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sabato 24 ottobre 2026

446. "Quel treno per Santa Fe". DA: IL GIRO DEL MONDO… IN 15 TRENI. Transcontinentali e di lusso, di penetrazione coloniale e militare, dei cercatori d’oro, degli hajji, “alpinistici”

 

Figura 152. Gli Indiani osservano il passaggio del primo treno della Santa Fe, 1898

(New York Public Library) 

La Pista per Santa Fe

Il nome Santa Fe è un mito. Anzi, una leggenda. Evoca l'immagine di una città esotica e lontana, sperduta nel cuore del Far West. Se oggi intendessimo "fuggire dal mondo" e dalla pazza folla, probabilmente vorremmo raggiungerne i confini a bordo di un treno, proprio come nel diciannovesimo secolo fecero quegli intrepidi pionieri americani a bordo di carri trainati da buoi o in sella ai loro destrieri, percorrendo la lunghissima e altrettanto mitica pista commerciale. Una cittadina adagiata al di là delle Montagne Rocciose.

"Quel treno per Santa Fe"

Allorché percorsi quei semidesertici altipiani, in più di un'occasione mi imbattei nelle tracce dell’ultimo, vero protagonista della conquista dell'Ovest: la ferrovia Atchison, Topeka and Santa Fe (AT&SF).
A partire da Kingman, nella splendida Hualapai Valley in Arizona, dove nel Locomotive Park fa bella mostra di sé una storica e fiammante locomotiva a vapore: la numero 3759, dichiarata Monumento Storico nel 1957.

Rimasi poi sorpreso nel vedere come il treno arrivasse fin sulla soglia dello spettacolare Grand Canyon, a due passi dall'immenso precipizio. Sotto una coltre di neve, vidi spuntare un'improbabile stazioncina dall'inconfondibile stile di uno chalet svizzero di montagna: una presenza fantasma, resa ancora più rarefatta dal bianco elemento.

Infine, mentre stavo per lasciare l'Arizona per spingermi ancora più a est, nel Nuovo Messico, scorsi da lontano un convoglio che sfrecciava veloce nella pianura del fiume Puerco, in prossimità di due delle più grandi attrattive naturalistiche dello Stato: il Deserto Dipinto e la Foresta Pietrificata.

La rinascita della Atchison, Topeka & Santa Fe

La prima corsa tra Chicago e Los Angeles fu effettuata nel 1892 dal California Limited. Ma già l'anno appresso la compagnia ferroviaria faceva bancarotta. Bisognava subito rialzare la testa e inventare qualcosa di nuovo, capace di riscattare nel paese il buon nome della Santa Fe.

Si guardò all'interno, alla natura e alla cultura profonda degli Stati Uniti: il Sud-Ovest. La ferrovia aveva infatti il diritto di passaggio in alcuni tra i più splendidi scenari d'America, ma questo non sarebbe bastato. Bisognava recuperare l'immagine di quelle terre sperdute, fino ad allora descritte negativamente. In passato, persino Mark Twain (1861) aveva remato al contrario, scrivendo: "Qui non crescono fiori, e non c'è un filo di verde a rallegrare lo sguardo. Gli uccelli che volano su questa terra portano con sé ciò di cui hanno bisogno".

A capovolgere la percezione fu il Presidente Theodore Roosevelt, che nel 1906 sollecitò gli americani "a considerare il valore essenziale di una delle maggiori risorse americane: il suo impareggiabile scenario naturale […] È l'amore del Paese che accende e mantiene vivo il sacro fuoco del patriottismo. E questo amore è suscitato principalmente dalla bellezza del paese".

Nel 1900 la Santa Fe inaugurò così il più elaborato, ambizioso ed efficace programma di marketing territoriale mai tentato da una ferrovia. Già negli anni Novanta dell'Ottocento la compagnia aveva condotto in quelle zone famosi pittori: a Thomas Moran fu commissionato un dipinto del Grand Canyon, poi litografato e distribuito in migliaia di copie; Fernand Lungren immortalò invece i deserti del Sud-Ovest.

La ferrovia attinse a piene mani dall'ampia riserva culturale in loco per far rivivere "il romanticismo indiano". Sfruttò sapientemente la vicinanza delle colonie di letterati, pittori e fotografi presenti a Santa Fe e nella non distante Taos, il più affascinante tra i pueblos del Sud-Ovest. Cruciale fu la partnership con l'imprenditore Fred Harvey, che con i suoi alberghi e ristoranti portò la civiltà e il comfort nel deserto. A partire dal 1907, la compagnia pubblicò annualmente calendari illustrati con scene native dipinte dai maestri del Nuovo Messico, distribuendone centinaia di migliaia di copie in scuole, uffici e case.

Questa sintesi creativa di interessi affaristici e culturali fu il primo, grandioso esempio di moderna campagna pubblicitaria incentrata sull'invito a "conoscere il proprio paese". Il selvaggio West, con i suoi panorami grandiosi, diventava una meta accessibile, popolata da affascinanti culture native.

