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Figura
197. Dipinto di J. T. Serres del 1811. Raffigura una nave
britannica sul Tago, nei pressi della Torre, in mezzo al fiume [
Le grandi città mondiali e le megalopoli contemporanee tendono, più o meno involontariamente, a omologarsi tra loro. La massiccia diffusione dei simboli globali e l'uso dell'inglese come lingua veicolare rischiano spesso di cancellare le identità locali. Eppure, esiste una capitale europea che, pur offrendo continui richiami visivi alle grandi metropoli del pianeta, conserva un'anima assolutamente unica e indipendente: Lisbona.
In questo mio volume, dal titolo “LISBONA, TRA TRADIZIONE E
MODERNITÀ. ALLA SCOPERTA DI UN’INSOLITA CAPITALE-VETRINA ATLANTICA”, ho voluto
applicare lo sguardo della ricerca antropologica a una città che ha
rappresentato per secoli il confine occidentale e il trampolino di lancio
dell'Europa continentale verso l'Atlantico.
I mille volti di una metropoli globale
Ad uno sguardo superficiale, Lisbona sembra giocare a
nascondino con le geografie del mondo. Passeggiando per i suoi quartieri, il
visitatore viene colto da continui déjà-vu. Come Roma: si snoda e si arrampica
su sette colli storici, affacciandosi sul grande estuario del fiume Tago. Come
San Francisco: è solcata da storici tram che affrontano pendenze mozzafiato, e
unisce le due sponde del fiume con il ponte sospeso 25 de Abril, quasi una
copia carbone del Golden Gate. Come Parigi: sfoggia l'imponente Avenida da
Liberdade, un lungo boulevard alberato che ricalca l'eleganza degli
Champs-Élysées, culminando in un monumentale Arco di Trionfo. Come Rio de
Janeiro: accoglie i viaggiatori con la gigantesca statua del Cristo Rei
collocata sull'Outra Banda, l'altra sponda del fiume. Eppure, dietro queste
somiglianze si cela una realtà fattuale ben più complessa e affascinante.
Una testa imperiale su un corpo modesto.
L'aspetto che più mi ha impressionato è la straordinaria
opulenza e la grandeur della città, se rapportata al numero relativamente
esiguo dei suoi abitanti e alle dimensioni attuali del Portogallo. Lisbona vive
un paradosso simile a quello di Vienna: è un'enorme testa monumentale adagiata
su un corpo modesto.
Il mistero di questa ricchezza architettonica si svela
guardando al passato coloniale.
Fin dal XV secolo, con le rotte tracciate da Vasco da Gama e
Cabral e la successiva spartizione diplomatica del Trattato di Tordesillas
(1494), Lisbona è stata la cassaforte di immense ricchezze provenienti da
Africa, Asia e America. Re Manuel I investì questi tesori d'oltremare per
finanziare lo sviluppo urbanistico della città, dando vita al manuelino,
l'unico stile architettonico e decorativo originario e puramente portoghese, i
cui massimi esempi sono la celebre Torre di Belém e l'imponente Mosteiro dos
Jerónimos.
Dalla Casbah dei Mori alla città risorta dal terremoto.
La storia di Lisbona è leggibile sulle facciate dei suoi
edifici e nella conformazione delle sue strade. Nel quartiere collinare
dell'Alfama, la vecchia città moresca è giunta quasi intatta fino a noi,
preservando la sua struttura labirintica a casbah fatta di vicoli (becos),
scale e angoli ciechi. La cultura dei Mori ha lasciato un'impronta indelebile
anche nell'elemento visivo più celebre del paese: gli azulejos, le
caratteristiche mattonelle dipinte con i colori dell'oceano, utilizzate da
secoli sia per decorare gli interni sia per proteggere ed economizzare la
manutenzione delle facciate esterne.
Ma Lisbona è anche una splendida araba fenice.
Il centro cittadino che ammiriamo oggi è il risultato della
ricostruzione seguita al catastrofico terremoto del 1755 (che superò la
magnitudo di 8.6 della scala Richter). Un evento traumatico di cui oggi
possiamo osservare la memoria sia nel grandioso pannello piastrellato del Museu
Nacional do Azulejo – che mostra la città prima del sisma – sia nei moncherini
degli archi della chiesa del Carmo, che svettano dal Bairro Alto, come fantasmi
a perenne memoria della vulnerabilità umana.
