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lunedì 6 aprile 2026

363.UN GRAZIE DI CUORE AI MIEI LETTORI In meno di 24 ore, oltre 2.500 persone da tutto il mondo si sono unite a questo mio viaggio virtuale. È un onore condividere con voi questi ricordi



Figura 17. Guerrieri di Owa Raha, isole Salomone, con lance e clave scutiformi, foto Bernatzik, 1936 [la foto figura nel vol. 1 della  trilogia LE GRANDI AVVENTURE DELL’ANTROPOLOGIA: HUGO A. BERNATZIK (1897-1953): Africa (Maghreb; Egitto e Nord Sudan; Sudan - Dinka, Nuer, Shilluk, Nuba, Bongo, Mittu, Bari, Mondari, Uled Hamid -; Kenya - Masai -; Tanzania - Nyaturu -; Congo - Mangbetu, Yobe, Lunda, Kundu -; Namibia - Herero -; Camerun - Paduko, Tikar, Yetsang -; Ciad - Kanembu -; Isole Bissagos, Guinea portoghese - Bidyogo -); Asia (Mokèn, arcipelago Mergui, Birmania; Phii Thong Luang, Moi, Meo, Miao, ecc., Thailandia); Oceania (Isole Salomone: Owa Raha, Owa Riki; Nuova Guinea)]

UN GRAZIE DI CUORE AI MIEI LETTORI

In meno di 24 ore, oltre 2.500 persone da tutto il mondo si sono unite a questo mio viaggio virtuale. È un onore condividere con voi questi ricordi.

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Restate sintonizzati: presto passeremo a nuove storie di pirati e corsari!

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148

martedì 24 marzo 2026

362. SOMMARIO DEFINITIVO DEL VOL. II (MEDITERRANEO) DEL LIBRO: PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO (ESERGO COMPRESO)

 

Figura 77. Il Palazzo dei Gran Maestri [RODI] fotografato con il teleobiettivo dalla Torre dell'Orologio. È evidente perché sia stato chiamato "castello", essendo una vera e propria roccaforte 
(© Franco Pelliccioni)

"Questi turche stanno di diverse fantasie, o qua o la, quale non sta mai fermo in uno loco", scrive Maso Galeva, schiavo in Tunisi, 20 novembre 1608

1. PREMESSA

1.1 Dall’Atlantico al Mediterraneo

1.2 L'itinerario e il metodo

1.3 Il mare come sistema di vasi comunicanti

1.4 Oltre il conflitto: il crocevia di sguardi

1.5 Lo sguardo dell’antropologo

MEDITERRANEO

2. GLI STATI CORSARI DELLA BARBERIA (MAGHREB): LE REGGENZE OTTOMANE DI ALGERI, TUNISI, TRIPOLI

2.1 Reggenza di Algeri, 1516-1830

2.2 Reggenza di Tunisi, 1534-1881

2.3 Reggenza di Tripoli, 1551-1912

2.4 Omaggio a Salvatore Bono, indiscussa Autorità mondiale nel campo degli studi di storia e politica del Mediterraneo

3. TUNISI, LA GOLETTA, GABÈS, ISOLA DI DJERBA (TUNISIA): CORSARI BARBARESCHI, SCHIAVI BIANCHI E NERI, MERCATI, “BAGNI “[PRIGIONI], PORTI E CANTIERI NAVALI

3.1 Presentazione: Tunisi

3.2 Il Suq el-Berka, l’antico mercato degli schiavi nella Medina

3.3 L’attività corsara: porti, cantieri navali, flotta

3.4 Il riscatto degli schiavi cristiani da parte di religiosi e diplomatici europei, XVII-XIX secolo

3.5 I prezzi della merce umana e facsimile del modulo da compilare per il riscatto

3.6 Il “quartiere franco” di Tunisi: consoli, mercanti europei, funduq, case consolari

3.7 I “bagni”, cioè le prigioni

3.7.1 Lettere dalla Barberia: "questi turche stanno di diverse fantasie, o qua o la, quale non sta mai fermo in uno loco", scrive Maso Galeva, schiavo in Tunisi, 20 novembre 1608

