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mercoledì 5 agosto 2026

418. ALLA SCOPERTA DEL MONDO. L'epopea delle grandi scoperte tra archeologia, esplorazione e scienze umane. Vol. 1: EUROPA – ASIA

 

Figura 38. Benares, India [Dicembre 1847, Ida Pfeiffer]


Il presente volume apre ufficialmente una monumentale saga scientifico-divulgativa dedicata a figure storiche di immenso spessore: Archeologi, Esploratori, Grandi Viaggiatori, Geologi, Naturalisti e Paletnologi.
Nota dell'Autore sulla genesi dell'opera: da Trilogia a Tetralogia
Desidero condividere con i lettori una nota di chiarimento metodologico e filologico. Nella presentazione originale stampata all'interno del testo si fa riferimento a una "trilogia" delle esplorazioni, poiché nei piani iniziali di scrittura l'esame del continente americano doveva essere accorpato a quello delle regioni polari.
Tuttavia, la ricerca d'archivio riserva sempre grandi sorprese. Approfondendo la figura del leggendario Colonnello Percy Fawcett, scomparso misteriosamente nel Mato Grosso, mi sono imbattuto in un'immensa e straordinaria mole documentaria riguardante le successive spedizioni di soccorso e ricerca, sia individuali che collettive. Questo incredibile "giacimento" storico-antropologico ha preteso uno spazio autonomo, conducendomi a dedicare un intero libro specifico all'Artico e all'Antartico, separandolo nettamente dal resto delle Americhe. Una trilogia si è così felicemente trasformata in una tetralogia, ampliando il respiro complessivo dell'opera e offrendo uno studio ancora più dettagliato e rigoroso.
L'evoluzione del mondo: l'apparato cartografico in ordine di pubblicazione
Il respiro dell'opera si rivela fin dalla scelta delle vesti grafiche. Quattro storici e rari planisferi d'archivio mostrano il progressivo evolversi delle conoscenze geografiche e il graduale arretramento dell'ignoto.. Di seguito, le mappe vengono presentate seguendo l'effettivo ordine di pubblicazione e di gestazione editoriale dei singoli volumi:
  • 🌏 Volume I • Europa-Asia: Si fregia del celebre planisfero del cartografo fiammingo Abraham Ortelius (1570), tratto dal monumentale Theatrum Orbis Terrarum, prima vera testimonianza della cartografia moderna.

