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Figura
108. La “Cataratta di Natale” del fiume Berbice,
Guyana. Disegno tratto da uno schizzo originale di Charles Bentley (da: Twelve Views in the Interior of Guiana, 1840) [
Nelle pagine
di questo quarto volume si muovono venti personaggi d'eccezione, uomini e donne
andati alla ricerca di una profonda conoscenza geografica, storica e culturale,
ma anche attirati da una viscerale attrazione per l'avventura. È stato proprio
l’amore per l’avventura, coniugata sottilmente con il rigore della ricerca, a
legare indissolubilmente tra loro queste figure, dando vita a uno straordinario
filo conduttore che si snoda dall’Artico fino a Capo Horn attraverso epoche,
civiltà e territori vergini, nel corso di una continua e affascinante sfida
dell’Uomo contro l’ignoto.
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Figura 1. Foto di copertina: Nova totius terrarum orbis tabula Amstelodami,
ex officina Gerard van Schagen (1682), by de Nieuwe Haerlemmer Sluys. Amsterdam
La squadra scientifica di questo tomo conclusivo riunisce competenze multidisciplinari: sette esploratori, quattro naturalisti, sette archeologi, un geodeta e un geologo, appartenenti alle nazionalità più diverse e operanti in un arco temporale immenso che spazia dall'anno Mille fino alla fine del Novecento.
Dai miraggi
dell'oro alle città tra le nuvole
Il saggio
ripercorre le tappe di mondi inaspettati che continuano a disvelarsi davanti
agli occhi sbalorditi dei ricercatori. Seguiremo i conquistadores
spagnoli che, addentrandosi lungo fiumi impetuosi, scopriranno cose mirabili
confrontandosi con il mito delle donne guerriere. Ci inoltreremo nel fitto
delle giungle del Centro e Sud America per riscoprire i resti di superbe
civiltà monumentali di cui si ignorava l'esistenza, o attraverseremo da est a
ovest le praterie del Nord America per incontrare le numerose tribù pellerossa.
Se per alcuni
scienziati l'oggetto privilegiato dello studio pluriennale sarà la natura in
toto, per altri l'indagine si muoverà verso scopi più concreti: la ricerca
dell'oro, delle Sette Città di Cibola, dell’Eldorado o di fantastiche città
perdute nella giungla. A dispetto di fantasiosi miraggi, qualcuno ne troverà
realmente una, arroccata sopra i pianori di alte e inaccessibili montagne,
difesa per secoli dalla cupidigia degli uomini grazie alla sua remota
posizione.
Il volume dà
spazio anche a coloro che dedicheranno molti anni della propria vita al sacro
fuoco della scienza geodetica — specializzazione ai più del tutto sconosciuta
—, abbandonando patria e famiglia per cimentarsi in misurazioni che ancora oggi
appaiono astruse. Per misurare l’arco di meridiano all’Equatore, questi
scienziati dovettero improvvisarsi alpinisti, scalando alte montagne e
minacciosi vulcani con le pesanti attrezzature dell’epoca; mentre altri
vagheranno per anni tra giungle e fiumi per tracciare i confini politici tra
Stato e Stato.
Il giallo di
Fawcett e la rivoluzione archeologica satellitare
Il libro
affronta anche il dramma di una spedizione scomparsa nel nulla alla ricerca di
un “sogno” che un esploratore inglese aveva sempre tenuto gelosamente segreto:
l'esistenza di una città favolosa situata nel bacino dell’Alto Xingú. Per quasi
un secolo, decine di missioni di ricerca e soccorso, singoli avventurieri e
visionari sono andati invano alla ricerca di un minimo indizio del Colonnello
Percy Fawcett.
Tuttavia,
proprio in tempi recenti, un antropologo e archeologo americano, dopo tredici
anni di ricerche tra gli indios, ha dimostrato come quella lontana
fantasticheria avesse un solido fondamento di verità. Grazie all'utilizzo dei
radar, delle rilevazioni satellitari e dei sensori termici remoti — tecnologie
d'avanguardia ironicamente facilitate dai drammatici incendi della boscaglia
del Mato Grosso alimentati dal cambiamento climatico —, sono stati
scoperti ben venti grandi insediamenti risalenti all’800-1600 d.C. Si tratta di
vere e proprie città collegate da strade ortogonali, capaci di ospitare dai
2.000 ai 5.000 abitanti: numeri enormemente superiori a quelli degli odierni
villaggi nativi. Una scoperta rivoluzionaria che ha scosso le fondamenta
dell'archeologia precolombiana, dimostrando che l'Amazzonia non era una foresta
vergine e incontaminata, ma un territorio densamente antropizzato ben prima
dell'arrivo devastante dei bianchi.
