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giovedì 3 settembre 2026

428. Dodici giorni su un Nilo scomparso: viaggio virtuale nell'Egitto del 1899. da: VIAGGI IN EGITTO 1980-2009. Crociera aerea e fluviale sul Nilo; ai confini con il Sudan, alla ricerca di Berenice Trogloditica e della “carovaniera degli 11 giorni”; nel Sinai

Figura 137. Fotografia ricordo davanti alla Sfinge nel XIX secolo


 PARTE III: INTERMEZZO, UNA CROCIERA SUL NILO “VIRTUALE” FIN DE SIÈCLE.

Un divertissement storico-antropologico, la cui sintesi suscitò molto interesse quando fu pubblicata sulla Terza Pagina culturale de "L'Osservatore Romano" il 14 giugno 2007.

Basandomi su fonti, documenti e guide dell'epoca, ho ricostruito nei minimi dettagli una crociera sul Nilo sul finire del XIX secolo. Protagonista è un gentleman inglese che decide di andare ad aspettare il nuovo secolo (il 1900) ad Assuan, nell’Alto Egitto, nel lussuoso Cataract Hotel appena inaugurato.

L’arrivo ad Alessandria, 1899
Eccomi finalmente nel porto di Alessandria. Prima di sbarcare ho controllato di nuovo il mio bagaglio, comprensivo di chinino, coltello, binocolo, la Cook's Tourists' Handbook For Egypt del 1897 (...) per le spese, gli straordinari Travelling Coupons della Cook. Serviranno per il prestigioso Shepheard's Hotel del Cairo (...) e di Assuan. Intendo raggiungere la mia meta risalendo per dodici giorni il Nilo sul Rameses, uno dei sei battelli di prima classe della Cook. Periodo sufficiente a farmi dimenticare la noiosissima routine della City (...).

Figura 133. La Rameses (la mia “nave virtuale”) ancorata davanti al Tempio di Luxor, ca. 1884

Mi sento un po’ ridicolo con il fiammante casco coloniale. Successivamente constaterò come sia assai diffuso e protegga dalle insolazioni. Alla dogana controllano il visto turco sul passaporto. Infatti il paese teoricamente appartiene alla Turchia (...) In realtà dal 1882 è… “vittoriano”.

Si salpa dal Cairo (...)
Mercoledì 13 dicembre 1899. Ormai pronto all’esotica avventura, il vapore salpa come previsto alle 10, nei pressi del nuovissimo ponte in acciaio di Qasr el-Nil. Dopo una navigazione su acque insolitamente basse, ci fermiamo a Bédrachéin, dove attendono gli asini (homâr) inviati dal Cairo. Sarà così ogni volta. Perché raggiungerò rovine egizie, villaggi e suq sempre a dorso di asino (...) Dapprima vado a Menfi, poi vedo la piramide di Saqqarah e il Serapeum.

Dendera, Luxor, Bibân-el-Mulûk (...)
Il settimo giorno giungiamo a Qéna, dove rimango impressionato dal tempio di Dendera. Alle 12 la nave riparte, così che prima del tramonto ecco il villaggio di Luxor, l’antica Tebe. Di essa Belzoni scrisse “che sembra di entrare in una città di giganti...”.

Il giorno dopo una barca mi traghetta sull’altra riva. Mi inoltro nella Bibân-el-Mulûk, “Valle delle Porte”, per vedere le tombe di Ramsès IV, IX, VI, III (...) Inoltre riesco ad osservare l’archeologo Victor Loret, Direttore Generale alle Antichità Egiziane, al lavoro in quelle appena scoperte. Dopo essermi imbattuto nel giovane archeologo Howard Carter, torno poi verso il fiume (...).

Il nono giorno scendo a visitare il grande tempio di Karnak. Devo però ugualmente farmi strada per il recente crollo di undici enormi colonne (...) causato dall’alterazione del livello del Nilo.

Assuan, isole di Elefantina e File (...)
Infine alle 16 ecco Assuan, a 583 miglia a sud del Cairo. Il giorno dopo, anche se è Natale, mi trasferisco nell’albergo Cataract. Poi al di là della cateratta raggiungo l’isola incantata di File. La sciocca idea di immortalarmi nel monumento incidendo il mio nome è subito scartata, leggendo stultus est che un altro gentleman… suo pari ha scritto sotto il nome B. Mure, all’interno del Tempio di Iside. L’anno prima, nonostante le accese proteste degli archeologi, hanno comunque iniziato a costruire el-Sadd, la diga (...).

Figura 144. Il graffito sulle mura del Tempio di File del solito “stolto” Mure, 2007 (Archivio A.)

La mattina dopo di buonora vado nel suq, affollato da egiziani, turchi, Barabras, Bisharin mezzi-nudi e negri di ogni provenienza e razza... È un mondo a parte, dove si vende gomma sudanese, denti d’elefante, pelli di animali. Mentre gli ambulanti mercanteggiano bastoni di ebano, lance e frecce, le cui punte pare siano avvelenate! (...) 

  • Arricchito da 14 preziose immagini d'epoca e dallo scatto che ritrae il graffito di B. Mure nel tempio di File, ironicamente liquidato da un successivo viaggiatore con l'incisione 'stultus est',, il testo completo, con l'itinerario integrale descritto giorno per giorno e l'apparato scientifico completo, è disponibile nel libro:


Versione cartacea a colori: https://www.amazon.it/dp/B088N3WVYN

Versione cartacea in bianco e nero https://www.amazon.it/dp/B088N8ZQVV

SOMMARIO

 PREFAZIONE

PARTE I: IERI, IL VIAGGIO DEL 1980

Cap. 1. INTRODUZIONE ALL'EGITTO

Cap. 2. CONTINUA IL "VIAGGIO" NEL BASSO EGITTO: PIRAMIDI, CERCATORI DI TESORI DEL PASSATO, SCOPERTE ARCHEOLOGICHE DEL PRESENTE

Cap. 3. VIAGGIO NELL'ALTO EGITTO, AI CONFINI CON IL BILAD AS SUDAN, LA "TERRA DEI NERI": ABU SIMBEL, ASSUAN, ELEFANTINA, FILE

Cap. 4. MEDIO EGITTO: NELLA VALLE DEI RE SI RISCOPRONO LE TOMBE "SCOMPARSE" DEI FARAONI

PARTE II: OGGI, IL CAIRO

CAP. 5. UNA PREMESSA DI ANTROPOLOGIA URBANA: GENESI E SVILUPPO DELLE CITTA’ AFRICANE

CAP. 6. PIÙ “CITTA’ PARALLELE” HANNO DATO VITA ALLA CAIRO ATTUALE

CAP. 7. IL CAIRO: IERI E DOMANI…

PARTE III: INTERMEZZO, UNA CROCIERA SUL NILO “VIRTUALE” FIN DE SIÈCLE

L’arrivo ad Alessandria, 1899 (...)