Nel 1901 i binari raggiunsero finalmente il Grand Canyon, dove nel 1904 sorsero la stazione e il celeberrimo albergo El Tovar. Nel frattempo, la linea diventava sempre più rapida: nel 1905 il leggendario treno Coyote Special coprì la distanza tra Chicago e Los Angeles nel tempo record di 44 ore e 54 minuti, alla straordinaria media di 81 km orari.

Nel 1918, con gli sbocchi a ovest su San Francisco, Los Angeles e San Diego, la rete era pressoché completa. Partendo da Chicago e St. Louis a est, si diramava a sud fino a Houston e Dallas, spingendosi verso Pecos, El Paso e Phoenix, toccando Denver nel Colorado, Albuquerque nel Nuovo Messico, Gallup e Adamana, alle porte della Foresta Pietrificata.

L’Indian Detour: il turismo "chiavi in mano"

La Santa Fe inaugurò successivamente un'ulteriore fase strategica, che oggi definiremmo di turismo "chiavi in mano": un pacchetto integrato comprendente treno, albergo, auto o pullman e, come attrazione principale, l'"Escursione tra gli Indiani".

Nacque così il leggendario Indian Detour. L'invito per i viaggiatori era quello di scoprire un'America sconosciuta, "lontano dai sentieri battuti nel nostro selvaggio Sud-Ovest […], dove innumerevoli sono le piste indiane scavate nella roccia dal passaggio di morbidi mocassini. Esse portano lontano, nell'entroterra del Nuovo Messico e dell'Arizona, allontanandosi dal percorso familiare della ferrovia. Intersecano l'ultima frontiera, soggiogata dopo trecentocinquanta anni, scovano città sepolte e collegano villaggi indiani antichissimi, in cui la vita quotidiana è archeologia". Si trattava di un'innovazione pittoresca e avventurosa, capace di offrire ai passeggeri una memorabile parentesi romantica.

Questo miracolo logistico e culturale fu possibile soprattutto grazie al ruolo della Fred Harvey Company, che assunse il completo monopolio del settore, inclusa la gestione delle celebri carrozze ristorante. Grazie al sodalizio tra Harvey e la ferrovia, per la prima volta i turisti poterono accedere capillarmente a tutto il Nuovo Messico centrale e settentrionale, compresi i villaggi Hopi, il Canyon de Chelly e lo stesso Grand Canyon.

In realtà, i visitatori non erano mai mancati: già nel 1924, prima ancora che l'Indian Detour prendesse il via, la ferrovia trasportava al Grand Canyon ben cinquantamila turisti all'anno. Ma la vera svolta avvenne nel maggio del 1926, in coincidenza con la corsa inaugurale del lussuosissimo treno The Chief, in servizio tra Chicago e Los Angeles.

Un volto, una custode di storie: Elizabeth Willis DeHuff (1886–1983). "Dal 1927 fino al 1945, prese parte ai «Santa Fe Indian Detours», nell'ambito dei quali teneva conferenze diverse sere a settimana presso l'hotel La Fonda". (fonte: English Wikipedia) 

Nel racconto del mio treno per Santa Fe, nel cuore del viaggio intorno al mondo, c'è un filo invisibile che unisce la realtà al folklore. La DeHuff ha dedicato la vita a trascrivere le leggende dei popoli Pueblo, trasformando la tradizione orale in fiabe immortali. Dedico questa tappa a chi, come la cara Dora Millaci, conosce il potere immenso dei racconti capaci di far sognare grandi e bambini. Chi sale a bordo per questa nuova fermata? #LibriInViaggio #SantaFeTrain #StorieAntiche #Scrittrici #MitiEFiabe [la foto non figura nel libro]

Da quel momento, centinaia di migliaia di persone visitarono il Sud-Ovest, combinando le rotaie con la gomma. Eleganti autovetture a sette posti e moderni pullman – guidati da abili piloti e accompagnati da "corrieri" (guide d'eccezione, spesso giovani donne esperte di antropologia e cultura locale) – conducevano per diversi giorni gli escursionisti nel cuore dei villaggi nativi. Tra questi passeggeri d'élite vi furono personalità del calibro di Albert Einstein, Harry Guggenheim, Eleanor Roosevelt, John D. Rockefeller Jr. e quasi tutti i reali europei in visita negli Stati Uniti.

