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martedì 14 luglio 2026

407. Masters & Commanders verso l’ignoto: la grande epopea delle navigazioni ai confini della terra

La replica dell'Endeavour, la nave del primo viaggio “ai confini del mondo” di James Cook (1768-1771), ormeggiata davanti alla Dogana di Greenock, nei pressi di Glasgow, nell'Inverclyde scozzese  (© Franco Pelliccioni) 

Il titolo scelto per questo libro, primo capitolo di una monumentale trilogia dedicata ai grandi navigatori, possiede un'anima indubbiamente accattivante. Il richiamo corre immediato alla memoria filmica di Master & Commander - Sfida ai confini del mare (2003), la trascinante pellicola diretta da Peter Weir in cui si narra della caccia di una nave britannica a una fregata corsara francese nei remoti spazi del Pacifico.

In realtà, Master e Commander sono due precisi termini della marineria classica che designavano chi, a bordo, disponeva di un’autorità pressoché assoluta su nave ed equipaggio. Utilizzati per la prima volta insieme intorno al 1670, indicavano gli ufficiali responsabili di vascelli da guerra minori (fino a 20 cannoni), gravati della duplice responsabilità della navigazione e della condotta degli scontri di mare.
Questo primo volume si concentra sui navigatori che, dal XIV secolo fino alla soglia dell’Ottocento, si spinsero ai confini del mondo per esplorare rotte marittime inviolate e mappare continenti sconosciuti, riportando in patria tesori scientifici e cartografici.
Una ricerca antropologica sul campo: la rete dei musei marittimi
Quest'opera è il distillato di oltre vent'anni di ricerche. Dal 1995 al 2012 ho collaborato stabilmente con la storica Rivista Marittima e con il Notiziario della Marina, e sono stato onorato dai prestigiosi patrocini concessi dallo Stato Maggiore della Marina Militare per le mie indagini sul campo nell'ambito del Programma antropologico sulle Comunità Marittime dell’Atlantico del Nord.
La stesura del libro si è avvalsa dell'immensa mole documentaria raccolta in anni di studi all'interno dei principali musei marittimi e navali euro-americani, tra cui:
  • I grandi musei d'Europa: Lisbona, Amsterdam, Malta, Oslo (il Museo Marittimo e il Kon-Tiki), Stoccolma (Museo della Vasa), Copenaghen (Orlogsmuseet), Tallinn (con la sua torre medievale "Margherita la Grassa" e il museo dell'idroscalo), Danzica, Chania (Creta), Hafnarfjörður (Islanda), Tórshavn (Fær Øer) e il National Maritime Museum di Greenwich a Londra.
  • I musei d'Oltreoceano e d'Oriente: Lo Smithsonian Institution e la collezione navale del National Air and Space Museum di Washington, la Sala della Marina del Museo Militare di Vienna, la cerimoniale barca solare di Cheope a Giza e il Museo Navale di Istanbul.
  • I musei diffusi e le flotte storiche: Le aree portuali storiche di Anversa, Stoccolma, il South Street Seaport di New York nell'ex pescheria e la flotta dei rompighiaccio storici nel porto di Helsinki.
A bordo della storia: le repliche e i vascelli originali
Per comprendere il senso profondo degli ordini che imponevano a un centinaio di uomini di affrontare gli oceani su scafi di legno lunghi poco più di 30 metri, ho voluto esaminare da vicino, salendovi a bordo, le navi originali e le loro più perfette repliche storiche:
  • Il clipper Cutty Sark e la Golden Hind di Sir Francis Drake a Londra.
  • La leggendaria Fram di Fridtjof Nansen a Oslo.
  • La Gipsy Moth IV, l'imbarcazione con cui Sir Francis Chichester compì nel 1967 il primo storico giro del mondo in solitario.
  • Le repliche della Amsterdam (nei Paesi Bassi), della Endeavour di Cook (in Scozia) e della Fragata D. Fernando II e Glória (a Lisbona).
  • Le imbarcazioni archeologiche: la straordinaria squadra delle navi vichinghe di Roskilde in Danimarca, quelle del Vikingskipshuset di Oslo e l’Íslendingur nel porto islandese di Heimaey (fedele replica della nave di Gokstad che nel 2000 ha ripercorso la rotta atlantica di Leif Erikson).
  • Fino alla Czarna Perla (“Perla Nera”) di Danzica, replica polacca di una nave pirata con scafo d'acciaio interamente rivestito in legno.
Indice analitico • I grandi protagonisti della prima parte
