla battigia. Poi avrebbe individuato la diffusa presenza di decine di alti pali, superbamente scolpiti, posti davanti e ai lati di quelle abitazioni. Infine avrebbe osservato le lunghe e agili canoe da guerra e da pesca.

Il mio arrivo a Yah-lis (Alert Bay) nel 1983
In Canada ebbi modo di essere "iniziato" a queste culture marittime, avvicinandosi ad esse nell'unico modo possibile, che spesso è ancora quello di un tempo: la nave si stava ormai accostando, attraverso una forte pioggia estiva e nella spessa nebbia, ad uno dei loro più importanti insediamenti: Yah-lis (Alert Bay), l'ombelico della cultura Kwakiutl (oggi Kwakwaka’wakw). È qui che sono nati i grandi personaggi di questo gruppo, capi e scultori di totem. Dove in passato, ma anche recentemente, si sono tenuti alcuni tra i più fastosi ed importanti potlatch.

Mentre cominciavo a distinguerne i primi manufatti, mi trovai inaspettatamente a pensare, anche con un pizzico di invidia, alla "fortuna" di cui avevano goduto quegli etnologi che vi avevano lavorato alla fine del XIX secolo, avendo avuto la possibilità di conoscere comunità che a quel tempo ancora conservavano sostanzialmente "integra" la propria struttura culturale. Il moderno viaggiatore può solo tentare di immaginare ciò che, a quei tempi, poteva significare essere introdotto in maniera così stupenda e spettacolare a queste comunità indiane.

D'altra parte lo scenario nel quale sono calate, l'habitat e gli specifici aspetti geo-climatici, da allora non hanno subito modifiche, se non impercettibilmente. Il paesaggio, l'avvicinamento dal mare, le nebbie che tutto avvolgono e nascondono, sono variabili indipendenti. È l'aspetto culturale delle comunità, compreso quello insediativo, che si è ovviamente trasformato. Per quanto riguarda il villaggio, ove non sia stato abbandonato, in genere ha subito un lieve spostamento verso l'interno. Molti degli alti totem sono stati lasciati completamente in balia delle intemperie e dell'erosione degli agenti marini; molti altri sono stati restaurati e posti all'interno di strutture museali della regione o nei grandi musei nazionali. Ma ancora oggi i totem continuano ad essere costruiti, perpetuando le tradizioni che si fondano sull'attaccamento alla propria identità individuale, familiare, clanica e di gruppo.

Il mare, l'arte e l'economia del Potlatch
Ogni studente di etnologia e di antropologia culturale durante il proprio corso studiòrum prima o poi ha avuto modo di toccare letteralmente con mano pagine e pagine di brillanti analisi e approfondite ricerche focalizzate sulla cultura degli Indiani del Nord-Ovest. Ciò per un concatenamento di cause facilmente individuabili: non solo perché l'intera economia di questo gruppo era — lo è ancora oggi — correlata al mare e all'ambiente marino, ma perché essa, dal punto di vista socio-culturale oltre che da quello più prettamente estetico e artistico, è caratterizzata dalla costruzione di alti totem commemorativi stupendamente intagliati e da complesse e rituali attività di dono e ridistribuzione: i potlatch.
Figura 31. Si espongono le maschere nel potlatch Kwakiutl (Kwakwaka'wakw), Curtis, 1914

Quando i capi davano il via a questi grandiosi festeggiamenti, che si traducevano in vere e proprie orge alimentari, in breve tempo veniva dilapidato un immenso patrimonio per festeggiare un matrimonio, celebrare una vittoria o ristabilire relazioni d'amicizia con gruppi rivali. Cibo e diritti di pesca venivano donati, l'olio di pesce bruciato, le canoe e le coperte distrutte, e le preziose piastre di rame spezzate.

Salmoni, totem, potlatch, insediamenti marittimi e "monete" di scambio (come i rami o le coperte “Chilkat”) formano un unico, lunghissimo filo conduttore che ha saputo guidare questi popoli attraverso il tempo fino ad oggi, conservando pressoché intatto lo "zoccolo duro" del patrimonio tradizionale. E questo nonostante l'accanimento storico subito da parte di individui e governi: le coercizioni canadesi, americane e della Compagnia dell'America Russa, il traffico illecito di alcol, le migrazioni invasive legate alle corse all'oro e l'attacco frontale alle istituzioni cardine della loro cultura, come la lunga proibizione legale del potlatch.