PARTE IV: OGGI, UNA MODERNA CROCIERA SUL NILO

Cap. 8. DA ASSUAN A KOM OMBO

Cap. 9. KOM OMBO, EDFU, LA CHIUSA DI ESNA, LUXOR

(...) Dal diario di viaggio: Luxor, 2007; L’antica Tebe orientale, sulla sponda destra del Nilo: Luxor e Karnak; L’antica Tebe occidentale: le ḥwt nt ḥḥw m rnpwt, “Case di Milioni di Anni” (...) 

PARTE V: OGGI, SUL MAR ROSSO, AL CONFINE MERIDIONALE CON IL SUDAN

Cap. 11. NELLA LAHAMI BAY, SULLA COSTA MERIDIONALE EGIZIANA DEL MAR ROSSO, ALLA RICERCA DELLA MITICA BERENICE; 

Cap. 12. TRA I NOMADI DEL MAR ROSSO EGIZIANO: ETIOPICI BÈJA (ABABDA E BISHARIN), ARABI RASHÀIDA

Cap. 13. LUNGO L’ANTICA VIA GRECO-ROMANA CHE, DALLA MITICA BERENICE TROGLODITICA, PORTAVA AL NILO, ATTRAVERSO LE MONTAGNE DI SMERALDO

PARTE VI: UNA CURIOSITA’ DA SODDISFARE, VIAGGIO A SHARM, 2009

Cap. 14. SHARM EL-SHEIK: NAAMA BAY

BIBLIOGRAFIA

...

TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE


martedì 1 settembre 2026

427. LE GRANDI AVVENTURE DELL’ANTROPOLOGIA, Vol. 3: Da Knud Rasmussen a Rosebud Yellow Robe

 

Figura 31. Uomo Toda (da W. H. R. Rivers, The Todas, 1906)


Nelle pagine di questo terzo volume si muovono figure leggendarie che hanno ridefinito i confini delle scienze umane. 21 personaggi  che costituiscono un vero e proprio ONU della disciplina, rappresentando ben 11 nazioni. 

Dai ghiacci artici percorsi da Knud Rasmussen alle pianure americane di Rosebud Yellow Robe, il testo delinea le biografie di sette straordinari studiosi che hanno contribuito alla formazione etno-antropologica dell'autore fin dagli anni della giovinezza.

Il saggio non si limita all'analisi accademica, ma si tinge di sfumature geopolitiche — esplorando le complesse dinamiche dell'Africa del Sud — e, soprattutto, di memorie personali e incontri sul campo.

Gli Incontri della Vita: von Hagen e Padre Santandrea
Il volume si tinge di memorie personali e incontri sul campo. L'autore analizza nel testo il singolare incontro romano con Padre Santandrea, pilastro dell'etnostoria sudanese, consultato per un'avventurosa discesa in battello del Nilo Azzurro dal Lago Tana a Khartoum.
A questa trama biografica si aggancia un prezioso ricordo personale, riaffiorato solo di recente e non incluso nelle pagine del libro, ma ideale per introdurne lo spirito: l'emozione indelebile del giugno 1964 quando, giovane socio diciassettenne dell'Istituto Italiano per l'Africa, l'autore assistette nell'Aula Magna alla conferenza del suo "supereroe" di allora, Victor von Hagen. La spedizione sulle strade romane stava proprio allora per partire, con le iconiche Land Rover della missione parcheggiate in bella mostra davanti all'ingresso, pronte a sfidare il Nord Africa.

Il Mistero Rockefeller e l'Ombra degli Asmat

Arricchito da 157 immagini (tra cui scatti storici realizzati dall'autore con la sua Instamatic nel 1965 a Basilea, ma anche realizzate nel Tropenmuseum di Amsterdam e nel  MET di New York ), il volume dedica un'ampia sezione all'odissea di Michael Rockefeller, scomparso nel 1961 nella Nuova Guinea olandese, analizzando le drammatiche verità emerse anni dopo tra gli indigeni Asmat.

Figura 152. Michael Rockefeller (1938-1961) fotografato tra gli Asmat della Nuova Guinea Olandese nel 1961, dove poi sarebbe scomparso e probabilmente ucciso e mangiato dagli stessi Asmat (Metropolitan Museum, New York) (foto A.)


La GALLERIA BIOGRAFICA dei 21 scienziati trattati nel volume:
  1. Knud Rasmussen: L'etnologo autodidatta che fondò la moderna eschimologia.
  2. Friedrich Ratzel: Padre dell'antropogeografia e teorizzatore della geopolitica.
  3. Gladys Amanda Reichard: Venticinque estati di ricerca sul campo tra i Navaho.
  4. William Halse Rivers: Lo psicologo che trasformò l'antropologia in scienza.
  5. Géza Róheim: L'incontro tra antropologia e psicoanalisi nel Tempo del Sogno australiano.
  6. Padre Stefano Santandrea: Il trentennale soggiorno nel Bahr-El-Ghazal e la summa sul Sudan.
  7. Fritz e Paul Sarasin: I cugini svizzeri, tra élite accademica e spedizioni nelle Indie Olandesi.
  8. Isaac Schapera: Allievo di Malinowski e paladino sudafricano contro l'apartheid.
  9. Paul Joachim Schebesta: Il celebre ed eclettico "Padre dei pigmei".
  10. Charles G. Seligman (e la moglie Brenda Zara): Il "Maestro" dei grandi dell'antropologia.
  11. Baldwin Spencer e Francis J. Gillen: Tra gli uomini bruni delle sabbie rosse australiane.
  12. Vilhjalmur Stefansson: L'«Amico» dell'Artico e la sua esplorazione durata cinque anni.
  13. Laura Maud Thompson: La ricerca di un'etica ecologica in Micronesia e Melanesia.
  14. Laurens van der Post: L'antropologo afrikaner definito il "Boscimane bianco".
  15. Paul-Émile Victor: L'uomo dei deserti ghiacciati: 17 missioni al Polo Sud e 14 in Groenlandia.
  16. Victor Wolfgang von Hagen: Il ritrovamento della Grande Strada del Sole degli Incas.
  17. Camilla Hildegarde Wedgwood: Antropologa e pioniera dell'istruzione femminile in Oceania.
  18. Diedrich Hermann Westermann: Padre della moderna linguistica e della standardizzazione delle lingue orali africane.
  19. Edward Moffat Weyer: L'antropologo dell'Artico tra Aleuti e Inuit.
  20. Paul Wirz: Lo scienziato svizzero che svelò l'arte e le società della Nuova Guinea.
  21. Rosebud Yellow Robe: La Lakota Sioux, storica e fiera custode della memoria dei nativi americani.

