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Figura 6.
Statuetta d’oro precolombiana appartenente ai Quimbaya della Colombia occidentale (0-700
d.C.), Museo Etnologico di Berlino
LE GRANDI AVVENTURE DELL'ANTROPOLOGIA
Scuole, teorie, ricerche sul campo
Il presente volume inaugura la mia seconda trilogia accademica, interamente focalizzata sulle grandi avventure teoriche, istituzionali e umane, che hanno segnato la nascita e lo sviluppo delle scienze antropologiche nel mondo. L'opera si propone di mappare, attraverso un rigoroso ordine cronologico e per scuole di pensiero, le vicende biografiche e scientifiche di quegli studiosi che hanno fatto dell'osservazione partecipante e del viaggio transculturale la propria ragione di vita.
L'apparato iconografico e le mie ricerche sul campo
L'opera è sorretta da un vastissimo apparato documentario di 145 illustrazioni d’epoca. All'interno di questo corpus figurano 10 fotografie originali da me scattate nel corso delle mie prolungate ricognizioni d'archivio e museali in Europa:
- Lo studio e il rilievo fotografico effettuato a Berlino presso le sale del Museo Etnologico, non solo focalizzato sulle storiche odissee collezionistiche oceaniche. Ecco quindi le sculture della civiltà Quimbaya, seguite nella sala della Nuova Irlanda dai celebri Malangan (le complesse sculture destinate a commemorare i defunti, raccolte nel 1870 dal tenente Strauch), alle quali si aggiungono le maschere rituali raccolte nella Nuova Guinea tedesca durante la grande spedizione imperiale al fiume Sepik del 1912-1913 (Expedition des Reichskolonialamtes).
- Il survey sul campo condotto nella cittadina lituana di Trakai, antica capitale del Granducato di Lituania. In questo perimetro si sviluppa l'analisi della figura di Jan Czekanowski, fondatore della Scuola Polacca di Antropologia. Il saggio ripercorre l'eccezionale vicenda del 1942, quando lo scienziato salvò dallo sterminio nazista la minoranza ebraico-lituana dei Caraiti, gruppo etnico-religioso originario della Crimea. Czekanowski, esaminandone la composizione antropologico-fisica, convinse gli scienziati della razza del Terzo Reich (Rassenforscher) che i Caraiti fossero di stirpe turco-tatarica infiltrata di sangue iraniano Alano, sottraendoli alla deportazione. Le mie foto documentano il castello, le tradizionali case in legno, il museo etnografico locale e la kenessa (la caratteristica casa di preghiera caraita).
Il filo dell'iniziazione: il ricordo di Vinigi Lorenzo Grottanelli
La sezione italiana del volume si apre con una testimonianza intima che tocca le radici stesse della vocazione accademica dell'autore. Per chi scrive, la figura di Vinigi Lorenzo Grottanelli ha costituito la reale essenza e l’empirica realizzazione di come un grande e importante sogno scientifico possa inverarsi. Egli e la sua monumentale opera sono stati un ideale, un esempio di vita, una strada da percorrere con immutata passione, tenacia e costanza.
Si è trattato di un percorso iniziatico difficile da seguire, ma sempre straordinariamente entusiasmante. Dopo una serie di meticolose immersioni esplorative tra le collezioni del Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini", Grottanelli mi volle incontrare nel 1963. Le immagini relative a quei primi, trepidanti colloqui, insieme ai suggerimenti teorici, ai consigli sul campo e agli incoraggiamenti metodologici di cui egli fu prodigo, si stamparono indelebilmente nella memoria e nell'anima, condizionando positivamente tutto il corso delle mie successive ricerche e della mia vita di studioso.
La genesi di un'opera e la ricerca della Verità transculturale
Quando nel lontano 1980 apparve nelle librerie il sesto volume della celebre enciclopedia edita da Curcio, Le Grandi Avventure dell’Archeologia, ero reduce da tre sole ma intensissime sessioni di ricerca antropologica sul campo, condotte tra l'Africa e la Mesoamerica.
I miei diari registravano l'esperienza del 1976 nella cittadina multietnica di Isiolo, a nord del Monte Kenya; il soggiorno del 1978 nel piccolo villaggio di indios Huave di Santa Maria del Mar, nell’istmo di Tehuantepec (Oaxaca, Messico); e la campagna del 1979 a Malakal, nella Provincia del Nilo Superiore (Sud Sudan).
