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venerdì 21 agosto 2026

424. America: il filo conduttore dell'avventura e il disvelamento del Nuovo Mondo

 

Figura 108. La “Cataratta di Natale” del fiume Berbice, Guyana. Disegno tratto da uno schizzo originale di Charles Bentley (da: Twelve Views in the Interior of Guiana, 1840) [Sir Robert Hermann Schomburgk]


Nelle pagine di questo quarto volume si muovono venti personaggi d'eccezione, uomini e donne andati alla ricerca di una profonda conoscenza geografica, storica e culturale, ma anche attirati da una viscerale attrazione per l'avventura. È stato proprio l’amore per l’avventura, coniugata sottilmente con il rigore della ricerca, a legare indissolubilmente tra loro queste figure, dando vita a uno straordinario filo conduttore che si snoda dall’Artico fino a Capo Horn attraverso epoche, civiltà e territori vergini, nel corso di una continua e affascinante sfida dell’Uomo contro l’ignoto.

Figura 1. Foto di copertina: Nova totius terrarum orbis tabula Amstelodami, ex officina Gerard van Schagen (1682), by de Nieuwe Haerlemmer Sluys. Amsterdam

La squadra scientifica di questo tomo conclusivo riunisce competenze multidisciplinari: sette esploratori, quattro naturalisti, sette archeologi, un geodeta e un geologo, appartenenti alle nazionalità più diverse e operanti in un arco temporale immenso che spazia dall'anno Mille fino alla fine del Novecento.

Dai miraggi dell'oro alle città tra le nuvole

Il saggio ripercorre le tappe di mondi inaspettati che continuano a disvelarsi davanti agli occhi sbalorditi dei ricercatori. Seguiremo i conquistadores spagnoli che, addentrandosi lungo fiumi impetuosi, scopriranno cose mirabili confrontandosi con il mito delle donne guerriere. Ci inoltreremo nel fitto delle giungle del Centro e Sud America per riscoprire i resti di superbe civiltà monumentali di cui si ignorava l'esistenza, o attraverseremo da est a ovest le praterie del Nord America per incontrare le numerose tribù pellerossa.

Se per alcuni scienziati l'oggetto privilegiato dello studio pluriennale sarà la natura in toto, per altri l'indagine si muoverà verso scopi più concreti: la ricerca dell'oro, delle Sette Città di Cibola, dell’Eldorado o di fantastiche città perdute nella giungla. A dispetto di fantasiosi miraggi, qualcuno ne troverà realmente una, arroccata sopra i pianori di alte e inaccessibili montagne, difesa per secoli dalla cupidigia degli uomini grazie alla sua remota posizione.

Il volume dà spazio anche a coloro che dedicheranno molti anni della propria vita al sacro fuoco della scienza geodetica — specializzazione ai più del tutto sconosciuta —, abbandonando patria e famiglia per cimentarsi in misurazioni che ancora oggi appaiono astruse. Per misurare l’arco di meridiano all’Equatore, questi scienziati dovettero improvvisarsi alpinisti, scalando alte montagne e minacciosi vulcani con le pesanti attrezzature dell’epoca; mentre altri vagheranno per anni tra giungle e fiumi per tracciare i confini politici tra Stato e Stato.

Il giallo di Fawcett e la rivoluzione archeologica satellitare

Il libro affronta anche il dramma di una spedizione scomparsa nel nulla alla ricerca di un “sogno” che un esploratore inglese aveva sempre tenuto gelosamente segreto: l'esistenza di una città favolosa situata nel bacino dell’Alto Xingú. Per quasi un secolo, decine di missioni di ricerca e soccorso, singoli avventurieri e visionari sono andati invano alla ricerca di un minimo indizio del Colonnello Percy Fawcett.

Tuttavia, proprio in tempi recenti, un antropologo e archeologo americano, dopo tredici anni di ricerche tra gli indios, ha dimostrato come quella lontana fantasticheria avesse un solido fondamento di verità. Grazie all'utilizzo dei radar, delle rilevazioni satellitari e dei sensori termici remoti — tecnologie d'avanguardia ironicamente facilitate dai drammatici incendi della boscaglia del Mato Grosso alimentati dal cambiamento climatico —, sono stati scoperti ben venti grandi insediamenti risalenti all’800-1600 d.C. Si tratta di vere e proprie città collegate da strade ortogonali, capaci di ospitare dai 2.000 ai 5.000 abitanti: numeri enormemente superiori a quelli degli odierni villaggi nativi. Una scoperta rivoluzionaria che ha scosso le fondamenta dell'archeologia precolombiana, dimostrando che l'Amazzonia non era una foresta vergine e incontaminata, ma un territorio densamente antropizzato ben prima dell'arrivo devastante dei bianchi.

