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Figura
16. Il villaggio indiano Hàida di Skidegate,
1878. Queen Charlotte Islands (Hàida Gwaii), Colombia
Britannica, Canada (Library
and Archives Canada)
Un viaggiatore che nel XIX secolo fosse in navigazione nelle acque relativamente tranquille del "Passaggio Interno" (Inside Passage), e che intendesse avvicinarsi alla costa per poi sbarcare, sarebbe stato notevolmente impressionato e fortemente attratto dall'aspetto del paesaggio naturale, del tutto invasivo e sorprendente, che lo circondava in ogni dove. Un complesso, intricato, forse anche "caotico" blend composto da mare, terra, cielo, alte montagne innevate, profondi fiordi, frastagliate isole, foreste sterminate e ghiacciai.
Con ogni
probabilità, come leggiamo nelle relazioni di quei navigatori, ciò che sotto
costa li attendeva era, forse, ancora più affascinante dell’ambiente stesso.
Avrebbe infatti osservato gli insediamenti delle popolazioni autoctone, tutti
localizzati nelle immediate adiacenze delle spiagge, con i frontali delle loro
“lunghe” case e gli alti totem commemorativi, fatti costruire dai capi più
importanti, che spesso erano in grado di “forare” l’onnipresente cortina
nebbiosa, parte integrante di questi luoghi così insoliti per un europeo. Via
via il visitatore avrebbe intravisto le punte degli altissimi alberi di
conifere, seguite dai tetti delle grandi case costruite fin sulla battigia. Poi
avrebbe individuato la diffusa presenza di decine di alti pali, superbamente
scolpiti, posti davanti e ai lati di quelle abitazioni. Infine avrebbe
osservato le lunghe e agili canoe da guerra e da pesca.
Mentre
cominciavo a distinguerne i primi manufatti, mi trovai inaspettatamente a
pensare, anche con un pizzico di invidia, alla "fortuna" di cui
avevano goduto quegli etnologi che vi avevano lavorato alla fine del XIX
secolo, avendo avuto la possibilità di conoscere comunità che a quel tempo
ancora conservavano sostanzialmente "integra" la propria struttura
culturale. Il moderno viaggiatore può solo tentare di immaginare ciò che, a
quei tempi, poteva significare essere introdotto in maniera così stupenda e spettacolare
a queste comunità indiane.
D'altra parte
lo scenario nel quale sono calate, l'habitat e gli specifici aspetti
geo-climatici, da allora non hanno subito modifiche, se non impercettibilmente.
Il paesaggio, l'avvicinamento dal mare, le nebbie che tutto avvolgono e
nascondono, sono variabili indipendenti. È l'aspetto culturale delle comunità,
compreso quello insediativo, che si è ovviamente trasformato. Per quanto
riguarda il villaggio, ove non sia stato abbandonato, in genere ha subito un
lieve spostamento verso l'interno. Molti degli alti totem sono stati lasciati
completamente in balia delle intemperie e dell'erosione degli agenti marini;
molti altri sono stati restaurati e posti all'interno di strutture museali
della regione o nei grandi musei nazionali. Ma ancora oggi i totem continuano
ad essere costruiti, perpetuando le tradizioni che si fondano sull'attaccamento
alla propria identità individuale, familiare, clanica e di gruppo.
Quando i capi davano il via a questi grandiosi festeggiamenti, che si traducevano in vere e proprie orge alimentari, in breve tempo veniva dilapidato un immenso patrimonio per festeggiare un matrimonio, celebrare una vittoria o ristabilire relazioni d'amicizia con gruppi rivali. Cibo e diritti di pesca venivano donati, l'olio di pesce bruciato, le canoe e le coperte distrutte, e le preziose piastre di rame spezzate.
Salmoni,
totem, potlatch, insediamenti marittimi e "monete" di scambio (come i
rami o le coperte “Chilkat”) formano un unico, lunghissimo filo conduttore che
ha saputo guidare questi popoli attraverso il tempo fino ad oggi, conservando
pressoché intatto lo "zoccolo duro" del patrimonio tradizionale. E
questo nonostante l'accanimento storico subito da parte di individui e governi:
le coercizioni canadesi, americane e della Compagnia dell'America Russa, il
traffico illecito di alcol, le migrazioni invasive legate alle corse all'oro e
l'attacco frontale alle istituzioni cardine della loro cultura, come la lunga
proibizione legale del potlatch.