Anche se i potlatch continuarono a essere celebrati segretamente, l'ordine economico e il modello sociale di distribuzione della ricchezza ne uscirono distrutti. I capi persero la loro centralità finanziaria, potendo contare solo sui propri guadagni, e la popolazione fu costretta a impiegarsi nelle fabbriche conserviere industriali, abbandonando le tradizionali e secolari catene di raccolta del cibo.

Fonti e Bibliografia di riferimento

  • Boas, Franz – The Social Organization and the Secret Societies of the Kwakiutl Indians, 1897.
  • Archivi dell'U'mista Cultural Centre – Cronache d'allontanamento e restauro della collezione cerimoniale di Yah-lis (Alert Bay).
  • Registri della Compagnia dell'America Russa – Documenti sulle storiche restrizioni commerciali e culturali nel Nord-Ovest Pacifico. 

VIAGGIO ATTRAVERSO L'INSIDE PASSAGE, NELLA TERRA DEGLI INDIANI DEI TOTEM E DELL’EX AMERICA RUSSA SULLA COSTA DEL PACIFICO DELL’AMERICA DI NORD-OVEST, TRA COLOMBIA BRITANNICA E ALASKA

E-Book e versione cartacea di grandi dimensioni a colori e in bianco e nero (16.99 cm x 1.17 x 24.41), 192 pp., 287 note, 191 immagini (118 sono mie) 


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Sommario

 PRESENTAZIONE: IL LIBRO

 PREMESSA: IL VIAGGIO                                                             

CAP. 1 INTRODUZIONE GEOGRAFICA

CAP. 2 INTRODUZIONE ETNO-ANTROPOLOGICA: GLI INDIANI DEL NORD-OVEST

I Potlatch; I Totem; Le abitazioni: la “grande casa” dei Kwakiutl, la “lunga casa” delle altre tribù; Kwakiutl (oggi Kwakwaka’wakw); La “Società dei Cannibali”: gli Hāma'tsa; Tsimshian; Hàida; Tlingit

                                             PARTE I: CANADA

CAP. 3 NELLA BRITISH COLUMBIA, AL LARGO DELL’ISOLA DI VANCOUVER, UN’IMMEDIATA E STRAORDINARIA FULL IMMERSION  NELLA TERRA DEI KWAKIUTL, TRA LE ISOLE QUADRA (CAPE MUDGE) E CORMORANO (ALERT BAY)

Dal diario di viaggio; Alert Bay; Gilbert Popovich, sindaco italiano di Alert Bay

CAP. 4  RITORNO A VANCOUVER. VISITA AI TOTEM DELLO STANLEY PARK E DEL MUSEO DI ANTROPOLOGIA

CAP. 5 PRINCE RUPERT, COLOMBIA BRITANNICA SETTENTRIONALE, TERRA TSIMSHIAN

Dal diario di viaggio; Prince Rupert

                       PARTE II: ALASKA, L’EX AMERICA RUSSA

CAP. 6  I PROMSYSHLENNIKI, CACCIATORI RUSSI DI PELLICCE, FONDANO L'AMERICA RUSSA (1741-1798)

La Compagnia privata Golikov-Shelikhov (1783-1799), la Rossiyskaya-Amerikanskaya Kompaniya, la Compagnia Americana Russa (1799-1867); Nascita ed  evoluzione di una capitale coloniale: S. Michele-Novo Arkangelsk (futura Sitka), 1799-1808; La “San Pietroburgo del Pacifico”, 1841-1867; 1867: fine di un lungo sogno. Sitka prende il posto di Novo Arkangelsk, gli statunitensi dei siberiani

CAP. 7  IL VIAGGIO NELL’INSIDE PASSAGE, ALASKA: KETCHIKAN, WRANGELL

Dal diario di viaggio: sosta preliminare a Ketchikan; Dal diario di viaggio: Wrangell; Wrangell, cittadina sotto tre bandiere: russa (1833-1840), britannica (1840-1867), statunitense (dal 1867)

