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Figura 8. In Earl Street North, davanti al Cafe Kylemore, la statua a grandezza naturale di James Joyce (1882-1941) del 1990 (© Franco Pelliccioni)
Passeggiando per Dublino: dall'avamposto vichingo all'universo gaelico
In un primo momento, il viaggio a Dublino ha rappresentato per l’autore solo una delle numerose tappe del suo pluridecennale peregrinare sulle tracce del movimento vichingo d’oltremare. Una ricerca a lungo termine che lo ha condotto verso il nord estremo delle Svalbard, lungo le rotte occidentali (vestrvegr) di Shetland, Orcadi, Fær Øer, Islanda, Groenlandia, Labrador e Terranova, fino alle incursioni a sud-ovest (Ebridi Esterne), a sud (Normandia), a est (austrvegr in Russia) e a sud-est nella Istanbul bizantina e ottomana.
In seguito, la visita alla capitale irlandese ha significato ben più di una semplice verifica archeologica. Ha permesso di arricchire notevolmente la conoscenza del mondo gaelico nelle sue espressioni più profonde: la lingua, le tradizioni, la storia, l'arte, la musica e la danza.
Il vagabondaggio urbano e i tesori della memoria
Passo dopo passo, i primi capitoli del libro raccontano un vero e proprio vagabondaggio urbano. Si tratta di passeggiate ora guidate, ora del tutto estemporanee (come nel caso della storica visita alla Guinness), alla scoperta delle mille curiosità di una metropoli dalla storia complessa e travagliata.
Subito dopo emergono gli indispensabili approfondimenti scientifici, frutto di visite attente e prolungate ai grandi centri della memoria cittadina: il celebre museo interattivo Dublinia, il Museo Nazionale di Archeologia, il Trinity College e le sue storiche biblioteche che custodiscono il capolavoro miniato del Book of Kells. In questi luoghi sono stati pazientemente raccolti nei secoli tesori d'arte sublime e testimonianze di una religiosità radicata, che offrono al lettore un quadro onnicomprensivo della realtà irlandese.
Il testo non dimentica la dimensione sociale e artistica: un intero capitolo è dedicato alla struttura antropologica della musica e della danza irlandese. Inoltre, prendendo in esame la perfetta replica della storica nave Johnston, l'autore affronta il dramma della grande carestia dell'Ottocento, l'evento traumatico che innestò l'emigrazione in massa degli isolani verso il Nuovo Mondo.
Infine, la "passeggiata al di là" di Dublino conduce il lettore sulla splendida "riviera irlandese", raggiunta comodamente a bordo del treno che ripercorre la prima linea ferroviaria del Paese: la storica tratta "Dublino-Dunleary" (località successivamente rinominata Kingstown e, infine, Dun Laoghaire).
Estratto dall'Introduzione: una lotta con l'ambiente urbano
«Nel corso della visita, mentre con fatica e disagio mi inoltravo nelle sue strade, più volte sono andato con il pensiero a quando, da bambino, mi capitava di scambiare l’Irlanda per l’Islanda! Essendo alla fine d’autunno, mi aspettavo un po’ di pioggia, vento e freddo, ritenendo esagerate le previsioni meteo della Rete che, per il giorno dopo l’arrivo, includevano un warning per venti fino a 120 km/h. Mi sbagliavo…All’insegna del più ostentato effetto serra, non solo il tempo sarà peggiore del previsto, ma si estenderà quasi all’intero periodo della visita. In seguito un funzionario del Museo Nazionale mi avrebbe addirittura consigliato di attendere in albergo, verso sera, l’arrivo del fronte tempestoso a cui loro non erano abituati. Stava per colpire l’Irlanda, specialmente nell’ovest. Leggerò poi sull’Irish Times di alluvioni, inondazioni, perdite di vite umane risucchiate dal mare tempestoso e chiusura dell’aeroporto. Tutto ciò quando in Italia c’era invece un insolito allungamento di un’estate-primavera.Quanto sperimentato nella capitale irlandese non è stato invero piacevole. Pur al riparo delle mura urbane, mi sono mosso sempre con difficoltà, così da rallentare il programma della visita e costretto, in un paio di occasioni, a proseguirlo al chiuso… Un altro aspetto del riscaldamento globale su cui ho riflettuto a lungo: mai avrei immaginato che la scoperta di una capitale si sarebbe trasformata in una "lotta" con l’ambiente, quasi fossi su qualche ghiacciaio islandese o su una montagna. Nemmeno nell’Artico, europeo e americano, dove avevo più o meno i medesimi indumenti, mi erano capitate giornate così…»
L'emarginazione geografica e la nascita di Dubh Linn
La curiosità del visitatore che giunge per la prima volta in Irlanda è subito attratta da un dato storico fondamentale: la posizione geograficamente emarginata dell’isola ha fatto sì che essa non abbia mai conosciuto la dominazione romana. Le popolazioni di origine celtica e gaelica poterono così svilupparsi autonomamente fino all’arrivo dei Vichinghi.