Sommario Dettagliato • Capitoli e Itinerari del Volume 3
  • INTRODUZIONE
  1. KNUD RASMUSSEN (1879-1933)
    • Danske Literaere Grönlands Ekspedition, Groenlandia (1902-1904): lo studio degli Eschimesi (Inuit).
    • La nascita in Groenlandia e la fondazione delle sette storiche spedizioni di Thule.
    • Le prime quattro missioni (1912-1919) e la Quinta Spedizione (1921-1924), la più grandiosa di tutte, attraverso l'Artico dalla Groenlandia alla Siberia.
    • Dall’Isola dei Danesi: indagini etnografiche, etnologiche e archeologiche attraverso i racconti di Rasmussen; la Sesta e la Settima Spedizione (1931-1932).
  2. FRIEDRICH RATZEL (1844-1904)
    • I grandi viaggi tra il 1869 e il 1875: dal Mediterraneo a Cuba, fino al Messico e agli Stati Uniti.
    • La nascita dell’antropogeografia e la formulazione della teoria dei cicli dei popoli (Völkerkreise); il rapporto tra l'Uomo e l’Ambiente.
  3. GLADYS AMANDA REICHARD (1893-1955)
    • Una vita spesa sul campo: l'immersione culturale e le prolungate ricerche tra i Navaho.
  4. WILLIAM HALSE RIVERS (1864-1922)
    • La celebre Cambridge Expedition to the Torres Straits (CAETS) del 1898 tra Australia e Nuova Guinea: i fattori che l'hanno consacrata nella Storia dell’Antropologia.
    • Le ricerche tra i Toda dell’India e nelle isole Salomone (1901-1908).
    • Il dramma della Grande Guerra: l'Oceania e il servizio in Gran Bretagna come Capitano Medico (1914-1917).
  5. GÉZA RÓHEIM (1891-1953)
    • Dalle radici a Budapest alla costruzione di un “ponte” scientifico indissolubile tra la psicoanalisi e l'antropologia.
    • Le indagini sul campo tra Melanesia, Australia centrale, Somalia e Arizona (1919-1931).
    • L'interpretazione inedita del “Tempo del Sogno” tra gli aborigeni australiani.
  6. STEFANO SANTANDREA (1904-1990)
    • La genesi di una consulenza speciale per un raid fluviale sportivo-etnologico sul Nilo Azzurro, tra Etiopia e Sudan.
    • L'immensa opera come Missionario, Etnografo, Etnostorico e Glottologo nel remoto Bahr-el-Ghazal, nel Sud Sudan (1928-1957).
  7. FRITZ SARASIN (1859-1942) e PAUL SARASIN (1856-1929)
    • Il profilo biografico di due facoltosi e influenti cugini svizzeri.
    • L’epopea asiatica a Ceylon (Sri Lanka) tra il 1883 e il 1925 per studiare i Vedda.
    • Le missioni a Celebes (Sulawesi) nel 1893-1896 tra Buginesi, Macassaresi e Toraja.
    • La svolta del 1902-03: una nuova spedizione resa possibile solo grazie all’intervento di un incrociatore reale e della fanteria olandese; la ricerca sui Toála.
    • Fritz Sarasin tra i Canachi della Nuova Caledonia (1910-11) e i successivi viaggi a Tunisi e in Thailandia; l'impegno pionieristico di Paul Sarasin per l’Ecologia.
  8. ISAAC SCHAPERA (1905-2003)
    • La brillante carriera universitaria e le rigorose ricerche sul terreno nel Bechuanaland (oggi Botswana) condotte tra il 1929 e il 1950 focalizzate sul popolo Tswana.
  9. PAUL SCHEBESTA (1887-1967)
    • Le prime indagini nell’Africa orientale portoghese (Mozambico) tra il 1912 e il 1916.
    • Le ricerche in Malesia (1924-25) tra Semang e Sakai.
    • Il grande ciclo del Congo (1929-1935) nel cuore della foresta dell’Ituri: lo scienziato diventa “Baba wa Bambuti” (Padre dei pigmei).
    • Le spedizioni nelle Filippine (1938-1950) tra i Negritos e l'ultima campagna in Congo del 1954-55.
  10. CHARLES G. SELIGMAN (1873-1940) [e BRENDA ZARA]
    • La partecipazione alla storica spedizione CAETS del 1898 e le successive campagne in Nuova Guinea (1904) incentrate sul sistema commerciale del kula (Massim).
    • Le ricerche a Ceylon nel 1906-07 con la moglie Brenda tra Vedda e Tamil.
    • Le imponenti ricognizioni nel Sud Sudan e nel Kordofan meridionale (1909-1922): un censimento etnico monumentale tra Dinka, Shilluk, Nuer, Bari, Anuak, Acholi, Madi, Moru, Lango, Latuka e numerose altre comunità native.
  11. BALDWIN SPENCER (1860-1929) e FRANCIS J. GILLEN (1855-1912)
    • Il cursus honorum di Baldwin Spencer e la spedizione nell’Australia Centrale del 1894.
    • Lo storico incontro ad Alice Springs con Francis J. Gillen e l'avvio delle pionieristiche ricerche congiunte tra gli aborigeni australiani (1894-1897).
    • La traversata transcontinentale da sud a nord (1901-1911) per studiare gli Arunta; la morte di Gillen nel 1912 e gli ultimi viaggi di Spencer nel centro dell'Australia (1922-1926) fino alla morte tra i fuegini della Terra del Fuoco nel 1929.
  12. VILHJALMUR STEFANSSON (1879-1962)
    • Le prime campagne in Islanda (1904-05) e lo sbarco in Alaska e nell'Artico occidentale canadese con la Anglo-American Polar Expedition (1906-07).
    • Lo studio degli "Eschimesi del Rame" e del Mackenzie (1908-12).
    • La Canadian Arctic Expedition (CAE) del 1913-18: la più lunga esplorazione polare della Storia e l’odissea drammatica della nave Karluk.
  13. LAURA MAUD THOMPSON (1905-2000)
    • Un percorso internazionale: dalle isole Figi alla Germania e a Guam (1933-1939).
    • I progetti applicati e la ricerca sul campo tra gli Indiani d’America (1941-1947).
    • Le successive campagne di studio in Islanda (1952, 1960).
  14. SIR LAURENS VAN DER POST (1906-1996)
    • Una vita sospesa tra Africa ed Europa; l'epopea nella Seconda Guerra Mondiale: l'attività nello spionaggio britannico, la cattura e il rischio dell'esecuzione da parte dei giapponesi.
    • La spedizione nel Nyasaland (Malawi) del 1949 e la storica campagna nel deserto del Kalahari (Botswana) nel 1955 per documentare la vita dei Boscimani.
  15. PAUL-ÉMILE VICTOR (1907-1995)
    • La convivenza nella Groenlandia orientale (1934-1937) con gli Eschimesi Agmagssalik.
    • Le ricerche tra i Lapponi (Sami) nel 1939 e le missioni in Marocco, Martinica e Stati Uniti durante la guerra.
    • La fondazione delle Expéditions Polaires Françaises (EPF) nel 1947, il coordinamento di 17 missioni al Polo Sud e 14 in Groenlandia; il ritiro finale a Bora Bora (1977-1995).
  16. VICTOR WOLFANG VON HAGEN (1908-1985)
    • Le prime ricerche in Messico (1931-32) e in Arizona (1933); l'infiltrazione tra i cacciatori di teste Jivaros dell’Ecuador (1934) e la missione alle Galapagos (1935).
    • La spedizione sulla Strada Reale incaica (1954-55).
    • La monumentale ricognizione sulle strade romane (1962-1967) attraverso Italia, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Spagna, Francia, Balcani, Grecia e Turchia.
    • L'esplorazione della strada reale Persiana (1974-75) tra Turchia, Iraq e Iran.
  17. CAMILLA HIDEGARDE WEDGWOOD (1901-1955)
    • Dagli studi a Londra e Cambridge all'attività accademica tra Australia e Sud Africa (1928-1932).
    • Le storiche campagne di ricerca sul campo in Nuova Guinea e nell'Isola di Nauru (1934-1935).
    • L'attività in Papua e Australia focalizzata come pioniera dell’istruzione femminile in Oceania.
  18. DIEDRICH HERMANN WESTERMANN (1875-1856)
    • Le prime missioni in Togo (1900-1907) incentrate sullo studio della lingua Ewe.
    • Le campagne in Senegal e nel Sud Sudan (1910-13) per codificare e standardizzare le koinè orali (Nuer, Shilluk, Dinka, Zande, Haussa).
    • Le indagini in Liberia (1914) tra Gola, Kpelle e Mende.
  19. EDWARD MOFFAT WEYER (1904-1998)
    • La Stoll-McCracken Siberian Arctic Expedition (1928) alle isole Aleutine e nello Stretto di Bering.
    • Gli scavi archeologici nel Sud-Ovest degli USA (1929) tra i Navaho e la Peary Memorial Expedition in Groenlandia (1932).
    • La spedizione in Brasile (1953) tra gli indios Chavante e Camayurà; gli studi comparativi tra i Lapponi in Svezia e i Lacandoni in Messico.
  20. PAUL WIRZ (1892-1955)
    • Quarant'anni di esplorazioni e ritorni in Nuova Guinea (1915-1955) per svelare l'universo culturale e artistico di Marind-Anim e Asmat.
    • Le versatili ricerche condotte tra il 1938 e il 1955 alle Canarie, in Tibet, nei Caraibi, a Ceylon, in India, nelle isole Salomone e in Indonesia.
  21. ROSEBUD YELLOW ROBE (1907-1992)
              Dalle terre native del South Dakota all'arrivo a New York   nel 1927: una vita dedicata alla saggistica, alla storia e alla salvaguardia dell'eredità culturale dei Lakota Sioux