Oltre agli usuali problemi d’ordine burocratico e alle aspre difficoltà logistiche che attendono immancabilmente al varco ogni ricercatore che non intenda operare esclusivamente "a tavolino", in quegli anni ero già incorso in diverse avventure sul campo, tutte fortunatamente terminate a lieto fine. Dopo aver collaborato con le mie diapositive personali (raccolte tra Messico, Grecia e Italia meridionale) all’apparato iconografico di quell'enciclopedia, pensai che sarebbe stato fantastico riuscire a realizzare l’“equivalente” antropologico. Si trattava di un progetto forse troppo grande per le mie forze di allora, e non andò in porto.
Oggi, ritengo che l'età e l'esperienza accumulata mi consentano finalmente di presentare ai lettori questa nuova trilogia interamente dedicata agli Antropologi. Vi ho raccolto, debitamente illustrate da immagini d'epoca e documenti d'archivio, le schede biografiche e scientifiche di 61 personaggi d'eccezione, oltre alla disamina di una complessa spedizione antropologica intercontinentale svoltasi tra l'America del Nord e l'Asia a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Oltre l'asetticità accademica: l'importanza del percorso esistenziale
Se possiamo affermare che, in generale, conosciamo i contributi fondamentali apportati alla disciplina dai numerosi studiosi incontrati sul nostro cammino accademico, al di là di teorie, modelli, correnti di pensiero e scuole nazionali, sappiamo invece poco o nulla dei loro singoli e diversificati percorsi esistenziali. Spesso, al di là delle righe formali scritte nei saggi, c’è esclusivamente il nulla, laddove non si sia approfondita la vita privata e umana del ricercatore.
Ritengo questa circostanza determinante per comprendere appieno ciò che si ritrova all’interno di un discorso scientifico. Gli uomini e le donne che hanno un posto in questa mia galleria virtuale valgono non solo per ciò che hanno formalizzato nelle aule universitarie o descritto nelle monografie, ma per l'essenza stessa del loro vissuto. Man mano che mi sono addentrato nelle loro biografie, sono rimasto colpito dalle profonde passioni che li hanno guidati su itinerari esistenziali strabilianti, spesso in epoche in cui ogni spostamento risultava pionieristico, pericoloso o apparentemente impossibile. Ci si doveva inoltrare con pochissimi mezzi e scarsi riconoscimenti in territori geografici e umani mai violati prima, osservando e partecipando alla vita di comunità diverse, rischiando frequentemente la vita in nome della Verità.
Questo primo volume raccoglie i primi venti protagonisti della disciplina. Alcuni di essi si spinsero nelle inesplorate boscaglie del Mato Grosso e del Paraguay popolate dalle tribù indie (dove un ricercatore italiano vi perderà tragicamente la vita); altri vissero tra i pellerossa dei semi-desertici altopiani del Far West, arrivando ad "andare nativi" per registrarne i canti tradizionali e difenderne la sopravvivenza. Nell'Insulindia incontrarono i cacciatori di teste del Borneo e studiarono gli isolani di Alor; nell'Asia sud-orientale si imbatterono nelle comunità nomadi marittime delle barche e delle montagne. Più volte attraversarono da ovest a est il Continente Nero: nell'Africa centro-orientale documentarono una moltitudine di popoli, mentre in quella occidentale un colpo di fortuna li fece incappare in un vecchio e cieco griot, custode di una tradizione orale millenaria capace di svelare la conoscenza astronomica della stella nana Sirio B.
Il saggio ripercorre le indagini sui gruppi nilotici condotte dai padri dello struttural-funzionalismo, l'opera di chi riscoprì lo spessore delle civiltà autoctone africane, e le ricerche di un maestro a me molto caro, Vinigi Lorenzo Grottanelli, che scelse l'Africa nera come campo d'azione muovendosi tra Etiopia, Somalia e Ghana. Gli Inuit (gli storici eschimesi del Grande Nord) trovano qui un eccezionale testimone "emico", ovvero dall'interno della cultura, avendo sposato una donna nativa; così come la Siberia artica e le isole dell'Oceania (Nuova Guinea, Salomone, Polinesia) sono rappresentate dalle indagini sul campo di donne e scienziati inarrestabili.
