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Figura 8. Giovane capo Kayan “con un compagno della classe media”
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L'antropologia dell'esperienza: tra odissee oceaniche, archivi polari e diari di trincea.
Il presente
volume costituisce il secondo, monumentale capitolo della trilogia dedicata
agli scienziati dell'Uomo. Con un’estensione di 181 pagine, 131 note
esplicative e ben 163 illustrazioni d'epoca, il testo si propone di mappare
la transizione cruciale tra l'etnografia pionieristica della fine
dell'Ottocento e il rigore metodologico dell'antropologia sociale e strutturale
del Novecento. Al termine di ogni singolo capitolo, specifici riferimenti bibliografici
guidano il lettore verso l'approfondimento delle fonti originali.
L'apparato
visivo e il retroscena autobiografico dell'A.
L'opera non si
limita a formalizzare asettiche correnti teoriche, ma scava all'interno dei
percorsi esistenziali dei ricercatori, che vanno ad intrecciarsi con le
memorie e i "vagabondaggi" scientifici dell'A., sul campo e nei
grandi musei internazionali:
- L'antropologia sperimentale di Thor
Heyerdahl: La narrazione dell'epica impresa del Kon-Tiki
ha costituito, fin dai primi anni '1960, il fulcro di una selezionata
serie di letture giovanili che hanno condizionato l'intera vocazione
professionale dell'A. Negli anni, questo legame intellettuale si è
tradotto in “incontri” al di fuori dei libri: dalla visione di Heyerdahl
in veste di prestigioso testimonial alle Olimpiadi invernali di
Lillehammer (1994), alla memorabile ricognizione presso il Museo del
Kon-Tiki a Oslo. Dove il background dello specialista si è fuso con la contemplazione
degli strumenti concreti che lo studioso norvegese aveva sperimentato di persona,
rischiando la vita per verificare empiricamente i dati della letteratura.
Anni dopo, in occasione della mostra organizzata dalla Società Geografica
Italiana, l'A. constaterà come Heyerdahl, a più di ottantadue anni, fosse
ancora pienamente operativo nello studio di una piramide in Sardegna. Raccogliendo in seguito, nelle isole Canarie, a bordo dei traghetti dell'amico e mecenate Fred Olsen, nuove testimonianze sulle sue indagini nell'arcipelago.
- La verità sul Norge e l'omaggio a Jean
Malaurie: Il volume si arricchisce di un capitolo di altissimo valore
storiografico, tristemente aggiornato con la data della recente scomparsa
del grande scienziato polare francese Jean Malaurie. Nel 1996, in
occasione del Settantesimo Anniversario della spedizione del dirigibile Norge,
la Rivista Aeronautica ospitò un suo saggio commemorativo
intitolato “70 Anni per la Verità”, volto a ristabilire il primato
aereo del Polo Nord a Umberto Nobile, Roald Amundsen e Lincoln Ellsworth.
In quella circostanza, ricevette il caloroso plauso della Signora Gertrude
Stolp, vedova del Generale Nobile, la quale vi unì il riscontro profondamente
positivo dello stesso Malaurie, legato a Nobile da una storica e fraterna
amicizia.
- La svolta visiva del Museum of Mankind: Negli
anni '1980, visitando la storica mostra Observers of Man presso il Museum
of Mankind di Londra (le cui collezioni sono oggi nel British Museum),
allestita grazie ai materiali fotografici del Royal Anthropological
Institute, l'A. rimase affascinato dall'uso pionieristico della
macchina fotografica tra il XIX e il XX secolo. In questo contesto spicca l'opera di Edward Horace Man nelle isole Andamane e Nicobare
dell'Oceano Indiano. Territori caratterizzati da gruppi etnico-culturali e
linguistici complessi e distinti: dai pigmoidi andamanesi alle popolazioni
di lingua mon-khmer delle Nicobare.
- L'occasione sfiorata con Margaret Mead: Nel
marzo del 1978, nonostante l'A. fosse in grado di “esibire” solo la sua prima
ricerca sul campo nel Kenya settentrionale, si profilò l'opportunità di un
incontro storico a New York con la celebre antropologa statunitense, come in
seguito gli avrebbe confidato l'importante collega Lucy Cohen. Ma ormai era immerso
nelle febbrili sessioni di un Congresso nell'esotico e distante Yucatàn. Nessuno
avrebbe potuto immaginare che dopo pochi mesi sarebbe deceduta.
