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domenica 28 giugno 2026

400. Lisbona, tra Tradizione e Modernità: L'Insolita "Capitale-Vetrina" raccontata da un Antropologo.

 

Figura 197. Dipinto di J. T. Serres del 1811. Raffigura una nave britannica sul Tago, nei pressi della Torre, in mezzo al fiume [Torre de Santa Maria de Belém]

Le grandi città mondiali e le megalopoli contemporanee tendono, più o meno involontariamente, a omologarsi tra loro. La massiccia diffusione dei simboli globali e l'uso dell'inglese come lingua veicolare rischiano spesso di cancellare le identità locali. Eppure, esiste una capitale europea che, pur offrendo continui richiami visivi alle grandi metropoli del pianeta, conserva un'anima assolutamente unica e indipendente: Lisbona.

In questo mio volume, dal titolo “LISBONA, TRA TRADIZIONE E MODERNITÀ. ALLA SCOPERTA DI UN’INSOLITA CAPITALE-VETRINA ATLANTICA”, ho voluto applicare lo sguardo della ricerca antropologica a una città che ha rappresentato per secoli il confine occidentale e il trampolino di lancio dell'Europa continentale verso l'Atlantico.

I mille volti di una metropoli globale

Ad uno sguardo superficiale, Lisbona sembra giocare a nascondino con le geografie del mondo. Passeggiando per i suoi quartieri, il visitatore viene colto da continui déjà-vu. Come Roma: si snoda e si arrampica su sette colli storici, affacciandosi sul grande estuario del fiume Tago. Come San Francisco: è solcata da storici tram che affrontano pendenze mozzafiato, e unisce le due sponde del fiume con il ponte sospeso 25 de Abril, quasi una copia carbone del Golden Gate. Come Parigi: sfoggia l'imponente Avenida da Liberdade, un lungo boulevard alberato che ricalca l'eleganza degli Champs-Élysées, culminando in un monumentale Arco di Trionfo. Come Rio de Janeiro: accoglie i viaggiatori con la gigantesca statua del Cristo Rei collocata sull'Outra Banda, l'altra sponda del fiume. Eppure, dietro queste somiglianze si cela una realtà fattuale ben più complessa e affascinante.

Una testa imperiale su un corpo modesto.

L'aspetto che più mi ha impressionato è la straordinaria opulenza e la grandeur della città, se rapportata al numero relativamente esiguo dei suoi abitanti e alle dimensioni attuali del Portogallo. Lisbona vive un paradosso simile a quello di Vienna: è un'enorme testa monumentale adagiata su un corpo modesto.

Il mistero di questa ricchezza architettonica si svela guardando al passato coloniale.

Fin dal XV secolo, con le rotte tracciate da Vasco da Gama e Cabral e la successiva spartizione diplomatica del Trattato di Tordesillas (1494), Lisbona è stata la cassaforte di immense ricchezze provenienti da Africa, Asia e America. Re Manuel I investì questi tesori d'oltremare per finanziare lo sviluppo urbanistico della città, dando vita al manuelino, l'unico stile architettonico e decorativo originario e puramente portoghese, i cui massimi esempi sono la celebre Torre di Belém e l'imponente Mosteiro dos Jerónimos.

Dalla Casbah dei Mori alla città risorta dal terremoto.

La storia di Lisbona è leggibile sulle facciate dei suoi edifici e nella conformazione delle sue strade. Nel quartiere collinare dell'Alfama, la vecchia città moresca è giunta quasi intatta fino a noi, preservando la sua struttura labirintica a casbah fatta di vicoli (becos), scale e angoli ciechi. La cultura dei Mori ha lasciato un'impronta indelebile anche nell'elemento visivo più celebre del paese: gli azulejos, le caratteristiche mattonelle dipinte con i colori dell'oceano, utilizzate da secoli sia per decorare gli interni sia per proteggere ed economizzare la manutenzione delle facciate esterne.

Ma Lisbona è anche una splendida araba fenice.

Il centro cittadino che ammiriamo oggi è il risultato della ricostruzione seguita al catastrofico terremoto del 1755 (che superò la magnitudo di 8.6 della scala Richter). Un evento traumatico di cui oggi possiamo osservare la memoria sia nel grandioso pannello piastrellato del Museu Nacional do Azulejo – che mostra la città prima del sisma – sia nei moncherini degli archi della chiesa del Carmo, che svettano dal Bairro Alto, come fantasmi a perenne memoria della vulnerabilità umana.

