| Lo strano automezzo realizzato da Gatti nel 1939, lo "Yacht della Giungla": "acquistai il più lungo chassis Ford allora esistente, lo allungai ulteriormente e vi aggiunsi un paio di ruote supplementari. Completai l'automezzo con una carrozzeria che, durante le mie due spedizioni successive, si rivelò di valore assolutamente inestimabile. La prima si svolse a zig zag sul tragitto da Beira a Città del Capo; la seconda dalla Città del Capo a Roma, via Cairo e Gerusalemme" (Gatti, 1964: 23) |
Da ragazzo non mi sono mai perso, in televisione, le puntate dei documentari girati in Africa da Attilio Gatti (1896-1969).
Un italo-americano, che era stato anche Membro della Società Geografica Italiana (quando era ancora "Reale"), alla quale appartengo anche io.
Erano intitolati: L'Avventura è il mio mestiere. Titolo anche del suo libro, che dagli anni '1960 figura nella mia biblioteca (Lugano, 1964).
L'antropologia è naturalmente tutta un'altra cosa, rispetto all'attività di un esploratore.
Eppure anche lo studioso si può imbattere, a volte del tutto involontariamente, in difficoltà più o meno insormontabili, in rischi e pericoli della più diversa natura.
In qualche caso persino fatali.
Infatti nella Storia dell'Antropologia figurano diversi casi di ricercatori uccisi, morti per incidenti, malattie, attacchi di bestie feroci.
Quindi l'Avventura, per chi di noi si è spinto sul terreno, per andare ad effettuare ricerche, rappresenta un non secondario aspetto collaterale che, comunque, può avere anche un suo risvolto fascinoso, tanto da rasentare molto da vicino il romanticismo.
Naturalmente quando lo si potrà poi raccontare, verbalmente o per iscritto...
Sto risalendo con una piroga il Nilo Bianco, nella Provincia del Nilo Superiore, Sud Sudan, per andare alla scoperta degli insediamenti, che hanno preceduto la fondazione della città di Malakal. Con uno dei mie due assistenti di ricerca africani sto consultando la carta topografica. Sono a sud di questa cittadina, situata ad 850 km a sud di Khartoum, dove nel 1979 e ancora nel 1980-81 ho effettuato due soggiorni di ricerca sul campo. Si vede il mio borsone della Mares, impermeabile e galleggiante, nel quale c'è tutta la mia pesante attrezzatura d'allora: macchina fotografica Nikon F e obiettivi: grandangolare, normale e tele da 300 mm, registratore Philips, flash, filtri, rollini di diapositive, ecc. (© Franco Pelliccioni) |
LE GRANDI AVVENTURE DELL’ANTROPOLOGIA. Antropologi culturali, sociali, fisici, applicati, etnologi, etnografi, etnomusicologi, etnostorici.
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