- La frontiera linguistica di Curt Nimuendajú: Il
saggio ripercorre le tappe di una figura cardine dell'etnologia
sudamericana. Alla fine degli anni '1970, mentre si accingeva a
pianificare una ricerca in Brasile (Bahia), poi non realizzata, l'A. apprese i rudimenti della
lingua portoghese-brasiliana presso la Casa do Brasil a Piazza
Navona, a Roma (1). Un bagaglio linguistico che si rivelerà determinante nel
2005 per la stesura di un importante articolo pubblicato sull'Osservatore
Romano dedicato proprio a Nimuendajú. In un'epoca in cui la
letteratura scientifica sul ricercatore era accessibile esclusivamente in
lingua originale e non erano ancora disponibili i moderni strumenti di
traduzione digitale.
- Charles Rabot e i piloni di Ny-Ålesund: Nel
1997, durante la sua partecipazione all'inaugurazione della base polare
italiana Dirigibile Italia a Ny-Ålesund (Svalbard), la presenza
scientifica francese era limitata solo ad un “campo” (la base Jean
Corbel), a 5 km ad est della stazione scientifica. Un paio d’anni più
tardi l’Institut Francais Polaire - Paul Emile Victor avrebbe aperto a
Ny-Ålesund una base intitolata a Charles Rabot, antesignano della
cooperazione scientifica franco-norvegese e figura monumentale, seppur
parzialmente sconosciuta ai non addetti ai lavori, di cui il volume
riscatta il valore storico.
Scuole nazionali e percorsi esistenziali
Questo secondo
volume delle Grandi Avventure dell’Antropologia raccoglie le traiettorie
scientifiche di altri venti personaggi d'eccezione, a cui si aggiungono i
membri della monumentale Jesup North Pacific Expedition, una spedizione
multidisciplinare russo-tedesco-americana svoltasi a cavallo tra il XIX e il XX
secolo tra le estreme solitudini della Siberia, dell'Alaska e del Canada. Molto
sommessamente, si può affermare che il lettore si trovi qui di fronte a un autentico
parterre de roi. Non solo perché tra le sue fila figura una studiosa
statunitense che per molto tempo è stata unanimemente considerata la più grande
antropologa vivente, ma perché l'opera documenta il superamento costante delle
barriere geografiche, in nome dell'indagine empirica.
Dalle regate
nel Borneo alle terre perdute nel tempo
Il saggio
ripercorre le tappe di ricercatori che hanno fatto della propria vita un
laboratorio sperimentale. Vedremo un etnologo norvegese attraversare gli oceani
Pacifico, Atlantico e Indiano a bordo di una zattera di balsa o di imbarcazioni
tradizionali in giunchi e papiri, pur di dimostrare la validità delle proprie
tesi. Seguiremo un funzionario britannico
che, per porre fine alla secolare e drammatica usanza del taglio delle teste
nel Borneo dei Rajah Bianchi, organizzerà con successo una storica regata
intertribale. Poco distante, nell'Oceano Indiano, un amministratore coloniale
si trasformerà in un profondo etnografo delle popolazioni native da lui
amministrate, salvandone la memoria dall'estinzione.
Nel continente
sudamericano, l'opera mappa la figura di chi, scalando il tepuis del Roraima
dopo aver per anni studiato gli indios della Guyana, offrì involontariamente su
un piatto d'argento ad Arthur Conan Doyle — e a generazioni di registi e
scrittori venuti dopo di lui — gli elementi ambientali per dare vita al celebre
mito letterario del Mondo Perduto.
Il
disvelamento dei continenti: dal Far West a Hollywood
Per quanto
riguarda i nativi del Nord America, il volume include quattro monumentali
studiosi statunitensi, che hanno lavorato intensamente tra i Navaho, i Comanche
e gli Indiani delle Pianure. A loro si affianca una quinta e poliedrica
antropologa, capace di dividere la propria attività sul campo tra la Melanesia,
la Rhodesia e... l'industria cinematografica di Hollywood. Sul fronte
dell'antropologia fisica e biologica, spicca la figura di uno scienziato
anglo-statunitense che dedicò l'intera esistenza e i propri scritti a confutare
e smantellare, carte alla mano, lo pseudoscientifico mito della razza.
