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131. L’isola-fortezza veneziana di Spinalónga (© Franco Pelliccioni) |
L’isola della Giudecca a Venezia, anticamente chiamata Spinalónga per il suo profilo lungo e sottile, ha un’omonima nell’est di Creta. Qui i veneziani, durante la plurisecolare occupazione dell’isola, costruirono una formidabile e inespugnabile fortezza che, dopo la conquista di Creta da parte dei turchi, resterà in mano alla Serenissima ancora per quasi mezzo secolo. La storia della Spinalónga cretese, però, non è fatta solo da accadimenti militari, poiché molti secoli dopo l’isola-fortezza diventerà l’isola dei lebbrosi. Per oltre cinquant’anni (1903-1957) vi verranno segregati quattrocento malati, diversi dei quali nati da coppie sposatesi sull’isola.
Nonostante il suo complesso, tormentoso, finanche terribile passato, Spinalónga è oggi una meta assai ambita dai turisti, che dal 1970 vi approdano in decine di migliaia. Ciò è dovuto alla sua stupenda posizione, nella parte occidentale dell'immenso Golfo di Mirabello, di fronte all’omonima penisola. Due sono così le Spinalónghe, tra loro separate da uno stretto, spesso confuse dalle guide.
La fortezza della Serenissima e il dominio ottomano
L'attuale fortezza fu edificata a partire dal 1579, voluta dal Governatore Generale Jacopo Foscarini per bloccare l'accesso al porto di Eloúnda e proteggere le saline, che fornivano alla Serenissima il minerale indispensabile dopo la perdita di Cipro (1573). Nel 1630 Spinalónga era tra i più importanti forti veneziani, con alte e spesse mura che formavano un corpo unico con le rocce. Fu così veneziana fino al 1715, allorché fu costretta ad arrendersi dopo un lungo assedio da parte di Kapoudan Pascià, come ricordato storicamente da Thomas Salmon nel 1754.
Molto tempo dopo, vi si sviluppò un villaggio ottomano che nel 1881 contava 1.112 abitanti, dediti per lo più al contrabbando. I turchi vi sarebbero rimasti fino al 1903, protetti dalla presenza di una base navale della Marina francese. Solo la notizia dell’imminente arrivo dei lebbrosi provenienti dall’intera Creta e dalla Grecia li costrinse infine alla fuga! In quell’anno la Repubblica autonoma di Creta decise infatti di insediarvi una colonia di lebbrosi. A quei tempi i malati cretesi vivevano della pietà della gente, in caverne e ricoveri di fortuna denominati Meslikinies (“i dannati”).
L'inferno in terra e il backstage del dolore
Agli albori del secolo XX ebbe così inizio un’inenarrabile epopea, tormentosa, sofferta e tragica. Almeno nei primi decenni, quando da fuori ci si limitava di tanto in tanto a depositarvi cibo e acqua, Spinalónga vi divenne un vero e proprio inferno. Qui fu confinata, e per sempre abbandonata al suo spaventoso destino, gente piegata nel fisico e nell’anima, che aveva dovuto lasciare alle spalle affetti, parentele e dignità. Durante l'ultima guerra, i tedeschi non pensarono minimamente a insediarvi un contingente militare, limitandosi a controllarla a distanza con le sentinelle.
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134. L’ingresso principale della fortezza
veneziana di Spinalónga. Sulla destra, al di là delle mura, la camera di
disinfezione (© Franco Pelliccioni) |
Nel frattempo si cercò di migliorare le condizioni di vita dei malati: nel 1932 il Governatore Grammatikakis installò un generatore elettrico, nel 1937 furono edificati un ospedale e un laboratorio sulla collina, e nel 1948 si realizzarono due palazzine d'appartamenti. Nel 1954 si decise infine di trasferire i degenti in un ospedale di Atene, ma solamente nel 1957 i trenta lebbrosi superstiti lasciarono definitivamente l'isola.