Figura 1. La mappa del Mondo di Abraham Ortelius (1527-1598) del 1570

  • 🌍 Volume II • Africa: Presenta la raffinata mappa Nova totius Terrarum Orbis geographica ac hydrographica tabula realizzata da Henricus Hondius il Giovane (1630) ad Amsterdam.
  • ❄️ Volume III • Artico-Antartico: Esibisce le precise misurazioni scientifiche dell'Atlante Storico, Geografico, Genealogico e Cronologico pubblicato nel 1804 da Emmanuel-Augustin-Dieudonné-Joseph, Conte di Las Cases. Questo volume, meno complesso da strutturare, ha preceduto in stampa il capitolo successivo.
  • 🌎 Volume IV • America: Si chiude con la spettacolare e dettagliata Nova totius terrarum orbis tabula stampata ad Amsterdam presso Nieuwe Haerlemmer Sluys (1682), la cui elaborazione d'archivio ha richiesto all'autore tempi di ricerca enormemente più corposi.
Struttura del I Volume • I 22 protagonisti di Europa e Asia
Organizzata secondo un rigoroso ordine cronologico e geografico, la sfilata dei personaggi si divide tra le radici preistoriche del vecchio continente e l'immensa frontiera asiatica.
SEZIONE I • EUROPA
  • 1. Luigi Pigorini (1842-1925): Il "padre" indiscutibile dell'etnologia italiana, grande studioso di scienze antropologiche e fondatore del prestigioso Museo Nazionale di Preistoria ed Etnografia di Roma.
  • 2. Sir Arthur Evans (1851-1941): Alla scoperta del mitico labirinto. L'archeologo inglese a cui si devono le principali e rivoluzionarie scoperte archeologiche della civiltà minoica a Creta.
  • 3. Vere Gordon Childe (1892-1957): Il padre dell’archeologia preistorica contemporanea, mente teorica brillante e uno dei massimi studiosi delle scienze umane e del mutamento culturale dell’età contemporanea.
SEZIONE II • ASIA
  • 4. Fra Giovanni da Pian del Carpine (1182-1252): Un francescano "ai confini del mondo". Esploratore, legato pontificio e coraggioso missionario che si spinse fino all'interno dell'Impero in Mongolia.
  • 5. Ibn Battuta (1304-1368): Il grande viaggiatore medievale di terra e di mare. Abu Abdullah Muhammad Ibn Battuta, a buon diritto considerato il "Marco Polo" del mondo berbero e islamico.
  • 6. Ludovico de Varthema (1470-1517): Le avventure di un bolognese alla scoperta dell'«Arabia felice». All’inizio del XVI secolo si compiva il suo viaggio leggendario in Oriente, penetrando nei luoghi sacri dell'Islam.
  • 7. Semion Ivanovich Dezhnev (1605-1673): La scoperta della Beringia ottant'anni prima dello stesso Bering. Il cosacco che nel Seicento navigò e raggiunse la punta estrema dell'Asia e i territori della futura Alaska.
  • 8. Ida Pfeiffer (1797-1858): Gli avventurosi e pionieristici viaggi attorno al mondo compiuti in solitaria dalla coraggiosa signora viennese.
  • 9. Sir Austen Henry Layard (1817-1894): "Assurbanipal abitava proprio lì". Il profilo del gentleman e archeologo dilettante che scoprì le straordinarie e leggendarie rovine assire di Ninive.
  • 10. Isabella Lucy Bird (1831-1904): La curiosità senza confini di una viaggiatrice "vittoriana" d'eccezione, la cui salute estremamente cagionevole non impedì di esplorare Paesi e deserti ancora del tutto ignoti all'Occidente.
  • 11. Ferdinand von Richthofen (1833-1905): Maestro di Sven Hedin e zio del leggendario "Barone Rosso" dell'aviazione. A questo grande geografo e geologo si deve la coniazione dello storico termine universale Seidenstraße, la “Via della Seta”, i 7.000 km di vie carovaniere che unirono l'Oceano Pacifico al Mediterraneo.

Figura 57. Carovana sulla Via della Seta. Particolare della carta catalana dell’ebreo maiorchino Abramo Cresques del 1375-77, disegnata per conto del padre del Principe portoghese Enrico il Navigatore (Biblioteca Nazionale di Parigi) 

  • 12. Charles Montagu Doughty (1843-1926): Pioniere "cristiano” dell'esplorazione nei deserti dell'Arabia e fondamentale "musa ispiratrice" letteraria e strategica di Thomas Edward Lawrence (Lawrence d’Arabia).
  • 13. Annie Royle Taylor (1855-1922): Una piccola europea sul Tetto del Mondo. Missionaria ed esploratrice inglese, passata alla storia come la prima donna occidentale a tentare l'ingresso e a visitare il Tibet.
  • 14. Sir Aurel Stein (1862-1943): I celebri ed epici raids archeologici lungo i perduti e sabbiosi tracciati della Via della Seta di un vero colosso dell’archeologia e dell’esplorazione asiatica.
  • 15. Francis Younghusband (1863-1942): L'avventura di un ufficiale inglese in Tibet, ricordato per essere stato tra i primissimi occidentali a varcare le soglie della mitica e proibita città di Lhasa.
  • 16. Sven Hedin (1865-1952): Uno svedese sul "Tetto del Mondo". Geografo e cartografo, unanimemente riconosciuto come uno dei maggiori e più sistematici esploratori di tutti i tempi.
  • 17. Gertrude Bell (1868-1926): Nel complicato scacchiere politico dell'ex Impero Ottomano la "regina" era questa temeraria archeologa ed esploratrice inglese, che ebbe un ruolo diplomatico di primissimo spicco nella storia mediorientale del primo Novecento.
  • 18. Alexandra David-Néel (1868-1969): Esploratrice, scrittrice, spiritualista, buddista, anarchica, libera pensatrice e, soprattutto, “vagabonda nell’anima”, celebre per il suo viaggio a piedi fino a Lhasa.
  • 19. Giotto Dainelli (1878-1968): Dalle imponenti cime del Karakoram alle selvagge sponde del Lago Tana in Africa. La lunga serie di esplorazioni geografiche e geologiche dello scienziato e scrittore italiano.
  • 20. Sir Leonard Woolley (1880-1960): Il monumentale lavoro dell'archeologo inglese tra le rovine della biblica Ur dei Caldei in Mesopotamia.
  • 21. Freya Stark (1893-1993): L'ansia di viaggiare spinse questa “nomade appassionata” — un perfetto blend intellettuale tra Indiana Jones e Mata Hari — verso l'ignoto geografico e il confronto profondo con l'altro culturale.
  • 22. Ella Maillart (1903-2003): Avventurosa, eclettica e straordinaria esploratrice, fotografa e scrittrice di viaggi svizzera che attraversò l'Asia centrale in condizioni estreme.
  • Bibliografia

