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venerdì 1 maggio 2026

375. C’era un Egitto che oggi non esiste più, quello che nel 1980 percorrevo insieme a Cecilia Gatto Trocchi, puntando verso i confini del Sudan... Dalle rotte dei faraoni alla “carovaniera degli 11 giorni”, un viaggio tra antropologia e memoria

 

La Sfinge (lunga 57 m e alta 20, rappresenta il faraone Chefren, che, come un felino, veglia sulla propria tomba) e la Piramide di Cheope (alta 137). GizaIV DinastiaAntico Regno, ca. 2620 a.C. - ca. 2500 a.C. (© Franco Pelliccioni)

Ci sono viaggi che non finiscono mai, perché continuano a vivere tra le pagine di un diario e nei ricordi di chi li ha condivisi. 

Oggi vi racconto un Egitto che attraversa trent’anni di storia: dal 1980 al 2009. 

Il  libro non è solo un racconto di viaggio, ma un’immersione tra: il mistero della "Carovaniera degli 11 giorni"; la ricerca della mitica Berenice Trogloditica; l’evoluzione delle città africane e l’antropologia urbana del Cairo. 

Dalle carovane nel deserto alle moderne crociere sul Nilo, vi invito a scoprire come è cambiato il volto di questa terra millenaria.

Cecilia Gatto Trocchi, Saqqara, dicembre 1980
IL LIBRO E’ DEDICATO ALLA COMPIANTA AMICA E COLLEGA CECILIA GATTO TROCCHI
(ROMA, 19 GIUGNO 1939- ROMA, 
 11 LUGLIO 2005)
...

Il viaggio più “antico” risale al XX secolo, al dicembre del 1980

Viaggio propedeutico ad una complessa ricerca antropologica sul campo, da effettuare nell’allora Sudan meridionale.

In quella lontana occasione ero accompagnato dalla celebre e compianta antropologa Cecilia Gatto Trocchi.

Grazie al preziosissimo supporto di un’agenzia di viaggio egiziana, avevo organizzato una “crociera aerea”, che ci avrebbe permesso, dopo la visita dell’area del Cairo (Giza e Menfi), di recarci prima ad Abu Simbel, nell’Alto Egitto, ai confini con il Sudan. 

In seguito, risalendo il nord geografico, in pratica “tornando indietro”, avremmo visto Assuan, poi Luxor e Karnak

Rientrando, infine, al Cairo. Dove, in attesa di imbarcarci su un aereo diretto a Khartoum, avremmo avuto altro tempo per approfondire la conoscenza della megalopoli nordafricana.

Nel 2007 avrei effettuato una crociera sul Nilo servendomi di un viaggio organizzato di gruppo, fortunatamente assai ristretto (...) 

Oltre tutto la nostra guida aveva studiato con il celebre archeologo Hawass, allora Ministro di Stato per le Antichità (...)

A seguito del mio ritorno in Egitto, ho avuto modo di osservare i notevoli cambiamenti (nel bene e nel male…) da allora intercorsi nel paese. 

   Sia nell’ambiente (città, zone archeologiche, ecc.) [caratterizzati, ad esempio, da numerose scoperte archeologiche; dal restauro di statue, monumenti, templi, moschee; dalla costruzione del ponte di Luxor; dall’ottimizzazione delle esposizioni e dal perfezionamento degli allestimenti museografici; dal potenziamento e miglioramento della qualità dell’illuminazione, come nel tempio di Luxor o nelle tombe della Valle dei Re; ampliando, con File (1985) ed Abu Simbel (2000), l’offerta dei sempre suggestivi spettacoli “Suoni e Luci”, nel 1980 limitata alle Piramidi ed a Karnak, ecc.],

 Come tra la gente (integralismo diffuso nei costumi delle donne, ad esempio).

Rivedendo ciò che conoscevo, ma anche avvicinando località e monumenti, che nel 1980 mi erano sfuggiti. 

Oppure non erano ancora disponibili (...) 