CAP. 8  RITORNO A KETCHIKAN

Dal diario di viaggio

Cap. 9  SITKA

Dal diario di viaggio; Sitka

CAP. 10 INTERLUDIO

CAP. 11  SKAGWAY

Skagway, base di partenza per la grande corsa all’oro del Klondike; 

Il visionario; L’eroe.; ll bandito; Il duello

Dopo la scoperta dell’oro a Nome, nell’Alaska continentale, e la costruzione della ferrovia, Skagway perde tutto il suo appeal; Dal diario di viaggio; Skagway

                                             APPENDICE

Nell’Inside Passage, al tempo della spedizione del Duca degli Abruzzi al monte Sant’Elia del 1897, trentesimo anniversario dell’acquisto dell’America Russa.

Balenieri, emigranti europei, Indiani del Nord-Ovest; Alla ricerca dell’oro; Il racconto della spedizione; I Tlingit; Wrangell; Sitka

                                            BIBLIOGRAFIA 

CARTE; Alaska; Canada 


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p.s. 1 ottobre 2026, ore 09:03 CEST. Nelle ultime 24 ore il blog ha avuto  2.070 visualizzazioni (20.640 il mese di settembre).

lunedì 28 settembre 2026

437. Dal libro "Pirati, corsari e contrabbandieri…, Parte I. Atlantico del Nord": Il folle sogno del Sultano del Marocco che chiese in sposa la figlia del Re Sole

Ritratto di Maria Anna di Borbone, principessa di Conti, 1690-91, di François de Troy, Museo di Belle Arti di Agen (l'immagine non figura nel libro)

Figura 37. Mulay Ismāʿīl, 1690, di Nicolas II de Larmessin (BNF Gallica)

Da Meknès, la “Versailles” marocchina del “Sultano Sole” Mulay Ismāʿīl Ibn ʿAlī al-Sharīf (1672-1727) — monarca schiavista la cui flotta di Salé, forte di un centinaio di navi, lo riforniva continuamente di schiavi bianchi —, nel 1698 venne inviato come Ambasciatore presso la “vera” Versailles il celebre corsaro Abdellah Benaïcha.

Durante il suo soggiorno diplomatico a Parigi, l'ambasciatore-corsaro fu invitato a un gran ballo presso il castello di Saint-Cloud. Fu lì che i suoi occhi incrociarono Maria Anna di Borbone, Principessa di Conti. La trentaduenne vedova era la figlia naturale legittimata di Luigi XIV e della sua favorita, Louise de La Vallière.


Il castello di Saint Cloud in un dipinto di Étienne Allegrain (1675). .
Il castello andò distrutto nel 1870, durante la guerra franco-prussiana (l'immagine non figura nel libro).

Come descritto magistralmente dallo storico Michel de Decker nella trasmissione Secrets d'Histoire su France 2: “Era bella, era snella, era alta, ballava in modo ammirevole... Non appena è apparsa, l'intera corte era in subbuglio. Ovviamente, Abdellah Benaïcha non sfuggì al suo fascino”.

Colpito da tanta grazia, il diplomatico barbaresco iniziò a nutrire un disegno geopolitico e sentimentale audace. Come aggiunge la storica Clémentine Portier-Kaltenbach: “Egli nutre questo folle sogno di vedere il suo sultano sposare la figlia dell'imperatore d'Europa, l'imperatore dei francesi, Luigi XIV”.

Il gran rifiuto e gli orologi di Meknès
Subito informato dal suo ambasciatore, il Sultano Mulay Ismāʿīl approvò entusiasta l’idea e avanzò formalmente a Luigi XIV la richiesta di avere in sposa la principessa. La proposta di matrimonio fu però respinta dal Re Sole, intenzionato a evitare un simile legame dinastico e religioso.

A testimonianza di questo straordinario intrigo diplomatico rimangono oggi prove tangibili. Nel corso delle mie ricerche e dei miei viaggi in Marocco, all'interno del sontuoso mausoleo di Mulay Ismāʿīl a Meknès, ho osservato e fotografato due dei quattro preziosi orologi a colonna Comtoise. Pare infatti che questi rari pezzi d'orologeria furono offerti in dono dallo stesso Re Sole per compensare e addolcire il "gran rifiuto" matrimoniale.