La mia visita dell’antica isola-fortezza è contrassegnata da un duplice sentimento. Allorché
la mia attenzione “supera” le luci, il calore dell’intenso sole e il vento
marino, che incessantemente spira, sibilando, tra gli squarci delle case del
villaggio fantasma, veneziane, turche e greche, riesco ad accostarmi a questo
mondo spettrale in due modi.
Nel primo si osservano gli spartani comfort di un’isola dove si andava solo ad aspettare una morte liberatoria, camminando tra vie e piazzette deserte dove rigogliosa cresce oggi la vegetazione spontanea che ha sommerso taverne, negozi e chiesette.
Nel secondo va invece a dipanarsi sotto gli occhi il terrificante backstage degli abitanti di un tempo. Sulla collina appare l’ospedale, dove si portavano i malati più gravi poiché lassù i venti spazzavano via i cattivi odori, dove per molto tempo non si poté far altro che amputare le parti distrutte dalla malattia.
Conclusioni: la voce delle pietre
In effetti solo la natura, ancora possente in un habitat così tragico, eppure così stupendo, mitiga la drammaticità di ciò che mi circonda. Poiché ogni casa, ogni rudere, ogni tegola, ogni mattone, ogni pietra, ciascuna di loro, e tutte assieme in coro, avrebbero potuto raccontarmi, perfino strillandolo, quanto possa essere stato spietato e crudele il rimedio proposto per circoscrivere una malattia contagiosa, “sporca” e mortale. Non essendoci cure, o un Albert Schweitzer nei paraggi, fu infatti combattuta isolando gli sfortunati dal resto dell’umanità…
Fonti e Bibliografia di riferimento
- Salmon, Thomas – The Modern History: or, the Present State of All Nations, Edizione italiana del 1754.
- Archivi Storici di Creta – Decreti di fondazione del lebbrosario autonomo di Spinalónga, 1903.
- Foscarini, Jacopo – Relazioni militari veneziane sul Golfo di Mirabello, 1574-1579.
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Introduzione
1. Dove l’Oriente incontra l’Occidente: Storia dell’isola di Creta. Dalla Civiltà Minoica al termine della seconda dominazione Bizantina (2700 a.C.-1204 d.C.)
2. Storia di Creta: dalla dominazione veneziana all’occupazione germanica (1204-1945)
3. La città…? Per i cretesi è solo Herákleion!
4. Il Museo Archeologico di Herákleion
5. Evans a Cnosso: una ricerca archeologica di una vita
6. Architettura e ingegneria “naturalistica” e d’avanguardia nel Palazzo Minoico di Cnosso
7. L'Archeologia italiana a Creta: la città romano-bizantina di Górtina, quella Minoica di Festo
8. Viaggio verso l'Ovest cretese: Georgioúpoli, Haniá e Réthimno
Georgioúpoli; Haniá; Réthimno
9. Nella torre Firka di Haniá, il secondo Museo Marittimo della Grecia
10. Nell'Oriente cretese, tra siti minoici, splendidi centri turistici, antiche città sommerse, tradizionali villaggi di montagna
Hersoníssos e Mália; Ágios Nikólaus; Eloúnda; Kritsá
11. Nell'invincibile fortezza veneziana di Spinalónga (Golfo di Mirabello, Creta orientale), l’ultima colonia di lebbrosi d'Europa
12. Sulle sponde del Mare Libico, Creta meridionale: Mátala e Frangokástelo
13. Sfakiá, una Barbagia cretese
14. Viaggiatori a Creta dei secoli XII-XV: pellegrini e crociati
15. Viaggiatori a Creta dei secoli XV-XIX: umanisti, diplomatici, partecipanti al Grand Tour, scrittori, studiosi, artisti, antiquari, archeologi
BIBLIOGRAFIA
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TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE
p.s. 23 settembre 2026, ore 09:38 CEST. Nelle ultime 24 ore il blog ha avuto 1.430 visualizzazioni.