1. Cheng Ho (Zheng He), 1371-1433
  • Le grandi rotte d'Oriente: Le sette monumentali spedizioni della flotta Ming guidate dall'Eunuco dei Tre Gioielli attraverso l’Oceano Indiano fino alle coste dell’Africa orientale. Il tramonto di una straordinaria epopea marittima.
2. Enrico “Il Navigatore”: L’Infante Dom Henrique (1394-1460)
  • Il volano delle scoperte portoghesi: Dalla storica Torre di Belém a Lisbona all'espansione geopolitica e marittima d'oltremare in Africa, Asia e America.
3. Giovanni Caboto, 1450? - 1498
  • La rotta del Nord Atlantico: La sfida ai mari settentrionali, lo sbarco nell’outport di Bonavista nell’isola di Terranova e la misteriosa scomparsa del navigatore e delle sue navi nel 1498.
4. Bartolomeo Díaz, 1450-1500
  • Il varco per le Indie: La celebre spedizione del 1487-1488 verso la punta meridionale dell'Africa, il superamento del Capo di Buona Speranza e l'ingresso nelle acque dell'Oceano Indiano fino all'ultimo, fatale viaggio.
5. Gaspar Corte-Real, ca. 1450-1501
  • La terra dei merluzzi: L'interesse portoghese per i banchi di pesca di Terranova. Le spedizioni dei fratelli Corte-Real (Gaspar e Miguel) nel biennio 1500-1501 e l'enigma della scomparsa di Gaspar tra i ghiacci del nord.
6. Amerigo Vespucci, 1454-1512
  • La rivelazione del Nuovo Mondo: I viaggi di ricognizione lungo le coste continentali; la spedizione del 1499-1500 (Guyane, l'Orinoco e il Rio delle Amazzoni) e la memorabile navigazione del 1501-1502 (Brasile, Rio della Plata e Patagonia).
7. Jacques Cartier, 1491-1557
  • La Nuova Francia: Le tre spedizioni in America del Nord (1534-1542); la navigazione del San Lorenzo, l’incontro etnografico con le tribù indiane (Beothuk, Micmac, Uroni) e la fondazione di Charlesbourg-Royal.
8. Sir Francis Drake, 1544-1596
  • La scia del corsaro: Dal porto di Londra ai mari del sud. La prima circumnavigazione inglese della Terra (1577-1580) a bordo del Pellicano (poi trasformato in Golden Hind); il superamento dello Stretto di Magellano e le incursioni a sorpresa contro la flotta spagnola nel Pacifico.
9. John Davis, 1550-1605
  • I passaggi impossibili: Le tre storiche spedizioni (1585-1587) alla ricerca del Passaggio a Nord Ovest tra Groenlandia, Labrador e la Terra di Baffin. Le successive campagne contro l'Armada spagnola, la scoperta delle Falkland e l'ultimo agguato nelle acque di Sumatra.
10. Henry Hudson, 1570-1611
  • L'ossessione dei ghiacci: Le rotte polari del 1607-1609 (Svalbard, Jan Mayen, Nuova Zemlja) e le esplorazioni americane (Manhattan e Terranova). L’ultima drammatica spedizione del 1610-1611 conclusasi con lo storico ammutinamento nella Baia di Hudson.
11. Samuel De Champlain, ca. 1570-1635
  • La nascita del Canada: I viaggi pionieristici dal 1603 al 1607 lungo il fiume San Lorenzo; la fondazione della città di Québec e la prigionia in Inghilterra prima del ritorno definitivo.
12. Abel Tasman, 1603-1659
  • I segreti della Terra Australis: Le grandi navigazioni olandesi del 1642-1644 nell'Oceano Indiano e nel Pacifico; il raggiungimento della Tasmania, l'incontro-scontro culturale con i bellicosi Maori in Nuova Zelanda e le rotte della Compagnia delle Indie Orientali.
13. Jacob Roggeveen, 1659-1729
  • L'enigma del Pacifico: La spedizione transoceanica del 1721-1722; la sosta alle isole Juan Fernandez (sulle tracce della capanna di Robinson Crusoe) e la scoperta dell’Isola di Pasqua con i suoi colossali Moai di pietra prima di addentrarsi in Polinesia.
14. James Cook, 1728-1779
  • L'apice della navigazione scientifica: L'epopea dei suoi tre strabilianti viaggi intorno al mondo (1768-1779). Focus speciale sulla struttura nautica e sulla perfetta replica dell'Endeavour, il solido guscio di legno che cambiò la mappa del Pacifico.
15. George Vancouver, 1757-1798
  • La misurazione del continente: L'apprendistato nautico a bordo della Resolution e della Discovery al seguito di James Cook, e la monumentale spedizione di ricognizione cartografica in Nord America tra il 1791 e il 1795.
  • Bibliografia

MASTERS & COMMANDERS VERSO L’IGNOTO. NAVIGAZIONI STRAORDINARIE AI CONFINI DELLA TERRA. PARTE I: XIV-XVIII SECOLO

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