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Figura
136. Le commandant Marchand et ses compagnons d'armes à travers l'Afrique
Nel 1979, a Khartoum, respirai l'aria dell'ultima grande stagione delle esplorazioni africane incontrando Bamonte, reduce dalla leggendaria traversata del Sahara insieme all'editore Sergio Bonelli. Quell'incontro fu una delle tante scintille che alimentarono le mie ricerche sul campo in Sud Sudan.
Il secondo volume della mia tetralogia ALLA SCOPERTA DEL MONDO. Archeologi, Esploratori, Grandi Viaggiatori, Geologi, Naturalisti, Paletnologi è dedicato all'Africa e raccoglie una "squadra" straordinaria di 25 figure.
Ciascuna delle
vicende esistenziali dei "miei" personaggi mi ha così entusiasmato, da
oltrepassare la barriera del tempo, legandomi indissolubilmente a loro.
Ci sono i pionieri del Sahara e di Timbuctù come Caillé, Barth e László Almásy (l’autentico “Paziente Inglese”); i ricercatori delle sorgenti del Nilo come Speke e Piaggia; e i giganti dell'egittologia come Rosellini, Champollion e Mariette.
Uomini e donne
guidati dal sacro fuoco della conoscenza, che spesso hanno pagato con la vita –
come Mungo Park o Isabelle Eberhardt – il prezzo della scoperta.
Tra queste
figure, spicca il Capitano francese Jean-Baptiste Marchand.
...
A volte la
Storia con la S maiuscola viene scritta in posti remoti.
Nel 1898, il piccolo villaggio di Fashoda (oggi Kodok, in Sud Sudan) divenne il punto di collisione tra l'Impero Britannico e quello Francese.
Marchand compì un'autentica Mission Impossible: partendo dall'Atlantico, attraversò la giungla portando sulle spalle un battello a vapore smontato per sbarrare la strada al sogno imperialista inglese della linea "Cairo-Capo".
Di questa
tensione geopolitica ho trovato traccia persino negli archivi dell'Università
di Durham, in un vecchio manoscritto arabo del settembre 1898, dove un capo
mahdista avvisava il Califfo dell'avvicinarsi degli inglesi e della
straordinaria presenza di "un pugno di soldati francesi" sul Nilo
Superiore.
Durante la mia ultima missione di ricerca in Sud Sudan, sono riuscito a raggiungere Fashoda, capitale storica del popolo nilotico degli Shilluk e "posto dei Re".
Lì, a pochi metri dal Rural Council, ho individuato una bassa costruzione coloniale: era la residenza originale di Marchand.
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Figura
140. La residenza
del Capitano Marchand sulla sommità di una collinetta
Guardare quella collinetta significa toccare con mano l'epopea che ha ridisegnato le mappe del nostro pianeta.
Poco distante, tra i segni delle inondazioni del Nilo, restavano le
mura perimetrali del forte e un pozzo.
Oggi, dopo decenni di conflitti distruttivi in quella tormentata regione, non so se l’edificio di Marchand e quelle mura esistano ancora.
Quello scatto rappresenta un documento storico
eccezionale e probabilmente irripetibile
Nonostante l'assoluto divieto di fotografare edifici governativi o militari, grazie alla mediazione dell'ispettore del governo sudanese per la regione dello Shilluk settentrionale, sono poi riuscito a riprendere la storica placca del 1898 posta sul quartiere generale di Marchand, ora sede della polizia.
Se volete scoprire le vite di questi autentici giganti della scienza e dell'avventura, il viaggio continua tra le pagine del mio libro.




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