Come la nave funeraria di Giza, collocata a lato della piramide di Cheope, nel suo apposito museo: un mix di futuristico e di “funebre” dall’esterno, ma perfettamente adeguato dall’interno.

Poi, grazie alla navigazione fluviale, ho potuto visitare altri straordinari siti archeologici

Situati tra Assuan e Luxor e ovviamente preclusi alla crociera aerea, così da integrare efficacemente tra loro le due crociere. 

Oltre tutto la priorità, anche dei nostri pensieri e dei nostri ragionamenti, in ognuno di quei giorni del 1980, non poteva che essere rivolto verso l’imminente, non certo facile, e anche un po’ rischiosa, ricerca da effettuare in Sudan, ad 850 km a sud di Khartoum.

Comunque, nonostante da quasi due secoli l’Egitto facesse parte integrante, come dire, del Grand Tour “esteso”, il nostro micro-gruppo, cioè Cecilia e io, avrebbe conosciuto da nord a sud luoghi e siti archeologici non ancora invasi da masse turistiche, spesso desiderose solo di “fare” il paese

Devo infine aggiungere che, grazie alle informazioni ottenute “in loco” nel 2007, avrei anche avuto modo di “scoprire” quale sarebbe stata la destinazione del prossimo viaggio in Egitto (...)

Accorgendomi della presenza di un comodo resort, da utilizzare come base, ubicato proprio nei pressi dell’antica e mitica città di Berenice, lungo la sponda del Mar Rosso, a non molta distanza dal confine con il Sudan.

Berenice venne fondata nel 275 a. C. da Tolomeo II Filadelfo (...) inizialmente per far arrivare elefanti su speciali navi (elephantagoi) da Sudan orientale, Eritrea ed Etiopia (...) 

Plinio riferisce come Berenice Trogloditica fosse posta al termine della difficile carovaniera da lui chiamata degli “undici giorni".

Considerata da Cailliaud la “Pompei del Mar Rosso”, perché fu improvvisamente abbandonata, venne individuata da Belzoni nel 1818 sulla costa meridionale egiziana del Mar Rosso, di fronte all’isola degli smeraldi di Zabargad (...)

Gli Ababda [Beja] nel Deserto Orientale, in un’incisione del XIX secolo

   (...) quel secondo viaggio del 2007 si dimostrerà un successo! 

Perché, oltre ad avvicinare i nomadi etiopici Bèja  (Ababda e Bisharin) e i beduini arabi Rashàida, non avrei mai potuto immaginare come, nel corso di un’escursione verso l’interno, mi sarei ritrovato lungo la parte iniziale dell’importantissima “via degli undici giorni”, che nell’antichità portava dal Mar Rosso fino al Nilo, attraversando diagonalmente il Deserto Orientale

Strada percorsa dalle carovane con le preziose mercanzie provenienti dall’Oriente, che superavano antiche miniere di smeraldo, fortini romani, torri di guardia, costruzioni, pozzi, et alia.

Il tempio principale di Sekket, scoperto nel 1816 da Cailliaud, per conto di Mohammed Ali 

Sikait fu costruita con pietre locali su terrazzamenti artificiali posti sui fianchi dello uadi (...), collegati da scale in pietra. 
Centinaia sono le strutture e in ottimo stato si trovano numerosi edifici (...) 

Da: VIAGGI IN EGITTO 1980-2009. Crociera aerea e fluviale sul Nilo; ai confini con il Sudan, alla ricerca di Berenice Trogloditica e della “carovaniera degli 11 giorni”; nel Sinai 

(E-Book, versione cartacea a colori e in bianco e nero, 277 pp., 259 note, 271 immagini, di cui 242 a colori (230 foto sono dell’A.) 