Figura 40. La tomba di Ismāʿīl. Si vedono due dei quattro preziosi orologi a colonna Comtoise donati da Luigi XIV al Sultano (vedi nota n.77) (© Franco Pelliccioni)


Questa incredibile vicenda storica ha in seguito ispirato la scrittrice Anne Golon per una delle celebri avventure della sua eroina Angelica. Immortalata nel 1968 nel film Angelica e il Gran Sultano.

E per quanto riguarda l’ambasciatore? Smessi i panni della diplomazia e indossato nuovamente l’abito del corsaro, Abdellah Benaïcha tornò a solcare l'oceano. Nel 1713, nelle acque delle Azzorre, catturò una nave portoghese, ma la sua imbarcazione fece tragicamente naufragio, ponendo fine alle avventure dell'uomo che aveva osato sognare un matrimonio impossibile tra Versailles e il deserto.

Ambasciatore Ammiraglio Abdellah Ben Aicha 1685 (l'immagine non figura nel libro)

Fonti e Bibliografia di riferimento

  • De Decker, Michel / Portier-Kaltenbach, Clémentine – Analisi storiche in "Secrets d'Histoire: Mulay Ismāʿīl", France 2.
  • Archivi Diplomatici di Versailles – Corrispondenza e relazioni sull'ambasciata di Abdellah Benaïcha a Parigi (1698-1699).
  • Registri Marittimi di Salé – Cronache della guerra di corsa nell'Atlantico e naufragio alle Azzorre (1713).
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PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XIX SECOLO.   
IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI, AVVENIMENTI, “COSE NOTEVOLI” E PERSONAGGI, CHE HANNO CARATTERIZZATO UNO DEI LATI OSCURI DELL’UMANITA’ 
PARTE I: ATLANTICO DEL NORD

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SOMMARIO

1. PREMESSA

In Atlantico; Nel Mediterraneo, tra Maghreb e Istanbul; I Corsari cristiani: Cavalieri Ospedalieri di San Giovanni (Rodi, Malta) e gli schiavi musulmani; La confusione delle lingue e delle “carriere”

2. PRIMA DI INIZIARE, UNO SGUARDO ALLE “TAPPE” E “COSE” SALIENTI, CHE IL LETTORE TROVERÀ NELLE PAGINE DEL PRIMO VOLUME

3. INTRODUZIONE

Corsari barbareschi; Corsari europei; Ricordando i Vichinghi, pirati per antonomasia; La prima razzia al di fuori della Scandinavia: Il Monastero dell’isolotto di Lindisfarne, Nord Inghilterra, 793 D.C.; Nobili che si dedicarono alla proficua attività piratesca o corsara; Le vicende piratesche dell’orcadiano John Gow interessano agli scrittori Walter Scott e Daniel Defoe; Corsari (e megalomani) diventati Governatori, Re, perfino Presidenti di una Repubblica Corsara; La pirateria “endogena”; Battaglie navali, distruzione di città e porti nemici, razzie e scorrerie, cattura di schiavi; Il Caso del Marocco: gli schiavi domestici, le schiave dell’Harem Reale, sciolto solo nel 1999; Lungo le coste di continenti e isole, un po’ dappertutto sorgono forti, castelli, torri di guardia

         ATLANTICO DEL NORD

4. RABAT-SALÈ (MAROCCO) E LA REPUBBLICA CORSARA DI BOUREGREG, 1627-1668

Cenni preliminari sul Sultanato del Marocco; Il Regno del Marocco dal 1957; Presentazione del capitolo; Primo Presidente della Repubblica Corsara è l’olandese Jan Janszoon van Haarlem, alias Murat Reis “Il Giovane”; Il tramonto della “corsa”; La Rue des Consuls e il mercato degli schiavi a Rabat

5. MEKNÈS (MAROCCO): LA “VERSAILLES” DEL “SULTANO SOLE” MULAY ISMĀʿĪL IBN ʿALĪ AL-SHARĪF (1672-1727), SCHIAVISTA E “CORSARO”