Galleria Biografica
L'onore di aprire il volume spetta allo studioso tedesco Adolf Bastian, mente enciclopedica che fondò a Berlino il primo Museo Etnografico del mondo e trascorse quasi un terzo della propria esistenza in complessi viaggi intorno alla Terra, trasformando l'inesauribile curiosità per il "diverso" in una straripante passione scientifica per l'Etnologia.
- 1. Adolf Bastian (1826-1905): Le "idee elementari" delle culture umane. Il profilo dello studioso tedesco, considerato a pieno diritto uno dei padri fondatori dell'etnologia contemporanea e dell'antropologia museale.
- 2. Hugo Adolf Bernatzik (1897-1953): Tra "gli spiriti delle foglie gialle". L'opera e le spedizioni sul campo di uno dei massimi etnologi, fotografi e viaggiatori della scuola austriaca del Novecento.
- 3. Carl Alfred Bock (1849-1932): Tra i miti e le realtà del Borneo favoloso. Le rotte dell'esploratore ed etnografo norvegese, passato alla storia come uno dei primissimi studiosi scientifici dei Dayaks e dei cacciatori di teste.
- 4. Guido Boggiani (1861-1902): Un artista tra gli indios del Mato Grosso. La tragica e straordinaria vicenda del pittore, fotografo ed etnografo italiano, scomparso e ucciso in circostanze misteriose all'interno del perimetro paraguaiano.
- 5. George Catlin (1796-1872): Il difensore delle praterie. Il profilo del celebre pittore-etnografo che spese l'intera esistenza per difendere e documentare sulla tela il mondo in rapida e drammatica scomparsa degli indiani d'America.
- 6. Frank Hamilton Cushing (1857-1900): La saga di Ténatsali “Fiore medicinale”. La disamina di uno dei più singolari, geniali e d'avanguardia esponenti della Storia dell'Antropologia, celebre per essere "andato nativo" tra gli Zuñi del Nuovo Messico.
- 7. Maria Antonina Czaplicka (1884-1921): L'inverno siberiano. L'epica e rigorosa ricerca sul campo condotta dall'antropologa polacca nell'artico siberiano lungo le coste del Mar Glaciale Artico.
- 8. Jan Czekanowski (1882-1965): Un polacco in Africa centrale. Il protagonista della prima grande missione scientifica multidisciplinare nella regione dei Grandi Laghi e fondatore della Scuola Polacca di Antropologia.
- 9. Luigi Maria D'Albertis (1841-1901): Un genovese in Nuova Guinea. Le spedizioni del primo europeo a esplorare sistematicamente il bacino del fiume Fly e la terra degli uccelli del paradiso.
- 10. Frances Theresa Densmore (1867-1957): La voce dei Nativi. La grandiosa opera etnomusicologica di salvaguardia sonora focalizzata sui canti tradizionali degli Indiani delle Pianure americane.
- 11. Karl von den Steinen (1855-1929): Lo Xingú, un remoto angolo di mondo. Le complesse ed eccezionali esplorazioni scientifiche nel Mato Grosso che lo hanno consacrato come il vero “padre dell'etnologia brasiliana”.
- 12. Germaine Dieterlen (1903-1999): Tra i "sapienti" Dogon del Mali. Gli storici e rivoluzionari studi sull'Africa occidentale, focalizzati sui complessi sistemi cosmologici, mitologici e astronomici dei Dogon.
- 13. Cora Alice Du Bois (1903-1991): Storie di vita nelle Indie Olandesi. Le indagini condotte dall'antropologa americana nell'isola di Alor, pilastro fondamentale per gli studi sulla relazione tra cultura e personalità dei nativi.
- 14. Fred Eggan (1906-1991): L'antropologo moderno. Lo studioso statunitense che ha saputo coniugare mirabilmente l'etnologia storica di matrice boasiana con lo struttural-funzionalismo britannico.
- 15. Edward Evan Evans-Pritchard (1902-1973): Lo studio sistematico del popolo dei Nuer. Il profilo del maestro indiscusso dell'antropologia sociale britannica, che ridefinì i modelli dello struttural-funzionalismo attraverso lo studio dei sistemi politici e religiosi africani.
- 16. Sir Raymond William Firth (1901-2002): Un "ragazzo" tra i Maori. L'opera dell'antropologo neozelandese, celebre per le sue rigorose indagini di antropologia economica e sociale tra le comunità della Polinesia.
- 17. Peter Freuchen (1886-1957): Il “Grande Peter” degli Inuit artici. La vita avventurosa e l'opera emica dell’esploratore e antropologo danese che visse stabilmente tra i nativi del Grande Nord.