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SOMMARIO

 PREFAZIONE

PARTE I: IERI, IL VIAGGIO DEL 1980

Cap. 1. INTRODUZIONE ALL'EGITTO

Cap. 2. CONTINUA IL "VIAGGIO" NEL BASSO EGITTO: PIRAMIDI, CERCATORI DI TESORI DEL PASSATO, SCOPERTE ARCHEOLOGICHE DEL PRESENTE

Cap. 3. VIAGGIO NELL'ALTO EGITTO, AI CONFINI CON IL BILAD AS SUDAN, LA "TERRA DEI NERI": ABU SIMBEL, ASSUAN, ELEFANTINA, FILE

Cap. 4. MEDIO EGITTO: NELLA VALLE DEI RE SI RISCOPRONO LE TOMBE "SCOMPARSE" DEI FARAONI

PARTE II: OGGI, IL CAIRO

CAP. 5. UNA PREMESSA DI ANTROPOLOGIA URBANA: GENESI E SVILUPPO DELLE CITTA’ AFRICANE

CAP. 6. PIÙ “CITTA’ PARALLELE” HANNO DATO VITA ALLA CAIRO ATTUALE

CAP. 7. IL CAIRO: IERI E DOMANI…

PARTE III: INTERMEZZO, UNA CROCIERA SUL NILO “VIRTUALE” FIN DE SIÈCLE

L’arrivo ad Alessandria, 1899 (...)

PARTE IV: OGGI, UNA MODERNA CROCIERA SUL NILO

Cap. 8. DA ASSUAN A KOM OMBO

Cap. 9. KOM OMBO, EDFU, LA CHIUSA DI ESNA, LUXOR

(...) Dal diario di viaggio: Luxor, 2007; L’antica Tebe orientale, sulla sponda destra del Nilo: Luxor e Karnak; L’antica Tebe occidentale: le ḥwt nt ḥḥw m rnpwt, “Case di Milioni di Anni” (...) 

PARTE V: OGGI, SUL MAR ROSSO, AL CONFINE MERIDIONALE CON IL SUDAN

Cap. 11. NELLA LAHAMI BAY, SULLA COSTA MERIDIONALE EGIZIANA DEL MAR ROSSO, ALLA RICERCA DELLA MITICA BERENICE; 

Cap. 12. TRA I NOMADI DEL MAR ROSSO EGIZIANO: ETIOPICI BÈJA (ABABDA E BISHARIN), ARABI RASHÀIDA

Cap. 13. LUNGO L’ANTICA VIA GRECO-ROMANA CHE, DALLA MITICA BERENICE TROGLODITICA, PORTAVA AL NILO, ATTRAVERSO LE MONTAGNE DI SMERALDO

PARTE VI: UNA CURIOSITA’ DA SODDISFARE, VIAGGIO A SHARM, 2009

Cap. 14. SHARM EL-SHEIK: NAAMA BAY

BIBLIOGRAFIA

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TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE


mercoledì 29 aprile 2026

374. Rotta a Nord-Ovest: tra Totem e Cercatori d’Oro. DA: VIAGGIO ATTRAVERSO L'INSIDE PASSAGE, NELLA TERRA DEGLI INDIANI DEI TOTEM E DELL’EX AMERICA RUSSA SULLA COSTA DEL PACIFICO DELL’AMERICA DI NORD-OVEST, TRA COLOMBIA BRITANNICA E ALASKA

 

L’immortalità del legno: Cimitero della riserva indiana Kwakiutl, Alert Bay (Cormorant Island, Colombia Britannica). Questo totem funerario, che svetta con la sua figura umana dal caratteristico cappello, racconta la storia di Kamdatsa (Mrs. Tom Patch). Donna di altissimo rango di Village Island, visse oltre un secolo. Commissionò personalmente questo palo prima della sua morte per sfidare il tempo, ma...   (© Franco Pelliccioni)

Volete scoprire l’anima profonda della costa del Pacifico? Questo libro è il passaporto per un mondo dove la storia si fonde con il mito. Vi guiderà tra le "Case Lunghe" dei grandi capi indiani, le tracce dell'America russa e i sentieri selvaggi tra Colombia Britannica e Alaska.