I navigatori nordici, dopo una prima incursione datata 795, fondarono nell’841, all’imboccatura del torrente Poddle con il fiume Liffey, un avamposto commerciale presso la "Palude Nera": Dubh Linn. Sebbene oggi sia stato giustamente rispolverato il toponimo gaelico Bhaile Átha Cliath (“la città del guado dei graticci”), con cui gli isolani conoscevano quel luogo prima della venuta dei Nordici, la pianta della città conserva l'impronta di quel primo nucleo scandinavo, destinato a cambiare per sempre la storia dell'isola.
Indice analitico • I capitoli del viaggio e della ricerca
- Premessa
- Introduzione
- L’eleganza di uno sviluppo urbanistico inaugurato nel XVIII secolo: l'evoluzione architettonica a nord e a sud-est del fiume Liffey.
- Alla ricerca di testimonianze storiche e religiose a sud-ovest di Dublino: passeggiando per le vie di Temple Bar, dove gli antichi vicoli evocano intatte le atmosfere del passato, mentre moderni bunker in cemento occultano preziose scoperte archeologiche.
- Dal 1170 al 1540, un avvincente viaggio nei secoli attraverso la vita della gente comune: la mia analisi approfondita visitando Dublinia, il Museo della Storia Urbana medievale.
- Sulle tracce del movimento vichingo d’oltremare: i tesori, le armi e i raffinati manufatti scandinavi e celtici conservati fin dal Settecento presso il Museo Nazionale di Archeologia e Storia.
- Visitando il Coláiste Na Tríonóide (Trinity College di Dublino): le tradizioni accademiche rimaste intatte da secoli e il notevole patrimonio librario di una vera e propria fucina di uomini di sapere.
- Ammirando il Libro di Kells: analisi del celebre Book of Kells, considerato il capolavoro artistico e miniato irlandese di tutti i tempi.
- Un’incursione nel fascinoso mondo della musica e della danza irlandese: struttura etnografica, ritmi e tradizioni coreutiche dell'universo gaelico.
- La Jeanie Johnston, il veliero ormeggiato al Custom House Quay: analisi della perfetta replica navale, simbolo del tragico e sofferto capitolo della Grande Carestia del 1845-1849 e dell'emigrazione di massa.
- In viaggio da Dublino a Kingstown (oggi Dún Laoghaire): a bordo del primo treno del Paese lungo la storica linea ferroviaria inaugurata alla fine di ottobre del 1834.
- Immersi in un’atmosfera d’altri tempi: visita alla cittadina e al porto di Dún Laoghaire, l’accogliente “riviera irlandese” adagiata sul lato meridionale della baia di Dublino.
- Bibliografia Essenziale
DALLA VICHINGA DUBH LINN ALLA GAELICA BHAILE ÁTHA CLIATH. “PASSEGGIANDO” PER DUBLINO, E OLTRE…
(E-Book, versione cartacea a colori (I e II ediz.) e in bianco e nero, 131 pp, 49 note, 104 immagini - 64 sono dell'A. -)
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