ALLA SCOPERTA DEL MONDO. Archeologi, Esploratori, Grandi Viaggiatori, Geologi, Naturalisti, Paletnologi. 

Vol. 1: EUROPA – ASIA

E-Book, versione cartacea in bianco e nero di grandi dimensioni (16,99 x 1,17 x 24,41), 205 pp., 58 note, 143 immagini (6 sono dell'A.)



E.Book: https://www.amazon.it/dp/B07MGDKQKD


Versione cartacea:  https://www.amazon.it/dp/1794173943




lunedì 3 agosto 2026

417. Conquistadores, esploratori, naturalisti, archeologi, etnologi alla scoperta dell’Ovest


 Figura 23. George Catlin, Stu-mick-o-súcks, Buffalo Bull's Back Fat, Capo tribù, Blood Tribe, 1832 (Smithsonian American Art Museum) [Questo magnifico ritratto fu dipinto a Fort Union "a partire dalla realtà libera e vivida della vita", piuttosto che dalle "deformità e distorsioni emaciate dovute alla malattia e alla morte" che George Catlin aveva notato tra gli indiani di frontiera. Buffalo Bull's Back Fat (che prendeva il nome da un taglio pregiato di bisonte) era un capo dei Piedi Neri, una tribù delle pianure più settentrionali il cui territorio si estendeva a cavallo dell'attuale confine tra Stati Uniti e Canada]


Il presente volume arricchisce e integra le rotte geografiche ed ecologiche tratteggiate in Nel West grazie a una rigorosa galleria scientifica di 15 personaggi che, nel corso dei secoli, andarono alla sua scoperta. Alcuni di essi sono celebri e noti al grande pubblico, altri forse meno; tutti, tuttavia, hanno saputo offrire un enorme e insostituibile contributo alla conoscenza di quei territori straordinariamente affascinanti e dei loro abitanti, disvelando gradatamente un ignoto, sia ambientale che etnico-culturale, che oggi si mostra a noi in tutta la sua complessa grandiosità.