Galleria Biografica
I. NORD AMERICA
- 1. Eírik il Rosso (Eirík Thorvaldsson Rauði):
L'epopea norrena medievale e la prima colonizzazione vichinga della
Groenlandia (Grænland, la “Terra Verde”).
- 2. Francisco Vásquez de Coronado (1510-1554): Il
conquistador spagnolo che, inseguendo i miraggi dell'oro, finì per svelare
lo straordinario giacimento archeologico e culturale del Sud-Ovest
americano.
- 3. Meriwether Lewis (1774-1809) e William
Clark (1770-1838): La prima leggendaria ed avventurosa
traversata del Nord America lungo 11.265 chilometri di territori indiani
inviolati.
- 4. John James Audubon (1785-1851):
L'ornitologo che faceva il pittore. Naturalista d'eccezione e celebre
disegnatore del variopinto universo degli uccelli americani.
- 5. Helge Marcus Ingstad (1899-2001): La
scoperta scientifica di Vínland, l'America dei Vichinghi. Il
ricercatore norvegese che, insieme alla moglie Anne Stine, scoprì il sito
di L'Anse-aux-Meadows a Terranova, trasformando il mito in fatto
storico.
II. CENTRO AMERICA
- 6. John Lloyd Stephens (1805-1852): Da Wall
Street alla scoperta della civiltà Maya. L’avvocato americano diventato
archeologo, autore della prima seria indagine scientifica nello Yucatán.
- 7. Alfred Percival Maudslay (1850-1931): Un
perfezionista nella terra dei Maya. Considerato unanimemente il vero
"padre dell'archeologia scientifica sul campo" in Mesoamerica.
- 8. Alfred Marston Tozzer (1880-1954): Tra i
Maya e i loro discendenti. Il massimo studioso e sistematizzatore
accademico dell'antica civiltà mesoamericana.
- 9. Matthew Williams Stirling (1896-1970): Quei "cabezones"
degli Olmechi. L’uomo della Smithsonian Institution che nel 1954 ultimava
lo studio su una delle più antiche civiltà mesoamericane da lui scoperta.
III. SUD AMERICA
- 10. Francisco de Orellana (1511-1546): Lungo
il corso del Rio delle Amazzoni. Il luogotenente di Pizarro che per primo
discese l'immenso sistema fluviale equatoriale.
- 11. Charles-Marie de La Condamine
(1701-1774): Quell'irrequieto misuratore della terra.
Matematico, geodeta e avventuroso esploratore francese della spedizione
equatoriale.
- 12. Alexander von Humboldt (1769-1859): I
Tropici visti da un prussiano. Nel 1804 il Barone Friedrich Heinrich
Alexander von Humboldt, naturalista e geografo, ultimava la sua storica e
monumentale esplorazione scientifica in Sudamerica, gettando le fondamenta
della geografia moderna.
- 13. Alcide d'Orbigny (1802-1857): La
vita avventurosa di un paleontologo. Il profilo dello scienziato
francese, viaggiatore, naturalista d'eccezione e unanimemente considerato
il padre fondatore della micropaleontologia.
- 14. Sir Robert Hermann Schomburgk
(1804-1865): L'uomo che esplorò la Guyana.
L'opera dell'esploratore e naturalista prussiano di nascita che, al
servizio della corona d'Inghilterra, tracciò i confini geografici e
politici di vasti territori sudamericani.
- 15. Louis Agassiz (1807-1873): Lo
scienziato celebrato da Longfellow. Il profilo del grande zoologo,
naturalista, paleontologo e glaciologo svizzero-statunitense, figura di
primissimo piano nel panorama accademico ottocentesco.
- 16. Max Uhle (1856-1944): I
tesori dissepolti del Perù archeologico. Lo studioso tedesco
considerato a buon diritto uno dei principali e più rigorosi padri
fondatori delle antiche culture e delle stratigrafie andine.
- 17. Percy Harrison Fawcett (1867-1925): L'archetipo
di "Indiana Jones". Il colonnello ed esploratore britannico
la cui misteriosa scomparsa nel 1925, mentre cercava una fantomatica città
perduta nel cuore del Mato Grosso brasiliano, rimane uno dei più grandi
enigmi nella storia delle esplorazioni del XX secolo.
- 18. Alexander Hamilton Rice Jr. (1875-1956): L'Amazzonia
tecnologica. Una singolare figura di esploratore, medico e geografo
statunitense che negli anni Venti rivoluzionò la ricognizione nel
Sudamerica profondo introducendo l'uso coordinato di aerei, aerofotografia
e radio.
- 19. Hiram Bingham (1875-1956): Machu
Picchu, la "Vecchia Cima" perduta tra le nuvole. Lo storico
e archeologo americano che nel 1911 rivelò al mondo la maestosa e
inaccessibile città degli Incas, protetta per secoli dalla giungla e dalle
anse fluviali.