Figura 157. Albert Einstein e la moglie con indiani Hopi, Grand Canyon, Arizona, 1931

IL GIRO DEL MONDO… IN 15 TRENI: TRANSCONTINENTALI E DI LUSSO, DI PENETRAZIONE COLONIALE E MILITARE, DEI CERCATORI D’ORO, DEGLI HAJJI, “ALPINISTICI” 



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(241 pp., 223 foto, di cui 136 a colori (102 sono dell'A.), 254 note, bibliografia

SOMMARIO

INTRODUZIONE         

AFRICA            

Cap. 1 Alessandria-Cairo, prima ferrovia dell’Egitto, dell’Africa, del Levante  

Antefatto: una Crociera sul Nilo fin de siècle; La ferrovia Alessandria-Cairo; “Signori, tutti in carrozza, si parte”!; Storia della rete ferroviaria egiziana            

Cap.2 La "ferrovia del deserto", Egitto-Sudan        

La caduta di Khartoum e del Sudan per opera dei dervisci; La costruzione della “ferrovia del deserto”, 1896-1898, e la Riconquista del Sudan; Le ferrovie sudanesi

Cap. 3 A bordo di un treno della celebre “ferrovia di penetrazione” Mombasa-Kampala: l'Uganda Railways, Kenya           

Il viaggio; Un doveroso aggiornamento; Storia dell’Uganda Railways, 1896-1901; Quasi un'esercitazione in imperialismo; Un ostacolo certamente non previsto: i leoni “mangiatori d’uomini” dello Tsavo; Nascita della città di Nairobi; Attraverso la “Valle Spaccata” il treno giunge infine sulle sponde dell’immenso lago Vittoria   

Cap. 4 Il Lézard Rouge dei Bey di Tunisi, Tunisia  

Le ferrovie tunisine  

ASIA

CAP. 5 TRA ORIENTE E OCCIDENTE: DAMASCO (COSTANTINOPOLI)-MEDINA, BERLINO-BAGHDAD, ORIENT EXPRESS    

INTRODUZIONE         

Il Pellegrinaggio verso la Mecca, l’hajji       

LA FERROVIA DELL’HEJAZ: LA DAMASCO (COSTANTINOPOLI)-MEDINA          

La Ferrovia dell’Hejaz, Lawrence d’Arabia e la Rivolta Araba; WADI RUM; L’ATTACCO AD AQABA; MA'AN; La Ferrovia dell’Hejaz oggi e la stazione di Amman          

LA FERROVIA COSTANTINOPOLI (BERLINO)-BAGHDAD

La stazione di Haydarpaşa, Kadiköy, Istanbul       

LA RUMELI DEMIRYOLU E L’ORIENT EXPRESS      

La stazione di Sirkeci, Istanbul        

AMERICA

Cap. 6 White Pass and Yukon Route (Alaska, Stati Uniti -Yukon, Canada)         

Skagway, Terminale Settentrionale dell'Alaska Marine Highway System, Southeastern Route; In viaggio verso gli Inuit dell’Artico canadese, l’ultima tappa alaskana; La “corsa all’oro” verso la regione del Klondike: la pista dello White Pass e il più duro Chilkoot Trail, tra Alaska statunitense e Yukon canadese; La ferrovia del White Pass & Yukon Route (WP&YR), 1898-1900; Il mio viaggio su per lo White Pass 

Cap. 7 Viaggio nella Colombia Britannica a bordo della cabina della storica locomotiva Royal Hudson, Canada             

La Royal Hudson; In partenza    

Cap. 8 “C'era una volta il treno”... Storia della "Strada della Gente", la ferrovia dell’isola di Terranova, Canada      

Testimone, mio malgrado, del crepuscolo del treno di Terranova; La storia della “ferrovia che non c’è”: i difficili inizi; L’impatto della ferrovia con gli Indiani Mi'kmaq; La rete ferroviaria di Terranova; Le tappe della ferrovia a Terranova; Verso il tramonto       

Cap. 9 "Quel treno per Santa Fe": l'Atchison, Topeka e Santa Fe & Railway System nel "selvaggio" Sud-Ovest degli Stati Uniti, tra Natura e Cultura              

La Pista per Santa Fe; “Quel treno per Santa Fe” ; La Storia delle ferrovie transcontinentali, Buffalo Bill e gli Indiani; La Atchison, Topeka & Santa Fe; L’Indian Detour          

EUROPA

Cap. 10    Viaggio sulla storica ferrovia Parigi-Saint-Germain-en-Laye, Francia              

Cap. 11 Il treno “alpinista” che voleva giungere fin sulla cima del Monte Bianco, Francia             

1. Premessa: breve digressione nostalgico-alpinistica;

2. Chamonix, Alta Savoia    

3. Le Tramway du Mont-Blanc (T.M.B.): il tram che voleva arrivare sulla sommità del Monte Bianco; 3.1 Breve cronistoria del progetto; 3.2 Il treno oggi; 3.3 Il mio viaggio       

4. Treno per Montenvers e la Mer de Glace; 4.1 Grand Hôtel du Montenvers      

5. Finalmente vedo il Monte Bianco, non con il treno, ma con la funivia dell’Aiguille du Midi  

Cap. 12 In viaggio da Dublino a Kingstown, oggi Dún Laoghaire, sul primo treno del paese (1834), Irlanda     

Bibliografia

 ...

TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE


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