La nave si schiantò fragorosamente contro la famosa scogliera di difesa (i Murazzi, dighe in pietra d'Istria, costruiti dalla Serenissima) sull'isola di Pellestrina, una delle strisce di terra che separano la laguna dal mare aperto.
A causa del forte vento, l'ancora della nave perse la presa
e il mercantile fu spinto verso riva da onde che raggiunsero un'altezza di
sette metri.
Tutti i membri dell'equipaggio sono miracolosamente sopravvissuti calandosi dalla nave fino a riva usando delle corde
Lo scafo è rimasto per oltre vent'anni incastrato sulla
scogliera, diventando un elemento iconico e surreale del paesaggio dell'isola.
I resti visibili sono stati rimossi negli anni novanta, durante
la creazione di un litorale artificiale, mentre lo smantellamento definitivo è
stato completato nei primi anni 2000, con interventi di messa in sicurezza terminati
solo nel 2013.
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| La Laguna di Venezia, foto satellitare Landsat 7, 2004, NASA |
…
Nell’isola di Pellestrina il naufragio del Chios Aeinaftios arrivò come uno shock: la laguna è un ambiente iper-regolato, dove lo Stato (prima la Serenissima, poi lo Stato italiano) ha sempre controllato ogni metro di costa.
La popolazione non vide il mercantile come una
risorsa da depredare, ma come un'interruzione aliena e grandiosa della propria
quotidianità, un colosso incastrato su una diga che proteggeva le loro stesse
case.
Nell’Atlantico del Nord
Al contrario, nelle comunità dell'Atlantico del Nord. come la
francese Miquelon, la costa selvaggia faceva sì che il relitto venisse
immediatamente "metabolizzato" dalla comunità: il legno veniva usato
per scaldarsi o costruire case, e le merci diventavano valuta di scambio.
Nelle zone subartiche e della tundra costiera, dove la
vegetazione arborea è quasi assente e il clima è spietato, ogni naufragio (relitti
e carichi dispersi) era considerato come un "dono di Dio": “bisognava
pur cercare di sopravvivere in ambienti ostili”.
Due straordinarie costanti storiche sono evidenti sia a Saint
Pierre e Miquelon, che a Terranova:
All’epoca d'oro e bizzarra dell'arcipelago (1922-1933), nel corso del proibizionismo americano, con le casse dei liquori si costruiscono case a Saint Pierre
Essendo territorio francese a ridosso del Nord America,
Saint Pierre divenne la capitale mondiale del contrabbando di alcolici (lo
stesso Al Capone vi soggiornò).
Milioni di casse di whisky, champagne, rum e liquori francesi sbarcarono sulle isole.
Una volta svuotate per travasare le bottiglie
nei sacchi di juta (più facili da gettare in mare in caso di inseguimento della
Guardia Costiera), rimase un'immensa quantità di ottimo legno pre-lavorato.
Gli isolani usarono le doghe di quelle casse (spesso
marchiate con i nomi delle celebri distillerie francesi o scozzesi) per isolare
le pareti, costruire pollai, rinfiancare i tamburi d'ingresso delle case o per innalzare
intere baracche di pescatori.
Sarà proprio a Saint Pierre che avrò la possibilità di incontrare e intervistare una vera leggenda locale: l’esperto di naufragi Jean-Pierre Andrieux, una delle massime autorità storiche di Saint Pierre e Miquelon.
Ma anche gestore
del celebre Hotel Robert, pieno di cimeli dell’epoca del rum running, cappello di
Al Capone compreso.
Negli outports di Terranova
Nelle comunità isolate, come gli outports dei pescatori di Terranova, lo smantellamento delle navi naufragate ha letteralmente modellato l'architettura vernacolare.
Le travature principali delle storiche case a forma di scatola spesso erano ricavate dalle ordinate o dai madieri di vecchi velieri.
Il legno marino, impregnato di sale e resine,
offriva una resistenza alla marcescenza e ai parassiti che il legname locale
non avrebbe mai potuto garantire.
Il contrasto
definitivo con Pellestrina
Quanto sopra evidenzia l'abisso culturale con la laguna
veneta.
A Pellestrina, nessuno avrebbe mai concepito di
smontare il Chios Aeinaftios per farne legna da ardere o per riparare i
tetti, perché la comunità veneziana aveva accesso a mercati strutturati,
mattoni, pietra d'Istria e legname dai boschi del Cadore.
Lì la nave è rimasta un elemento "alieno" e
puramente estetico.
Nel Nord Atlantico, invece, la nave si scioglieva e si integrava nell'antropizzazione stessa del territorio.
Diventando
letteralmente la casa di chi la guardava (“con un certo grado di speranza”)
naufragare (sic).
...
"Le temps de la fraude" all’epoca del proibizionismo e di Al Capone figurano nel capitolo 15 (Isole di Saint-Pierre e Miquelon (Francia): Pirati, Corsari, Contrabbandieri (Armi, Liquori, Tabacco) di PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO. PARTE I: ATLANTICO DEL NORD
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