- 20. Victor Oppenheim (1906-2005): Avventure
etnologiche di un grande geologo. La versatile e intrepida figura
dello scienziato franco-lettone, geologo d'avanguardia e profondo
studioso delle popolazioni native e dei confini del Sudamerica.
Indice analitico dettagliato • Capitoli e itinerari del volume
- Introduzione
SEZIONE I • NORD AMERICA
1. Eírik “Il
Rosso” (Eirík Thorvaldsson “Rauði”) (ca. 945–1002)
- La colonizzazione norrena:
L'esilio in Islanda, le dinamiche di navigazione e lo sbarco
nell'inviolata Grænland (la “Terra Verde”).
2. Francisco
Vásquez de Coronado (1510–1554)
- I miraggi di Cibola: La
spedizione del 1540 e la riscoperta dello straordinario giacimento
archeologico, ecologico e culturale del Sud-Ovest degli Stati Uniti.
3. Meriwether
Lewis (1774–1809) e William Clark (1770–1838)
- L'epopea continentale: La
spedizione transcontinentale e la documentazione sul campo lungo 11.265
chilometri di territori e comunità indiane.
4. John James
Audubon (1785–1851)
- Il naturalista d'arte: L'opera
sistematica di censimento biologico e il celebre disegno pittorico del
variopinto universo degli uccelli americani.
5. Helge
Marcus Ingstad (1899–2001)
- La Vínland ritrovata: Il
lungo percorso biografico come Governatore della Terra di Eírik il Rosso
(1932-1933) nella Groenlandia orientale e successivamente come Governatore
delle Svalbard. Le indagini sul campo tra gli Apache (1938) e i Nunamiut
alaskani (1950-1951), fino alle storiche campagne archeologiche a L'Anse-aux-Meadows
nell'isola di Terranova che trasformarono il mito norreno in tangibile
realtà storica.
SEZIONE II • CENTRO AMERICA
6. John Lloyd
Stephens (1805–1842)
- La riscoperta dei Maya: Lo
storico incontro a Londra nel 1836 con l'artista e architetto Frederick
Catherwood, la stipula dei contratti editoriali nel 1839 e l'inoltro della
celebre spedizione scientifico-esplorativa nelle giungle dello Yucatán.
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Figura
43.
Disegno di Catherwood del cenote di
Bolonchén (Campeche). Gli indios scendevano nel pozzo naturale, grazie a questa
gigantesca scala |
7. Alfred
Percival Maudslay (1850–1931)
- Il metodo della documentazione: Le
prime ricognizioni tra l'Australia e la Polinesia. Le imponenti campagne
fotografiche e di calco condotte tra il 1880 e il 1894 in Mesoamerica
(Honduras Britannico/Belize, Guatemala e Messico), che lo hanno consacrato
padre dell'archeologia scientifica sul campo.
8. Alfred
Marston Tozzer (1877–1954)
- Etnografia e archeologia: Le
prolungate ricerche sul campo tra il 1902 e il 1905 condotte nel
cuore dello Yucatán tra le rovine monumentali dei Maya e le comunità
native degli indios Lacandoni; le successive campagne in Guatemala
(1910-1911).
9. Matthew
Williams Stirling (1896–1975)
- La cultura madre: Le
prime spedizioni in Florida, Sud Dakota e Nuova Guinea (1923-1927),
seguite dalle campagne in Sud America (1928-1932). Le storiche
scoperte compiute tra il 1938 e il 1946 in Mesoamerica relative
alle sculture monumentali dei "cabezones" Olmechi, e le
successive ricerche a Panama, Ecuador e Costa Rica.
SEZIONE III • SUD AMERICA
10. Francisco
de Orellana (1500–1545)
- La discesa del grande fiume: L'avvio
della spedizione da Quito nel 1539 alla ricerca del mitico Eldorado; la
tumultuosa navigazione lungo il Rio Napo e le acque dell'immenso Rio delle
Amazzoni. La cronaca del drammatico incontro-scontro con le donne
guerriere nel giugno 1542, il raggiungimento di Nueva Cádiz e la seconda
sfortunata spedizione del 1545. Focus
etno-storico: Analisi critica sull'esistenza delle donne Amazzoni e il
ruolo delle successive migrazioni dei popoli indios Tupinambá, fattori che
determinarono il progressivo deterioramento e mutamento geopolitico
dell'intera area equatoriale tra gli indios Tupinambá.
11.
Charles-Marie de La Condamine (1701–1774)
- La misura del mondo: Le
complesse operazioni geometriche e geodetiche condotte tra Colombia,
Panama ed Ecuador nel 1735-1736; il traguardo scientifico del marzo
1743 con il completamento della misurazione dell'arco di meridiano
all'Equatore.
12. Friedrich
Heinrich Alexander von Humboldt (1769–1859)
- I Tropici scientifici: Analisi
dell'opera del Barone, i cenni biografici e la trascrizione dei diari
d'esplorazione sudamericana ultimata nel 1804.
