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Figura 6. La Base di ricerca italiana del CNR Dirigibile Italia (Archivio A.)
PRESENTAZIONE
Versione integrale in italiano della comunicazione letta il 15 maggio 1997 al Convegno Internazionale tenutosi a Ny Ålesund (Spitsbergen, Svalbard), nel corso dell’Inaugurazione Ufficiale della Base Artica Italiana del CNR "Dirigibile Italia".
Nonostante il tempo trascorso, ritengo tuttora valido quanto allora scrissi per l’importante e prestigiosa occasione, a proposito di quello che avrebbe dovuto rappresentare un robusto programma di ricerche artiche, da realizzare sia nella mia disciplina, che in quelle collaterali.
Tutti studi sul campo da conseguire
“partendo” da quella nostra straordinaria base alle Svalbard.
Oggi sembra del tutto scontato ed ovvio affermare come quello di allora sia stato solo un grandioso sogno ad occhi aperti. Una sorta di wishful thinking, del tutto utopistico e impossibile da concretizzare, sia pure in piccolissima parte, già ancor prima della crisi economica, in cui da anni versa il nostro paese.
Dopo che il mio “libro dei sogni” silente e modesto per lungo tempo è stato abbandonato in un cassetto, fin quasi ad essere dimenticato, ecco arrivare un input imprevisto, che mi ha subito indotto a rileggere attentamente quelle neglette carte.
Forse non è
rigorosamente scientifico il dirlo, eppure in qualche modo la molla scattata in
me l’ha innescata un’intervista televisiva rilasciata da un noto attore di un
recente film di straordinario successo di pubblico. Allorché accennò alle Svalbard,
alla nostra Base, agli orsi polari. Così, pagina dopo pagina, mi sono convinto
della bontà del lavoro, della sua attualità e della sua struttura, tanto da
lasciarla pressoché intatta.
Pur rispettando integra buona parte del testo, indispensabili controlli e verifiche mi hanno consigliato di apportare alcune modifiche, qualche novità (sul cambiamento climatico, ad esempio), numerosi aggiornamenti statistici, integrazioni e approfondimenti, un paio di nuovi capitoli, compreso quello riguardante l’algebra degli etnonimi (i nomi, passati e attuali, dei vari popoli artici e subartici).
Inoltre, grazie al lavoro scientifico, che porto avanti ormai da oltre mezzo secolo, che ho la consuetudine di elaborare note definibili “di sostanza”.
Alle numerose scritte all’epoca (155), ne ho aggiunte un’altra cinquantina.
Un apparato fotografico
di tutto rispetto, proveniente anche dalla mia fototeca, e arricchito da
corpose, impreziosisce il testo.
…
Il saggio ci parla dell’Artico, di esplorazioni geografiche e di ricerche scientifiche, nazionali e internazionali, regionali e intercontinentali. Grazie a un folto Gotha di esploratori e studiosi che, a ragione, sono entrati anche nella Storia con la S maiuscola.
Ad iniziare dallo stesso Nobile e continuando con John Ross, Parry, Rae, Nansen, Duca degli Abruzzi, Amundsen, Nordenskiöld (per gli esploratori), ma anche Boas, Rasmussen, Stefansson, Paul-Emile Victor, Malaurie (per gli antropologi).
Soprattutto
offre un’autentica e ampia rassegna delle popolazioni artiche (e subartiche)
autoctone di Asia, Europa e America, che spazia dalla Siberia all’Alaska,
passando attraverso Russia Artica, Lapponia, Svalbard, Islanda, Groenlandia,
Artico canadese.
Una panoramica che naturalmente coinvolge la mia disciplina (l’etno-antropologia nelle sue varie differenziazioni, specializzazioni e declinazioni), ma anche numerose altre.
Come, ad esempio:
archeologia, linguistica, ecologia. In cuor mio ritengo che il quadro messo a
disposizione della curiosità e dell’interesse del lettore, sia esso “generico”,
che specialistico, possa essere apprezzabile.
Così, dopo aver raggiunto per nave Sitka, la capitale di quella che un tempo era stata l’America Russa, nell’Alaska sud-orientale, a bordo di un vetusto Dakota atterreremo ad Old Crow, tra gli indiani Gwich’in dello Yukon.
Già chiamati Loucheux, cioè “strabici”, un termine che definire “stravagante” è poco...
Quindi ci porteremo sulle rive del Mar Glaciale Artico.
Così, prima ad ovest nei Northwest Territories, poi ad est nell’autonomo Nunavut, avremo modo di visitare nell’Artico canadese alcune comunità Eschimesi (Inuit) e di osservare sezioni dello storico Passaggio a Nord-Ovest.
Non senza aver prima raggiunto con un lungo balzo aereo Resolute Bay, nell’Alto Artico.
Dove non saremo molto distanti dal Polo Magnetico.
Successivamente nella “Terra Verde”, la Groenlandia, riusciremo a dare una “sbirciata” alla fattoria del celebre fuorilegge e colonizzatore vichingo Eirík Raudi, alias Eirík “il Rosso”.
