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Figura 2. Stati
barbareschi, 2011 (U.S. Government / Central Intelligence Agency)
La costa barbaresca tra il XVI e il XIX secolo comprende le regioni costiere africane dal Maghreb alla Libia, e le reggenze ottomane di Algeri, Tunisi e Tripoli.
Oltre al Sultanato del Marocco.
2.1 Reggenza di Algeri, 1516-1830
Tra il 1516 e il 1830, la Reggenza di Algeri costituisce una provincia ottomana semi-indipendente.
Fondata dai fratelli corsari Aruj e Khayr al-Din (i celebri fratelli Barbarossa), la Reggenza si impone sulle ceneri del regno di Tlemcen.
Trasformandosi rapidamente in una formidabile base per la guerra di corsa.
Da qui, i corsari intraprendono lo jihād (la “guerra santa”) marittimo
contro le rotte e i territori degli infedeli cristiani. Alimentando una
fiorente economia, basata sulla cattura di schiavi e bottini.
L’autorità della Reggenza - parte dei cosiddetti Garp Ocakları
(le "Province o Milizie d'Occidente") - poggia sulla forza militare
dell’Ocak di Algeri, il corpo d'élite dei Giannizzeri,
che garantisce la stabilità del governo e la difesa dai nemici esterni.
Nel 1625, Algeri dispone della più imponente flotta corsara del
Mediterraneo: cento navi armate da un contingente di 8.000-10.000 uomini.
La portata di tale attività è testimoniata dai numeri: nel 1650, i prigionieri
cristiani detenuti nei bagni [Prigioni] di Algeri sono già 30.000.
2.4 Omaggio a Salvatore Bono, indiscussa Autorità
mondiale nel campo degli studi di storia e politica del Mediterraneo
Infine, un più che doveroso omaggio a Salvatore Bono. Professore emerito dell’Università di Perugia, fondatore ed ora presidente onorario della Société internationale des Historiens de la Méditerranée.
Un’indiscussa Autorità mondiale nel
campo degli studi di storia e politica del Mediterraneo nell’età moderna e
contemporanea, autore di un infinito numero di libri e saggi sui Corsari
Barbareschi e sulla schiavitù.
Da ex africanista ricordo come, all’epoca del mio coinvolgimento nell’Istituto Italo-Africano di Roma e nell’Associazione degli Africanisti Italiani, mi abbia onorato della sua amicizia.
Accettando anche di far parte, nel 1982, del Comitato Scientifico della Giornata di Studi sul Terzo Mondo, da me organizzata e coordinata al Palazzo dei Congressi (Roma-Eur).
In bibliografia, una sezione interamente dedicata ai suoi scritti.
Dal seccondo capitolo del vol.2 (MEDITERRANEO), IN CORSO DI REVISIONE, del libro:
PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO. IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI, AVVENIMENTI, “COSE NOTEVOLI” E PERSONAGGI, CHE HANNO CARATTERIZZATO UNO DEI LATI OSCURI DELL’UMANITA’
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| PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO: IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI E AVVENIMENTI. PARTE I: ATLANTICO DEL NORD : PELLICCIONI, FRANCO: Amazon.it: Libri VERSIONE CARTACEA A COLORI: - 226 pp., 251 immagini, di cui 213 a colori "PREMIUM" (115 sono dell'A.), bibliografia, 333 note di approfondimento. Volume di grande formato:16.99 x 1.37 x 24.41 cm - (Sono disponibili online anche l'e-book e la versione in bianco e nero) |


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