Mentre nei palazzi della politica di Washington e dei singoli Stati si commentano i risultati storici delle recenti elezioni americane di midterm, la cronaca ci consegna un verdetto epocale per le comunità native: l'affermazione di leader del calibro di Deb Haaland (della tribù Laguna Pueblo) e di Peggy Flanagan (della White Earth Nation del popolo Ojibwe), prime donne native a raggiungere i vertici istituzionali del Paese. Durante le mie ricerche nel Sud-Ovest ho avuto il privilegio di studiare da vicino la millenaria cultura Keres nel vicino pueblo di Acoma. Questo traguardo politico odierno invita a riflettere su un filo conduttore profondo: le donne native non sono una novità della politica moderna, ma sono sempre state l'ago della bilancia della storia americana. Per comprenderlo, occorre fare un salto indietro nel tempo, fino al 1804, lungo le piste polverose della prima grande spedizione verso il Pacifico.
L'organigramma dell'epopea: il Corps of Discovery
Prendete un pugno di uomini al comando di due soldati di professione: i
capitani Meriwether Lewis (1774-1809) e William Clark (1770-1838).
Aggiungete qualche guida, preferibilmente franco-canadese, capace di muoversi
agevolmente sia sui fiumi che sui terreni più impervi. Inserite uno schiavo
nero come domestico e, infine, la moglie nativa di un trapper. Ecco
l’organigramma di quella che costituì la prima, grandiosa traversata da est a
ovest del continente nordamericano.
Ma c'è di più. Pur essendo stati i primi bianchi a oltrepassare le
catene delle Montagne Rocciose, portandosi fin sulla sponda dell’Oceano
Pacifico e individuando numerose specie vegetali e animali sconosciute alla
scienza, il risultato "principe" di quella grandiosa ed epica impresa
non fu il mero percorso geografico seguito. Fu l’incontro culturale – che in un
solo caso, purtroppo, sfociò in uno scontro fisico – con decine e decine di
tribù di pellerossa di cui si ignorava totalmente l'esistenza. Un incontro
reciproco e speculare, poiché gli uomini della spedizione furono a loro volta i
primi bianchi (e i primi neri) mai visti dalla maggior parte di quelle nazioni
indiane.
I membri del Corps of North West Discovery trascorsero l’inverno
del 1803-1804 a St. Louis, per poi lasciare la cittadina nel maggio del 1804.
Assieme a Lewis e Clark si mossero quattordici soldati volontari dell’esercito
degli Stati Uniti, nove giovani del Kentucky, due esperti barcaioli francesi,
un interprete e cacciatore di origine franco-shawnee di nome Drewyer, e York,
il servo nero appartenente al capitano Clark.
Sacagawea: il segno della pace e la diplomazia
delle perline
Nella seconda fase della spedizione, la marcia si tramutò in una
complessa navigazione del fiume Missouri a bordo di sei canoe, lungo un corso
d'acqua che via via si andava restringendo verso le sorgenti. A quel punto, i
membri della spedizione erano trentatré. Tra loro vi era il franco-canadese
Toussaint Charbonneau, assunto come interprete, e una delle sue mogli: Sacagawea
("Donna-Uccello", 1788-1812).
Sacagawea era una giovane Shoshone che portava appresso il suo
figlioletto neonato. Fu proprio la sua presenza a decretare il successo
scientifico e umano dell'intera impresa. Conosceva profondamente quelle terre
selvagge e la sua sola figura rassicurava le tribù incontrate lungo il cammino.
Come scriverà più tardi lo stesso capitano Clark nei suoi diari: "Una
donna con un gruppo di uomini è un indubitabile segno di pace", poiché
nessuna pattuglia di guerra indiana avrebbe mai viaggiato accompagnata da una
madre e dal suo bambino.
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Figura 11. L’itinerario percorso dalla spedizione di Lewis e
Clark
L’ascensione delle Montagne Rocciose mise a dura prova la spedizione. Il 4 settembre 1804 fu una giornata straordinariamente fredda, ma il gruppo riuscì a superare i Passi Nez Perce e Lolo grazie al fondamentale aiuto logistico e ai cavalli forniti dagli Shoshoni. Lasciati i destrieri tra i Choppunish, la navigazione riprese lungo il fiume Clearwater. A ottobre il Corps raggiunse la confluenza con il Columbia, discendendolo fino a toccare, a novembre, il "Capo Delusione", all’entrata del fiume Columbia nel Grande Mare del Sud: l'Oceano Pacifico era finalmente conquistato.
Nel diario di bordo, alla data del 20 novembre 1805, Clark annota un
episodio emblematico:
"Uno degli indiani indossa un mantello
fatto con le pelli di due lontre di mare; pelli magnifiche, superiori a
qualsiasi altra vista in precedenza. Sia io che il capitano Lewis tentammo a
lungo di acquisire quel mantello, offrendo in cambio diversi articoli del
nostro equipaggiamento. Ci riuscimmo soltanto grazie a una cintura di perline
blu che la moglie del nostro interprete indossava intorno alla cintola".
Ancora una volta, il successo economico e diplomatico del viaggio
passava attraverso un oggetto personale di Sacagawea.
Il ritorno a St. Louis: un bilancio antropologico
Dopo due anni, quattro mesi e dieci giorni di marcia, e dopo aver
percorso ben 7.689 miglia attraverso terre totalmente ignote, il Corps of
Discovery fece solennemente ritorno a St. Louis.
Il bilancio scientifico fu straordinario: avevano catalogato duecento
nuove specie botaniche e contattato decine di tribù indiane. Tra queste ultime,
i capitani incontrarono sia comunità costiere i cui membri parlavano già un
inglese elementare e indossavano fieri cappotti e cappelli regalati dai
capitani delle navi commerciali europee, sia popolazioni dell'interno che non
avevano mai visto, prima di quel momento, il volto di un uomo bianco.
Un'epopea di esplorazione in cui la mappa del giovane West fu tracciata
dai fucili di Lewis e Clark, ma i cui confini vennero superati grazie al
silenzioso e straordinario coraggio di una donna nativa.
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I personaggi: un
conquistador spagnolo, due militari-esploratori, due pittori (il primo sarà un
famoso ornitologo, l’altro un celebre etnografo), un
geologo-esploratore-etnografo. Inoltre: otto
etnologi e/o antropologi culturali, un archeologo, un’appassionata divulgatrice
della propria cultura indiana
SOMMARIO
Premessa
1. Francisco Vásquez de Coronado (1510-1554): La febbre dell'oro e l'archeologia2. Meriwether Lewis (1774-1809) e William Clark (1770-1838): L'avventura transcontinentale (1803-1806)
5. John Wesley Powell (1834-1902): La misurazione del Grand Canyon
7. Frederick Webb Hodge (1864-1956): La decodificazione dei miraggi
8. Frances Theresa Densmore (1867-1957): L'etnomusicologia delle Pianure
9. Robert Lowie (1883-1957): Il maestro delle praterie
10. Gladys Amanda Reichard (1893-1955): L'autorità sul mondo Navaho
11. Ralph Linton (1893-1953): Un antropologo cittadino del mondo
13. Laura Maud Thompson (1905-2000): L'etica ecologica comparata
14. Fred Eggan (1906-1991): La sintesi strutturale
15. Rosebud Yellow Robe (1907-1992): La voce della divulgazione nativa
Bibliografia
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