La scuola
francese è rappresentata da cinque profili straordinari: il primo dedito allo
studio degli indios e dei misteri monumentali dell'Isola di Pasqua; altri due
focalizzati sulle comunità del Grande Nord europeo e americano; il quarto
interamente immerso nello studio dei nomadi berberi del Sahara (i Tuareg) e
delle imponenti raffigurazioni d'arte rupestre tra le montagne algerine. L’ultimo,
infine, un intellettuale, critico d'arte e poeta surrealista, che partecipò
alla storica missione transafricana Dakar-Gibuti.
A completare
questo ricco quadro scientifico intervengono altre quattro figure eccezionali:
un barone scandinavo, che guidò la pericolosa missione Chaco Cordillera
fin sulle sponde del fiume Pilcomayo — perimetro in cui vent'anni prima una
spedizione francese era stata interamente massacrata e antropofagizzata dagli
indios —; uno studioso anglo-austriaco che indagò due popoli (in Nigeria e in
Sudan), i cui etnonimi presentano assonanze tali da confondere gli studenti
universitari; il padre fondatore dell'Antropologia Sociale britannica, che,
dopo le ricerche nelle Andamane, insegnò nelle università di tutti e cinque i
continenti; e infine un pioniere tedesco, naturalizzato brasiliano e adottato
come indio Guaranì, che per quarant'anni visse tra 45 tribù differenti
dell'Amazzonia e del Mato Grosso. Riuscendo a fronteggiare e pacificare
l'assalto con le frecce dei temibili Parintintin, senza spargere una sola
goccia di sangue.
Galleria Biografica
- 1. Thor Heyerdahl (1914-2002):
L'etnologo norvegese che con una semplice zattera di balsa, la celeberrima
Kon-Tiki, attraversò il Pacifico orientale raggiungendo le isole
Tuamotu dal Perù, dimostrando la plausibilità dei contatti transoceanici
precolombiani.
- 2. Charles Hose (1863-1929): Tra
i Dayak di Sandokan. Il gentleman e amministratore-giudice,
etnologo ed esploratore nel Borneo dei Brooke, i celebri "Rajah
Bianchi" di Sarawak.
- 3. Everard im Thurn (1852-1932):
L'antropologo britannico che si rese celebre per la prima conquista
scientifica del mitico monte Roraima, la “Montagna di Cristallo” descritta
da Sir Walter Raleigh.
- 4. La Jesup North Pacific Expedition
(1897-1902): La grandiosa spedizione etno-antropologica
multidisciplinare, che studiò i popoli del Pacifico del Nord, unendo i
profili di Bogoras, Farrand, Fowke, Hunt, Jacobsen, Jochelson,
Jochelson-Brodskaya, Laufer, Smith, Swanton e Teit, sotto la direzione del
"mostro sacro" Franz Boas.
- 5. Clyde Kay Maben Kluckhohn (1905-1960): Lo
studioso statunitense che da giovane percorse a cavallo oltre 4.800
chilometri nelle terre dei Navaho, inaugurando una consuetudine di ricerca
intensiva, che lo portò a cavalcare nel Sud-Ovest ogni estate.
- 6. Michel Leiris (1901-1990): Il
Poeta dell'etnologia francese. L'intellettuale e scrittore che dal
1931 al 1933 partecipò alla storica missione Dakar-Gibuti, attraversando
l'intera estensione del continente africano.
- 7. Ralph Linton (1893-1953):
Antropologo cittadino del mondo, scultore nelle isole Marchesi e
uomo-medicina in Madagascar. Nel 1933 visse tra i Comanche dell’Oklahoma,
venendo solennemente adottato nel corso della Brush Dance.
- 8. Henri Lhote (1903-1991): L’antica
pinacoteca del Sahara. L’etnografo francese considerato la massima
autorità mondiale nello studio e nel rilievo delle pitture e incisioni
rupestri del Tassili n'Ajjer.
- 9. Robert Lowie (1883-1957): Storico
dell’Etnologia e massimo studioso degli Indiani delle Pianure, celebre per
le sue monografie sistematiche condotte sul campo tra gli Shoshoni e i
Crow.