Continuando a spostarci nel nostro viaggio ancora più ad est, un accenno all’Islanda e già siamo nel Mar di Barents, pronti a sbarcare nelle polari isole Svalbard.
Dove ancora oggi minatori norvegesi e russi estraggono carbone dalle viscere della terra.
Proseguendo nel nostro lunghissimo itinerario verso oriente, cercando sempre di mantenerci sulle alte latitudini, nel Nord Norge incontreremo i Lapponi (Sami) e visiteremo una loro antica fattoria.
Anche se in seguito, nei musei all’aperto di Stoccolma e, quindi, di Helsinki, ci imbatteremo nuovamente nelle loro tradizionali abitazioni e fattorie e, in un caso, costruite anche dal popolo dei Careli.
Poi il vostro umilissimo “Virgilio” dovrà lasciare necessariamente il passo alla letteratura etno-antropologica: “ubi maior…”
D’ora in avanti sarà infatti essa a guidare il nostro vagabondaggio artico. In particolare allorché ci addentreremo nella Russia artica e, poi, nell’immensa Siberia.
Infine, oltrepassato lo Stretto di Bering, ecco ricominciare il nostro tour del Tetto del Mondo.
Poiché saremo arrivati nuovamente in Alaska!
Perciò ci dovremo interessare ai popoli che vivono nelle tundre e nelle foreste di terre artiche e subartiche, composti da cacciatori di mammiferi marini e di animali per la carne e la pelliccia, di allevatori di renne, perfino di agricoltori, di cui l’A. non ha conoscenza diretta.
Un’apparente dicotomia, questa, che però non risulterà evidente al lettore. Poiché regioni, popoli, tematiche e problematiche saranno avvicinate sempre in maniera sistematica e il più possibile onnicomprensiva.
SOMMARIO
PREMESSA
1 L’INAUGURAZIONE
A NY-ÅLESUND, LA STORICA “BAIA DEL RE” DI NOBILE E AMUNDSEN 1.1 In
cammino verso il pilone dei dirigibili Norge e Italia; 1.2 L’invito; 1.3
Ny-Ålesund, la “Baia del Re” 1.4 La
stazione di ricerca internazionale; 1.5 La Base Dirigibile Italia: 1.6 Ancora
su Ny-Ålesund
2 LA
COMUNICAZIONE PRESENTATA AL CONVEGNO: LE SCIENZE UMANE E GEOGRAFICHE
NELL'ARTICO, PRIORITÀ E PROSPETTIVE 2.1 La Base "Dirigibile
Italia"; 2.2 Il contributo che l’Italia potrebbe apportare alla conoscenza
dell'artico 2.3 Gli Italiani e l'Artico
3 LA
RASSEGNA DEI POPOLI CIRCUMPOLARI, TRA EURASIA E AMERICA: 3.1
L'Artico; 3.2 I Popoli circumpolari;
3.3 Rapido preambolo sui nomi dei popoli, gli etnonimi, per superare “quasi”
indenni la confusione di identità etnico-linguistiche; 3.3.1 Russia (e Siberia) 3.3.2 Finnmark;
3.3.3 Inuit (Eschimesi) tra Siberia, Alaska, Canada, Groenlandia; 3.3.4 Indiani
in Alaska e Canada; 3.4 Siberia (e Kamchatka); 3.4.1 Gruppo linguistico
samoiedo; 3.4.2 Gruppo linguistico ugro-finnico; 3.4.3 Gruppo linguistico
turco: 3.4.4 Gruppo linguistico tunguso: 3.4.5 Gruppo paleo-asiatico o
paleo-siberiano: 3.5 Russia Artica 3.6 Fennoscandia 3.7 Islanda 3.8
Groenlandia; 3.9 Artico Canadese 3.9.1 Inuit (Eschimesi) 3.9.2 Indiani
(subartico occidentale e centrale), 3.9.3 Indiani Algonchini (subartico); 3.10
Alaska 3.10.1 Aleuti 3.10.2 Inuit (Eschimesi): 3.10.3 Indiani Athabaska:
4 GLI
STUDI ETNO-ANTROPOLOGICI E GEOGRAFICI
5 LE
PRIME GRANDI MISSIONI ETNO-ANTROPOLOGICHE E GEOGRAFICHE ARTICHE 5.1 Artico
canadese e Groenlandia: Boas, Holm, Stefansson, Rasmussen e le sue sette
“Spedizioni Thule”; 5.2 Tra Asia e America: la Jesup North Pacific Expedition
(1897-1902); 5.3 I Russi nelle Svalbard: la spedizione Cicagov (1764-66); 5.4
Le ricerche scientifiche nelle Svalbard: dal viaggio della Recherche, tra
Lapponia, Islanda e Svalbard (1838-39)
6 SETTORI ARTICI DI INTERESSE PER EVENTUALI PROGRAMMI E PROGETTI DI RICERCA SINGOLA E PLURIDISCIPLINARE 6.1 Svalbard; Preistoria; Archeologia; Archeologia subacquea; Archeologia industriale; Etnostoria:
Antropologia urbana: storia degli insediamenti dal
1900 ad oggi; Antropologia dello Sviluppo ;Turismo