                  LE GRANDI AVVENTURE DELL’ANTROPOLOGIA

Vol. 3: da KNUD RASMUSSEN A ROSEBUD YELLOW ROBE (E-Book e versione cartacea di grande formato (16,99 x 24,4), 188 pp, 124 note, 157 immagini (9 sono dell'A.),  con riferimenti bibliografici al termine di ogni capitolo)


E-Book https://www.amazon.it/dp/B07L5PFFF1

Versione cartacea https://www.amazon.it/dp/1790972345
p.s. Nel mese di agosto il blog ha avuto 20.469 visualizzazioni


mercoledì 26 agosto 2026

426. LE GRANDI AVVENTURE DELL'ANTROPOLOGIA. Scuole, teorie, ricerche sul campo. Vol. 2 • Da Thor Heyerdahl ad Alfred Reginald Radcliffe-Brown

 

Figura 8. Giovane capo Kayan “con un compagno della classe media”

(foto Hose: The Pagan Tribes of Borneo, 1912)



L'antropologia dell'esperienza: tra odissee oceaniche, archivi polari e diari di trincea.

Il presente volume costituisce il secondo, monumentale capitolo della trilogia dedicata agli scienziati dell'Uomo. Con un’estensione di 181 pagine, 131 note esplicative e ben 163 illustrazioni d'epoca, il testo si propone di mappare la transizione cruciale tra l'etnografia pionieristica della fine dell'Ottocento e il rigore metodologico dell'antropologia sociale e strutturale del Novecento. Al termine di ogni singolo capitolo, specifici riferimenti bibliografici guidano il lettore verso l'approfondimento delle fonti originali.

L'apparato visivo e il retroscena autobiografico dell'A.