Galleria Biografica

I. NORD AMERICA

  • 1. Eírik il Rosso (Eirík Thorvaldsson Rauði): L'epopea norrena medievale e la prima colonizzazione vichinga della Groenlandia (Grænland, la “Terra Verde”).
  • 2. Francisco Vásquez de Coronado (1510-1554): Il conquistador spagnolo che, inseguendo i miraggi dell'oro, finì per svelare lo straordinario giacimento archeologico e culturale del Sud-Ovest americano.
  • 3. Meriwether Lewis (1774-1809) e William Clark (1770-1838): La prima leggendaria ed avventurosa traversata del Nord America lungo 11.265 chilometri di territori indiani inviolati.
  • 4. John James Audubon (1785-1851): L'ornitologo che faceva il pittore. Naturalista d'eccezione e celebre disegnatore del variopinto universo degli uccelli americani.
  • 5. Helge Marcus Ingstad (1899-2001): La scoperta scientifica di Vínland, l'America dei Vichinghi. Il ricercatore norvegese che, insieme alla moglie Anne Stine, scoprì il sito di L'Anse-aux-Meadows a Terranova, trasformando il mito in fatto storico.

II. CENTRO AMERICA

  • 6. John Lloyd Stephens (1805-1852): Da Wall Street alla scoperta della civiltà Maya. L’avvocato americano diventato archeologo, autore della prima seria indagine scientifica nello Yucatán.
  • 7. Alfred Percival Maudslay (1850-1931): Un perfezionista nella terra dei Maya. Considerato unanimemente il vero "padre dell'archeologia scientifica sul campo" in Mesoamerica.
  • 8. Alfred Marston Tozzer (1880-1954): Tra i Maya e i loro discendenti. Il massimo studioso e sistematizzatore accademico dell'antica civiltà mesoamericana.
  • 9. Matthew Williams Stirling (1896-1970): Quei "cabezones" degli Olmechi. L’uomo della Smithsonian Institution che nel 1954 ultimava lo studio su una delle più antiche civiltà mesoamericane da lui scoperta.

III. SUD AMERICA

  • 10. Francisco de Orellana (1511-1546): Lungo il corso del Rio delle Amazzoni. Il luogotenente di Pizarro che per primo discese l'immenso sistema fluviale equatoriale.
  • 11. Charles-Marie de La Condamine (1701-1774): Quell'irrequieto misuratore della terra. Matematico, geodeta e avventuroso esploratore francese della spedizione equatoriale.

  • 12. Alexander von Humboldt (1769-1859): I Tropici visti da un prussiano. Nel 1804 il Barone Friedrich Heinrich Alexander von Humboldt, naturalista e geografo, ultimava la sua storica e monumentale esplorazione scientifica in Sudamerica, gettando le fondamenta della geografia moderna.
  • 13. Alcide d'Orbigny (1802-1857): La vita avventurosa di un paleontologo. Il profilo dello scienziato francese, viaggiatore, naturalista d'eccezione e unanimemente considerato il padre fondatore della micropaleontologia.
  • 14. Sir Robert Hermann Schomburgk (1804-1865): L'uomo che esplorò la Guyana. L'opera dell'esploratore e naturalista prussiano di nascita che, al servizio della corona d'Inghilterra, tracciò i confini geografici e politici di vasti territori sudamericani.
  • 15. Louis Agassiz (1807-1873): Lo scienziato celebrato da Longfellow. Il profilo del grande zoologo, naturalista, paleontologo e glaciologo svizzero-statunitense, figura di primissimo piano nel panorama accademico ottocentesco.
  • 16. Max Uhle (1856-1944): I tesori dissepolti del Perù archeologico. Lo studioso tedesco considerato a buon diritto uno dei principali e più rigorosi padri fondatori delle antiche culture e delle stratigrafie andine.
  • 17. Percy Harrison Fawcett (1867-1925): L'archetipo di "Indiana Jones". Il colonnello ed esploratore britannico la cui misteriosa scomparsa nel 1925, mentre cercava una fantomatica città perduta nel cuore del Mato Grosso brasiliano, rimane uno dei più grandi enigmi nella storia delle esplorazioni del XX secolo.
  • 18. Alexander Hamilton Rice Jr. (1875-1956): L'Amazzonia tecnologica. Una singolare figura di esploratore, medico e geografo statunitense che negli anni Venti rivoluzionò la ricognizione nel Sudamerica profondo introducendo l'uso coordinato di aerei, aerofotografia e radio.
  • 19. Hiram Bingham (1875-1956): Machu Picchu, la "Vecchia Cima" perduta tra le nuvole. Lo storico e archeologo americano che nel 1911 rivelò al mondo la maestosa e inaccessibile città degli Incas, protetta per secoli dalla giungla e dalle anse fluviali.
  • 20. Victor Oppenheim (1906-2005): Avventure etnologiche di un grande geologo. La versatile e intrepida figura dello scienziato franco-lettone, geologo d'avanguardia e profondo studioso delle popolazioni native e dei confini del Sudamerica.

Indice analitico dettagliato • Capitoli e itinerari del volume

  • Introduzione

SEZIONE I • NORD AMERICA

1. Eírik “Il Rosso” (Eirík Thorvaldsson “Rauði”) (ca. 945–1002)

  • La colonizzazione norrena: L'esilio in Islanda, le dinamiche di navigazione e lo sbarco nell'inviolata Grænland (la “Terra Verde”).

2. Francisco Vásquez de Coronado (1510–1554)

  • I miraggi di Cibola: La spedizione del 1540 e la riscoperta dello straordinario giacimento archeologico, ecologico e culturale del Sud-Ovest degli Stati Uniti.

