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martedì 28 luglio 2026

414. Il mio battesimo di fuoco in Kenya nel 1976: tra la polvere del Kaisut e la paura dei predoni Shiftas

 

Fotografato davanti alla barriera in attesa di partire per il nord (© Franco Pelliccioni)

·    Cosa spinge un giovane antropologo, appena sbarcato in Africa, a salire sul retro di un camion di birra fracassone per affrontare 300 chilometri di pista spietata nel Kenya settentrionale? Era il giugno del 1976. L'Africa che mi si parava davanti non era quella dei circuiti turistici o della Rift Valley, ma una terra selvaggia, fustigata da quattro anni di siccità e sorvegliata da barriere di polizia.

·   Nel mio diario di ricerca ho impresso i ricordi di quella che non esito a definire una vera e propria "iniziazione" sul campo, un'avventura eccezionale vissuta tra i nomadi e il pericolo dei predoni del deserto, gli shiftas. 

La pista A2: Isiolo, Marsabit, Moyale (© Franco Pelliccioni)


·  Il viaggio verso Marsabit, un vulcano estinto vicino al confine etiopico, iniziò a mezzogiorno sotto un sole accecante. Per sette ore, senza bere e senza mangiare, ho sfidato i violenti scossoni della pista, aggrappato alle casse di birra Tusker, coperto di polvere industriale e protetto solo da mezzo barattolo di crema Nivea e da un cappello che il vento tentava continuamente di strapparmi.

·   Ad Archer's Post, tra i moran Samburu con le lance e l'ocra rossa sul viso, ho conosciuto la paura vera. Solo sul cassone, guardato a vista da compagni di viaggio con vistosi coltellacci che fissavano i miei bagagli, ho temuto il peggio: "In ogni momento possono uccidermi per derubarmi e lasciare il mio corpo a mezzo metro dalla pista". Solo all'arrivo scoprii che il poliziotto che aveva registrato i miei dati alla barriera di Isiolo era stato, a mia insaputa, la mia vera "assicurazione sulla vita".

Uno struzzo corre nella steppa arbustiva (© Franco Pelliccioni)   

·        Dal diario al saggio antropologico

·  Quella traversata si concluse al lume di candela nella missione dell'arcivescovo di Marsabit, mentre a poca distanza gli shiftas uccidevano due pastorelli di quattordici anni. Sebbene il giorno successivo scoprissi che non era possibile fare ricerca a Marsabit, quell'impatto così duro e autentico ha segnato per sempre il mio sguardo di antropologo.

Un Rendille con lancia e bastone ci saluta (© Franco Pelliccioni) 

·  Le forti emozioni di quei giorni, i dettagli sugli accampamenti dei Rendille e dei Samburu, e lo studio profondo delle genti che popolano queste terre aride non sono rimasti chiusi in un vecchio diario. Sono diventati la linfa vitale, scientifica e umana, di una delle mie opere più amate.

·   Se volete scoprire la cultura, i segreti e l'antropologia di queste popolazioni fiere, e leggere l'integrale del mio diario di viaggio in appendice, vi invito a scoprire il mio volume. 

Dal 1966 scrivo solo ciò che merita di essere letto, e questo libro ne è la prova.

·   Trovate il volume in tutte le sue edizioni e varianti di copertina direttamente su Amazon.

Le copertine delle quattro versioni del libro
E-Book:  https://www.amazon.it/dp/B0CP2Z7QT3

Versione cartacea a colori "premium":  
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versione cartacea in bianco e nero: https://www.amazon.it/dp/B0CPVC5QBM

versione cartacea non illustrata: https://www.amazon.it/dp/B0CQ7FTRZX
 Il libro di grande formato (16.99 x 1.91 x 24.41 cm), 155 pp, 248 note, è corredato da 154 foto (69 sono mie).
La versione non illustrata contiene le seguenti carte: politica; fisica; demografica; etnografica; Periplo del Mare Eritreo; Operazione di “pattugliamento” militare tra i Turkana; Percorso della spedizione Teleki-von Hohnel ai laghi Rodolfo e Stefanie;  Distribuzione delle tribù Somale; Villaggi dei Bon nel distretto di Lamu; Mappa dell'area meridionale Galla e Waboni insieme ai paesi somali adiacenti: dopo i suoi viaggi del 1866 e 1867 di von R. Brenner"), di dimensioni ridotte (15,2 x 22,9) e più economica  potrebbe essere anche impiegata nei corsi di Antropologia Culturale, Etnologia, Storia dell'Africa, Storia e Istituzioni dei Paesi afro-asiatici, Geografia