3.8 La guerra di corsa nella Reggenza ha termine. Il cannoneggiamento del 1816 di La Goletta, da parte della squadra inglese di Lord Exmouth, è seguito nel 1821 da una  tempesta, che fa naufragare l’intera flotta corsara

3.9 Presentazione: La Goletta

3.10 Presentazione: Gabès

3.11 Presentazione: Houmt Souk e l’isola di Djerba

3.12 Il forte Borj el-Kebir, ad Houmt Souk

3.12.1 La Battaglia di Djerba, navale e terrestre, 1560

3.12.2 La Borj er-Rouss, la “torre dei teschi”

4. ISOLA DI MONTECRISTO (ITALIA): CORSARI BARBARESCHI E IL TESORO DEL MONASTERO DI SAN MAMILIANO

4.1 Presentazione

4.2 La chiesa di San Mamiliano (Sovana) e la scoperta nel 2004 di un tesoro!

5. ISOLA DI CRETA (GRECIA): PIRATI ARABI, CORSARI BARBARESCHI E TURCHI, MERCATI DEGLI SCHIAVI AD HERÁKLEION E HANIÁ

Figura 59. Modello dello sciabecco del XVII secolo da 50-80 tonnellate. Veloce e leggero, era il natante preferito dai corsari barbareschi, inglesi, francesi e greci, per effettuare rapide incursioni (Museo Marittimo di Hania, Torre Firka di Haniá) [CRETA]           (© Franco Pelliccioni) 

5.1 Presentazione

5.2 Le incursioni dei corsari turchi

5.3 Il Mediterraneo orientale, un autentico “nido di serpenti”

5.4 Creta, i corsari ottomani e gli schiavi

5.5 Il mercato degli schiavi di Herákleion, capoluogo di Creta

5.6 Haniá (già La Canea), Creta occidentale

5.6.1 Il mercato degli schiavi di Haniá

6. ISOLA DI RODI (GRECIA): DAI CORSARI CRISTIANI, DELL’ORDINE DEI CAVALIERI OSPITALIERI DI SAN GIOVANNI (CAVALIERI DI RODI), AI CORSARI TURCHI

6.1 Il Sovrano Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme (Ordine dei Cavalieri di Rodi, quindi di Malta)

6.2 Presentazione: la città di Rodi

6.2.1. Rodi, 1844:

6.2.2. Rodi 1854: dopo i due terremoti del 1841 e 1851, prima di quello del 1856

6.2.3. Dal mio diario di viaggio:

6.3 La conquista dell'isola da parte dei Cavalieri e la città fortificata di Rodi

6.4 Il Collachio e il burgus

6.5 Nella Rodi Cristiana gli schiavi, musulmani e non, appartengono al Gran Maestro, all'Ordine, ai singoli Cavalieri, ai Rodioti. Il mercato pubblico nella Magna et Communis Plateia. Le prigioni nei sotterranei del Palazzo dei Gran Maestri

6.6 Mehmet II, il conquistatore di Costantinopoli, e il primo assedio di Rodi: 23 maggio-17 agosto 1480

6.7 A Rodi fervono i preparativi per la difesa della città, in previsione di un prossimo tentativo ottomano

6.7.1 Attendendo l’attacco ottomano, i Cavalieri nel 1518 catturano e schiavizzano al-Hasan ben Muhammad el-Wazzân al-Fasi, in futuro chiamato Leo Africanus, 1494-1554

6.7.2 A Rodi, e a Roma dal Papa

6.8 Il secondo assedio (26 giugno 1522- 2 gennaio 1523). Il divan, il Consiglio Imperiale, del quale fa parte anche l'ex corsaro Kurtoğlu Muslihiddin Reis, ora comandante della flotta (Kapudan Pasha), decide di attaccare Rodi

6.9 Schiavi nella Rodi Ottomana. La singolare rivolta del 1748: l'ammutinamento dei cristiani a bordo di una galera diretta in Turchia, I° Atto…