3. Meriwether Lewis (1774–1809) e William Clark (1770–1838)

  • L'epopea continentale: La spedizione transcontinentale e la documentazione sul campo lungo 11.265 chilometri di territori e comunità indiane.

4. John James Audubon (1785–1851)

  • Il naturalista d'arte: L'opera sistematica di censimento biologico e il celebre disegno pittorico del variopinto universo degli uccelli americani.

5. Helge Marcus Ingstad (1899–2001)

  • La Vínland ritrovata: Il lungo percorso biografico come Governatore della Terra di Eírik il Rosso (1932-1933) nella Groenlandia orientale e successivamente come Governatore delle Svalbard. Le indagini sul campo tra gli Apache (1938) e i Nunamiut alaskani (1950-1951), fino alle storiche campagne archeologiche a L'Anse-aux-Meadows nell'isola di Terranova che trasformarono il mito norreno in tangibile realtà storica.

SEZIONE II • CENTRO AMERICA

6. John Lloyd Stephens (1805–1842)

  • La riscoperta dei Maya: Lo storico incontro a Londra nel 1836 con l'artista e architetto Frederick Catherwood, la stipula dei contratti editoriali nel 1839 e l'inoltro della celebre spedizione scientifico-esplorativa nelle giungle dello Yucatán.

Figura 43. Disegno di Catherwood del cenote di Bolonchén (Campeche). Gli indios scendevano nel pozzo naturale, grazie a questa gigantesca scala 


7. Alfred Percival Maudslay (1850–1931)

  • Il metodo della documentazione: Le prime ricognizioni tra l'Australia e la Polinesia. Le imponenti campagne fotografiche e di calco condotte tra il 1880 e il 1894 in Mesoamerica (Honduras Britannico/Belize, Guatemala e Messico), che lo hanno consacrato padre dell'archeologia scientifica sul campo.

8. Alfred Marston Tozzer (1877–1954)

  • Etnografia e archeologia: Le prolungate ricerche sul campo tra il 1902 e il 1905 condotte nel cuore dello Yucatán tra le rovine monumentali dei Maya e le comunità native degli indios Lacandoni; le successive campagne in Guatemala (1910-1911).

9. Matthew Williams Stirling (1896–1975)

  • La cultura madre: Le prime spedizioni in Florida, Sud Dakota e Nuova Guinea (1923-1927), seguite dalle campagne in Sud America (1928-1932). Le storiche scoperte compiute tra il 1938 e il 1946 in Mesoamerica relative alle sculture monumentali dei "cabezones" Olmechi, e le successive ricerche a Panama, Ecuador e Costa Rica.

SEZIONE III • SUD AMERICA

10. Francisco de Orellana (1500–1545)

  • La discesa del grande fiume: L'avvio della spedizione da Quito nel 1539 alla ricerca del mitico Eldorado; la tumultuosa navigazione lungo il Rio Napo e le acque dell'immenso Rio delle Amazzoni. La cronaca del drammatico incontro-scontro con le donne guerriere nel giugno 1542, il raggiungimento di Nueva Cádiz e la seconda sfortunata spedizione del 1545.  Focus etno-storico: Analisi critica sull'esistenza delle donne Amazzoni e il ruolo delle successive migrazioni dei popoli indios Tupinambá, fattori che determinarono il progressivo deterioramento e mutamento geopolitico dell'intera area equatoriale tra gli indios Tupinambá.

11. Charles-Marie de La Condamine (1701–1774)

  • La misura del mondo: Le complesse operazioni geometriche e geodetiche condotte tra Colombia, Panama ed Ecuador nel 1735-1736; il traguardo scientifico del marzo 1743 con il completamento della misurazione dell'arco di meridiano all'Equatore.

12. Friedrich Heinrich Alexander von Humboldt (1769–1859)

  • I Tropici scientifici: Analisi dell'opera del Barone, i cenni biografici e la trascrizione dei diari d'esplorazione sudamericana ultimata nel 1804.

13. Alcide Charles Victor Marie Dessalines d'Orbigny (1802–1857)

  • Il padre della micropaleontologia: Un'avventurosa odissea di 3.500 chilometri percorsi nel Sud America profondo tra il 1826 e il 1834, superando attacchi di pirati e corsari per raccogliere un'immensa mole di materiali naturalistici e fossili.

14. Sir Robert Hermann Schomburgk (1804–1865)

  • La delimitazione dei confini: L'attività di cartografo nelle isole Vergini (1831-1835) e le successive campagne nella Guyana Britannica (1835-1839), tracciando sul terreno i confini geopolitici internazionali tra Guyana, Venezuela e Brasile.

15. Jean Louis Rudolphe Agassiz (1807–1873)

  • Dalla glaciologia all'Amazzonia: Gli storici studi sui ghiacciai delle Alpi (1837) e della Scozia (1840); il trasferimento negli Stati Uniti (1846) e l'organizzazione della celebre Spedizione Thayer in Brasile (1865-1866), completata dalle ricerche marine a bordo dell'Hassler.

16. Max Uhle (1856–1944)

  • La stratigrafia andina: Quarant'anni di sistematici scavi archeologici condotti in Argentina, Bolivia e Perù (1829-1909), in Cile (1912-1918) e in Ecuador (1919-1933), ridefinendo la cronologia delle culture andine.