- 10. Jean Malaurie (1922-2024): Il
grande antropologo e geografo francese che visse e documentò la vita e la
cultura degli Inuit Polari di Thule, nella Groenlandia nord-occidentale.
- 11. Edward Horace Man (1846-1929): Le
pluridecennali ricerche e la documentazione visiva pionieristica sui Negritos
e sulle popolazioni autoctone delle isole Andamane e Nicobare nell'Oceano
Indiano.
- 12. Margaret Mead (1901-1978): La
diversità culturale come ricchezza. Una delle figure più imponenti
dell'antropologia contemporanea, celebre per i suoi studi comparativi
sull'adolescenza e la sessualità nelle Samoa e in Nuova Guinea.
- 13. Alfred Métraux (1902-1963): Il
rigore dell'etnografia contemporanea e la decodificazione del mistero
archeologico e religioso dell'Isola di Pasqua.
- 14. Ashley Montagu (1905-1999):
L'antropologo anglo-statunitense, paladino della dignità umana, che per
l'UNESCO coordinò la storica dichiarazione del 1950 contro il determinismo
e il mito biologico della razza.
- 15. Siegfried Frederick Nadel (1903-1956): Lo
studioso anglo-austriaco che fornì maturi contributi teorici
all'antropologia sociale moderna, attraverso le sue ricerche tra i Nupe
nigeriani e i Nuba del Sudan.
- 16. Kurt Nimuendajú (Curt Unckel)
(1883-1945): Il pioniere tedesco dell'etnologia
brasiliana che visse per quarant'anni integrato presso 45 tribù indie tra
l'Amazzonia e il Mato Grosso.
- 17. Erland Nils Nordenskjöld (1877-1932): Il
barone e scienziato svedese che guidò la complessa e rischiosa missione
etnografica Chaco-Cordillera tra la Bolivia, l'Argentina e il Perù.
- 18. Hortense Powdermaker (1896-1970):
L'antropologa statunitense, allieva di Malinowski, che applicò con
successo il metodo dell'osservazione partecipante in Melanesia, in
Rhodesia e all'interno dell'industria cinematografica di Hollywood.
- 19. John Wesley Powell (1834-1902): Il
geologo del Bureau. Celebre per le sue avventurose e coraggiosissime
esplorazioni fluviali lungo il corso del Colorado e del Grand Canyon,
Powell fu soprattutto la mente istituzionale che diede vita e impeto al
fondamentale American Bureau of Ethnology.
- 20. Charles Rabot (1856-1944): L'antesignano
dei ghiacci. Geografo, etno-antropologo e instancabile esploratore
francese dei mari e delle terre del Grande Nord europeo, pioniere della
cooperazione scientifica franco-scandinava.
- 21. Alfred Reginald Radcliffe-Brown
(1881-1955): La struttura sociale dell'Uomo. Il
padre fondatore dell'Antropologia Sociale britannica. Un autentico
“antropologo internazionale” capace di formare generazioni di studenti
nelle università di tutti e cinque i continenti.
Indice analitico dettagliato • Capitoli, itinerari e popoli studiati
- INTRODUZIONE
1. Thor Heyerdahl (1914-2003)
- L'etnologia sperimentale: Le
grandi rotte migratorie e i contatti transoceanici tra Perù e Polinesia
francese (isole Marchesi e Tuamotu), isole Galápagos, Isola di Pasqua,
Maldive e Canarie.
- Le rotte dell'ignoto: La
pianificazione e la rischiosissima traversata navale a bordo della zattera
di balsa del Kon-Tiki (1947), seguita dalle
successive odissee transatlantiche e nell'Oceano Indiano.
2. Charles Hose (1863-1929)
- Il Borneo dei Rajah Bianchi:
L'attività come gentleman e amministratore-giudice coloniale al
servizio di Charles Brooke, secondo Rajah bianco di Sarawak, tra i
cacciatori di teste Dayak.
- La diplomazia etnica:
L'ideazione e l'organizzazione della storica Regata della Pace,
evento intertribale volto a porre fine alla secolare usanza della caccia
alle teste, culminato nella stesura dell'opera monumentale The Pagan
Tribes of Borneo.
