
Figura
243. Cena a Palazzo in onore di
un Ambasciatore, prima metà del XVIII secolo, di Jean Baptiste Vanmour (1671-
1737), Pera Museum, Istanbul

Figura
243. Cena a Palazzo in onore di
un Ambasciatore, prima metà del XVIII secolo, di Jean Baptiste Vanmour (1671-
1737), Pera Museum, Istanbul
8.8 Pera: il quartiere europeo di
Costantinopoli. Centro di incontro multietnico e multiculturale ai “confini del
mondo”, e laboratorio diplomatico internazionale d’avant-garde. Tra i
suoi compiti il riscatto degli schiavi cristiani
Anche Pera, considerata la piccola Genova d’Oriente, ha i suoi schiavi.
Sembra che, dopo la
conquista di Costantinopoli, li abbia perfino venduti agli stessi ottomani.
Su 39 rogiti, compilati dai 15 notai presenti tra il 1408 e il 1490 a
Pera, sei riguardano schiavi, cinque il loro riscatto (...).
È opinione diffusa
che ai genovesi poco importasse chi governasse a Costantinopoli, se potevano
commerciare come sempre.
Trasferimento che consentirà di creare complessi più ampi, che daranno gradatamente forma ad un vero e proprio quartiere diplomatico e commerciale.
Quando, alla rappresentanza della Repubblica di Venezia, si
aggiungeranno quelle delle altre potenze europee: Francia (1535),
Austria (1547), Inghilterra (1583),
Olanda (1612),
Russia (1700) Polonia (1699),
Svezia (1737), Prussia (1761).
Il servizio presso la Sublime Porta sarà presto considerato il più prestigioso, ma anche il più rischioso d'Europa, non esistendo tra gli ottomani il concetto di immunità diplomatica.
L'ambasciatore è considerato quasi come una sorta di “ostaggio”, sia pure altamente “rispettato” che, in caso di guerra del suo paese con i turchi, al massimo può essere incarcerato per qualche anno nella fortezza di Yedikule...
Mentre saranno i dragomanni, i preziosi interpreti-traduttori, a rischiare la
vita in ogni momento (...).
Nonostante l’ambiente diplomatico possa saltuariamente dimostrarsi estremamente pericoloso, Pera è uno straordinario crocevia cosmopolita.
Zona di contatto e di incontri tra Occidente e Oriente.
Incontri che hanno plasmato, non solo la percezione europea del Levante, ma anche lo sguardo della società ottomana verso il Ponente.
A tali scambi si sono intrecciate le relazioni tra le nazioni europee coesistenti nella medesima enclave internazionale: una convivenza fianco a fianco. alimentata da un'intensa vita sociale e intercomunitaria, in un milieu esotico e vibrante, quasi sospeso ai confini del mondo.
E dove, se non qui, gli ambasciatori (...) possono imbattersi in personaggi altrove poco raccomandabili, come i rinnegati europei, ex corsari, o in servizio permanente effettivo...
Come accadrà nel 1573 al bailo [ambasciatore] veneziano Marcantonio Barbaro.
Quando tratterà con il Kapudan Pasha Uluç Ali, ex corsaro
d’origine calabrese, che si esprimerà amichevolmente con lui in turco, oltre
che in italiano... (...)
Dall'ultimo capitolo del vol.2 (MEDITERRANEO), IN CORSO DI REVISIONE, del libro:
PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO. IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI, AVVENIMENTI, “COSE NOTEVOLI” E PERSONAGGI, CHE HANNO CARATTERIZZATO UNO DEI LATI OSCURI DELL’UMANITA’
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