17. Percy Harrison Fawcett (1867–1925?)

  • Il grande enigma dell'Alto Xingú: La biografia del leggendario colonnello britannico attraverso otto imponenti esplorazioni di frontiera. L'avvio dell'ultima fatale spedizione alla ricerca della Città Perduta di Z e l'invio delle ultime notizie dal Campo del Cavallo Morto il 29 maggio 1925. L'analisi della accesa rivalità scientifica con Alexander Hamilton Rice Jr.
  • Alla ricerca di Fawcett: Ieri (1927–1957) e "Oggi" (1982–2005): La disamina delle decine di missioni di soccorso e soccorritori scomparsi. Il confronto con la tradizione orale dei nativi Kalapalo e l'incredibile, recente scoperta archeologico-satellitare del complesso urbano precolombiano di Kuhikugu nel Mato Grosso: la prova scientifica che le intuizioni di Fawcett avevano un solido fondamento.

18. Alexander Hamilton Rice Jr. (1875–1956)

  • L'esplorazione tecnologica: Sette storiche e avventurose spedizioni nel bacino dell'Amazzonia condotte tra il 1901 e il 1925, incluso il sanguinoso scontro a fuoco con gli indios Guaharibo (Yanoáma) nel 1920. La cronaca dell'ultima campagna del 1924-1925, condotta con l'ausilio rivoluzionario di idrovolanti, aerofotografia e stazioni radio ricetrasmittenti, durante la quale venne girato il primo documentario scientifico sull'Amazzonia.

Figura 171. Hamilton Rice. Foto dal film girato nel corso della spedizione 1924-25


19. Hiram Bingham (1875–1956)

  • La fortezza tra le nuvole: Le prime spedizioni storiche sulle tracce di Simón Bolívar tra Venezuela e Colombia (1906-1908). La conduzione della Yale University Peruvian Expedition del 1911 e l'incredibile scoperta sulle Ande della città perduta di Machu Picchu, da lui erroneamente identificata come l'ultimo rifugio di Vilcabamba.

20. Victor Oppenheim (1906–2005)

  • La geologia delle vette: Il profilo dello scienziato franco-lettone e la cronaca delle sue cinquanta imponenti spedizioni geologiche ed etnologiche condotte tra il 1937 e il 1949 nel cuore del Sud America, ripartite tra Ecuador (9 missioni), Colombia (23), Bolivia (8) e Perù (10).
  • Appendice
["Narrazione Storica di una Grande, Nascosta Città Antichissima, Senza Abitanti. Che Venne Scoperta nel 1753", conservata con il n.512 nella Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro"]

  • Figura 197. I bandeirantes sparano agli indios Botocudo a Mogi das Cruzes (dipinto di Oscar Pereira da Silva, 1920, Museu Paulista da USP. Coleção Fundo Museu Paulista) 

    Bibliografia

ALLA SCOPERTA DEL MONDO. ARCHEOLOGI, ESPLORATORI, GRANDI VIAGGIATORI, GEOLOGI, NATURALISTI, PALETNOLOGI.  VOL. 4: AMERICA 

E-Book, versione cartacea in bianco e nero di grandi dimensioni (16,99 x 1,17 x 24,41), 253 pp, 243 note,  Bibliografia, 197 immagini (14 sono dell'A.), Appendice ("Narrazione Storica di una Grande, Nascosta Città Antichissima, Senza Abitanti. Che Venne Scoperta nel 1753", conservata con il n.512 nella Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro)






lunedì 17 agosto 2026

423. LE GRANDI AVVENTURE DELL’ANTROPOLOGIA. Vol. 1: da ADOLF BASTIAN A VINIGI LORENZO GROTTANELLI

 

Figura 6. Statuetta d’oro precolombiana appartenente ai Quimbaya della Colombia occidentale (0-700 d.C.), Museo Etnologico di Berlino (© Franco Pelliccioni)