- 18. Leo Frobenius (1873-1938): La rivoluzione della storia africana. Attraverso dodici spedizioni audaci e sistematicamente "fuori dal coro", lo studioso tedesco rivoluzionò gli studi etno-antropologici, restituendo al Continente Nero la dignità della propria storia.
- 19. Marcel Griaule (1898-1956): Dalle biblioteche alle piste dell'Africa occidentale. L'antropologo francese, maestro di generazioni di ricercatori, celebre per aver svelato i complessi sistemi mitologici dell'universo Dogon.
- 20. Vinigi Lorenzo Grottanelli (1912-1993): La via maestra dell'etnologia italiana. Un nome che spicca nella ricerca sul campo e nell'analisi teorica internazionale, fondamento e filiazione accademica per l'intera opera dell'autore.
- Introduzione
- Il periplo delle culture: Nove storici viaggi transcontinentali durati venticinque anni. Il primo giro del mondo (1851-1859), la seconda campagna in Asia-Europa (1861-1866) e la fondazione del Museo Etnografico di Berlino nel 1873. Le successive spedizioni in Africa, nelle Americhe e in Oceania (1875-1905).
- L'apparato teorico: La formulazione del concetto cardine delle Elementargedanken (le "idee elementari" dello spirito umano).
- Le grandi ricognizioni visive: Le storiche spedizioni in Africa condotte tra il 1924 e il 1931 (tra le comunità del Maghreb, i Nuer, gli Shilluk, i Dinka, i Nuba, i Bongo, i Bari, i Mangbetu, i Lunda, i Herero, i Tikar e i Bidyogo nelle isole Bissagos).
- L'orizzonte oceanico e asiatico: La campagna nel Pacifico alle isole Salomone (1932), la spedizione in Nuova Guinea (1933) e le indagini etnografiche nell'Asia sud-orientale del 1936-1937 (tra i Mokèn dell'arcipelago Mergui, i Phii Thong Luang, i Moi e i Meo).
- L'Insulindia e il Regno del Siam: La spedizione tra i Dayak del Borneo in Indonesia (1878-1880), la documentazione del primo incontro ravvicinato con le comunità antropofaghe e le successive indagini in Thailandia e nel Laos (1882-1883).
- Il dramma del Chaco: Il lungo e intimo soggiorno di ricerca tra i Chamacoco e i Caduveo del Paraguay (1888-1893). L'avventurosa e fatale spedizione alla ricerca di una tribù misteriosa, conclusasi con la sua tragica scomparsa nella wilderness nel 1901.
- Il corpus dei Nativi Nordamericani: L'analisi monumentale delle quaranta tribù documentate sul campo, tra cui: Assiniboine, Blackfoot, Cherokee, Chippewa, Choctaw, Comanche, Cree, Crow, Mandan, Omaha, Osage, Pawnee, Seminole, Sioux e Wichita.
- L'osservazione partecipante radicale: La spedizione etnografica tra i Pueblos Zuñi del Nuovo Messico (1879) e la successiva conduzione della Hemenway Southwestern Archaeological Expedition (1886-1888) in Arizona, fino agli scavi nelle Keys della Florida.
- La frontiera dello Yenisey: Gli anni di studio in Gran Bretagna (1910-1914) e l'organizzazione della celebre ed epica spedizione scientifica nella Russia siberiana (1914-1915) per documentare i popoli artici dello Yenisey.
- Dai Grandi Laghi alle Kenesse lituane: La partecipazione alla Spedizione Germanica nell’Africa Centrale (studi su Tutsi, Hima, Nyoro, Hutu, Sukuma, Batwa, Bari, Zande e Mangbetu). La successiva attività accademica in Polonia e l'intervento antropologico del 1942 a Trakai (Lituania) per dimostrare le ascendenze tataro-alaniche della minoranza dei Caraiti, salvandoli dallo sterminio
Indice analitico dettagliato • Capitoli, itinerari e popoli studiati
1. Adolf Bastian (1826-1905)
2. Hugo Adolf Bernatzik (1897-1953)
3. Carl Alfred Bock (1849-1932)
4. Guido Boggiani (1861-1901)
5. George Catlin (1796-1872)
6. Frank Hamilton Cushing (1857-1900)
7. Maria Antonina Czaplicka (1884-1921)
8. Jan Czekanowski (1882-1965)
- La penetrazione del fiume Fly: Le tre storiche e discusse campagne di esplorazione biologica ed etno-antropologica condotte in Nuova Guinea negli anni 1871-1873, 1875-1876 e 1877.