Le terre e i popoli del West, dopo aver attratto in un primo tempo soltanto figure spinte da mera cupidigia e bramosia di ricchezza materiale, hanno successivamente richiamato l'attenzione di studiosi e scienziati che intendevano acquisire una migliore comprensione biologica, geografico-esplorativa, naturalistico, etno-antropologica e archeologica dell'ecosistema americano.
Un ciclo plurisecolare: da Coronado a Rosebud Yellow Robe
Questa virtuale “sfilata” dello spirito e della ricerca è stata organizzata secondo un rigoroso ordine cronologico, l'asse più lineare e fecondo da seguire. Il percorso si apre a metà del XVI secolo con Francisco Vásquez de Coronado, un celebre, testardo e altrettanto truce conquistador spagnolo, e si chiude sul finire del XX secolo con Rosebud Yellow Robe, una Lakota Sioux pronipote di Toro Seduto. Un ciclo plurisecolare che mette in luce i più classici corsi e ricorsi storici della Frontiera. 
I quindici protagonisti di questa galleria si muovono sullo sfondo di praterie sconfinate e di gigantesche catene montuose apparentemente insormontabili, operando quasi sempre in solitudine (nel caso degli scienziati) o all'interno di missioni multidisciplinari e grandi spedizioni militari. Uomini e donne che, mettendo a repentaglio la propria stessa esistenza, hanno avuto come obiettivo principe l'acquisizione di una corretta informazione transculturale su tutto ciò che si muoveva attorno a loro.
Al secondo raggruppamento di questa virtuale sfilata appartengono studiosi che possiedono un regolare e solido background accademico, o che comunque non possono essere considerati dei semplici etnografi. Si tratta di scienziati che hanno effettuato prolungate ricerche sul campo utilizzando la tecnica classica dell’osservazione partecipante, spingendosi in un caso specifico addirittura oltre la linea di confine disciplinare. È il caso emblematico di Frank Hamilton Cushing, uno dei più singolari e d’avanguardia esponenti della storia dell'antropologia, il quale “andò nativo”, cercando quanto più possibile di assimilarsi ai membri della cultura che stava studiando.
Indice analitico • I 15 protagonisti della ricerca
1. Francisco Vásquez de Coronado (1510-1554)
  • La febbre dell'oro e l'archeologia: Il conquistador spagnolo che, alla guida della celebre spedizione militare del 1540-1542, si inoltrò nell'interno alla ricerca dell'oro e delle favolose Sette Città di Cibola. Il fallimento del suo obiettivo primario si tradurrà, storicamente, nella scoperta dello straordinario "giacimento" archeologico, ecologico e culturale del Sud-Ovest degli Stati Uniti.
2. Meriwether Lewis (1774-1809) e William Clark (1770-1838)
  • L'avventura transcontinentale (1803-1806): Su diretto impulso del Presidente Thomas Jefferson (ritenuto a buon diritto il "padre dell'archeologia americana"), i due ufficiali dell’esercito guidarono la spedizione alla scoperta del Nord America. Muovendosi da est verso l'ovest inviolato, oltrepassarono le Montagne Rocciose fino a raggiungere le coste dell'Oceano Pacifico. Il loro carnet vanta 7.689 miglia percorse a piedi, a cavallo e in canoa, raccogliendo i primi preziosi dati etnografici su decine di tribù e fumando la pipa della pace con Sioux e Shoshoni.
3. John James Audubon (1785-1851)
  • La pittura naturalistica e l'ambientale: Ornitologo, etologo e ambientalista ante-litteram, Audubon si impose il compito di catturare sulla tela le mille specie di uccelli nidificanti negli Stati Uniti. A partire dal 1820, il suo cammino si estese dal Canada al Golfo del Messico, inoltrandosi profondamente nei territori nativi per documentare in modo sistematico anche i grandi mammiferi americani (1843).
4. George Catlin (1796-1872)
  • Il cantore dell'etnografia visiva: Una delle figure più imponenti e commoventi dell'intero saggio. Pittore-etnografo d'eccezione, Catlin ha speso l'intera esistenza nel tentativo di difendere e far comprendere alla civiltà bianca il mondo in rapida e tragica scomparsa degli indiani d'America (Sioux, Pawnee, Potawatomi). Per otto lunghi anni si spinse in territori remoti dove solo l'esercito si muoveva in armi, aprendo una via maestra di conoscenza transculturale e arrivando ad avvicinare quaranta tribù differenti, molte delle quali non avevano mai incontrato un uomo occidentale prima d'allora.
5. John Wesley Powell (1834-1902)
  • La misurazione del Grand Canyon: Celebre per le sue avventurose e coraggiose esplorazioni idrografiche lungo i fiumi del West, in particolare sul Colorado. Nonostante la perdita di un braccio in guerra, Powell esplorò a fondo le gole del Grand Canyon, imprimendo successivamente un enorme impulso all’U.S. Geological Survey e fondando il fondamentale Bureau of American Ethnology, l'istituzione scientifica che permise di avvicinare le complesse culture dei nativi al mondo occidentale.