LE GRANDI AVVENTURE DELL'ANTROPOLOGIA
Scuole, teorie, ricerche sul campo
Il presente volume inaugura la mia seconda trilogia accademica, interamente focalizzata sulle grandi avventure teoriche, istituzionali e umane, che hanno segnato la nascita e lo sviluppo delle scienze antropologiche nel mondo. L'opera si propone di mappare, attraverso un rigoroso ordine cronologico e per scuole di pensiero, le vicende biografiche e scientifiche di quegli studiosi che hanno fatto dell'osservazione partecipante e del viaggio transculturale la propria ragione di vita.
L'apparato iconografico e le mie ricerche sul campo
L'opera è sorretta da un vastissimo apparato documentario di 145 illustrazioni d’epoca. All'interno di questo corpus figurano 10 fotografie originali da me scattate nel corso delle mie prolungate ricognizioni d'archivio e museali in Europa:
  • Lo studio e il rilievo fotografico effettuato a Berlino presso le sale del Museo Etnologico, non solo focalizzato sulle storiche odissee collezionistiche oceaniche. Ecco quindi le sculture della civiltà Quimbaya, seguite nella sala della Nuova Irlanda dai celebri Malangan (le complesse sculture destinate a commemorare i defunti, raccolte nel 1870 dal tenente Strauch), alle quali si aggiungono le maschere rituali raccolte nella Nuova Guinea tedesca durante la grande spedizione imperiale al fiume Sepik del 1912-1913 (Expedition des Reichskolonialamtes).
  • Il survey sul campo condotto nella cittadina lituana di Trakai, antica capitale del Granducato di Lituania. In questo perimetro si sviluppa l'analisi della figura di Jan Czekanowski, fondatore della Scuola Polacca di Antropologia. Il saggio ripercorre l'eccezionale vicenda del 1942, quando lo scienziato salvò dallo sterminio nazista la minoranza ebraico-lituana dei Caraiti, gruppo etnico-religioso originario della Crimea. Czekanowski, esaminandone la composizione antropologico-fisica, convinse gli scienziati della razza del Terzo Reich (Rassenforscher) che i Caraiti fossero di stirpe turco-tatarica infiltrata di sangue iraniano Alano, sottraendoli alla deportazione. Le mie foto documentano il castello, le tradizionali case in legno, il museo etnografico locale e la kenessa (la caratteristica casa di preghiera caraita).
Il filo dell'iniziazione: il ricordo di Vinigi Lorenzo Grottanelli
La sezione italiana del volume si apre con una testimonianza intima che tocca le radici stesse della vocazione accademica dell'autore. Per chi scrive, la figura di Vinigi Lorenzo Grottanelli ha costituito la reale essenza e l’empirica realizzazione di come un grande e importante sogno scientifico possa inverarsi. Egli e la sua monumentale opera sono stati un ideale, un esempio di vita, una strada da percorrere con immutata passione, tenacia e costanza.
Si è trattato di un percorso iniziatico difficile da seguire, ma sempre straordinariamente entusiasmante. Dopo una serie di meticolose immersioni esplorative tra le collezioni del Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini", Grottanelli mi volle incontrare nel 1963. Le immagini relative a quei primi, trepidanti colloqui, insieme ai suggerimenti teorici, ai consigli sul campo e agli incoraggiamenti metodologici di cui egli fu prodigo, si stamparono indelebilmente nella memoria e nell'anima, condizionando positivamente tutto il corso delle mie successive ricerche e della mia vita di studioso.
La genesi di un'opera e la ricerca della Verità transculturale
Quando nel lontano 1980 apparve nelle librerie il sesto volume della celebre enciclopedia edita da Curcio, Le Grandi Avventure dell’Archeologia, ero reduce da tre sole ma intensissime sessioni di ricerca antropologica sul campo, condotte tra l'Africa e la Mesoamerica.
I miei diari registravano l'esperienza del 1976 nella cittadina multietnica di Isiolo, a nord del Monte Kenya; il soggiorno del 1978 nel piccolo villaggio di indios Huave di Santa Maria del Mar, nell’istmo di Tehuantepec (Oaxaca, Messico); e la campagna del 1979 a Malakal, nella Provincia del Nilo Superiore (Sud Sudan).
Oltre agli usuali problemi d’ordine burocratico e alle aspre difficoltà logistiche che attendono immancabilmente al varco ogni ricercatore che non intenda operare esclusivamente "a tavolino", in quegli anni ero già incorso in diverse avventure sul campo, tutte fortunatamente terminate a lieto fine. Dopo aver collaborato con le mie diapositive personali (raccolte tra Messico, Grecia e Italia meridionale) all’apparato iconografico di quell'enciclopedia, pensai che sarebbe stato fantastico riuscire a realizzare l’“equivalente” antropologico. Si trattava di un progetto forse troppo grande per le mie forze di allora, e non andò in porto.
Oggi, ritengo che l'età e l'esperienza accumulata mi consentano finalmente di presentare ai lettori questa nuova trilogia interamente dedicata agli Antropologi. Vi ho raccolto, debitamente illustrate da immagini d'epoca e documenti d'archivio, le schede biografiche e scientifiche di 61 personaggi d'eccezione, oltre alla disamina di una complessa spedizione antropologica intercontinentale svoltasi tra l'America del Nord e l'Asia a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Oltre l'asetticità accademica: l'importanza del percorso esistenziale