Presentazione di Meknès, la Città Imperiale di un unico Sultano; Meknès nel 1933; Il “Sultano Sole”, tra delirio di onnipotenza, infamità, schiavismo, inaspettata considerazione per la religione cristiana; Habs Qara, la prigione sotterranea degli schiavi (matamore) di Meknès, e la Qubbat Al-Khayyatin, la residenza degli ambasciatori europei; La storia della lunga e terribile prigionia, e le avventure guerresche al soldo del Sultano, dello schiavo Thomas Pellow (1704-1745); Il ritorno a casa, 1738

6. FÈZ (MAROCCO): MERCATO PUBBLICO E PRIGIONE DEGLI SCHIAVI BIANCHI

Presentazione; Gli schiavi, il mercato pubblico, il funduq Barka, la prigione nella Kasbah Cherarda; XVII Secolo; XVIII Secolo; XIX Secolo; XX Secolo; Premessa; Due testimonianze d’inizio secolo: il Mercato degli Schiavi di Fèz

7. MARRAKECH (MAROCCO): MERCATO SCHIAVI BIANCHI (E NERI) E PRIGIONE

Presentazione; Il Mercato degli Schiavi di Rabha Kedima; La Prigione degli Schiavi nei sotterranei del maestoso Palazzo di el-Badi, da secoli semidiroccato; Gli schiavi (bianchi e neri)

8. ISOLE CANARIE (SPAGNA): CORSARIOS LANZAROTEÑOS, CORSARI INGLESI, FRANCESI, BARBARESCHI

Presentazione; Cristoforo Colombo; i Favoriti della Regina Elisabetta I: Sir John Hawkins, Walter Raleigh; Isola di Lanzarote; Città di Teguise; Da un’antica cronaca del 1618; Il Castello di Santa Barbara; Città di Arrecife; Playa Blanca, Lanzarote meridionale; Isola di Fuerteventura; Città di Betancuria; Da: Breve noticia de las Islas Canarias; Nel 1740, ad un mese di distanza l’uno dall’altro, due attacchi di corsari inglesi della Nuova Inghilterra; Le fortificazioni; Il rifugio dei corsari dell’Isla de Lobos

9. ISOLA DI MADEIRA (PORTOGALLO): CORSARI FRANCESI, BARBARESCHI, INGLESI, CONTRABBANDO DEI MADEIRENSES

Presentazione; Giungono i primi corsari, 1566; Da un’antica cronaca del 1649; Madeira, base per i corsari inglesi; I Forti della città’ di Funchal; Fortezza di São Lourenço, 1542-1612; Fortezza di São Filipe do Pelourinho, o Fortaleza Nova da Praça, 1581; Fortezza di São Tiago, 1637-1767; Fortezza di São João Baptista do Pico (1638-1641); Forte di Nossa Senhora da Conceição, 1687; Forte São José, ca. 1750; Alla fine del XIX secolo le fortezze sui due isolotti, a guardia della baia di Funchal, vengono prima uniti, poi collegati alla terraferma; Contrabbando di pesce, tabacco, vino, legname

10. SAINT-MALO (FRANCIA): LA CITTA’ DEI CORSARI E SCHIAVISTI BRETONI

Presentazione; Una saga Malouine: Ces messieurs de Saint-Malo, i Carbec; La Mer Bonne, il “Mare Buono”, ovvero la baia dell’isola di Saint-Malo. Sicuro rifugio per le navi corsare e i loro carichi; La Vesuvius, misteriosa “macchina infernale” utilizzata dagli inglesi nel 1693, per sbarazzarsi definitivamente della città e dei suoi abitanti; Antefatto; Saint-Malo e i corsari barbareschi, XVI-XVII secolo

11. ISOLA DI BARRA (EBRIDI ESTERNE, SCOZIA, GRAN BRETAGNA), E L’ISOLA DEI PIRATI DI KISIMUL

Presentazione; Le gesta del pirata Ruari MacNeil, detto il Turbolento; Imprigionato dal figlio Neil Og MacNeil; La galea di Kisimul