Un viaggio straordinario che attraversa 8 città, incontra 4 nazioni indigene e rivive l'epopea dei cercatori d'oro del Klondike. Tra cimiteri monumentali, società segrete e foreste millenarie, scoprirete un’America dove i totem sorvegliano ancora il cammino dei viandanti.

Un’avventura documentata e mozzafiato: assolutamente da leggere.

 N.B. IL 27.4.2026 [prima della promozione di un post su Linkedin] LE VISUALIZZAZIONI DEL BLOG IN 24 ORE SONO  STATE 12.753! GRAZIE

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Il libro costituisce un viaggio nello spazio e un “doppio” viaggio a ritroso nel tempo. 

Il primo ci conduce all’altro capo del mondo. 

In una terra difficilmente paragonabile con altre realtà geografiche. 

Fortemente connotata da alte montagne boscose e da una miriade di arcipelaghi e isole. 

Profondamente caratterizzata da un clima che molti potrebbero ritenere perfino impossibile: pioggia, vento, nebbia, freddo (...) 

Così la vegetazione è abbondante, straripante, invadente.

Mimetizza cittadine e villaggi, quasi sempre raggiungibili solo via mare e con gli idrovolanti. 

Nelle cui acque non è raro imbattersi nelle spettacolari evoluzioni acrobatiche delle balene (...) 

Acque poste tra isole e terraferma montuosa, che formano lo storico Inside Passage, grazie al quale sono assicurati i collegamenti con gli insediamenti della Colombia Britannica e dell’Alaska.

Per quanto riguarda il duplice itinerario nel passato, il più recente risale a ca. quaranta anni fa. 

Quando en route verso l’Artico canadese, dove avrei effettuato la mia ricerca tra gli Inuit, nei luoghi da me visitati ho potuto scoprire, osservare e ammirare una straordinaria polifonia di “cose notevoli”.

Figura 7. Mappa dell’Inside Passage (Mario1952).

Il libro promette un ulteriore viaggio, che ci porta molto più indietro nel tempo. 

In un caso fino a migliaia di anni fa, anche se l’inizio del nostro excursus storico risale alla fine del XVIII secolo.

 Quando gli occidentali cominciarono a disvelare la singolarità della costa nord-americana del Pacifico settentrionale. 

Terra abitata da Indiani, la cui cultura (...) risulta impregnata da caratteristiche strettamente collegate ad un ambiente insolito (...) 

(...) gli alti alberi di cedro forniscono il legname per costruire le case e realizzare straordinarie canoe, in grado di affrontare lunghe navigazioni oceaniche.

Un posto a parte lo hanno decisamente i “pali” (...) 

Gli alti tronchi hanno infatti ispirato gli “artisti del popolo”, presenti nelle diverse tribù indiane. 

Poiché con innegabile abilità artistica hanno scolpito e dipinto le loro superfici, creando vere e proprie opere d’arte. 

Non solo stupende esteticamente, perché sono in grado di raccontare mille storie. 

Infatti da tempo immemorabile i totem, con le loro variegate figure multicolorate (...), riportano miti e leggende, avvenimenti, imprese, fatti famigliari, clanici, tribali. 

Raccontano di grandi feste comunitarie ben riuscite, commemorano un defunto importante (...) 

Ricordano ed esaltano individui e gruppi. 

Insomma costituiscono anche i Gotha di società stratificate, un tempo composte da schiavi, comuni e nobili.

Grazie ad essi, etnologi e storici, come i medesimi membri della tribù, possono apprendere il loro passato, o rivitalizzarlo. 

Certo, la materia utilizzata, il legno, è facilmente deteriorabile, in qualsiasi clima. 

Figuriamoci qui… 

Così, dopo qualche decennio, artisti di un’altra generazione si mettono nuovamente all’opera, per non dover perdere la memoria storica del gruppo. 

Scolpendo un altro totem. 

Simile a quello che si sta degradando (...) 

Cercando di preservare per la comunità e le future generazioni ciò che ci racconta, “leggendolo” dall’alto in basso.