Se possiamo affermare che, in generale, conosciamo i contributi fondamentali apportati alla disciplina dai numerosi studiosi incontrati sul nostro cammino accademico, al di là di teorie, modelli, correnti di pensiero e scuole nazionali, sappiamo invece poco o nulla dei loro singoli e diversificati percorsi esistenziali. Spesso, al di là delle righe formali scritte nei saggi, c’è esclusivamente il nulla, laddove non si sia approfondita la vita privata e umana del ricercatore.
Ritengo questa circostanza determinante per comprendere appieno ciò che si ritrova all’interno di un discorso scientifico. Gli uomini e le donne che hanno un posto in questa mia galleria virtuale valgono non solo per ciò che hanno formalizzato nelle aule universitarie o descritto nelle monografie, ma per l'essenza stessa del loro vissuto. Man mano che mi sono addentrato nelle loro biografie, sono rimasto colpito dalle profonde passioni che li hanno guidati su itinerari esistenziali strabilianti, spesso in epoche in cui ogni spostamento risultava pionieristico, pericoloso o apparentemente impossibile. Ci si doveva inoltrare con pochissimi mezzi e scarsi riconoscimenti in territori geografici e umani mai violati prima, osservando e partecipando alla vita di comunità diverse, rischiando frequentemente la vita in nome della Verità.
Questo primo volume raccoglie i primi venti protagonisti della disciplina. Alcuni di essi si spinsero nelle inesplorate boscaglie del Mato Grosso e del Paraguay popolate dalle tribù indie (dove un ricercatore italiano vi perderà tragicamente la vita); altri vissero tra i pellerossa dei semi-desertici altopiani del Far West, arrivando ad "andare nativi" per registrarne i canti tradizionali e difenderne la sopravvivenza. Nell'Insulindia incontrarono i cacciatori di teste del Borneo e studiarono gli isolani di Alor; nell'Asia sud-orientale si imbatterono nelle comunità nomadi marittime delle barche e delle montagne. Più volte attraversarono da ovest a est il Continente Nero: nell'Africa centro-orientale documentarono una moltitudine di popoli, mentre in quella occidentale un colpo di fortuna li fece incappare in un vecchio e cieco griot, custode di una tradizione orale millenaria capace di svelare la conoscenza astronomica della stella nana Sirio B.
Il saggio ripercorre le indagini sui gruppi nilotici condotte dai padri dello struttural-funzionalismo, l'opera di chi riscoprì lo spessore delle civiltà autoctone africane, e le ricerche di un maestro a me molto caro, Vinigi Lorenzo Grottanelli, che scelse l'Africa nera come campo d'azione muovendosi tra Etiopia, Somalia e Ghana. Gli Inuit (gli storici eschimesi del Grande Nord) trovano qui un eccezionale testimone "emico", ovvero dall'interno della cultura, avendo sposato una donna nativa; così come la Siberia artica e le isole dell'Oceania (Nuova Guinea, Salomone, Polinesia) sono rappresentate dalle indagini sul campo di donne e scienziati inarrestabili.
Galleria Biografica
L'onore di aprire il volume spetta allo studioso tedesco Adolf Bastian, mente enciclopedica che fondò a Berlino il primo Museo Etnografico del mondo e trascorse quasi un terzo della propria esistenza in complessi viaggi intorno alla Terra, trasformando l'inesauribile curiosità per il "diverso" in una straripante passione scientifica per l'Etnologia.
  • 1. Adolf Bastian (1826-1905): Le "idee elementari" delle culture umane. Il profilo dello studioso tedesco, considerato a pieno diritto uno dei padri fondatori dell'etnologia contemporanea e dell'antropologia museale.
  • 2. Hugo Adolf Bernatzik (1897-1953): Tra "gli spiriti delle foglie gialle". L'opera e le spedizioni sul campo di uno dei massimi etnologi, fotografi e viaggiatori della scuola austriaca del Novecento.
  • 3. Carl Alfred Bock (1849-1932): Tra i miti e le realtà del Borneo favoloso. Le rotte dell'esploratore ed etnografo norvegese, passato alla storia come uno dei primissimi studiosi scientifici dei Dayaks e dei cacciatori di teste.
  • 4. Guido Boggiani (1861-1902): Un artista tra gli indios del Mato Grosso. La tragica e straordinaria vicenda del pittore, fotografo ed etnografo italiano, scomparso e ucciso in circostanze misteriose all'interno del perimetro paraguaiano.
  • 5. George Catlin (1796-1872): Il difensore delle praterie. Il profilo del celebre pittore-etnografo che spese l'intera esistenza per difendere e documentare sulla tela il mondo in rapida e drammatica scomparsa degli indiani d'America.
  • 6. Frank Hamilton Cushing (1857-1900): La saga di Ténatsali “Fiore medicinale”. La disamina di uno dei più singolari, geniali e d'avanguardia esponenti della Storia dell'Antropologia, celebre per essere "andato nativo" tra gli Zuñi del Nuovo Messico.
  • 7. Maria Antonina Czaplicka (1884-1921): L'inverno siberiano. L'epica e rigorosa ricerca sul campo condotta dall'antropologa polacca nell'artico siberiano lungo le coste del Mar Glaciale Artico. 