12. ISOLE ORCADI (SCOZIA, GRAN BRETAGNA): PIRATI, CONTRABBANDIERI DI GIN E WHISKY

Presentazione; Il pirata John Gow; Le imprese piratesche di John Gow nei mari di Spagna, Francia, Portogallo; Il ritorno nelle Orcadi; La cattura nel settentrionale Calf Sound; Il contrabbando di birra e liquori; George Eunson: corsaro, contrabbandiere, politico, doganiere, pilota di nave; Le astuzie del contrabbandiere Mansie Eunson e l’acqua della sorgente del futuro Highland Park whisky

13. ISOLE SHETLAND (SCOZIA, GRAN BRETAGNA): CORSARI FRANCESI E CONTRABBANDIERI (GIN, TABACCO, LEGNAME)

Presentazione; Il “vizio nazionale degli scozzesi”; I lodberries; Quando il contrabbando diventa un’industria; Gli escamotages delle false dichiarazioni doganali. Il “baratto” nella Fiera Estiva di Lerwick; Le triangolazioni internazionali

14. ISOLE FÆR ØER (DANIMARCA): CORSARI BARBARESCHI E PIRATI

Presentazione; Il forte di Skansin, Tórshavn; Magnus Heinason, corsaro e monopolista faroese, edifica il forte di Skansin, 1580; L’imprendibile isolotto di Stóra Dímun; La remota isola meridionale di Suðuroy; Pirati e corsari, tra leggenda e verità

15. ISOLE DI SAINT-PIERRE E MIQUELON (FRANCIA): PIRATI, CORSARI, CONTRABBANDIERI (ARMI, LIQUORI, TABACCO)

Presentazione; Isolani di Miquelon=Pirati?; Insediamenti francesi nelle isole di Terranova e di Saint-Pierre; Saint-Pierre: i “Tempi della fame” e il contrabbando di liquori e tabacco; Contrabbando d’armi con i rivoluzionari americani; Courir sus à l'ennemi, ovvero la parentesi corsara di Saint-Pierre, 1778-1813; "Le temps de la fraude": il rum running all’epoca del proibizionismo e di Al Capone, 1922-1933

16. ISOLA DI TERRANOVA (CANADA): CORSARI INGLESI, FRANCESI, OLANDESI; PIRATI INGLESI E TERRANOVESI

Presentazione; Il corsaro francese Jean Ango, gli inglesi Sir Henry Oughtred, Sir John Perrot, Sir Bernard Drake; Peter Easton, il pirata di Terranova per antonomasia; Henry Mainwaring, corsaro, pirata, politico, infine viceammiraglio; Il pirata John Nutt; Scendono in campo i corsari olandesi: Michiel Adriaenszoon de Ruyter, Jacob Everson; Maria Lindsey, la “pirata” di Terranova, 1740-1760

17. ISLANDA: PIRATI E CORSARI INGLESI E BARBARESCHI

Presentazione

18. ISOLE SVALBARD (NORVEGIA): LA NOORDSCHE COMPAGNIE OLANDESE, CORSARI FRANCESI, INGLESI, INTERLOPERS

Presentazione; Gli interlopers inglesi e la Muscovy Company; I corsari di Luigi XIV, il Re Sole, dai porti di Dunkerque, Bayonne e Saint-Malo si spingono nell’Artico; Jean Bart, un corsaro che diventerà un nobile; Nel 1693 l’episodio più rilevante si deve ai corsari Petit Renau, Coursic, de Harismendy

19. LA GUERRA DI CORSA IN ATLANTICO DELLA DE WESTINDISCKE COMPAGNIE OLANDESE, 1623-1640

Presentazione; La kaapvaart, la “corsa”, 1623-1640; I corsari Pieter Schouten, Hendrick Jacobsz, Piet Heyn

20. BIBLIOGRAFIA


442. La caccia alle streghe nelle Orcadi e il verdetto della Cattedrale di St Magnus. Dal libro: "Reminiscenze di un viaggio nell’arcipelago scozzese delle Orcadi"

  Figura 45 . Purtroppo non è mia… È stata scattata il 5 giugno 2013 alle ore 22,30, con una luce simile a quella del tramonto. Come avviene...