6.9.1 L'ammutinamento degli schiavi cristiani

6.10 La moschea e la tomba del corsaro Murat Reis “il vecchio”, detto anche “il Grande” (ca.1534-609) 

7. ISOLE DI MALTA E GOZO. I CORSARI CRISTIANI DELL’ORDINE DEI CAVALIERI OSPITALIERI DI SAN GIOVANNI (CAVALIERI DI MALTA) E IL CORSO MALTESE; CANTIERE NAVALE, FLOTTA; CORSARI TURCHI E BARBARESCHI; SCHIAVI (MERCATO DEGLI SCHIAVI MUSULMANI, CRISTIANI ED EBREI, PRIGIONI, RIVOLTE; UN TESTIMONE TURCO "PARTICOLARE"; UN AMBASCIATORE DEL SULTANO DEL MAROCCO DAL GRAN MAESTRO)

7.1 Presentazione: le tre città gemelle (It-Tlett Ibliet) di Birgu-Vittoriosa-; Senglea-Invicta-L-Isla-; Bormla-Cospicua

7.2 Presentazione: La Valletta, isola di Malta

7.3 Presentazione: Mdina, l'antica capitale, isola di Malta

7.4 Presentazione: Victoria (Rabat), isola di Gozo

7.5 Il falcone maltese e i primi decenni dei Cavalieri Ospitalieri a Malta, tra costruzione di forti e attività corsara

Figura 118. In Guardia [ricostruzione storica del XVI secolo, St John's Cavalier], Birgu [MALTA]: Al centro il Gran Balì (o Balivo), piliero (capo) della Lingua di Germania, nonché Tesoriere e responsabile militare dei forti dell'Ordine. A sinistra il cappellano, in azzurro il cassiere. A destra un altro Cavaliere (© Franco Pelliccioni)


7.6 Il Grande Assedio turco del 1565 (L-Assedju l-Kbir): 18 maggio-8 settembre. Marina ottomana, corsari barbareschi, pirati turchi e rinnegati. Un protagonista assoluto: il corsaro Tourghout Reis, alias Dragut

7.6.1 Una straordinaria carta "parlante": "Vltimo disegno delli forti di Malta uenuto nouamente", di Antonio Lafreri, del 1566

7.6.2 I principali protagonisti

7.6.3 Le forze in campo

7.6.4 La posizione strategica dei tre forti

7.6.5 L'arrivo della flotta turca da Costantinopoli e quella dei corsari barbareschi di Dragut da Tripoli

7.6.6 La morte di Dragut. La tragica caduta di Sant'Elmo

7.6.7 Il Grande Soccorso, 7 settembre. La ritirata turca, 8 settembre

7.7 Cantiere navale e flotta dell'Ordine

7.8 La Guerra di Corsa dell'Ordine

7.9 Il "corso" di privati e Cavalieri

7.10 Schiavi “di mare” e “di terra”, pubblici e privati

7.10.1 Il mercato degli schiavi a La Valletta

7.10.2 Le Prigioni degli Schiavi: Vittoriosa - Birgu-; la “Gran Prigione” di La Valletta; Forte San Michele (Senglea). Luoghi di preghiera per musulmani ed ebrei. Cimitero

7.10.3 La "Gran Prigione" di La Valletta

7.10.4 Le rivolte degli schiavi (1531, 1596)

7.10.4.1 Quando un “cavallo di Troia” entra con tutti gli onori nell'isola-fortezza, e un dignitario turco si trasforma in un insospettabile cospiratore: l'incredibile ribellione del 1749, originata nella Rodi ottomana

7.10.4.2 La ricostruzione dell'intera vicenda

7.10. 4.3 Le terribili conseguenze

7.10.5 La testimonianza in prosa e poesia di uno schiavo turco "particolare": il qadi Macuncuzade, 1597-1598

7.10.6 Un ambasciatore del Marocco dal Gran Maestro, per riscattare gli schiavi barbareschi, 1782

8. KONSTANTINIYYE- COSTANTINOPOLI -, ISTANBUL  (TURCHIA), L’ORIGINE DEI CORSARI TURCHI E BARBARESCHI, SCHIAVI BIANCHI E NERI, HAREM, PRIGIONI, PORTI E CANTIERI NAVALI, IL QUARTIERE EUROPEO DI PERA

8.1. Presentazione: XVI-XIX secolo

XVI secolo

1675-1676

1717

1833

1874

1890-1892

8.1.1 “Ubi maior”...