  • 8. Jan Czekanowski (1882-1965): Un polacco in Africa centrale. Il protagonista della prima grande missione scientifica multidisciplinare nella regione dei Grandi Laghi e fondatore della Scuola Polacca di Antropologia.
  • 9. Luigi Maria D'Albertis (1841-1901): Un genovese in Nuova Guinea. Le spedizioni del primo europeo a esplorare sistematicamente il bacino del fiume Fly e la terra degli uccelli del paradiso.
  • 10. Frances Theresa Densmore (1867-1957): La voce dei Nativi. La grandiosa opera etnomusicologica di salvaguardia sonora focalizzata sui canti tradizionali degli Indiani delle Pianure americane.
  • 11. Karl von den Steinen (1855-1929): Lo Xingú, un remoto angolo di mondo. Le complesse ed eccezionali esplorazioni scientifiche nel Mato Grosso che lo hanno consacrato come il vero “padre dell'etnologia brasiliana”.
  • 12. Germaine Dieterlen (1903-1999): Tra i "sapienti" Dogon del Mali. Gli storici e rivoluzionari studi sull'Africa occidentale, focalizzati sui complessi sistemi cosmologici, mitologici e astronomici dei Dogon.
  • 13. Cora Alice Du Bois (1903-1991): Storie di vita nelle Indie Olandesi. Le indagini condotte dall'antropologa americana nell'isola di Alor, pilastro fondamentale per gli studi sulla relazione tra cultura e personalità dei nativi.
  • 14. Fred Eggan (1906-1991): L'antropologo moderno. Lo studioso statunitense che ha saputo coniugare mirabilmente l'etnologia storica di matrice boasiana con lo struttural-funzionalismo britannico.
  • 15. Edward Evan Evans-Pritchard (1902-1973): Lo studio sistematico del popolo dei Nuer. Il profilo del maestro indiscusso dell'antropologia sociale britannica, che ridefinì i modelli dello struttural-funzionalismo attraverso lo studio dei sistemi politici e religiosi africani.
  • 16. Sir Raymond William Firth (1901-2002): Un "ragazzo" tra i Maori. L'opera dell'antropologo neozelandese, celebre per le sue rigorose indagini di antropologia economica e sociale tra le comunità della Polinesia.
  • 17. Peter Freuchen (1886-1957): Il “Grande Peter” degli Inuit artici. La vita avventurosa e l'opera emica dell’esploratore e antropologo danese che visse stabilmente tra i nativi del Grande Nord.
  • 18. Leo Frobenius (1873-1938): La rivoluzione della storia africana. Attraverso dodici spedizioni audaci e sistematicamente "fuori dal coro", lo studioso tedesco rivoluzionò gli studi etno-antropologici, restituendo al Continente Nero la dignità della propria storia.
  • 19. Marcel Griaule (1898-1956): Dalle biblioteche alle piste dell'Africa occidentale. L'antropologo francese, maestro di generazioni di ricercatori, celebre per aver svelato i complessi sistemi mitologici dell'universo Dogon.
  • 20. Vinigi Lorenzo Grottanelli (1912-1993): La via maestra dell'etnologia italiana. Un nome che spicca nella ricerca sul campo e nell'analisi teorica internazionale, fondamento e filiazione accademica per l'intera opera dell'autore.
  • Indice analitico dettagliato • Capitoli, itinerari e popoli studiati
    • Introduzione
    1. Adolf Bastian (1826-1905)
    • Il periplo delle culture: Nove storici viaggi transcontinentali durati venticinque anni. Il primo giro del mondo (1851-1859), la seconda campagna in Asia-Europa (1861-1866) e la fondazione del Museo Etnografico di Berlino nel 1873. Le successive spedizioni in Africa, nelle Americhe e in Oceania (1875-1905).
    • L'apparato teorico: La formulazione del concetto cardine delle Elementargedanken (le "idee elementari" dello spirito umano).
    2. Hugo Adolf Bernatzik (1897-1953)
    • Le grandi ricognizioni visive: Le storiche spedizioni in Africa condotte tra il 1924 e il 1931 (tra le comunità del Maghreb, i Nuer, gli Shilluk, i Dinka, i Nuba, i Bongo, i Bari, i Mangbetu, i Lunda, i Herero, i Tikar e i Bidyogo nelle isole Bissagos).
    • L'orizzonte oceanico e asiatico: La campagna nel Pacifico alle isole Salomone (1932), la spedizione in Nuova Guinea (1933) e le indagini etnografiche nell'Asia sud-orientale del 1936-1937 (tra i Mokèn dell'arcipelago Mergui, i Phii Thong Luang, i Moi e i Meo).
    3. Carl Alfred Bock (1849-1932)
    • L'Insulindia e il Regno del Siam: La spedizione tra i Dayak del Borneo in Indonesia (1878-1880), la documentazione del primo incontro ravvicinato con le comunità antropofaghe e le successive indagini in Thailandia e nel Laos (1882-1883).
    4. Guido Boggiani (1861-1901)
    • Il dramma del Chaco: Il lungo e intimo soggiorno di ricerca tra i Chamacoco e i Caduveo del Paraguay (1888-1893). L'avventurosa e fatale spedizione alla ricerca di una tribù misteriosa, conclusasi con la sua tragica scomparsa nella wilderness nel 1901.
    5. George Catlin (1796-1872)
    • Il corpus dei Nativi Nordamericani: L'analisi monumentale delle quaranta tribù documentate sul campo, tra cui: Assiniboine, Blackfoot, Cherokee, Chippewa, Choctaw, Comanche, Cree, Crow, Mandan, Omaha, Osage, Pawnee, Seminole, Sioux e Wichita.
    6. Frank Hamilton Cushing (1857-1900)
    • L'osservazione partecipante radicale: La spedizione etnografica tra i Pueblos Zuñi del Nuovo Messico (1879) e la successiva conduzione della Hemenway Southwestern Archaeological Expedition (1886-1888) in Arizona, fino agli scavi nelle Keys della Florida.
