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venerdì 5 giugno 2026

390. Dal Papiro di Ebers alla Boswellia: un filo rosso lungo 3500 anni tra medicina dei Faraoni e archeologia

Figura 101“Piazza Rumele [Midan Salah ad-Din] e la Moschea di Hassan”, Incisione dal libro: L’Egitto antico e moderno dell’archeologo Georg Moritz Ebers, 1893 (1878)

Oggi, mentre svolgevo alcune ricerche in lingua inglese sulle proprietà della Boswellia (la pianta da cui si ricava l'incenso), mi sono imbattuto in un documento scientifico che ha risvegliato immediatamente i miei ricordi di viaggio e di studio. 
Il testo menzionava un celebre egittologo tedesco il cui nome mi è particolarmente caro: Georg Ebers.

Georg Moritz Ebers (1837-1898)



Chi ha letto il mio libro "VIAGGI IN EGITTO 1980-2009" sa bene quanto io sia legato a questa figura. 
All'interno del volume ho voluto inserire ben dieci stupende incisioni d'epoca tratte proprio dalla sua monumentale opera sull'Egitto, citando più volte le sue acute riflessioni. 
Penso ad esempio a quando Ebers, contemplando Il Cairo, cercava di spiegarsi "il fascino che questa ammirabile città non manca mai d’esercitare"
Ammetteva che non fosse una città convenzionalmente "bella" e che i monti su cui si appoggia, come il Moqattam, fossero privi di vegetazione. 
Eppure, scriveva, bastava "una cavalcata in essa" per scoprire un caleidoscopio storico-culturale unico. 
D’altronde, si domandava retoricamente: "non si toccano qui colla fronte tre parti del mondo?
"Ma torniamo alla Boswellia. Nel suo studio "Boswellic Acids in Chronic Inflammatory Diseases" (Planta Med, Stoccarda/New York, 2006), il farmacologo H.P.T. Ammon ricorda che la "medicina dell'incenso" fa la sua prima comparsa documentata nella storia proprio nel celebre Papiro di Ebers (oggi custodito all'Università di Lipsia).
Questo straordinario rotolo di 20 metri fu rinvenuto nel 1862 tra le gambe di una mummia a Luxor. 
Il papiro di Ebers, 2012 (CC Some Rights reserved, Photohound)

 
Acquistato inizialmente da Edwin Smith, passò nelle mani di Ebers nel 1872 grazie a un mercante arabo. 
Il papiro è un vero scrigno di sapere pratico: risale al 1500 a.C. (sotto il regno del faraone Amenofi I) e contiene circa 900 formule mediche.
Secoli prima della moderna farmacologia, i medici egizi avevano già intuito il valore terapeutico di questa pianta. 
Come riporta la stessa enciclopedia medica contemporanea, agli acidi boswellici vengono oggi scientificamente attribuite spiccate proprietà antinfiammatorie, antireumatiche e antidolorifiche, ideali contro l'artrosi e l'artrite reumatoide.
Trovare la scienza medica del XXI secolo che convalida le intuizioni racchiuse in un papiro di 3500 anni fa è il fascino intramontabile dell'Egitto: una terra dove il passato non smette mai di dialogare con il nostro presente.
VIAGGI IN EGITTO 1980-2009. Crociera aerea e fluviale sul Nilo; ai confini con il Sudan, alla ricerca di Berenice Trogloditica e della “carovaniera degli 11 giorni”; nel Sinai 

(E-Book, versione cartacea a colori e in bianco e nero, 277 pp., 259 note, 271 immagini, di cui 242 a colori (230 foto sono dell’A.) 


Versione cartacea a colori: https://www.amazon.it/dp/B088N3WVYN

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TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE



 

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