 SOMMARIO

PRESENTAZIONE 

IL PAESE 
LE GENTI 
IL LIBRO
1. INTRODUZIONE STORICA 
- UN SALTO NELLA PREISTORIA: SCOPERTE PALEONTOLOGICHE E PALETNOLOGICHE IN AFRICA ORIENTALE 
- STORIA ANTICA
- L’AZANIA, LA “TERRA DEGLI ZENG, O ZENJ” 
- I PRIMI EUROPEI ARRIVANO DAL PORTOGALLO 
- IL DOMINIO DEI SULTANI OMANITI
- L’AVVENTO COLONIALE INGLESE: IMPERIAL BRITISH EAST AFRICA COMPANY (1887), PROTETTORATO DELL’AFRICA ORIENTALE BRITANNICA (1895), - PROTETTORATO E COLONIA DEL KENYA (1920), RIVOLTA MAU MAU (1952-56). INDIPENDENZA (1963) .
2. INTRODUZIONE GEOGRAFICA, DEMOGRAFICA, ETNO-ANTROPOLOGICA 
- LA PREZIOSA GALLERIA DI DIPINTI ETNOGRAFICI DEL KENYA: 22 POPOLI IMMORTALATI SULLA TELA DALLA TALENTUOSA ARTISTA JOY ADAMSON 
3. LA “CULTURA MISTA COSTIERA”: I SWAHILI 
- INTRODUZIONE: LE “CONTAMINAZIONI” ETNICO-LINGUISTICO-CULTURALI AFRO-ASIATICHE 
3.1 LA CULTURA SINCRETISTICA SWAHILI 
4. I BANTU, GLI “UOMINI”: GLI AGRICOLTORI SEDENTARI 
4.1 I KIKUYU E LA RIBELLIONE ANTIBRITANNICA MAU MAU, PER RIAVERE LA TERRA DEGLI AVI 
4.2 I BAGIUNI 
5. I NILO-CAMITI: I NOMADI PASTORI 
5.1 I MAASAI 
6. I NILOTICI 
6.1 I LUO 
7. LE POPOLAZIONI DI LINGUA CUSCITICA 
7.1 SOMALI 
7.2 BORANA 
7.3 RENDILLE 
8. LE CULTURE “MARGINALI”: I CACCIATORI RACCOGLITORI DOROBO E BON; I PESCATORI ELMOLO 
8.1 DOROBO, CACCIATORI-RACCOGLITORI DELLE FORESTE 
8.2 GLI ELMOLO PESCATORI DEL LAGO TURKANA 
8.3 I BON (BONI, AWEER, WABONI), CACCIATORI-RACCOGLITORI DELLA FORESTA COSTIERA 

9. APPENDICE 
DAL DIARIO DI RICERCA: UN’AVVENTUROSA “PRIMA” KENYOTA NEL CORSO DELLA MIA INIZIAZIONE ANTROPOLOGICA SUL CAMPO, GIUGNO 1976 
UNA GALLERIA ETNOGRAFICO-ARTISTICA “PARTICOLARE”
10.BIBLIOGRAFIA 
CARTE 
NOTE
...
TUTTI I DATI (ECONOMICI, STATISTICI, DEMOGRAFICI, ETNOGRAFICI, ECC.) CONTENUTI NEI MIEI LIBRI SONO STATI ACCURATAMENTE VERIFICATI, INTEGRATI E AGGIORNATI AL MOMENTO DELLA LORO PUBBLICAZIONE

N.B. Nelle ultime 24 ore il blog ha avuto 2.060 visualizzazioni. Nel mese di giugno sono state 55.163.



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