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Sono assieme a Simonie Alainga, uno dei più grandi cacciatori e leaders eschimesi (Inuit). Frobisher Bay (Iqaluit), isola di Baffin, Artico canadese Orientale, già |
Northwest Territories (oggi Nunavut), settembre 1983. Simonie infatti apparteneva alla Baffin Regional Inuit Association e presiedeva l'Iqaluit Education Society, ma, prima di tutto, come orgogliosamente mi disse, era un cacciatore (© Franco Pelliccioni) |
Il fuoco della passione per gli “usi e costumi” dei
popoli del mondo che, nonostante l’età, ancora cova dentro di me, ha la sua
origine in quella che è stata la mia spiccata curiosità giovanile.
Nel tempo
consolidatasi scientificamente, grazie a continui studi e ricerche.
Del resto,
quando ho svolto le mie prime indagini museologiche e bibliografiche presso
l’Istituto Italo-Africano di Roma, il Museo Pigorini al Collegio Romano - sui
Turkana del lago Rodolfo - e la Biblioteca Specializzata del Museo Pigorini,
alla quale potevano accedere solo gli studiosi, o i laureandi, avevo solo
sedici anni e dovetti avere una speciale autorizzazione dall’allora
Sovrintendente del Museo, l’archeologo Claudio Sestieri.
Nel Museo Pigorini
avrei anche incontrato, per la prima volta, il grande etnologo Vinigi
Grottanelli.
Ero invece un diciannovenne, allorché nel 1966
pubblicai sulla rivista Africa, di Roma il mio primo
“pezzo” scientifico: la recensione di un libro in lingua inglese.
Appena diplomato Ragioniere e Perito Commerciale, ho
iniziato un corso universitario assai lontano dai miei veri interessi:
l’Economia e Commercio.
Anche se l’avrei arricchito con discipline insegnate a
Lettere, Magistero e Scienze Politiche.
Nel contempo in questi anni proseguivo
miei studi etno-antropologici e la collaborazione alle riviste scientifiche veniva
ampliandosi.
Ottenendo i primi riconoscimenti universitari come Cultore della
Materia, in Antropologia Culturale dalla Facoltà di Scienze Politiche di
Bologna e dall’Università di Cassino e in Antropologia Sociale dalla LUISS di
Roma.
Frattanto davo inizio alle mie prime ricerche sul terreno in Africa
(Kenya e Sudan) e in Mesoamerica (Messico).
Così, dopo essere stato Ricercatore
Associato nell’Università di Nairobi (Kenya) e in quella di Khartoum (Sudan),
avrei anche ottenuto due contratti per insegnare nelle Università di Salerno e
di Firenze (poi non attivato per mancanza di fondi).
Sempre da giovanissimo, la mia non nascosta passione
per le culture “altre” mi avrebbe fatto incontrare diversi Maestri
dell’Etnologia, dell’Antropologia Culturale, della Sociologia, della Storia
dell’Africa, che furono prodighi di consigli e di incoraggiamenti nei miei
confronti: Vinigi Grottanelli, Bernardo Bernardi, Tullio Tentori, Vittorio
Lanternari, Gianni Statera, Teobaldo Filesi, Carlo Giglio, Salvatore Bono e, in
seguito, tanti altri.
In questi ultimi anni ho quindi creato, passo dopo
passo, come un buon artigiano, ogni prodotto culturale.
Collaborando a diverse
riviste, anche straniere e, per 13 anni, con “articoli di spalla” [cioè i più
importanti] alla Terza Pagina (culturale) dell’Osservatore Romano e
al suo Supplemento Domenicale.
Realizzando come autore, non solo
per Amazon, 35 libri di divulgazione scientifica e viaggi, anche in inglese o
bilingui.
Oltre a due libri come coautore.
Ricordo come la prima e la seconda
bozza di quello stampato nell’ormai lontano 1979 (Processi di comunicazione
nell’ambito urbano, a cura di Claudio Stroppa, Pàtron editore, nel quale
c’è un mio saggio sui “Parking Boys” di Nairobi) dovettero essere “controllate”
da un altro dei coautori del volume, il sociologo urbano e rurale Franco
Martinelli.
Poiché all’epoca ero impegnato in una ricerca sul campo in Africa.
Poi, nonostante abbia sempre cercato di conservare un
“profilo basso”, ritenendo che non sia necessario dimostrare niente a nessuno,
in un mondo in cui la lettura e l’amore per i libri si sta gradatamente
affievolendo, forse è qui il caso di sottolineare come Research Gate,
il gigantesco portale dei ricercatori e scienziati di tutto il mondo (dove
troviamo, ad esempio, i virologi, epidemiologi, infettivologi, pneumologi che
abbiamo conosciuto in televisione), il 5 novembre 2021 mi ha comunicato che ho
raggiunto la “pietra miliare” delle 900 reads. [5.237 al 10.10.2024]
Anche se, essendo
iscritto solo dal febbraio del 2020, ritengo sia forse più interessante il
punteggio acquisito di 13,01 [36,1 al 10 ottobre 2024].
Superiore a quello del 57,5% di tutti gli
scienziati presenti sulla piattaforma, mentre l’interesse scientifico per le
mie ricerche è pari al 16,6, superiore a quello del 36% dei ricercatori.
Nonostante questo coacervo di numeri che, a chi legge,
può perfino sembrare noioso, non nascondo che essi costituiscano per
me un’ulteriore enorme soddisfazione, e un’indubbia attestazione, sia pure
indiretta, dell’accuratezza di ciò che pubblico nei miei libri.
https://www.amazon.com/Franco-Pelliccioni/e/B01MRUJWH1/ref=ntt_dp_epwbk_0 (Pagina
Autore USA);
https://www.amazon.it/Franco-Pelliccioni/e/B01MRUJWH1/ref=dp_byline_cont_book_1 (Pagina
Italiana)
https://www.researchgate.net/profile/Franco-Pelliccioni
(Researchgate, il Portale dei ricercatori di
tutto il mondo)
Ecco un piccolo campione dei miei libri (E-Book, versioni cartacee a colori e
in bianco e nero):
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IL GIRO DEL MONDO IN 15 TRENI…TRANSCONTINENTALI E DI LUSSO, DI PENETRAZIONE COLONIALE E MILITARE, DEI CERCATORI D’ORO, DEGLI HAJJI, “ALPINISTICI" (241 pp., 222 foto) |
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VIAGGI IN EGITTO 1980-2009. Crociera aerea e fluviale sul Nilo; ai confini con il Sudan, alla ricerca di Berenice Trogloditica e della “carovaniera degli 11 giorni”; nel Sinai (277 pp., 271 foto) |
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LE GRANDI AVVENTURE DELL’ANTROPOLOGIA | Antropologi culturali, sociali, fisici, applicati, etnologi, etnografi, etnomusicologi [62 Personaggi della Storia dell’Antropologia] ALLA SCOPERTA DEL MONDO. ARCHEOLOGI, ESPLORATORI, GRANDI VIAGGIATORI, GEOLOGI, NATURALISTI, PALETNOLOGI (77 Personaggi della Storia delle Esplorazioni) |