8.2 Assedio e Conquista di Costantinopoli da parte di Mehmet II: 6 aprile-9 maggio 1453

I protagonisti

Antefatto

Le forze in campo

L’assedio

L’assalto finale

8.3 Cantieri navali, navi, guerra di corsa turca e barbaresca nel Mediterraneo

8.3.1. Premessa

8.3.2 Cantiere navale

8.3.2.1 Descrizione del Cantiere Navale, fine del XVII secolo

8.3.3 La flotta della Marina Imperiale (Donanma-yı Hümâyûn)

8.4 La guerra di corsa

8.4.1 Yıllık Sefer: la partenza delle navi per la campagna annuale, e il loro rientro

8.5 Gli schiavi nell’impero Ottomano: bianchi, neri, adulti, bambini

Figura 224. “Mercato degli schiavi di Costantinopoli fondato verso il 1460 dal Sultano Mehmet II",

incisione del 1684 (New York Public Library's, Digital Library)

Premessa

8.5.1 Il mercato pubblico degli schiavi: dai Bedesten del futuro Grande Bazar, all’Aurut Pazari

8.5.2 Gli schiavi bambini

8.5.3 Il mercato degli schiavi: le testimonianze (XVI-XIX secolo)

8.5.4 Le prigioni: Tersane-i Amire e la “Fortezza delle Sette Torri” (Yedikule)

8.6 I tre Harem Imperiali: l’Eski Saray (il “Vecchio Palazzo”) 1455/58-1541; il Topkapi Saray (il “Nuovo Palazzo”) 1541-1856; Dolmabahçe, 1856-1924

8.7 Roxelana, la schiava ucraina diventata moglie di Solimano il Magnifico e tra le più potenti Valide Sultan dell’Impero

8.7.1 Il Sultanato delle Donne (Kadınlar Saltanatı): 1534-1715

8.8 Pera: il quartiere europeo di Costantinopoli. Centro di incontro multietnico e multiculturale ai “confini del mondo”, e laboratorio diplomatico internazionale d’avant-garde. Tra i suoi compiti il riscatto degli schiavi cristiani

8.8.1 Casa Bailaggia, l’Ambasciata veneziana a Costantinopoli

8.8.2 I mediatori linguistico-culturali della Scuola veneziana di Lingue Orientali di Pera, 1551-1779. Gli altri “giovani di lingua” presenti a Pera: i Jeunes de Langue francesi (dal 1669) e i Sprachknaben austriaci (dal 1700)

9. BIBLIOGRAFIA

...

PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO. IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI, AVVENIMENTI, “COSE NOTEVOLI” E PERSONAGGI, CHE HANNO CARATTERIZZATO UNO DEI LATI OSCURI DELL’UMANITA’

PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO: IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI E AVVENIMENTI. PARTE I: ATLANTICO DEL NORD : PELLICCIONI, FRANCO: Amazon.it: Libri

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sabato 21 marzo 2026

361. IN ANTEPRIMA LA COPERTINA DELL’E-BOOK E LA PRESENTAZIONE DEL VOL. II (MEDITERRANEO) DEL MIO PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI…, ATTUALMENTE IN FASE DI REVISIONE FINALE

 

Battaglia navale tra un vascello francese e due galere barbaresche, 1858, di Théodore Gudin, 1802-1880
(Musée National de la Marine, Tolone)

Il Vol. II di Pirati, Corsari e Contrabbandieri: Tra Atlantico del Nord e Mediterraneo (XV-XX Secolo), dedicato al Mediterraneo, è attualmente in fase di revisione finale.

Il volume, frutto di due anni di ricerca, si sviluppa su 221 pagine (Word 2024) e offre un'analisi approfondita della guerra di corsa nel Mare Nostrum

L'opera si distingue per un imponente apparato iconografico (247 foto, di cui 205 a colori e 102 scattate dall'autore) e didascalico, fondamentale per la documentazione visiva di luoghi e reperti della guerra di corsa e della pirateria nel Mare Nostrum.