Ecco la mappa dettagliata del viaggio storico, urbano e
antropologico attraverso le due parti del volume:
PARTE PRIMA: La Struttura Urbana e i Luoghi
dell'Identità.
Introduzione: Le grandi esplorazioni geografiche portoghesi
e l’impero d’oltremare, alla base del grandioso sviluppo della città di
Lisbona.
Cap. 1: Dopo il terremoto del 1755, la città di Lisbona,
come l’araba fenice, risorge dalle sue ceneri. Cap. 2 & 3: Passeggiando per
Lisbona: l’Alfama, la Baixa e la «città» pombalina. Cap. 4: Nel Bairro Alto di
Lisbona, dove è nato il canto dell’anima portoghese: il Fado. Il Chiado. Cap.
5: “Al di là” del centro di Lisbona: Outra Banda, Estrela, Lapo (Il Museo di
Arte Antica). Cap. 6: Un’«avventura urbana»: sferragliando tra le colline di
Lisbona, con il Tram 28. Cap. 7, 8 & 9: I custodi della memoria: Il Museo
Etnografico della Società Geografica, il Museo della Fondazione Gulbenkian e il
Museu Nacional do Azulejo (Xabregas). Cap. 10: Oceanário, Parque das Nações,
Zona Oriental e l'Acquario Vasco da Gama. Cap. 11, 12, 13 & 14: L'epopea di
Belém: Il Mosteiro dos Jerónimos (capolavoro dello stile manuelino), il Museu
da Marinha (Museo Marittimo), il Padrão dos Descobrimentos e la Torre simbolo
dell'età d'oro. Cap. 15: La Costa de Lisboa: Escursione a Sintra (Palácio
Nacional), Cabo da Roca e la “Costa Azzurra” portoghese (Cascais-Estoril).
PARTE SECONDA: Ritorno a Lisbona ed Evoluzione
Storica
Cap. 16: Premessa: Vagabondaggi casuali e mirati, per approfondire la conoscenza di ciò che è noto e “scoprire” nuovi luoghi e prospettive. Cap. 17: Dall’Alfama alle stupefacenti scoperte archeologiche nell’antico Campo das Cebolas. Cap. 18: Una pagina buia della storia di Lisbona: la Chiesa di São Domingos e il monumento che ricorda il massacro degli ebrei convertiti il giorno di Pasqua del 1506. Cap. 19: Osservando la Praça do Comércio dall’alto dell’Arco Trionfale: 19.1 Prima del terremoto del 1755: Il Palazzo da Ribeira e il Terreiro do Paço. 19.2 Dopo il terremoto del 1755: la Praça do Comércio come nuovo centro direzionale amministrativo, politico e commerciale del Portogallo. 19.3 Una lunga “passeggiata ad arco”: il lungofiume, l’antico cantiere navale e l’arsenale, la stazione di Cais do Sodré, il “nuovo” Mercato da Ribeira, Chiado, Bairro Alto, la funicolare Bica e la funicolare Gloria.
Cap. 20: Per concludere: Un tramonto a Lisbona.
APPENDICE: Approfondimenti Storici e Sismologici: I
Cavalieri Ospedalieri dell’Ordine di San Giovanni e i Templari tra i crociati
che nel 1147 aiutarono Afonso Henriques a scacciare i Mori dal Castello di São
Jorge. La chiesa di Santa Luzia e São Brás. Digressione sugli Ordini
Militari-Religiosi (Templari, Ospedalieri, Teutonici). “Ritrovato” all’inizio
del XX secolo il terremoto “dimenticato” del 1531. Gli altri terremoti di
Lisbona.
Questo libro non è semplicemente una guida, ma un diario di
viaggio antropologico e storico-culturale dedicato a chiunque voglia superare
la superficie turistica e comprendere i segreti profondi di una delle capitali
più affascinanti d'Europa.
Il volume è disponibile nelle edizioni digitale, a colori e in bianco e nero. La versione cartacea è di grande formato (16,99 x 24,4): 243 pp., 259 note, 288 foto, di cui 278 a colori (248 provengono dalla mia fototeca).




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