Ecco la mappa dettagliata del viaggio storico, urbano e antropologico attraverso le due parti del volume:

PARTE PRIMA: La Struttura Urbana e i Luoghi dell'Identità.

Introduzione: Le grandi esplorazioni geografiche portoghesi e l’impero d’oltremare, alla base del grandioso sviluppo della città di Lisbona.

Cap. 1: Dopo il terremoto del 1755, la città di Lisbona, come l’araba fenice, risorge dalle sue ceneri. Cap. 2 & 3: Passeggiando per Lisbona: l’Alfama, la Baixa e la «città» pombalina. Cap. 4: Nel Bairro Alto di Lisbona, dove è nato il canto dell’anima portoghese: il Fado. Il Chiado. Cap. 5: “Al di là” del centro di Lisbona: Outra Banda, Estrela, Lapo (Il Museo di Arte Antica). Cap. 6: Un’«avventura urbana»: sferragliando tra le colline di Lisbona, con il Tram 28. Cap. 7, 8 & 9: I custodi della memoria: Il Museo Etnografico della Società Geografica, il Museo della Fondazione Gulbenkian e il Museu Nacional do Azulejo (Xabregas). Cap. 10: Oceanário, Parque das Nações, Zona Oriental e l'Acquario Vasco da Gama. Cap. 11, 12, 13 & 14: L'epopea di Belém: Il Mosteiro dos Jerónimos (capolavoro dello stile manuelino), il Museu da Marinha (Museo Marittimo), il Padrão dos Descobrimentos e la Torre simbolo dell'età d'oro. Cap. 15: La Costa de Lisboa: Escursione a Sintra (Palácio Nacional), Cabo da Roca e la “Costa Azzurra” portoghese (Cascais-Estoril).

PARTE SECONDA: Ritorno a Lisbona ed Evoluzione Storica

Cap. 16: Premessa: Vagabondaggi casuali e mirati, per approfondire la conoscenza di ciò che è noto e “scoprire” nuovi luoghi e prospettive. Cap. 17: Dall’Alfama alle stupefacenti scoperte archeologiche nell’antico Campo das Cebolas. Cap. 18: Una pagina buia della storia di Lisbona: la Chiesa di São Domingos e il monumento che ricorda il massacro degli ebrei convertiti il giorno di Pasqua del 1506. Cap. 19: Osservando la Praça do Comércio dall’alto dell’Arco Trionfale: 19.1 Prima del terremoto del 1755: Il Palazzo da Ribeira e il Terreiro do Paço. 19.2 Dopo il terremoto del 1755: la Praça do Comércio come nuovo centro direzionale amministrativo, politico e commerciale del Portogallo. 19.3 Una lunga “passeggiata ad arco”: il lungofiume, l’antico cantiere navale e l’arsenale, la stazione di Cais do Sodré, il “nuovo” Mercato da Ribeira, Chiado, Bairro Alto, la funicolare Bica e la funicolare Gloria. 

Cap. 20: Per concludere: Un tramonto a Lisbona.

APPENDICE: Approfondimenti Storici e Sismologici: I Cavalieri Ospedalieri dell’Ordine di San Giovanni e i Templari tra i crociati che nel 1147 aiutarono Afonso Henriques a scacciare i Mori dal Castello di São Jorge. La chiesa di Santa Luzia e São Brás. Digressione sugli Ordini Militari-Religiosi (Templari, Ospedalieri, Teutonici). “Ritrovato” all’inizio del XX secolo il terremoto “dimenticato” del 1531. Gli altri terremoti di Lisbona.

Questo libro non è semplicemente una guida, ma un diario di viaggio antropologico e storico-culturale dedicato a chiunque voglia superare la superficie turistica e comprendere i segreti profondi di una delle capitali più affascinanti d'Europa.

Il volume è disponibile nelle edizioni digitale, a colori e in bianco e nero. La versione cartacea è di grande formato (16,99 x 24,4): 243 pp., 259 note, 288 foto, di cui 278 a colori (248 provengono  dalla mia fototeca).

https://www.amazon.it/dp/B08R6CZGR6

https://www.amazon.it/dp/B08RRKNH4V


Ma anche in una versione non illustrata:




TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE.








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