Se, poi, con la nostra virtuale “macchina del tempo” raggiungiamo la metà del XVIII secolo (...) assisteremo all’arrivo, non dal Sud, ma dall’Asia, di altri uomini, a bordo delle loro navi. 

Giungono dalla Siberia, esattamente come diversi millenni prima avevano fatto i loro antenati. 

Del resto sono trascorsi già migliaia di anni anche dalla migrazione, che portò in America, dopo aver attraversato lo Stretto di Bering, gli ultimi migranti, i progenitori degli odierni Inuit (...) 

Quasi subito gli indiani, che li avevano preceduti, li bloccheranno ai margini delle foreste, costringendoli a nomadizzare nella desertica tundra gelata dell’Artico. 

Mentre i russi, i nuovi venuti del 1741, almeno inizialmente non cercarono terre da colonizzare. 

Volevano solo sfruttare ciò che abbondantemente offriva il paese: gli animali da pelliccia. 

Più tardi si daranno da fare per creare una vera e propria colonia, con capitale e fortificazioni sparse nell’immenso territorio dell’America Russa, l’attuale Alaska. 

Ecco infine tutti i “numeri” che, più di tante parole, offrono una sintesi del libro: 

2 regioni (Colombia Britannica e Alaska); 

8 città (Vancouver, Campbell River, Port McNeill, Prince Rupert, Ketchikan, Wrangell, Sitka, Skagway); 

6 isole (Vancouver, Quadra, Revillagigedo, Cormorant, Wrangell, Baranov); 

4 tribù (Kwakiutl - oggi Kwakwaka’wakw -, Tsimshian, Hàida, Tlingit (...)

6 comunità indiane (Cape Mudge, Alert Bay, Fort Rupert, Saxman, Wrangell, Sitka); 

3 “Case” (la “grande” dei Kwakiutl ad Alert Bay, le “lunghe” di Chief Shakes Island, a Wrangell e di Totem Bight Park, a Ketchikan); 

2 “Società Segrete” Kwakiutl (dei Cannibali e del Lupo); 

3 Musei (Antropologia dell’Università di Vancouver, Prince Rupert, Sitka); 

5 cimiteri (3 indiani: Cape Mudge, Alert Bay, Wrangell; 2 europei: russo, a Sitka; dei cercatori d’oro, a Skagway); 

2 vecchi quartieri a luci rosse (Ketchikan, Skagway); 

(...) 1 duello mortale, stile “Mezzogiorno di fuoco (Skagway). 

E per quanto riguarda i Totem? 

Impossibile “numerarli”. 

Li troviamo dappertutto (...)

Salvo che a Skagway, qui sostituiti dall’avventurosa epopea degli stampeders, i cercatori d’oro, che alla fine del XIX secolo dovranno cercare di superare i vicini e innevati Passi montani, per arrivare nel Klondike, dopo un lungo ed estenuante viaggio.

DA: VIAGGIO ATTRAVERSO L'INSIDE PASSAGE, NELLA TERRA DEGLI INDIANI DEI TOTEM E DELL’EX AMERICA RUSSA SULLA COSTA DEL PACIFICO DELL’AMERICA DI NORD-OVEST, TRA COLOMBIA BRITANNICA E ALASKA

E-Book e versione cartacea di grandi dimensioni a colori e in bianco e nero (16.99 cm x 1.17 x 24.41), 192 pp., 287 note, 191 immagini (118 sono mie



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Sommario

 PRESENTAZIONE: IL LIBRO

 PREMESSA: IL VIAGGIO                                                             

CAP. 1 INTRODUZIONE GEOGRAFICA

CAP. 2 INTRODUZIONE ETNO-ANTROPOLOGICA: GLI INDIANI DEL NORD-OVEST

I Potlatch

I Totem

Le abitazioni: la “grande casa” dei Kwakiutl, la “lunga casa” delle altre tribù

Kwakiutl (oggi Kwakwaka’wakw)

La “Società dei Cannibali”: gli Hāma'tsa

Tsimshian

Hàida

Tlingit

                                             PARTE I: CANADA

CAP. 3 NELLA BRITISH COLUMBIA, AL LARGO DELL’ISOLA DI VANCOUVER, UN’IMMEDIATA E STRAORDINARIA FULL IMMERSION  NELLA TERRA DEI KWAKIUTL, TRA LE ISOLE QUADRA (CAPE MUDGE) E CORMORANO (ALERT BAY)

Dal diario di viaggio.