3. Sir Everard Ferdinand im Thurn (1852-1932)
- Il Mondo Perduto: Le
prolungate ricerche condotte nella Guyana Britannica tra le comunità
native (Warrau, Arawak, Caribi, Awakoi, Macusi, Arecuna, Wapishana,
Atorai, Amaripa e Wai-Wai).
- La vetta e gli oceani: La
storica e celebre prima conquista scientifica del mitico monte Roraima,
la “Montagna di Cristallo”, e le successive missioni coloniali ed
etnografiche a Ceylon e nelle isole Figi (Melanesia).
4. Jesup North Pacific Expedition (1897-1902)
- Il colosso intercontinentale: Il
grandioso progetto etno-antropologico ideato e organizzato da Franz
Boas per mappare i legami culturali tra Asia e America.
- I popoli dello Stretto: Le
indagini in Siberia (Ciukci, Coriachi, Lamuti, Yup'ik, Even, Iucaghiri,
Nivkhi, Evenki, Jacuti, Ainu e Nanai) e nel Nord-America costiero
(Chilcotin, Quinault, Salish, Tlingit, Kwakiutl, Haida, Nlaka'pamux,
Lillooet e Shuswap) condotte sul campo dai protagonisti della spedizione (Bogoras,
Jochelson, Laufer et alia). Un'operazione d'avanguardia di
antropologia d'urgenza.
5. Clyde Kay Maben Kluckhohn (1905-1960)
- Le cavalcate nel Sud-Ovest: Le
4.800 miglia percorse a cavallo in gioventù e le sistematiche campagne di
ricerca estiva condotte dall'antropologo statunitense tra i Pueblos Zuñi
e le comunità Navaho.
6. Michel Leiris (1901-1990)
- Il surrealismo sul campo: Il
profilo del poeta e letterato francese e la sua partecipazione all'epica
missione continentale Dakar-Gibuti (1931-1933), completata
dalle successive indagini sul vudù in Martinica, Guadalupa e Haiti.
7. Ralph Linton (1893-1953)
- Dall'archeologia all'adozione rituale: I primi
scavi archeologici condotti nel 1911 in Nuovo Messico, Colorado, Guatemala
e New Jersey. Le ricerche in Polinesia (Marchesani) e in Madagascar
(Tanala), fino al soggiorno del 1933 tra i Comanche dell’Oklahoma,
dove venne adottato nel corso della tradizionale Brush Dance.
8. Henri Lhote (1903-1991)
- La pinacoteca del deserto: Le
spedizioni nel Sahara algerino tra i nomadi Tuareg e lo studio
sistematico, la catalogazione e il rilievo delle migliaia di pitture e
incisioni rupestri preistoriche del Tassili n'Ajjer.
9. Robert Lowie (1883-1957)
- lI maestro delle Pianure: Il
monumentale lavoro teorico e descrittivo incentrato sulle strutture
sociali degli Indiani delle Pianure americane (Shoshoni, Crow, Arikara,
Chippewa, Ute, Washo, Mandan, Hopi, Hidatsa e Comanche).
10. Jean Malaurie (1922-2024)
- I re dei ghiacci: Le
prime ricerche nel Sahara algerino e marocchino e le successive campagne
con le Expéditions Polaires Françaises. La storica missione
etnografica del 1950-1951 trascorsa integrato tra gli Inuit
Polari di Thule, nella Groenlandia settentrionale, e le missioni
successive in Siberia e Alaska.
11. Edward Horace Man (1846-1929)
- I Negritos dell'Oceano Indiano: Le
pluridecennali ricerche antropologiche e linguistiche condotte tra gli
Andamanesi e i Nicobaresi. L'applicazione sul campo del celebre manuale
britannico Notes and Queries on Anthropology per la stesura
del saggio del 1883 The aboriginal inhabitants of the Andaman Islands.
12. Margaret Mead (1901-1978)
- Il laboratorio oceanico: Gli
studi comparativi sulla giovinezza, il genere e la crescita culturale
condotti in Polinesia (Samoa), Melanesia (isole dell'Ammiragliato,
Manus e le comunità Arapesh, Mundugumor, Ciambuli e Iatmul in Nuova
Guinea), Bali (Indonesia) e tra i pellerossa Omaha negli Stati Uniti.
