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domenica 15 marzo 2026

359. Pera: il quartiere europeo di Costantinopoli. Centro di incontro multietnico e multiculturale ai “confini del mondo”, e laboratorio diplomatico internazionale d’avant-garde. Tra i suoi compiti il riscatto degli schiavi cristiani. Dal cap. 8: KONSTANTINIYYE- COSTANTINOPOLI -, ISTANBUL (TURCHIA), L’ORIGINE DEI CORSARI TURCHI E BARBARESCHI, SCHIAVI BIANCHI E NERI, HAREM, PRIGIONI, PORTI E CANTIERI NAVALI, IL QUARTIERE EUROPEO DI PERA

 

Figura 243. Cena a Palazzo in onore di un Ambasciatore, prima metà del XVIII secolo, di Jean Baptiste Vanmour (1671- 1737), Pera Museum, Istanbul 

8.8 Pera: il quartiere europeo di Costantinopoli. Centro di incontro multietnico e multiculturale ai “confini del mondo”, e laboratorio diplomatico internazionale d’avant-garde. Tra i suoi compiti il riscatto degli schiavi cristiani

   Anche Pera, considerata la piccola Genova d’Oriente, ha i suoi schiavi. 

Sembra che, dopo la conquista di Costantinopoli, li abbia perfino venduti agli stessi ottomani.

   Su 39 rogiti, compilati dai 15 notai presenti tra il 1408 e il 1490 a Pera, sei riguardano schiavi, cinque il loro riscatto (...).

    È opinione diffusa che ai genovesi poco importasse chi governasse a Costantinopoli, se potevano commerciare come sempre.

(...) Fin dall’epoca bizantina Venezia ha rapporti diplomatici, seppure non permanenti, con Costantinopoli. 
Dopo la conquista ottomana del 1453, dovrà più volte spostare la sede. Fino alla definitiva collocazione sulle alture sopra Galata, a Pera. (...)

   Trasferimento che consentirà di creare complessi più ampi, che daranno gradatamente forma ad un vero e proprio quartiere diplomatico e commerciale. 

Quando, alla rappresentanza della Repubblica di Venezia, si aggiungeranno quelle delle altre potenze europee: Francia (1535), Austria (1547), Inghilterra (1583), Olanda (1612), Russia (1700) Polonia (1699), Svezia (1737), Prussia (1761).

   Da sottolineare come le ambasciate permanenti presso la Sublime Porta sono i primi esempi, in assoluto, di diplomazia residenziale moderna (...)
Anche se a sollecitarla sono stati gli stessi ottomani, che preferiscono una presenza diplomatica continua dall’altra parte del Corno d’Oro, alle saltuarie visite di emissari europei. 
Così, a partire dal XVI secolo, a tutti gli effetti Pera-Costantinopoli diviene una capitale diplomatica. 
Dove gestire il delicatissimo compito del riscatto e del rimpatrio, nei paesi d’origine, degli schiavi cristiani, oltre agli accordi commerciali e alle relazioni con i turchi nei periodi di frequenti conflittualità (...). 

Il servizio presso la Sublime Porta sarà presto considerato il più prestigioso, ma anche il più rischioso d'Europa, non esistendo tra gli ottomani il concetto di immunità diplomatica

L'ambasciatore è considerato quasi come una sorta di “ostaggio”, sia pure altamente “rispettato” che, in caso di guerra del suo paese con i turchi, al massimo può essere incarcerato per qualche anno nella fortezza di Yedikule... 

Mentre saranno i dragomanni, i preziosi interpreti-traduttori, a rischiare la vita in ogni momento (...).

Nonostante l’ambiente diplomatico possa saltuariamente dimostrarsi estremamente pericoloso, Pera è uno straordinario crocevia cosmopolita. 

Zona di contatto e di incontri tra Occidente e Oriente. 

Incontri che hanno plasmato, non solo la percezione europea del Levante, ma anche lo sguardo della società ottomana verso il Ponente. 

A tali scambi si sono intrecciate le relazioni tra le nazioni europee coesistenti nella medesima enclave internazionale: una convivenza fianco a fianco. alimentata da un'intensa vita sociale e intercomunitaria, in un milieu esotico e vibrante, quasi sospeso ai confini del mondo.

   E dove, se non qui, gli ambasciatori (...) possono imbattersi in personaggi altrove poco raccomandabili, come i rinnegati europei, ex corsari, o in servizio permanente effettivo... 

Come accadrà nel 1573 al bailo [ambasciatore] veneziano Marcantonio Barbaro. 

Quando tratterà con il Kapudan Pasha Uluç Ali, ex corsaro d’origine calabrese, che si esprimerà amichevolmente con lui in turco, oltre che in italiano... (...)

Dall'ultimo capitolo del vol.2 (MEDITERRANEO), IN CORSO DI REVISIONE, del libro: 

PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO. IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI, AVVENIMENTI, “COSE NOTEVOLI” E PERSONAGGI, CHE HANNO CARATTERIZZATO UNO DEI LATI OSCURI DELL’UMANITA’

                                                      .......

PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO: IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI E AVVENIMENTI. PARTE I: ATLANTICO DEL NORD : PELLICCIONI, FRANCO: Amazon.it: Libri

VERSIONE CARTACEA A COLORI: - 226 pp., 251 immagini, di cui 213 a colori "PREMIUM" (115 sono dell'A.), bibliografia, 333 note di approfondimento. Volume di grande forma
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