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| Francobollo groenlandese del 1975, che commemora i 25 anni della Slædepatruljen, la "pattuglia in slitta" |
ANTEFATTO:
La Danmark-Ekspeditionen del 1906-1908 nella GROENLANDIA NORD-ORIENTALE era stata caratterizzata dalla morte di tre dei suoi ventotto membri. Tra i quali l’esploratore, insegnante e catechista groenlandese Jørgen Brønlund. Il suo corpo, ritrovato nel marzo del 1908, sarà lasciato nella grotta che aveva scavato.
Riguardo alla “pattuglia in slitta”:
Avendo l’abitudine di firmare e di datare ogni libro che leggo, ricordo a me stesso come nella campagna maremmana lessi nel 2000 l’omonimo e avvincente libro dello storico britannico David Howarth (...).
Un ufficiale di Marina che per lo Special Operations Executive diede vita al famoso Shetland Bus, che porterà in salvo nelle isole scozzesi numerosi membri della resistenza norvegese.
Howarth ha puntualmente ricostruito la nascita in funzione antigermanica, durante la Seconda Guerra mondiale, sulla remota e deserta costa nord-orientale dell’isola, delle North-East Greenland Sledge Patrols.
Pattuglie su slitte, ciascuna condotta da un volontario, per lo più composte da cacciatori danesi, norvegesi ed eschimesi.
15 pattuglie che, partendo dalla base di Eskimoness, a sud dell’isola Clavering (...), situata 560 km a nord di Scoresby Sound, dovevano controllare la costa (...).
In tutto ca. 800 km.
In realtà, ben 16.000, seguendo la linea costiera (...).
Dal 1953 le pattuglie hanno incluso nel nome la stella Sirio.
Essendo la più luminosa e in grado di “accompagnare” con la sua luce tutti coloro che si muovono, anche nel corso della notte polare.
Addentrandomi nella lettura, notai allora che un nome, che mi suonava famigliare, spuntava dalla parte dei “cattivi”.
Era del tedesco che nel 1942-43 comandava l’Operazione Holzauge.
Infatti nell’agosto del 1942 la Sachsen, che trasportava una spedizione meteorologica forte di diciannove uomini, era approdata nella Baia Hansa dell’isola Sabine, 110 km a nord di Eskimoness.
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| Eskimoness ("promontorio eschimese") è situata su una piccola penisola, sulla costa meridionale dell'isola di Clavering. Venne così chiamata dalla spedizione del 1929-30 di Lauge Koch, per la presenza di un insediamento Inuit abbandonato. Qui venne poi costruita una stazione radio e telegrafica. Dal 1941 al 1943 sarà il Quartier Generale della "pattuglia in slitta". Da qui i meteorologi trasmetteranno in codice i bollettini meteo, di vitale importanza per la navigazione, sia nell’Atlantico, che nell’Artico. (Mappa realizzata nel corso della nuova spedizione di Lauge Koch del 1931-34). |
Per molti mesi la loro presenza sfuggì a tutti, anche agli aerei.
Fino al marzo del 1943, quando le slitte di una pattuglia si imbatterono nelle “impronte, impronte umane… scarpe con i tacchi” (...).
I volontari avevano avuto infatti l’incarico di dare un’occhiata anche all’isola Sabine.
Così, proseguendo nella Germania Harbour, in una baracca scopriranno una stufa accesa, tazze di caffè, due baionette, giubba con svastica sul petto…
Da quel momento si andò innescando una breve guerriglia, che causò un morto, l’incendio di Eskimoness, il bombardamento aereo della base germanica, l’arresto del comandante tedesco.
Comandante che si chiamava Hermann Ritter.
Anche se era trascorso molto tempo da quando nel 1989 l’avevo “incontrato” in un altro libro, era un personaggio leggendario.
Nel 1913 aveva accompagnato, in una delle sue spedizioni artiche, il Principe Alberto I di Monaco nelle Svalbard.
Dopo essere stato capitano di navi mercantili, tornerà lassù nel 1931.
Cacciando per cinque anni in una delle zone più remote nel nord dell’isola Spitsbergen, dove per molti decenni ancora la costa sarebbe stata caratterizzata dalla banchisa permanente.
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| Christiane ed Herman Ritter, Svalbard |
E dire che nel libro: Una donna nella notte polare (1953), Christiane Ritter lo aveva sempre chiamato “mio marito”, senza mai indicarne il nome.
Eppure l’amore per lui, oltre che per l’avventura, la porterà a condividere la sua capanna nell’Artico per un intero anno.
Nel corso del quale affronterà coraggiosamente tempeste di neve, solitudine, mille peripezie, il brivido di una lunga notte polare, ma anche l’incanto di un paese favoloso.
Il libro aveva saputo affascinarmi, addirittura “irretirmi”.
Eppure nei decenni ne avevo letti tanti altri, che però non mi avevano coinvolto in maniera così totalizzante.
Così quell’anno decisi che avrei cercato di portare anche lassù le mie “ricerche multiculturali”, come quelle effettuate in Kenya e Sudan.
Questa volta andando tra i minatori russi e norvegesi che, anche nel corso della lunga guerra fredda, avevano convissuto pacificamente tra loro nella Terra degli orsi polari.
Così, dopo aver cercato invano nel 1992 una qualche sponsorizzazione privata, mi rivolsi al CNR, che mi concesse un contributo finanziario.
Grazie al quale nel 1994 avrei effettuato nell’arcipelago artico norvegese la prima ricerca antropologica della sua storia
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| E-Book, Versione cartacea a colori e in bianco e nero di grandi dimensioni (16,99 x 24,4) 237 pp., 212 foto (47 sono dell'A.), 143 note. E-Book: https://www.amazon.it/dp/B09X5DW3HK Colori: https://www.amazon.it/dp/B09ZB7794T Bianco e nero https://www.amazon.it/dp/B09ZCS95LJ Sullo storico "Shetland Bus", l'operazione britannica che permise di portare in salvo nelle isole scozzesi numerosi membri della resistenza norvegese, vedi il mio libro sulle Shetland: ULTIMA THULE. RICORDI DI UN VIAGGIO DI STUDIO INVERNALE NELLE ISOLE SHETLAND. E-book, e versione cartacea a colori (133 pp., 114 immagini, di cui 89 a colori - 55 sono dell'A.- ) e in bianco e nero)
versione in bianco e nero: https://www.amazon.it/dp/1094761575 N.B. La Groenlandia figura anche nei post nn. 14, 17, 59, 140, 173, 232, 254, 260, 261, 262, 292, 312, 313 |





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