13. Alfred Métraux (1902-1963)
- Dalle Ande ad Haiti: Le
estese indagini condotte nel Sud-America profondo (Argentina, Amazzonia
brasiliana e Bolivia tra Calchaquí, Guaraní, Chiriguano, Toba, Wichís e
Uros-Chipaya) e in America centrale (il vudù ad Haiti). Lo studio
fondamentale sul declino demografico e religioso dei nativi dell'Isola
di Pasqua (Cile).
14. Ashley Francis Montagu (1905-1999)
- La decostruzione del razzismo: Gli
studi di rilevanza globale volti a confutare il determinismo biologico
della razza per conto dell'UNESCO.
- L'antropologia dell'affettività:
L'analisi del saggio Elephant Man: A Study in Human Dignity (1971)
— da cui è tratto il celebre film del 1980 —, incentrato sulla tragica
storia di Joseph Merrick. Montagu dimostra come la gentilezza e l'intima
dignità del personaggio vittoriano, nonostante le deformità e le torture
dei baracconi, siano dipese interamente dall'amore profondo ricevuto dalla
madre nei primi dieci anni di vita. Un focus pionieristico sul rapporto
madri-figli, in cui lo studioso evidenzia come l'essere umano sia una
creatura strutturalmente cooperativa e come la privazione dell'amore nella
prima infanzia generi invariabilmente risposte di frustrazione e
comportamento aggressivo.
15. Siegfried Frederick Stephan Nadel (1903-1956)
- L'antropologia applicata: I
contributi metodologici moderni tratti dalle intense ricerche sul campo
condotte tra i Nupe in Nigeria, i Nuba nel Sudan e le
popolazioni indigene dell'Eritrea.
16. Curt Nimuendajú (Curt Unckel) (1883-1945)
- Le lettere dal Sertão:
Quarant'anni di vita e militanza indigenista trascorsi sul campo a
documentare 45 differenti tribù indie tra l'Amazzonia e il Mato Grosso. La
cronaca del drammatico attacco con le frecce subito dai temibili Parintintin
lungo il fiume Madeira, risolto pacificamente, e la salvaguardia delle preciosidades
indígenas.
17. Erland Nils Herbert Nordenskjöld (1877-1932)
- Il dramma del Pilcomayo: Le
prime indagini nella Patagonia cilena e l'organizzazione della Spedizione
Svedese Chaco-Cordillera (Argentina-Bolivia) tra gli indios
Chiriguano, Toba, Wichís, Chocò e Cuna. Il passaggio sul fiume Pilcomayo a
Crevaux, teatro vent'anni prima (1881-1882) del tragico massacro e
dell'antropofagizzazione della spedizione francese guidata da Jules
Crevaux.
18. Hortense Powdermaker (1900-1970)
- L'osservazione partecipante multisituata: Allieva
di Malinowski alla London School of Economics; le ricerche in Melanesia
nella Nuova Irlanda (1929), lo studio sulla segregazione razziale a
Indianola nel Mississippi (1932-1934), l'indagine nel bacino minerario di
Luanshya nella Rhodesia settentrionale/Zambia (1953) e la celebre
monografia condotta sul campo a Hollywood (1946-1947).
19. John Wesley Powell (1834-1902)
- L'avventura fluviale nel West:
Cronistoria delle navigazioni idrografiche nel Grand Canyon e le
successive indagini linguistiche e sociali tra le tribù indiane Ute,
Kaibab, Paiute e Shoshoni.
20. Charles Rabot (1856-1944)
- L'archivio delle comunità artiche: Le
ricognizioni geografiche ed etnografiche alle Svalbard, nel Nordland
norvegese, in Groenlandia, Islanda e Jan Mayen. Le indagini nella Lapponia
svedese e russa tra i Lapponi (Sami) e i popoli Komi, Chanti,
Mansi, Nenci, Ciuvasci e Mari.
21. Alfred Reginald Radcliffe-Brown (1881-1955)
- Lo struttural-funzionalismo:
L'iniziazione alla ricerca intensiva sul campo tra gli Andamanesi
(Oceano Indiano), le indagini in Australia nord-occidentale tra i Kariera
e nella Polinesia (Tonga). Una cattedra itinerante globale tra Sudafrica,
Australia, Gran Bretagna, Brasile, Egitto e Cina.
- Bibliografia
LE GRANDI AVVENTURE DELL’ANTROPOLOGIA
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