    7. Maria Antonina Czaplicka (1884-1921)
    • La frontiera dello Yenisey: Gli anni di studio in Gran Bretagna (1910-1914) e l'organizzazione della celebre ed epica spedizione scientifica nella Russia siberiana (1914-1915) per documentare i popoli artici dello Yenisey.
    8. Jan Czekanowski (1882-1965)
    • Dai Grandi Laghi alle Kenesse lituane: La partecipazione alla Spedizione Germanica nell’Africa Centrale (studi su Tutsi, Hima, Nyoro, Hutu, Sukuma, Batwa, Bari, Zande e Mangbetu). La successiva attività accademica in Polonia e l'intervento antropologico del 1942 a Trakai (Lituania) per dimostrare le ascendenze tataro-alaniche della minoranza dei Caraiti, salvandoli dallo sterminio
    • Congresso dei rappresentanti della comunità Caraita a Eupatoria, 1-10 novembre 1910. Rara fotografia d'epoca custodita ed esposta presso il Museo Etnografico Caraita di Trakai, Lituania (Scatto originale dell'Autore).
    9. Luigi Maria D'Albertis (1841-1901)
    • La penetrazione del fiume Fly: Le tre storiche e discusse campagne di esplorazione biologica ed etno-antropologica condotte in Nuova Guinea negli anni 1871-1873, 1875-1876 e 1877.
    10. Frances Theresa Densmore (1867-1957)
    • L'archivio sonoro delle praterie: La registrazione sistematica sul cilindro fonografico dei canti sacri e tradizionali dei gruppi nativi: Dakota e Lakota Sioux, Ojibwa, Mandan, Hidatsa, Arapaho, Cheyenne, Pawnee, Seminole e Pueblo.
    11. Karl von den Steinen (1855-1929)
    • Dallo Xingú alla Polinesia: La prima storica spedizione nel Mato Grosso brasiliano (1884) e la seconda monumentale campagna scientifica lungo il bacino del fiume Xingú (1887-1888). Le successive indagini etno-grafiche alle isole Marchesi in Polinesia (1897-1898).
    12. Germaine Dieterlen (1903-1999)
    • La cosmogonia astronomica occidentale: La missione Sahara-Camerun (1937) e gli storici studi sul campo tra i Bambara del Mali (1946). Le sistematiche campagne etno-astronomiche condotte tra il 1960 e il 1970 e la successiva missione del 1998 condotta insieme a Jean Rouch tra i Dogon del Mali per documentare il segreto di Sirio B.
    13. Cora Alice Du Bois (1903-1991)
    • Cultura e Personalità: Le indagini comparative tra i Wintu americani, i Trobriandesi, i Kwakiutl e gli Inuit. La storica e fondamentale ricerca sul campo nelle Indie Olandesi presso l'isola di Alor (1937-1939), seguita dalle sessioni nella regione di Orissa in India (1954-1972).
    14. Fred Eggan (1906-1991)
    • Il metodo comparativo controllato: Gli studi sistematici sulle strutture di parentela e archeologiche tra gli indiani Hopi, Zuñi, Acoma, Laguna, Choctaw, Cheyenne e Arapaho, e le successive campagne nelle Filippine sui Tinguian.
    15. E. E. Evans-Pritchard (1902-1973)
    • L'antropologia sociale e l'ordine politico: Le monografie fondamentali condotte nell'Africa nilotica e sudanese tra le comunità degli Anuak, degli Shilluk, dei Nuer e degli Azande, affiancate dalle successive ricerche storiche sui Senussi della Cirenaica.
    16. Sir Raymond William Firth (1901-2002)
    • L'etnografia dei sistemi polinesiani: L'analisi strutturale ed economica condotta sul campo tra le comunità dei Maori in Nuova Zelanda, tra i nativi di Tikopia in Polinesia e le successive indagini condotte in Malaysia.
    17. Peter Freuchen (1886-1957)
    • L'immersione emica nell'Artico: Una vita avventurosa interamente trascorsa e integrata tra le comunità degli Inuit (Eschimesi) tra la Groenlandia, l'Artico canadese, l'Alaska e la Siberia.
    18. Leo Frobenius (1873-1938)
    • La morfologia culturale (Kulturmorphologie): La disamina delle sue dodici monumentali missioni di ricerca sul campo condotte in tutto il continente africano, in India e in Giordania tra il 1904 e il 1935.
    19. Marcel Griaule (1898-1956)
    • L'epopea della Dakar-Gibuti: Le prime ricerche sul campo in Etiopia e la partecipazione alla storica missione transafricana Dakar-Gibuti. Gli intensi e prolungati studi sul campo tra i Dogon del Mali, pilastro dell'etnologia francese.
    20. Vinigi Lorenzo Grottanelli (1912-1993)
    • La scuola etnologica italiana: Le prime campagne in Somalia tra i Sab, i Bajuni e i Bon; la partecipazione alla Missione scientifica al Lago Tana in Etiopia e le storiche, prolungate campagne condotte in Ghana alla guida della Missione Etnologica Italiana tra gli Nzema.
    • Bibliografia

LE GRANDI AVVENTURE DELL’ANTROPOLOGIA 

Antropologi culturali, sociali, fisici, applicati, etnologi, etnografi, etnomusicologi, etnostorici. Vol. 1: da Adolf Bastian a Vinigi L. Grottanelli 

E-Book e versione cartacea in bianco e nero di grande formato (16,99 x 24,4), 171 pp., 87 note, 145 immagini (10 sono dell'A.)

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424. America: il filo conduttore dell'avventura e il disvelamento del Nuovo Mondo

  Figura 108 . La “Cataratta di Natale” del fiume Berbice, Guyana. Disegno tratto da uno schizzo originale di Charles Bentley (da: Twelve Vi...