Il testo è sorretto da una rigorosa base documentale: 166 voci bibliografiche e 447 note di approfondimento, traduzione, etimologia, aggiornamento, integrazione, "curiosità" e bibliografia supplementare. 

Fedele all'impostazione del Volume I (Atlantico), ogni luogo - isola, arcipelago, città o stato - è presentato attraverso un inquadramento storico, integrato dai miei diari di viaggio.

La metodologia sovranazionale si avvale di una vasta letteratura (storico-geografica, socio-antropologica, marittima) in spagnolo, francese, tedesco e inglese e, tramite traduzione ragionata, in turco, arabo e greco. 

Il lavoro unisce opere della mia biblioteca ed edizioni originali digitalizzate, integrando la letteratura odeporica (di viaggio) con i più recenti saggi scientifici italiani e stranieri, per una panoramica completa del fenomeno. 

Per offrire una prospettiva unica e definitiva su un Mediterraneo, specchio di un lato oscuro dell'umanità.

Con questo approfondito studio, l'opera si propone come punto di riferimento essenziale per appassionati e studiosi di storia marittima.

Seguirà un altro post con il sommario.

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PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO. IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI, AVVENIMENTI, “COSE NOTEVOLI” E PERSONAGGI, CHE HANNO CARATTERIZZATO UNO DEI LATI OSCURI DELL’UMANITA’

PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO: IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI E AVVENIMENTI. PARTE I: ATLANTICO DEL NORD : PELLICCIONI, FRANCO: Amazon.it: Libri

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martedì 17 marzo 2026

360. 2.1 Reggenza di Algeri, 1516-1830; 2.4 Omaggio a Salvatore Bono, indiscussa Autorità mondiale nel campo degli studi di storia e politica del Mediterraneo. DAL CAP. 2. GLI STATI CORSARI DELLA BARBERIA (MAGHREB): LE REGGENZE OTTOMANE DI ALGERI, TUNISI, TRIPOLI

 

Figura 2.  Stati barbareschi, 2011 (U.S. Government / Central Intelligence Agency)

La costa barbaresca tra il XVI e il XIX secolo comprende le regioni costiere africane dal Maghreb alla Libia, e le reggenze ottomane di Algeri, Tunisi e Tripoli

Oltre al Sultanato del Marocco.

2.1 Reggenza di Algeri, 1516-1830

Tra il 1516 e il 1830, la Reggenza di Algeri costituisce una provincia ottomana semi-indipendente. 

Fondata dai fratelli corsari Aruj e Khayr al-Din (i celebri fratelli Barbarossa), la Reggenza si impone sulle ceneri del regno di Tlemcen

Trasformandosi rapidamente in una formidabile base per la guerra di corsa

Da qui, i corsari intraprendono lo jihād (la “guerra santa”) marittimo contro le rotte e i territori degli infedeli cristiani. Alimentando una fiorente economia, basata sulla cattura di schiavi e bottini.

 L’autorità della Reggenza - parte dei cosiddetti Garp Ocakları (le "Province o Milizie d'Occidente") - poggia sulla forza militare dell’Ocak di Algeri, il corpo d'élite dei Giannizzeri, che garantisce la stabilità del governo e la difesa dai nemici esterni.

Nel 1625, Algeri dispone della più imponente flotta corsara del Mediterraneo: cento navi armate da un contingente di 8.000-10.000 uomini. La portata di tale attività è testimoniata dai numeri: nel 1650, i prigionieri cristiani detenuti nei bagni [Prigioni] di Algeri sono già 30.000.

2.4 Omaggio a Salvatore Bono, indiscussa Autorità mondiale nel campo degli studi di storia e politica del Mediterraneo

Infine, un più che doveroso omaggio a Salvatore Bono. Professore emerito dell’Università di Perugia, fondatore ed ora presidente onorario della Société internationale des Historiens de la Méditerranée

Un’indiscussa Autorità mondiale nel campo degli studi di storia e politica del Mediterraneo nell’età moderna e contemporanea, autore di un infinito numero di libri e saggi sui Corsari Barbareschi e sulla schiavitù. 