13. Alcide
Charles Victor Marie Dessalines d'Orbigny (1802–1857)
- Il padre della micropaleontologia:
Un'avventurosa odissea di 3.500 chilometri percorsi nel Sud America
profondo tra il 1826 e il 1834, superando attacchi di pirati e
corsari per raccogliere un'immensa mole di materiali naturalistici e
fossili.
14. Sir Robert
Hermann Schomburgk (1804–1865)
- La delimitazione dei confini:
L'attività di cartografo nelle isole Vergini (1831-1835) e le
successive campagne nella Guyana Britannica (1835-1839), tracciando
sul terreno i confini geopolitici internazionali tra Guyana, Venezuela e
Brasile.
15. Jean Louis
Rudolphe Agassiz (1807–1873)
- Dalla glaciologia all'Amazzonia: Gli
storici studi sui ghiacciai delle Alpi (1837) e della Scozia (1840); il
trasferimento negli Stati Uniti (1846) e l'organizzazione della celebre Spedizione
Thayer in Brasile (1865-1866), completata dalle ricerche marine
a bordo dell'Hassler.
16. Max Uhle
(1856–1944)
- La stratigrafia andina:
Quarant'anni di sistematici scavi archeologici condotti in Argentina,
Bolivia e Perù (1829-1909), in Cile (1912-1918) e in Ecuador
(1919-1933), ridefinendo la cronologia delle culture andine.
17. Percy
Harrison Fawcett (1867–1925?)
- Il grande enigma dell'Alto Xingú: La
biografia del leggendario colonnello britannico attraverso otto imponenti
esplorazioni di frontiera. L'avvio dell'ultima fatale spedizione alla
ricerca della Città Perduta di Z e l'invio delle ultime notizie dal
Campo del Cavallo Morto il 29 maggio 1925. L'analisi della accesa
rivalità scientifica con Alexander Hamilton Rice Jr.
- Alla ricerca di Fawcett: Ieri (1927–1957) e
"Oggi" (1982–2005): La disamina delle decine di missioni di
soccorso e soccorritori scomparsi. Il confronto con la tradizione orale
dei nativi Kalapalo e l'incredibile, recente scoperta
archeologico-satellitare del complesso urbano precolombiano di Kuhikugu
nel Mato Grosso: la prova scientifica che le intuizioni di Fawcett avevano
un solido fondamento.
18. Alexander
Hamilton Rice Jr. (1875–1956)
- L'esplorazione tecnologica: Sette storiche e avventurose spedizioni nel bacino dell'Amazzonia condotte tra il 1901 e il 1925, incluso il sanguinoso scontro a fuoco con gli indios Guaharibo (Yanoáma) nel 1920. La cronaca dell'ultima campagna del 1924-1925, condotta con l'ausilio rivoluzionario di idrovolanti, aerofotografia e stazioni radio ricetrasmittenti, durante la quale venne girato il primo documentario scientifico sull'Amazzonia.
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Figura
171. Hamilton Rice. Foto dal film girato nel corso della
spedizione 1924-25 |
- La fortezza tra le nuvole: Le
prime spedizioni storiche sulle tracce di Simón Bolívar tra Venezuela e
Colombia (1906-1908). La conduzione della Yale University Peruvian
Expedition del 1911 e l'incredibile scoperta sulle Ande della
città perduta di Machu Picchu, da lui erroneamente identificata
come l'ultimo rifugio di Vilcabamba.
20. Victor
Oppenheim (1906–2005)
- La geologia delle vette: Il
profilo dello scienziato franco-lettone e la cronaca delle sue cinquanta
imponenti spedizioni geologiche ed etnologiche condotte tra il 1937 e
il 1949 nel cuore del Sud America, ripartite tra Ecuador (9 missioni),
Colombia (23), Bolivia (8) e Perù (10).
- Appendice
Bibliografia
Figura 197. I bandeirantes sparano agli indios Botocudo a Mogi das Cruzes (dipinto di Oscar Pereira da Silva, 1920, Museu Paulista da USP. Coleção Fundo Museu Paulista)
ALLA SCOPERTA DEL MONDO. ARCHEOLOGI, ESPLORATORI, GRANDI VIAGGIATORI, GEOLOGI, NATURALISTI, PALETNOLOGI. VOL. 4: AMERICA
E-Book, versione cartacea in bianco e nero di grandi dimensioni (16,99 x 1,17 x 24,41), 253 pp, 243 note, Bibliografia, 197 immagini (14 sono dell'A.), Appendice ("Narrazione Storica di una Grande, Nascosta Città Antichissima, Senza Abitanti. Che Venne Scoperta nel 1753", conservata con il n.512 nella Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro)