Anche se i
potlatch continuarono a essere celebrati segretamente, l'ordine economico e il
modello sociale di distribuzione della ricchezza ne uscirono distrutti. I capi
persero la loro centralità finanziaria, potendo contare solo sui propri
guadagni, e la popolazione fu costretta a impiegarsi nelle fabbriche
conserviere industriali, abbandonando le tradizionali e secolari catene di
raccolta del cibo.
Fonti e Bibliografia di riferimento
- Boas, Franz – The
Social Organization and the Secret Societies of the Kwakiutl Indians,
1897.
- Archivi dell'U'mista Cultural Centre – Cronache
d'allontanamento e restauro della collezione cerimoniale di Yah-lis (Alert
Bay).
- Registri della Compagnia dell'America Russa – Documenti sulle storiche restrizioni commerciali e culturali nel Nord-Ovest Pacifico.
VIAGGIO ATTRAVERSO L'INSIDE PASSAGE, NELLA TERRA DEGLI INDIANI DEI TOTEM E DELL’EX AMERICA RUSSA SULLA COSTA DEL PACIFICO DELL’AMERICA DI NORD-OVEST, TRA COLOMBIA BRITANNICA E ALASKA
Sommario
PRESENTAZIONE: IL LIBRO
PREMESSA: IL VIAGGIO
CAP. 1 INTRODUZIONE GEOGRAFICA
CAP. 2 INTRODUZIONE ETNO-ANTROPOLOGICA: GLI INDIANI DEL NORD-OVEST
I Potlatch; I Totem; Le abitazioni: la “grande casa” dei Kwakiutl, la “lunga casa” delle altre tribù; Kwakiutl (oggi Kwakwaka’wakw); La “Società dei Cannibali”: gli Hāma'tsa; Tsimshian; Hàida; Tlingit
PARTE I: CANADA
CAP. 3 NELLA BRITISH COLUMBIA, AL LARGO DELL’ISOLA DI VANCOUVER, UN’IMMEDIATA E STRAORDINARIA FULL IMMERSION NELLA TERRA DEI KWAKIUTL, TRA LE ISOLE QUADRA (CAPE MUDGE) E CORMORANO (ALERT BAY)
Dal diario di viaggio; Alert Bay; Gilbert Popovich, sindaco italiano di Alert Bay
CAP. 4 RITORNO A VANCOUVER. VISITA AI TOTEM DELLO STANLEY PARK E DEL MUSEO DI ANTROPOLOGIA
CAP. 5 PRINCE RUPERT, COLOMBIA BRITANNICA SETTENTRIONALE, TERRA TSIMSHIAN
Dal diario di viaggio; Prince Rupert
PARTE II: ALASKA, L’EX AMERICA RUSSA
CAP. 6 I PROMSYSHLENNIKI, CACCIATORI RUSSI DI PELLICCE, FONDANO L'AMERICA RUSSA (1741-1798)
La Compagnia privata Golikov-Shelikhov (1783-1799), la Rossiyskaya-Amerikanskaya Kompaniya, la Compagnia Americana Russa (1799-1867); Nascita ed evoluzione di una capitale coloniale: S. Michele-Novo Arkangelsk (futura Sitka), 1799-1808; La “San Pietroburgo del Pacifico”, 1841-1867; 1867: fine di un lungo sogno. Sitka prende il posto di Novo Arkangelsk, gli statunitensi dei siberiani
CAP. 7 IL VIAGGIO NELL’INSIDE PASSAGE, ALASKA: KETCHIKAN, WRANGELL
Dal diario di viaggio: sosta preliminare a Ketchikan; Dal diario di viaggio: Wrangell; Wrangell, cittadina sotto tre bandiere: russa (1833-1840), britannica (1840-1867), statunitense (dal 1867)
CAP. 8 RITORNO A KETCHIKAN
Dal diario di viaggio
Cap. 9 SITKA
Dal diario di viaggio; Sitka
CAP. 10 INTERLUDIO
CAP. 11 SKAGWAY
Skagway, base di partenza per la grande corsa all’oro del Klondike;
Il visionario; L’eroe.; ll bandito; Il duello
Dopo la scoperta dell’oro a Nome, nell’Alaska continentale, e la costruzione della ferrovia, Skagway perde tutto il suo appeal; Dal diario di viaggio; Skagway
APPENDICE
Nell’Inside Passage, al tempo della spedizione del Duca degli Abruzzi al monte Sant’Elia del 1897, trentesimo anniversario dell’acquisto dell’America Russa.
Balenieri, emigranti europei, Indiani del Nord-Ovest; Alla ricerca dell’oro; Il racconto della spedizione; I Tlingit; Wrangell; Sitka
BIBLIOGRAFIA
CARTE; Alaska; Canada





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