L'opera non si limita a formalizzare asettiche correnti teoriche, ma scava all'interno dei percorsi esistenziali dei ricercatori, che vanno ad intrecciarsi con le memorie e i "vagabondaggi" scientifici dell'A., sul campo e nei grandi musei internazionali:

  • L'antropologia sperimentale di Thor Heyerdahl: La narrazione dell'epica impresa del Kon-Tiki ha costituito, fin dai primi anni '1960, il fulcro di una selezionata serie di letture giovanili che hanno condizionato l'intera vocazione professionale dell'A. Negli anni, questo legame intellettuale si è tradotto in “incontri” al di fuori dei libri: dalla visione di Heyerdahl in veste di prestigioso testimonial alle Olimpiadi invernali di Lillehammer (1994), alla memorabile ricognizione presso il Museo del Kon-Tiki a Oslo. Dove il background dello specialista si è fuso con la contemplazione degli strumenti concreti che lo studioso norvegese aveva sperimentato di persona, rischiando la vita per verificare empiricamente i dati della letteratura. Anni dopo, in occasione della mostra organizzata dalla Società Geografica Italiana, l'A. constaterà come Heyerdahl, a più di ottantadue anni, fosse ancora pienamente operativo nello studio di una piramide in Sardegna. Raccogliendo in seguito, nelle isole Canarie, a bordo dei traghetti dell'amico e mecenate Fred Olsen, nuove testimonianze sulle sue indagini nell'arcipelago. 
  • La verità sul Norge e l'omaggio a Jean Malaurie: Il volume si arricchisce di un capitolo di altissimo valore storiografico, tristemente aggiornato con la data della recente scomparsa del grande scienziato polare francese Jean Malaurie. Nel 1996, in occasione del Settantesimo Anniversario della spedizione del dirigibile Norge, la Rivista Aeronautica ospitò un suo saggio commemorativo intitolato “70 Anni per la Verità”, volto a ristabilire il primato aereo del Polo Nord a Umberto Nobile, Roald Amundsen e Lincoln Ellsworth. In quella circostanza, ricevette il caloroso plauso della Signora Gertrude Stolp, vedova del Generale Nobile, la quale vi unì il riscontro profondamente positivo dello stesso Malaurie, legato a Nobile da una storica e fraterna amicizia.
  • La svolta visiva del Museum of Mankind: Negli anni '1980, visitando la storica mostra Observers of Man presso il Museum of Mankind di Londra (le cui collezioni sono oggi nel British Museum), allestita grazie ai materiali fotografici del Royal Anthropological Institute, l'A. rimase affascinato dall'uso pionieristico della macchina fotografica tra il XIX e il XX secolo. In questo contesto spicca l'opera di Edward Horace Man nelle isole Andamane e Nicobare dell'Oceano Indiano. Territori caratterizzati da gruppi etnico-culturali e linguistici complessi e distinti: dai pigmoidi andamanesi alle popolazioni di lingua mon-khmer delle Nicobare.
  • L'occasione sfiorata con Margaret Mead: Nel marzo del 1978, nonostante l'A. fosse in grado di “esibire” solo la sua prima ricerca sul campo nel Kenya settentrionale, si profilò l'opportunità di un incontro storico a New York con la celebre antropologa statunitense, come in seguito gli avrebbe confidato l'importante collega Lucy Cohen. Ma ormai era immerso nelle febbrili sessioni di un Congresso nell'esotico e distante Yucatàn. Nessuno avrebbe potuto immaginare che dopo pochi mesi sarebbe deceduta.
  • La frontiera linguistica di Curt Nimuendajú: Il saggio ripercorre le tappe di una figura cardine dell'etnologia sudamericana. Alla fine degli anni '1970, mentre si accingeva a pianificare una ricerca in Brasile (Bahia), poi non realizzata, l'A. apprese i rudimenti della lingua portoghese-brasiliana presso la Casa do Brasil a Piazza Navona, a Roma (1). Un bagaglio linguistico che si rivelerà determinante nel 2005 per la stesura di un importante articolo pubblicato sull'Osservatore Romano dedicato proprio a Nimuendajú. In un'epoca in cui la letteratura scientifica sul ricercatore era accessibile esclusivamente in lingua originale e non erano ancora disponibili i moderni strumenti di traduzione digitale.
  • Charles Rabot e i piloni di Ny-Ålesund: Nel 1997, durante la sua partecipazione all'inaugurazione della base polare italiana Dirigibile Italia a Ny-Ålesund (Svalbard), la presenza scientifica francese era limitata solo ad un “campo” (la base Jean Corbel), a 5 km ad est della stazione scientifica. Un paio d’anni più tardi l’Institut Francais Polaire - Paul Emile Victor avrebbe aperto a Ny-Ålesund una base intitolata a Charles Rabot, antesignano della cooperazione scientifica franco-norvegese e figura monumentale, seppur parzialmente sconosciuta ai non addetti ai lavori, di cui il volume riscatta il valore storico.

Scuole nazionali e percorsi esistenziali

Questo secondo volume delle Grandi Avventure dell’Antropologia raccoglie le traiettorie scientifiche di altri venti personaggi d'eccezione, a cui si aggiungono i membri della monumentale Jesup North Pacific Expedition, una spedizione multidisciplinare russo-tedesco-americana svoltasi a cavallo tra il XIX e il XX secolo tra le estreme solitudini della Siberia, dell'Alaska e del Canada. Molto sommessamente, si può affermare che il lettore si trovi qui di fronte a un autentico parterre de roi. Non solo perché tra le sue fila figura una studiosa statunitense che per molto tempo è stata unanimemente considerata la più grande antropologa vivente, ma perché l'opera documenta il superamento costante delle barriere geografiche, in nome dell'indagine empirica.

Dalle regate nel Borneo alle terre perdute nel tempo

Il saggio ripercorre le tappe di ricercatori che hanno fatto della propria vita un laboratorio sperimentale. Vedremo un etnologo norvegese attraversare gli oceani Pacifico, Atlantico e Indiano a bordo di una zattera di balsa o di imbarcazioni tradizionali in giunchi e papiri, pur di dimostrare la validità delle proprie tesi. Seguiremo un funzionario britannico che, per porre fine alla secolare e drammatica usanza del taglio delle teste nel Borneo dei Rajah Bianchi, organizzerà con successo una storica regata intertribale. Poco distante, nell'Oceano Indiano, un amministratore coloniale si trasformerà in un profondo etnografo delle popolazioni native da lui amministrate, salvandone la memoria dall'estinzione.