6. Frank Hamilton Cushing (1857-1900)
  • L'etnologo adottato: Tra il 1879 e il 1884 Cushing scelse di vivere stabilmente tra i Pueblos Zuñi del Nuovo Messico. Venne adottato nel clan Macaw con il nome sacro di Ténatsali ("Fiore medicinale") ed entrò a far parte dell’esoterica confraternita guerresca dell’A-pi-thlan-shi-wa-ni (dopo l'acquisizione rituale di uno scalpo). Una vita avventurosa spesa a difendere la cultura nativa anche con le armi, interrottasi tragicamente a soli 42 anni a causa di una lisca di pesce.
7. Frederick Webb Hodge (1864-1956)
  • La decodificazione dei miraggi: Archeologo inglese naturalizzato americano, Hodge dedicò le sue campagne di scavo ad Hawikku — la fantomatica e dorata città di Cibola inseguita invano da Coronado — conducendo storiche ricerche archeologiche nel 1888 e successivamente nel lungo ciclo del 1917-1923.
8. Frances Theresa Densmore (1867-1957)
  • L'etnomusicologia delle Pianure: Prima presenza femminile della galleria, la Densmore ha realizzato una monumentale opera di salvaguardia sonora, registrando e trascrivendo i canti tradizionali degli Indiani delle Pianure nel corso di migliaia di sessioni musicali tra il 1907 e il 1954.
9. Robert Lowie (1883-1957)
  • Il maestro delle praterie: Storico dell’etnologia e massimo studioso degli Indiani delle Pianure. Il capitolo ripercorre le susseguenti e storiche ricerche sul campo, a partire dalla prima indagine tra gli Shoshoni fino alle celebri e sistematiche monografie sui Crow condotte tra il 1910 e il 1916.
10. Gladys Amanda Reichard (1893-1955)
  • L'autorità sul mondo Navaho: Antropologa e glottologa di straordinario rigore, la Reichard è considerata la maggiore autorità scientifica nel campo degli indiani dell'Arizona, avendo dedicato un quarto di secolo allo studio linguistico, sociale e rituale del popolo Navaho.
11. Ralph Linton (1893-1953)
  • Un antropologo cittadino del mondo: Celebre per le sue ricerche transoceaniche nelle isole Marchesi e in Madagascar, Linton iniziò la sua carriera già nel 1911 effettuando scavi archeologici in Nuovo Messico e Colorado. Nel 1933 visse tra i Comanche dell’Oklahoma, dai quali venne solennemente adottato nel corso della tradizionale Brush Dance.
12. Clyde Kay Maben Kluckhohn (1905-1960)
  • Le tremila miglia a cavallo: Fin da giovane (1922), Kluckhohn percorse a cavallo oltre 3.000 miglia all'interno delle terre Navaho, inaugurando una consuetudine scientifica che lo portò a cavalcare ogni estate attraverso le regioni del Sud-Ovest per condurre approfondite sessioni di ricerca sul campo.
13. Laura Maud Thompson (1905-2000)
  • L'etica ecologica comparata: Dopo aver condotto ampie ricerche etnografiche in Oceania e in Europa, la Thompson applicò i suoi modelli teorici ed etici lavorando intensamente, tra il 1941 e il 1947, tra le comunità dei Navaho, dei Papago, degli Hopi, degli Zuñi e dei Pine Ridge Sioux.
14. Fred Eggan (1906-1991)
  • La sintesi strutturale: Antropologo moderno capace di coniugare l'etnologia storica americana con lo struttural-funzionalismo di scuola britannica. Il capitolo ne ripercorre le campagne archeologiche del 1930 e i lunghi studi tra gli indiani Hopi, Zuñi, Acoma e Laguna (1932), intervallati dalle ricerche tra i Choctaw del Mississippi e tra i Cheyenne e Arapaho dell’Oklahoma nel 1933. Nel corso della sua attività proseguirà le indagini fino al 1950, mantenendo vivi gli studi sugli indiani del Sud-Ovest anche dopo il pensionamento avvenuto nel 1974.
15. Rosebud Yellow Robe (1907-1992)
  • La voce della divulgazione nativa: Una splendida chiusura in perfetto accordo con i corsi e ricorsi storici. Lakota Sioux, pronipote di Toro Seduto e nipote di un guerriero che combatté a Little Big Horn contro il Generale Custer (Pahuska, "Capelli Lunghi"). Dedicò l'intera esistenza a veicolare il corretto messaggio culturale sui pellerossa tramite conferenze nei musei, programmi radio-televisivi e libri. Dal 1930 al 1950, vestita con gli abiti tradizionali davanti ai suoi tepee in un parco di Long Island, seppe rapire ed emozionare migliaia di giovani con i suoi racconti storici e le sue dimostrazioni artigianali.
  • Bibliografia

COMPANION BOOK DI NEL WEST, CONQUISTADORES, ESPLORATORI, NATURALISTI, ARCHEOLOGI, ETNOLOGI ALLA SCOPERTA DELL’OVEST AMERICANO 

E-Book e versione cartacea, 2 ediz. riveduta, corretta e aggiornata (111 pp., 70 foto, 50 note)




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418. ALLA SCOPERTA DEL MONDO. L'epopea delle grandi scoperte tra archeologia, esplorazione e scienze umane. Vol. 1: EUROPA – ASIA

  Figura 38. Benares, India [ Dicembre 1847,  Ida Pfeiffer ] Il presente volume apre ufficialmente una monumentale saga scientifico-divulgat...