- L'archivio sonoro delle praterie: La registrazione sistematica sul cilindro fonografico dei canti sacri e tradizionali dei gruppi nativi: Dakota e Lakota Sioux, Ojibwa, Mandan, Hidatsa, Arapaho, Cheyenne, Pawnee, Seminole e Pueblo.
- Dallo Xingú alla Polinesia: La prima storica spedizione nel Mato Grosso brasiliano (1884) e la seconda monumentale campagna scientifica lungo il bacino del fiume Xingú (1887-1888). Le successive indagini etno-grafiche alle isole Marchesi in Polinesia (1897-1898).
- La cosmogonia astronomica occidentale: La missione Sahara-Camerun (1937) e gli storici studi sul campo tra i Bambara del Mali (1946). Le sistematiche campagne etno-astronomiche condotte tra il 1960 e il 1970 e la successiva missione del 1998 condotta insieme a Jean Rouch tra i Dogon del Mali per documentare il segreto di Sirio B.
- Cultura e Personalità: Le indagini comparative tra i Wintu americani, i Trobriandesi, i Kwakiutl e gli Inuit. La storica e fondamentale ricerca sul campo nelle Indie Olandesi presso l'isola di Alor (1937-1939), seguita dalle sessioni nella regione di Orissa in India (1954-1972).
- Il metodo comparativo controllato: Gli studi sistematici sulle strutture di parentela e archeologiche tra gli indiani Hopi, Zuñi, Acoma, Laguna, Choctaw, Cheyenne e Arapaho, e le successive campagne nelle Filippine sui Tinguian.
- L'antropologia sociale e l'ordine politico: Le monografie fondamentali condotte nell'Africa nilotica e sudanese tra le comunità degli Anuak, degli Shilluk, dei Nuer e degli Azande, affiancate dalle successive ricerche storiche sui Senussi della Cirenaica.
- L'etnografia dei sistemi polinesiani: L'analisi strutturale ed economica condotta sul campo tra le comunità dei Maori in Nuova Zelanda, tra i nativi di Tikopia in Polinesia e le successive indagini condotte in Malaysia.
- L'immersione emica nell'Artico: Una vita avventurosa interamente trascorsa e integrata tra le comunità degli Inuit (Eschimesi) tra la Groenlandia, l'Artico canadese, l'Alaska e la Siberia.
- La morfologia culturale (Kulturmorphologie): La disamina delle sue dodici monumentali missioni di ricerca sul campo condotte in tutto il continente africano, in India e in Giordania tra il 1904 e il 1935.
- L'epopea della Dakar-Gibuti: Le prime ricerche sul campo in Etiopia e la partecipazione alla storica missione transafricana Dakar-Gibuti. Gli intensi e prolungati studi sul campo tra i Dogon del Mali, pilastro dell'etnologia francese.
- La scuola etnologica italiana: Le prime campagne in Somalia tra i Sab, i Bajuni e i Bon; la partecipazione alla Missione scientifica al Lago Tana in Etiopia e le storiche, prolungate campagne condotte in Ghana alla guida della Missione Etnologica Italiana tra gli Nzema.
- Bibliografia
9. Luigi Maria D'Albertis (1841-1901)
10. Frances Theresa Densmore (1867-1957)
11. Karl von den Steinen (1855-1929)
12. Germaine Dieterlen (1903-1999)
13. Cora Alice Du Bois (1903-1991)
14. Fred Eggan (1906-1991)
15. E. E. Evans-Pritchard (1902-1973)
16. Sir Raymond William Firth (1901-2002)
17. Peter Freuchen (1886-1957)
18. Leo Frobenius (1873-1938)
19. Marcel Griaule (1898-1956)
20. Vinigi Lorenzo Grottanelli (1912-1993)
LE GRANDI AVVENTURE DELL’ANTROPOLOGIA
Antropologi culturali, sociali, fisici, applicati, etnologi, etnografi, etnomusicologi, etnostorici. Vol. 1: da Adolf Bastian a Vinigi L. Grottanelli
E-Book e versione cartacea in bianco e nero di grande formato (16,99 x 24,4), 171 pp., 87 note, 145 immagini (10 sono dell'A.)
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