Nel continente sudamericano, l'opera mappa la figura di chi, scalando il tepuis del Roraima dopo aver per anni studiato gli indios della Guyana, offrì involontariamente su un piatto d'argento ad Arthur Conan Doyle — e a generazioni di registi e scrittori venuti dopo di lui — gli elementi ambientali per dare vita al celebre mito letterario del Mondo Perduto.

Il disvelamento dei continenti: dal Far West a Hollywood

Per quanto riguarda i nativi del Nord America, il volume include quattro monumentali studiosi statunitensi, che hanno lavorato intensamente tra i Navaho, i Comanche e gli Indiani delle Pianure. A loro si affianca una quinta e poliedrica antropologa, capace di dividere la propria attività sul campo tra la Melanesia, la Rhodesia e... l'industria cinematografica di Hollywood. Sul fronte dell'antropologia fisica e biologica, spicca la figura di uno scienziato anglo-statunitense che dedicò l'intera esistenza e i propri scritti a confutare e smantellare, carte alla mano, lo pseudoscientifico mito della razza.

La scuola francese è rappresentata da cinque profili straordinari: il primo dedito allo studio degli indios e dei misteri monumentali dell'Isola di Pasqua; altri due focalizzati sulle comunità del Grande Nord europeo e americano; il quarto interamente immerso nello studio dei nomadi berberi del Sahara (i Tuareg) e delle imponenti raffigurazioni d'arte rupestre tra le montagne algerine. L’ultimo, infine, un intellettuale, critico d'arte e poeta surrealista, che partecipò alla storica missione transafricana Dakar-Gibuti.

A completare questo ricco quadro scientifico intervengono altre quattro figure eccezionali: un barone scandinavo, che guidò la pericolosa missione Chaco Cordillera fin sulle sponde del fiume Pilcomayo — perimetro in cui vent'anni prima una spedizione francese era stata interamente massacrata e antropofagizzata dagli indios —; uno studioso anglo-austriaco che indagò due popoli (in Nigeria e in Sudan), i cui etnonimi presentano assonanze tali da confondere gli studenti universitari; il padre fondatore dell'Antropologia Sociale britannica, che, dopo le ricerche nelle Andamane, insegnò nelle università di tutti e cinque i continenti; e infine un pioniere tedesco, naturalizzato brasiliano e adottato come indio Guaranì, che per quarant'anni visse tra 45 tribù differenti dell'Amazzonia e del Mato Grosso. Riuscendo a fronteggiare e pacificare l'assalto con le frecce dei temibili Parintintin, senza spargere una sola goccia di sangue.

Galleria Biografica

  • 1. Thor Heyerdahl (1914-2002): L'etnologo norvegese che con una semplice zattera di balsa, la celeberrima Kon-Tiki, attraversò il Pacifico orientale raggiungendo le isole Tuamotu dal Perù, dimostrando la plausibilità dei contatti transoceanici precolombiani.
  • 2. Charles Hose (1863-1929): Tra i Dayak di Sandokan. Il gentleman e amministratore-giudice, etnologo ed esploratore nel Borneo dei Brooke, i celebri "Rajah Bianchi" di Sarawak.
  • 3. Everard im Thurn (1852-1932): L'antropologo britannico che si rese celebre per la prima conquista scientifica del mitico monte Roraima, la “Montagna di Cristallo” descritta da Sir Walter Raleigh.
  • 4. La Jesup North Pacific Expedition (1897-1902): La grandiosa spedizione etno-antropologica multidisciplinare, che studiò i popoli del Pacifico del Nord, unendo i profili di Bogoras, Farrand, Fowke, Hunt, Jacobsen, Jochelson, Jochelson-Brodskaya, Laufer, Smith, Swanton e Teit, sotto la direzione del "mostro sacro" Franz Boas.
  • 5. Clyde Kay Maben Kluckhohn (1905-1960): Lo studioso statunitense che da giovane percorse a cavallo oltre 4.800 chilometri nelle terre dei Navaho, inaugurando una consuetudine di ricerca intensiva, che lo portò a cavalcare nel Sud-Ovest ogni estate.
  • 6. Michel Leiris (1901-1990): Il Poeta dell'etnologia francese. L'intellettuale e scrittore che dal 1931 al 1933 partecipò alla storica missione Dakar-Gibuti, attraversando l'intera estensione del continente africano.
  • 7. Ralph Linton (1893-1953): Antropologo cittadino del mondo, scultore nelle isole Marchesi e uomo-medicina in Madagascar. Nel 1933 visse tra i Comanche dell’Oklahoma, venendo solennemente adottato nel corso della Brush Dance.
  • 8. Henri Lhote (1903-1991): L’antica pinacoteca del Sahara. L’etnografo francese considerato la massima autorità mondiale nello studio e nel rilievo delle pitture e incisioni rupestri del Tassili n'Ajjer.
  • 9. Robert Lowie (1883-1957): Storico dell’Etnologia e massimo studioso degli Indiani delle Pianure, celebre per le sue monografie sistematiche condotte sul campo tra gli Shoshoni e i Crow.
  • 10. Jean Malaurie (1922-2024): Il grande antropologo e geografo francese che visse e documentò la vita e la cultura degli Inuit Polari di Thule, nella Groenlandia nord-occidentale.
  • 11. Edward Horace Man (1846-1929): Le pluridecennali ricerche e la documentazione visiva pionieristica sui Negritos e sulle popolazioni autoctone delle isole Andamane e Nicobare nell'Oceano Indiano.
  • 12. Margaret Mead (1901-1978): La diversità culturale come ricchezza. Una delle figure più imponenti dell'antropologia contemporanea, celebre per i suoi studi comparativi sull'adolescenza e la sessualità nelle Samoa e in Nuova Guinea.
  • 13. Alfred Métraux (1902-1963): Il rigore dell'etnografia contemporanea e la decodificazione del mistero archeologico e religioso dell'Isola di Pasqua.
  • 14. Ashley Montagu (1905-1999): L'antropologo anglo-statunitense, paladino della dignità umana, che per l'UNESCO coordinò la storica dichiarazione del 1950 contro il determinismo e il mito biologico della razza.
  • 15. Siegfried Frederick Nadel (1903-1956): Lo studioso anglo-austriaco che fornì maturi contributi teorici all'antropologia sociale moderna, attraverso le sue ricerche tra i Nupe nigeriani e i Nuba del Sudan.
  • 16. Kurt Nimuendajú (Curt Unckel) (1883-1945): Il pioniere tedesco dell'etnologia brasiliana che visse per quarant'anni integrato presso 45 tribù indie tra l'Amazzonia e il Mato Grosso.
  • 17. Erland Nils Nordenskjöld (1877-1932): Il barone e scienziato svedese che guidò la complessa e rischiosa missione etnografica Chaco-Cordillera tra la Bolivia, l'Argentina e il Perù.
  • 18. Hortense Powdermaker (1896-1970): L'antropologa statunitense, allieva di Malinowski, che applicò con successo il metodo dell'osservazione partecipante in Melanesia, in Rhodesia e all'interno dell'industria cinematografica di Hollywood.
  • 19. John Wesley Powell (1834-1902): Il geologo del Bureau. Celebre per le sue avventurose e coraggiosissime esplorazioni fluviali lungo il corso del Colorado e del Grand Canyon, Powell fu soprattutto la mente istituzionale che diede vita e impeto al fondamentale American Bureau of Ethnology.
  • 20. Charles Rabot (1856-1944): L'antesignano dei ghiacci. Geografo, etno-antropologo e instancabile esploratore francese dei mari e delle terre del Grande Nord europeo, pioniere della cooperazione scientifica franco-scandinava.
  • 21. Alfred Reginald Radcliffe-Brown (1881-1955): La struttura sociale dell'Uomo. Il padre fondatore dell'Antropologia Sociale britannica. Un autentico “antropologo internazionale” capace di formare generazioni di studenti nelle università di tutti e cinque i continenti.