Alert Bay

Gilbert Popovich, sindaco italiano di Alert Bay

CAP. 4  RITORNO A VANCOUVER. VISITA AI TOTEM DELLO STANLEY PARK E DEL MUSEO DI ANTROPOLOGIA

CAP. 5 PRINCE RUPERT, COLOMBIA BRITANNICA SETTENTRIONALE, TERRA TSIMSHIAN

Dal diario di viaggio

Prince Rupert

                       PARTE II: ALASKA, L’EX AMERICA RUSSA

CAP. 6  I PROMSYSHLENNIKI, CACCIATORI RUSSI DI PELLICCE, FONDANO L'AMERICA RUSSA (1741-1798)

La Compagnia privata Golikov-Shelikhov (1783-1799), la Rossiyskaya-Amerikanskaya Kompaniya, la Compagnia Americana Russa (1799-1867)

Nascita ed  evoluzione di una capitale coloniale: S. Michele-Novo Arkangelsk (futura Sitka), 1799-1808

La “San Pietroburgo del Pacifico”, 1841-1867

1867: fine di un lungo sogno. Sitka prende il posto di Novo Arkangelsk, gli statunitensi dei siberiani

CAP. 7  IL VIAGGIO NELL’INSIDE PASSAGE, ALASKA: KETCHIKAN, WRANGELL

Dal diario di viaggio: sosta preliminare a Ketchikan

Dal diario di viaggio: Wrangell

Wrangell, cittadina sotto tre bandiere: russa (1833-1840), britannica (1840-1867), statunitense (dal 1867)

CAP. 8  RITORNO A KETCHIKAN

Dal diario di viaggio

Cap. 9  SITKA

Dal diario di viaggio

Sitka

CAP. 10 INTERLUDIO

CAP. 11  SKAGWAY

Skagway, base di partenza per la grande corsa all’oro del Klondik

Il visionario

L’eroe.

ll bandito

Il duello

Dopo la scoperta dell’oro a Nome, nell’Alaska continentale, e la costruzione della ferrovia, Skagway perde tutto il suo appeal

Dal diario di viaggio

Skagway

                                             APPENDICE

Nell’Inside Passage, al tempo della spedizione del Duca degli Abruzzi al monte Sant’Elia del 1897, trentesimo anniversario dell’acquisto dell’America Russa.

Balenieri, emigranti europei, Indiani del Nord-Ovest

Alla ricerca dell’oro

Il racconto della spedizione 

I Tlingit 

Wrangell

Sitka

                                            BIBLIOGRAFIA 

CARTE

Alaska

Canada 


 TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE.


martedì 28 aprile 2026

373. UN “VITTORIANO MEDITERRANEO” ALLA SCOPERTA DELLE ANTICHE TESTIMONIANZE STORICHE DELLE SETTENTRIONALI ISOLE ORCADI. DA: REMINISCENZE DI UN VIAGGIO NELL’ARCIPELAGO SCOZZESE DELLE ORCADI

 

. Straordinaria foto di tre megaliti del Cerchio di Brodgar [2500-2000 a.C.]. Sullo sfondo vista del Loch di Harray (© Franco Pelliccioni) [Un viaggio nato dalla pellicola di una Nikon F e dal silenzio del 1982]
Presentazione.
 Mentre oggi le isole Orcadi affrontano le sfide dell'overtourism, vi invito a riscoprirle come apparivano nel 1982: un regno di pietre millenarie e silenzio, rotto solo dal vento e dalle onde. 
Il mio viaggio in solitaria, filtrato dalla sensibilità di un "Vittoriano Mediterraneo", è disponibile in un volume che è insieme diario e documento storico.
....

