Nel mio viaggio alla scoperta del mondo gaelico, l’incontro con l’irlandese “Tersicore” è avvenuto in un albergo-teatro stracolmo di dublinesi.
Da antropologo sul campo, l'impatto visivo mi ha inizialmente sconcertato, richiamando alla mente le verticalizzazioni osservate tra i moran, i guerrieri Masai del Kenya.
Poi, gradatamente, sono stato risucchiato da quel vulcanico mondo di salti, movenze felpate e accelerazioni parossistiche.
Nel video di due minuti allegato a questo post, potete osservare direttamente la tecnica e l'incredibile velocità di questa tradizione.
Nel mio libro "PASSEGGIANDO PER DUBLINO, E OLTRE..." analizzo così questa straordinaria espressione coreutica:
«I colpi secchi sul pavimento, inferti con le loro nere "scarpe dure" in fibra di vetro, danno ritmo e musica a una danza dalla velocità impressionante, che può arrivare ai 4 colpi al secondo e ai 260 al minuto. Una danza forse paragonabile alla Tap americana.
Ma c’è una differenza...
Nella Tap dance tutto il corpo si muove elasticamente; il ballo irlandese è invece caratterizzato dall’estrema compostezza: braccia rigide e parallele lungo i fianchi, che sembrano non reagire alla sonorità vulcanica dei piedi! ».
Movimenti all'unisono,
acrobazie minimali e un ritmo al limite dell’impossibile studiato per spazi
ridotti, capace di scatenare l'entusiasmo del pubblico.
🍀 Nel video un piccolo assaggio visivo del "passo irlandese".
DALLA VICHINGA DUBH LINN ALLA GAELICA BHAILE ÁTHA CLIATH. “PASSEGGIANDO” PER DUBLINO, E OLTRE…
(E-Book, versione cartacea a colori (I e II ediz.) e in bianco e nero, 131 pp, 49 note, 104 immagini - 64 sono dell'A. -)

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