Da ex africanista ricordo come, all’epoca del mio coinvolgimento nell’Istituto Italo-Africano di Roma e nell’Associazione degli Africanisti Italiani, mi abbia onorato della sua amicizia. 

Accettando anche di far parte, nel 1982, del Comitato Scientifico della Giornata di Studi sul Terzo Mondo, da me organizzata e coordinata al Palazzo dei Congressi (Roma-Eur). 

In bibliografia, una sezione interamente dedicata ai suoi scritti. 

Dal seccondo capitolo del vol.2 (MEDITERRANEO), IN CORSO DI REVISIONE, del libro: 

PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO. IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI, AVVENIMENTI, “COSE NOTEVOLI” E PERSONAGGI, CHE HANNO CARATTERIZZATO UNO DEI LATI OSCURI DELL’UMANITA’

                                                 .......

PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO: IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI E AVVENIMENTI. PARTE I: ATLANTICO DEL NORD : PELLICCIONI, FRANCO: Amazon.it: Libri

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domenica 15 marzo 2026

359. Pera: il quartiere europeo di Costantinopoli. Centro di incontro multietnico e multiculturale ai “confini del mondo”, e laboratorio diplomatico internazionale d’avant-garde. Tra i suoi compiti il riscatto degli schiavi cristiani. Dal cap. 8: KONSTANTINIYYE- COSTANTINOPOLI -, ISTANBUL (TURCHIA), L’ORIGINE DEI CORSARI TURCHI E BARBARESCHI, SCHIAVI BIANCHI E NERI, HAREM, PRIGIONI, PORTI E CANTIERI NAVALI, IL QUARTIERE EUROPEO DI PERA

 

Figura 243. Cena a Palazzo in onore di un Ambasciatore, prima metà del XVIII secolo, di Jean Baptiste Vanmour (1671- 1737), Pera Museum, Istanbul 

8.8 Pera: il quartiere europeo di Costantinopoli. Centro di incontro multietnico e multiculturale ai “confini del mondo”, e laboratorio diplomatico internazionale d’avant-garde. Tra i suoi compiti il riscatto degli schiavi cristiani

   Anche Pera, considerata la piccola Genova d’Oriente, ha i suoi schiavi. 

Sembra che, dopo la conquista di Costantinopoli, li abbia perfino venduti agli stessi ottomani.

   Su 39 rogiti, compilati dai 15 notai presenti tra il 1408 e il 1490 a Pera, sei riguardano schiavi, cinque il loro riscatto (...).

    È opinione diffusa che ai genovesi poco importasse chi governasse a Costantinopoli, se potevano commerciare come sempre.

(...) Fin dall’epoca bizantina Venezia ha rapporti diplomatici, seppure non permanenti, con Costantinopoli. 
Dopo la conquista ottomana del 1453, dovrà più volte spostare la sede. Fino alla definitiva collocazione sulle alture sopra Galata, a Pera. (...)

   Trasferimento che consentirà di creare complessi più ampi, che daranno gradatamente forma ad un vero e proprio quartiere diplomatico e commerciale. 

Quando, alla rappresentanza della Repubblica di Venezia, si aggiungeranno quelle delle altre potenze europee: Francia (1535), Austria (1547), Inghilterra (1583), Olanda (1612), Russia (1700) Polonia (1699), Svezia (1737), Prussia (1761).

   Da sottolineare come le ambasciate permanenti presso la Sublime Porta sono i primi esempi, in assoluto, di diplomazia residenziale moderna (...)
Anche se a sollecitarla sono stati gli stessi ottomani, che preferiscono una presenza diplomatica continua dall’altra parte del Corno d’Oro, alle saltuarie visite di emissari europei. 
Così, a partire dal XVI secolo, a tutti gli effetti Pera-Costantinopoli diviene una capitale diplomatica. 
Dove gestire il delicatissimo compito del riscatto e del rimpatrio, nei paesi d’origine, degli schiavi cristiani, oltre agli accordi commerciali e alle relazioni con i turchi nei periodi di frequenti conflittualità (...). 