Indice analitico dettagliato • Capitoli, itinerari e popoli studiati

  • INTRODUZIONE

1. Thor Heyerdahl (1914-2003)

  • L'etnologia sperimentale: Le grandi rotte migratorie e i contatti transoceanici tra Perù e Polinesia francese (isole Marchesi e Tuamotu), isole Galápagos, Isola di Pasqua, Maldive e Canarie.
  • Le rotte dell'ignoto: La pianificazione e la rischiosissima traversata navale a bordo della zattera di balsa del Kon-Tiki (1947), seguita dalle successive odissee transatlantiche e nell'Oceano Indiano.

2. Charles Hose (1863-1929)

  • Il Borneo dei Rajah Bianchi: L'attività come gentleman e amministratore-giudice coloniale al servizio di Charles Brooke, secondo Rajah bianco di Sarawak, tra i cacciatori di teste Dayak.
  • La diplomazia etnica: L'ideazione e l'organizzazione della storica Regata della Pace, evento intertribale volto a porre fine alla secolare usanza della caccia alle teste, culminato nella stesura dell'opera monumentale The Pagan Tribes of Borneo.

3. Sir Everard Ferdinand im Thurn (1852-1932)

  • Il Mondo Perduto: Le prolungate ricerche condotte nella Guyana Britannica tra le comunità native (Warrau, Arawak, Caribi, Awakoi, Macusi, Arecuna, Wapishana, Atorai, Amaripa e Wai-Wai).
  • La vetta e gli oceani: La storica e celebre prima conquista scientifica del mitico monte Roraima, la “Montagna di Cristallo”, e le successive missioni coloniali ed etnografiche a Ceylon e nelle isole Figi (Melanesia).

4. Jesup North Pacific Expedition (1897-1902)

  • Il colosso intercontinentale: Il grandioso progetto etno-antropologico ideato e organizzato da Franz Boas per mappare i legami culturali tra Asia e America.
  • I popoli dello Stretto: Le indagini in Siberia (Ciukci, Coriachi, Lamuti, Yup'ik, Even, Iucaghiri, Nivkhi, Evenki, Jacuti, Ainu e Nanai) e nel Nord-America costiero (Chilcotin, Quinault, Salish, Tlingit, Kwakiutl, Haida, Nlaka'pamux, Lillooet e Shuswap) condotte sul campo dai protagonisti della spedizione (Bogoras, Jochelson, Laufer et alia). Un'operazione d'avanguardia di antropologia d'urgenza.

5. Clyde Kay Maben Kluckhohn (1905-1960)

  • Le cavalcate nel Sud-Ovest: Le 4.800 miglia percorse a cavallo in gioventù e le sistematiche campagne di ricerca estiva condotte dall'antropologo statunitense tra i Pueblos Zuñi e le comunità Navaho.

6. Michel Leiris (1901-1990)

  • Il surrealismo sul campo: Il profilo del poeta e letterato francese e la sua partecipazione all'epica missione continentale Dakar-Gibuti (1931-1933), completata dalle successive indagini sul vudù in Martinica, Guadalupa e Haiti.

7. Ralph Linton (1893-1953)

  • Dall'archeologia all'adozione rituale: I primi scavi archeologici condotti nel 1911 in Nuovo Messico, Colorado, Guatemala e New Jersey. Le ricerche in Polinesia (Marchesani) e in Madagascar (Tanala), fino al soggiorno del 1933 tra i Comanche dell’Oklahoma, dove venne adottato nel corso della tradizionale Brush Dance.

8. Henri Lhote (1903-1991)

  • La pinacoteca del deserto: Le spedizioni nel Sahara algerino tra i nomadi Tuareg e lo studio sistematico, la catalogazione e il rilievo delle migliaia di pitture e incisioni rupestri preistoriche del Tassili n'Ajjer.

9. Robert Lowie (1883-1957)

  • lI maestro delle Pianure: Il monumentale lavoro teorico e descrittivo incentrato sulle strutture sociali degli Indiani delle Pianure americane (Shoshoni, Crow, Arikara, Chippewa, Ute, Washo, Mandan, Hopi, Hidatsa e Comanche).

10. Jean Malaurie (1922-2024)

  • I re dei ghiacci: Le prime ricerche nel Sahara algerino e marocchino e le successive campagne con le Expéditions Polaires Françaises. La storica missione etnografica del 1950-1951 trascorsa integrato tra gli Inuit Polari di Thule, nella Groenlandia settentrionale, e le missioni successive in Siberia e Alaska.

11. Edward Horace Man (1846-1929)

  • I Negritos dell'Oceano Indiano: Le pluridecennali ricerche antropologiche e linguistiche condotte tra gli Andamanesi e i Nicobaresi. L'applicazione sul campo del celebre manuale britannico Notes and Queries on Anthropology per la stesura del saggio del 1883 The aboriginal inhabitants of the Andaman Islands.