Uno degli aspetti più straordinariamente insoliti di quella mia lontana visita invernale, alla scoperta della principale delle isole dell’arcipelago [Mainland], è consistito nell’essere sempre stato incredibilmente solo, in ognuno dei miei spostamenti.

In tutte le diverse aree archeologiche e naturalistiche da me visitate, nessuna esclusa, non ho visto l’ombra di un turista, o di un isolano, o… di animali. 

A parte, ovviamente, dei soliti uccelli marini, di qualche pecora e di alcune mucche a mantello rosso, tipiche della Scozia, appartenenti alla razza highlander.

 Il mio viaggio in quella terra così remota, alla scoperta di antiche testimonianze storiche, non può non farmi pensare che anch’io, grazie ad un’improbabile “macchina del tempo”, sia tornato indietro nel passato. 

Ad un’epoca, mi piace pensare, visti i luoghi, che potrebbe forse corrispondere a quella di fine Ottocento.

Tanto da farmi immedesimare in un viaggiatore dell’età vittoriana. 

O, comunque, in un forestiero, intento a effettuare un classico Grand Tour, sia pure organizzato “al contrario”. 

Cioè in un uomo del sud, un mediterraneo quale io sono, che voleva avvicinarsi, conoscere e apprezzare realtà e habitat nordici.

Sfidando “coraggiosamente” le difficoltà insite in un clima certamente inclemente. 

Oppure, pensandola ancora più in grande, indossando i panni di un esploratore che, in una terra ignota, andava alla scoperta di peculiarità naturali e di abbondanti ed evidenti tracce di un remotissimo, a volte perfino “misterioso”, passato.

Risalente, addirittura, a prima dell’edificazione delle Grandi Piramidi Egizie.

La cui comprensione, come la “giustificazione” della loro stessa esistenza e funzione, in passato erano state così controverse, da aver dato adito ad un’infinita sequela di contrastanti dibattiti pseudo-scientifici. 

Sui quali, talvolta, ha saputo “infierire” chi le avrebbe considerate perfino aliene dal nostro mondo.

All’epoca del mio viaggio, oltre quaranta anni fa, quell’arcipelago rappresentava ancora una terra pionieristica.

Dove i visitatori, anche in estate, non dovevano poi essere moltissimi. 

Figuriamoci poi in inverno, nel mese più duro qual è dicembre. Poiché, provenendo dalle più settentrionali isole Shetland, sarei sbarcato dall'aereo proprio sul finire del mese di dicembre del 1982.

 Quando la media della temperatura oscilla tra 2,3 e 6,8 gradi, con pochissime ore di luce, e un sole rarissimo per l’intero mese

D’altronde nel 1982 si era ancora agli albori dei viaggi e del turismo di massa, i tour organizzati erano ancora invero pochi, i biglietti aerei relativamente cari, c’era ancora chi aveva la fobia per i voli aerei, le compagnie low cost erano al di là da venire, così come Internet e la possibilità di autogestirsi i viaggi.  

Così ho potuto visitare lungamente, “in solitaria”, ogni singolo sito archeologico e addentrarmi in aree, dove oggi è totalmente impossibile penetrare. Poiché possono essere osservate solo a distanza…  

Inoltre, anche in base ai miei ricordi, confortati dallo Scrap Book dei miei viaggi, penso che solo in un’occasione: la visita della Tomba a camera di Maeshowe [2800 a.C.], io abbia avuto un regolare biglietto di ingresso.

DA: REMINISCENZE DI UN VIAGGIO NELL’ARCIPELAGO SCOZZESE DELLE ORCADI 

(E.Book, versione cartacea a colori e in bianco e nero, 178 pp, 188 note, 172 immagini, di cui 142 a colori. 72 sono dell'A.)