Il servizio presso la Sublime Porta sarà presto considerato il più prestigioso, ma anche il più rischioso d'Europa, non esistendo tra gli ottomani il concetto di immunità diplomatica

L'ambasciatore è considerato quasi come una sorta di “ostaggio”, sia pure altamente “rispettato” che, in caso di guerra del suo paese con i turchi, al massimo può essere incarcerato per qualche anno nella fortezza di Yedikule... 

Mentre saranno i dragomanni, i preziosi interpreti-traduttori, a rischiare la vita in ogni momento (...).

Nonostante l’ambiente diplomatico possa saltuariamente dimostrarsi estremamente pericoloso, Pera è uno straordinario crocevia cosmopolita. 

Zona di contatto e di incontri tra Occidente e Oriente. 

Incontri che hanno plasmato, non solo la percezione europea del Levante, ma anche lo sguardo della società ottomana verso il Ponente. 

A tali scambi si sono intrecciate le relazioni tra le nazioni europee coesistenti nella medesima enclave internazionale: una convivenza fianco a fianco. alimentata da un'intensa vita sociale e intercomunitaria, in un milieu esotico e vibrante, quasi sospeso ai confini del mondo.

   E dove, se non qui, gli ambasciatori (...) possono imbattersi in personaggi altrove poco raccomandabili, come i rinnegati europei, ex corsari, o in servizio permanente effettivo... 

Come accadrà nel 1573 al bailo [ambasciatore] veneziano Marcantonio Barbaro. 

Quando tratterà con il Kapudan Pasha Uluç Ali, ex corsaro d’origine calabrese, che si esprimerà amichevolmente con lui in turco, oltre che in italiano... (...)

Dall'ultimo capitolo del vol.2 (MEDITERRANEO), IN CORSO DI REVISIONE, del libro: 

PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO. IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI, AVVENIMENTI, “COSE NOTEVOLI” E PERSONAGGI, CHE HANNO CARATTERIZZATO UNO DEI LATI OSCURI DELL’UMANITA’

                                                      .......

PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO: IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI E AVVENIMENTI. PARTE I: ATLANTICO DEL NORD : PELLICCIONI, FRANCO: Amazon.it: Libri

VERSIONE CARTACEA A COLORI: - 226 pp., 251 immagini, di cui 213 a colori "PREMIUM" (115 sono dell'A.), bibliografia, 333 note di approfondimento. Volume di grande forma
to:16.99 x 1.37 x 24.41 cm - (Sono disponibili online anche l'e-book e la versione in bianco e nero)






mercoledì 11 marzo 2026

358. 1040 LETTORI DEL BLOG DA 20 PAESI DEL MONDO IN 24 ORE! GRAZIE, THANK YOU, GRACIAS, MERCI, DANKE, كرا , धन्यवाद, ধন্যবাদ, TACK, XIÈXIÈ, TERIMA KASIH, OBRIGADO, ΣΑΣ ΕΥΧΑΡΙΣΤΏ , 감사합니다

"Incredibile! Nelle ultime 24 ore siamo stati in 1040, provenienti da 20 angoli diversi del mondo.  Che siate collegati da casa o tramite una VPN, la vostra curiosità ha abbattuto ogni confine. Grazie di cuore per aver scelto di leggere le mie parole.
 

Singapore

341

Stati Uniti

335

Brasile

72

Italia

36

Vietnam

34

Irlanda

27

Emirati Arabi Uniti

24

Grecia

24

Messico

24

Bangladesh

12

Cile

12

Algeria

12

Francia

12

Regno Unito

12

Guadalupa

12

Kuwait

12

Argentina

11

Corea del Sud

10

Svezia

9

Venezuela

4

 

363.UN GRAZIE DI CUORE AI MIEI LETTORI In meno di 24 ore, oltre 2.500 persone da tutto il mondo si sono unite a questo mio viaggio virtuale. È un onore condividere con voi questi ricordi

Figura 17. Guerrieri di Owa Raha, isole Salomone, con lance e clave scutiformi, foto Bernatzik, 1936 [la foto figura nel vol. 1 della  trilo...