12. Margaret Mead (1901-1978)

  • Il laboratorio oceanico: Gli studi comparativi sulla giovinezza, il genere e la crescita culturale condotti in Polinesia (Samoa), Melanesia (isole dell'Ammiragliato, Manus e le comunità Arapesh, Mundugumor, Ciambuli e Iatmul in Nuova Guinea), Bali (Indonesia) e tra i pellerossa Omaha negli Stati Uniti.

13. Alfred Métraux (1902-1963)

  • Dalle Ande ad Haiti: Le estese indagini condotte nel Sud-America profondo (Argentina, Amazzonia brasiliana e Bolivia tra Calchaquí, Guaraní, Chiriguano, Toba, Wichís e Uros-Chipaya) e in America centrale (il vudù ad Haiti). Lo studio fondamentale sul declino demografico e religioso dei nativi dell'Isola di Pasqua (Cile).

14. Ashley Francis Montagu (1905-1999)

  • La decostruzione del razzismo: Gli studi di rilevanza globale volti a confutare il determinismo biologico della razza per conto dell'UNESCO.
  • L'antropologia dell'affettività: L'analisi del saggio Elephant Man: A Study in Human Dignity (1971) — da cui è tratto il celebre film del 1980 —, incentrato sulla tragica storia di Joseph Merrick. Montagu dimostra come la gentilezza e l'intima dignità del personaggio vittoriano, nonostante le deformità e le torture dei baracconi, siano dipese interamente dall'amore profondo ricevuto dalla madre nei primi dieci anni di vita. Un focus pionieristico sul rapporto madri-figli, in cui lo studioso evidenzia come l'essere umano sia una creatura strutturalmente cooperativa e come la privazione dell'amore nella prima infanzia generi invariabilmente risposte di frustrazione e comportamento aggressivo.

15. Siegfried Frederick Stephan Nadel (1903-1956)

  • L'antropologia applicata: I contributi metodologici moderni tratti dalle intense ricerche sul campo condotte tra i Nupe in Nigeria, i Nuba nel Sudan e le popolazioni indigene dell'Eritrea.

16. Curt Nimuendajú (Curt Unckel) (1883-1945)

  • Le lettere dal Sertão: Quarant'anni di vita e militanza indigenista trascorsi sul campo a documentare 45 differenti tribù indie tra l'Amazzonia e il Mato Grosso. La cronaca del drammatico attacco con le frecce subito dai temibili Parintintin lungo il fiume Madeira, risolto pacificamente, e la salvaguardia delle preciosidades indígenas.

17. Erland Nils Herbert Nordenskjöld (1877-1932)

  • Il dramma del Pilcomayo: Le prime indagini nella Patagonia cilena e l'organizzazione della Spedizione Svedese Chaco-Cordillera (Argentina-Bolivia) tra gli indios Chiriguano, Toba, Wichís, Chocò e Cuna. Il passaggio sul fiume Pilcomayo a Crevaux, teatro vent'anni prima (1881-1882) del tragico massacro e dell'antropofagizzazione della spedizione francese guidata da Jules Crevaux.

18. Hortense Powdermaker (1900-1970)

  • L'osservazione partecipante multisituata: Allieva di Malinowski alla London School of Economics; le ricerche in Melanesia nella Nuova Irlanda (1929), lo studio sulla segregazione razziale a Indianola nel Mississippi (1932-1934), l'indagine nel bacino minerario di Luanshya nella Rhodesia settentrionale/Zambia (1953) e la celebre monografia condotta sul campo a Hollywood (1946-1947).

19. John Wesley Powell (1834-1902)

  • L'avventura fluviale nel West: Cronistoria delle navigazioni idrografiche nel Grand Canyon e le successive indagini linguistiche e sociali tra le tribù indiane Ute, Kaibab, Paiute e Shoshoni.

20. Charles Rabot (1856-1944)

  • L'archivio delle comunità artiche: Le ricognizioni geografiche ed etnografiche alle Svalbard, nel Nordland norvegese, in Groenlandia, Islanda e Jan Mayen. Le indagini nella Lapponia svedese e russa tra i Lapponi (Sami) e i popoli Komi, Chanti, Mansi, Nenci, Ciuvasci e Mari.

21. Alfred Reginald Radcliffe-Brown (1881-1955)

  • Lo struttural-funzionalismo: L'iniziazione alla ricerca intensiva sul campo tra gli Andamanesi (Oceano Indiano), le indagini in Australia nord-occidentale tra i Kariera e nella Polinesia (Tonga). Una cattedra itinerante globale tra Sudafrica, Australia, Gran Bretagna, Brasile, Egitto e Cina.
  • Bibliografia

LE GRANDI AVVENTURE DELL’ANTROPOLOGIA 

Antropologi culturali, sociali, fisici, applicati, etnologi, etnografi, etnomusicologi, etnostorici, 
(181 pp., 131 note, 163 immagini - 1 è dell'A. -, con riferimenti bibliografici al termine di ogni capitolo)



E-Book: https://www.amazon.it/dp/B07J5J84J2


Versione cartacea: https://www.amazon.it/dp/1728759420

1) Il progetto figura su Research Gate (RESEARCH PROPOSAL): "THE SOCIAL AND CULTURAL SITUATION OF THE AFRO-BRAZILIANS OF SALVADOR (BAHIA), STATUS AND ROLE RESEARCHES IN A TOWN SUBURB, 1977-78. 
RICERCA DI STATUS E DI RUOLO IN UN SOBBORGO CITTADINO 
(ITALIAN AND BRAZILIAN FOREIGN OFFICES. 
WITH THE LETTERS OF INTRODUCTION SIGNED BY: BERNARDO BERNARDI, PROFESSOR OF CULTURAL ANTHROPOLOGY AND DEAN OF THE FACULTY OF POLITICAL SCIENCES, UNIVERSITY OF BOLOGNA;: VITTORIO LANTERNARI, PROFESSOR OF ETHNOLOGY, FACULTY OF MAGISTERO, UNIVERSITY OF ROME; DOMENICO VOLPINI, DEPUTY PROFESSOR OF ETHNOLOGY, FACULTY OF ARTS, UNIVERSITY OF LECCE )"

432.Dal libro "Ai Confini d'Europa": Il “miracolo islandese” e la smentita del mito sui vichinghi incolti

Fig. 170. La lettura delle saghe è il passatempo preferito degli islandesi (Incisione del 1860 da Stuart Forbes) Tempo addietro mi interessa...