Il "Grande Cambiamento" nelle comunità
norvegesi e russe avvenuto a partire dagli anni '1990
6.2 Fennoscandia settentrionale (e Penisola di Kola) Lapponia;
6.3 Russia Artica, Siberia, isole Siberiane; I Pomori del Mar Bianco; I Pomori
e il commercio con la Norvegia; Rotta Marittima Settentrionale (Passaggio a
Nord-Est); 6.4 Alaska continentale; 6.5 Gli Aleuti (tra Alaska e Siberia); 6.6
Beringia Siberiana; 6.7 Artico canadese; 6.8 Groenlandia; 6.9 Islanda
7 AREE PROBLEMATICHE DI POSSIBILE FUTURA RICERCA 7.1 Archeologia; 7.2 Archeologia Subacquea; 7.3 Etno-Antropologia; Antropologia politica; Il ruolo delle organizzazioni autoctone; Il problema dei diritti acquisiti tradizionali dei popoli artici sulla propria terra; Il Cambiamento Culturale e i nuovi problemi ambientali; Il ruolo dell'educazione e dell'insegnamento della lingua tra i popoli nordici; L'Ambiente e l'Uomo; Etnicità; Il Mito dell'Artico; Acculturazione tra gli europei indotta dai popoli artici 7.4 Etnopsichiatria e Antropologia Psicologica Transculturale e non. I "disturbi etnici “storici e attuali 7.5 Etnoscienza tra i popoli nordici: la "nuova" frontiera dell'antropologia. La cartografia degli Inuit (Eschimesi) 7.6 Etnostoria; Le grandi migrazioni eschimesi del passato; Storia del contatto: incontro tra bianchi ed eschimesi. Il caso degli Eschimesi Polari della Groenlandia; Movimenti revivalistici: nativistici, messianici, millenaristici
8 L'ANTROPOLOGIA
"RECIPROCA"
9 PREISTORIA
10 SOCIOLOGIA;
Devianza sociale
11 TRA
ETNOGRAFIA, ETNOLOGIA E ANTHROPOLOGY OF VISUAL COMMUNICATION ; Arte
12 ARCHITETTURA NORDICA TRADIZIONALE E INNOVATIVA, AUTOCTONA E NON Architettura tradizionale tra gli autoctoni; Architettura tradizionale norvegese; Impianti centralizzati di teleriscaldamento e servizi; Il cambiamento climatico e il caso delle costruzioni, che poggiano su un permafrost in via di graduale scioglimento
13 IL
TRASPORTO NELL'ARTICO (VIA TERRA E VIA MARE): PERSISTENZA DEI MODELLI
TRADIZIONALI, LE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE
14 GEOGRAFIA
POLITICA; La sovranità sulle terre artiche: statunitensi, danesi e
norvegesi si contendono la sovranità sulle isole della Regina Elisabetta; Gli
Statunitensi (Peary) e la Groenlandia settentrionale ; Il caso della
Groenlandia orientale e i norvegesi: un'altra No Man's Land.
14.1 Il ruolo delle organizzazioni internazionali
nell'artico; Processo di Rovaniemi; Arctic Council; Northern Forum; IASC,
International Arctic Science Committee
15 LINGUISTICA
16 ANTROPOLOGIA
APPLICATA: LA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA; Raccolta dati generali, areali,
specialistici; I Musei Nordici; Università e Istituti di Ricerca Nordici:
Alaska, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Svezia ; Alaska ;Finlandia;
Islanda; Norvegia; Russia; Svezia
Università, Istituti e Biblioteche con
specializzazioni sull'Artico: Canada, Finlandia, Francia, Giappone, Gran
Bretagna, Italia, Norvegia, Russia, Stati Uniti, Svezia, Canada; Finlandia;
Francia ; Giappone; Gran Bretagna Norvegia; Italia; Russia; Stati Uniti; Svezia
17. BIBLIOGRAFIA 17.1 Generale: Artico, Polo, Esplorazioni, Archeologia,
Etno-antropologia ; 17.2 Artico, Cambiamento Climatico; 17.3 Bibliografia
areale: Alaska; Artico Canadese, Generale ed Esplorazioni (e Yukon);
Groenlandia, Generale, Vichinghi; Islanda; Pomori (Russi del Mar Bianco);
Fennoscandia e Lapponia (Sami - Lapponi, Kvens, Careli); Russia Artica, Siberia
e la Rotta Marittima Settentrionale (Passaggio a Nord-Est); Svalbard
18 A NON CONVENTIONAL ENGLISH ABSTRACT: THE HUMAN AND
GEOGRAPHICAL SCIENCES IN THE ARCTIC, PRIORITIES AND PERSPECTIVES: AN
INTRODUCTORY OUTLINE
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