                           



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Ecco il sommario:

1. PREFAZIONE 
2. INTRODUZIONE
L’arcipelago anche nel 2019 è il miglior luogo dove vivere nel Regno Unito
3. LINGUA
4. FOLKLORE
5. ECONOMIA
6. TRASPORTI E TURISMO
Il turismo, tra benessere economico e sostenibilità ambientale
7. CENNI STORICI
Il popolamento: dall’Età della pietra ai Vichinghi
Norvegesi, Dano-Norvegesi, Scozzesi
8. UN CAPITOLO INVERO SINGOLARE: LA “SCOPERTA” DELLE ORCADI DA PARTE DEGLI ESCHIMESI (INUIT) NEL XVII- XVIII SECOLO…
9. LA CACCIA ALLE STREGHE, XVI-XVIII SECOLO
Le streghe: ieri, un capitolo buio della storia delle Orcadi
Le streghe: oggi si rende giustizia alla memoria di donne e uomini incolpevoli
10. L’ISOLA DI MAINLAND
11.  MAINLAND: KIRKWALL, CAPOLUOGO DELL’ARCIPELAGO
La cattedrale di St Magnus, l’Earl’s Palace, il Bishop’s Palace, il Castello.
La rivalità tra i Doonies del Burgh e gli Uppies del Laverock si estrinseca nel gioco del Ba’
12. MAINLAND: STROMNESS, AVAMPOSTO BRITANNICO DELLE GRANDI E AVVENTUROSE ESPLORAZIONI GEOGRAFICHE E TAPPA PER LE NAVI DELLA POTENTE COMPAGNIA DELLA BAIA DI HUDSON
Gli Orcadiani: pescatori, marinai, mastri d’ascia
La Compagnia della Baia di Hudson (Hudson’s Bay Company)
L’Ufficio di collocamento della Baia
Il ricordo di un funzionario della Baia
La caccia alle balene e la pesca delle aringhe
13. IL VIAGGIO DEL 1982
14. ALLA SCOPERTA DELLE TESTIMONIANZE STORICO-ARCHEOLOGICHE DELLA MAINLAND OCCIDENTALE
Il Broch di Gurness
L’isolotto abbandonato di Eynhallow, patria dei terribili Fin Folk 
L’Earl’s Palace di Birsay
Brough di Birsay
L’insediamento di Skara Brae
Il cambiamento climatico minaccia Skara Brae
Il Cerchio di Brodgar
Le Pietre Erette di Stenness
L’incredibile, graduale “perdita” del fossato, parte integrante della struttura di ogni henge, in un sito vecchio di oltre 5.000 anni, oltre tutto protetto dal 1999 dall’UNESCO
La tomba a camera di Maeshowe
15. IN NAVIGAZIONE TRA LE ISOLE SETTENTRIONALI
Sanday
Stronsay
Eday
Papa Westray (Papay)
Westray
Ritorno a Kirkwall
North Ronaldsay
16. LE ISOLE MERIDIONALI
Lamb Holm e la “Cappella italiana”
Burray
South Ronaldsay
Hoy
Frotte di "sub" si aggirano sul basso fondale marino di Scapa Flow, per osservare e fotografare i relitti di navi inglesi e tedesche
17. NAUFRAGI E AUTOAFFONDAMENTI
Le navi germaniche e britanniche di Scapa Flow
L’affondamento dell’Hampshire di Kitchener
Naufragi
18. CONTRABBANDIERI E PIRATI
Il pirata John Gow
Il contrabbando di birra e liquori

19. BIBLIOGRAFIA

TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE.
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375. C’era un Egitto che oggi non esiste più, quello che nel 1980 percorrevo insieme a Cecilia Gatto Trocchi, puntando verso i confini del Sudan... Dalle rotte dei faraoni alla “carovaniera degli 11 giorni”, un viaggio tra antropologia e memoria

  La Sfinge  (lunga 57 m e alta 20, rappresenta il faraone Ch efren,  che, come un felino, veglia sulla propria tomba) e la  Piramide di Che...