L’approccio alla città
fortificata bretone non potrebbe essere più elettrizzante per un ricercatore
che ha dedicato gran parte della propria vita allo studio dei mondi e delle
culture marittime, collaborando a riviste del settore, visitando ogni possibile
Museo del Mare e salendo a bordo di repliche o vascelli storici originali.
Appena lasciato l’albergo, poco
prima di oltrepassare la storica porta St-Vincent — l’ingresso monumentale alla
città vecchia, l’Intra-Muros —, ricevo un inaspettato e magnifico
“benvenuto” dall’Étoile du Roy. Si tratta di uno stupendo tre alberi
ormeggiato nel Quai du Duguay-Trouin, replica perfettamente funzionante di una
fregata corsara inglese del Settecento. Un biglietto da visita perfetto per
entrare nel cuore della storia malouina.
Marinai, esploratori e dinastie di corsari
Saint-Malo, che fino alla metà
del XIX secolo si divideva tra l’essere un’isola durante l’alta marea e una
penisola con la bassa (grazie al sottile cordone di sabbia dello Sillon),
è stata per secoli una fucina di marinai ed esploratori leggendari. Tra questi
spicca Jean-Baptiste
Charcot, l'eroe delle zone polari che proprio qui, nel 1903, fece costruire Le
Français, una goletta a tre alberi di 32 metri destinata alla prima
spedizione francese in Antartide.
Ma la città è stata soprattutto
la culla di intere dinastie di corsari, pronti a spingersi fino alle gelide
latitudini dell'Artico per dare battaglia alle flotte nemiche. Camminando tra
le navate della Cattedrale, non si può non rimanere colpiti nel vedere la tomba
del celebre corsaro René Duguay-Trouin collocata accanto a quella dello
scopritore del Canada, il grande Jacques Cartier. Poco lontano, sul bastione di
Saint-Vincent, si staglia invece la statua di Robert Surcouf, il "re dei
corsari", raffigurato con il dito imperiosamente puntato a indicare ai
suoi uomini la direzione dell'odiata Inghilterra. Un'altra statua, quella del
visconte François-René de Chateaubriand – illustre scrittore e Ministro –,
ricorda l'anima letteraria della città.
Già da un primo sguardo
panoramico, ci si rende conto di come Saint-Malo, resa solida da alte mura
dotate di massicci bastioni e difesa da diversi forti marittimi, risulti
impreziosita dalle sontuose residenze settecentesche dei suoi ricchi armatori.
Uomini che nella loro "prima vita" erano stati fieri corsari e che,
in seguito, non esitarono a convertire le proprie rotte verso traffici ancora
più redditizi e oscuri: alcuni di loro, compreso il padre dello stesso
Chateaubriand, esercitarono infatti l’infame tratta degli schiavi.
"Ni Français, ni Breton, Malouin suis"
Aperta al commercio marittimo
fin dal Medioevo, Saint-Malo raggiunse l’apice della sua fama come città dedita
alla "guerra di corsa". Dal Quattrocento divenne uno dei più grandi
rifugi di corsari d’Europa. Non a caso, nel 1436, gli inglesi sottolineavano
esasperati come "gli abitanti di Saint-Malo siano i più grandi ladri
che abbiano mai solcato i mari... Furfanti che navigano sotto false bandiere e
non hanno rispetto per i loro duchi". Nel Seicento, tuttavia, questi
corsari passarono navi e cannoni al servizio diretto del Re di Francia,
mettendosi implacabilmente sulla scia dei mercantili inglesi, olandesi e
spagnoli.
E dire che la flotta di
Saint-Malo dovette sempre fare i conti con un nemico naturale eccezionale:
l’altissimo regime delle maree della Manica, che rendeva estremamente
difficoltosa e tecnica l'uscita in mare aperto. Fino al 1841, infatti,
Saint-Malo era a tutti gli effetti un'isola.
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Figura
146. Mappa dell’isola di Saint-Malo, di Pierre
Avelin il Vecchio (1656–1722)
Per ricostruire con esattezza storica quando e come fosse terminata questa secolare insularità, sono state necessarie interminabili sessioni di ricerca sul Web in diverse lingue. La traccia decisiva è emersa dalle pagine del romanzo storico di Bernard Simiot, “Ces messieurs de Saint-Malo”, una monumentale saga che narra magistralmente le vicende della fittizia famiglia Carbec al tempo di Luigi XIV. Attraverso il combinato disposto di commercio lecito e cattura di vascelli nemici, queste ricche famiglie di armatori-corsari divennero così potenti da poter prestare metà dei loro immensi bottini alle casse dissanguate del Re Sole.
Da questa fiera indipendenza
deriva il celebre motto degli orgogliosi cittadini: “Malouin d’abord, Breton
après, Français s’il en reste!” (Malouino prima, Bretone poi, Francese se
ne avanza!). Un riflesso diretto del grido con cui la città si proclamò
Repubblica Indipendente per quattro anni, tra il 1590 e il 1594: "Ni
Français, ni Breton, Malouin suis" (Né francese, né bretone, sono
malouino).
La "Mer Bonne" e la macchina infernale del 1693
In questo scacchiere difensivo,
lo spazio marittimo compreso tra la città di Aleth, Saint-Malo e Pas-Ramé
costituiva un'insenatura naturale strategica chiamata Mer Bonne (il Mare
Buono). Grazie alla protezione offerta dall'istmo sabbioso dello Sillon,
questa baia accoglieva le navi con l'alta marea e le faceva tranquillamente
arenare sulla sabbia con la bassa: qui, al riparo da correnti, onde e tempeste,
i preziosi carichi catturati ai nemici restavano perfettamente al sicuro.
Il successo dei corsari
malouini divenne ben presto intollerabile per la Corona britannica. Tra il 1688
e il 1697, i registri dell’Ammiragliato britannico registrarono la perdita, per
mano dei marinai di Saint-Malo, di ben 162 navi da guerra e 3.384 mercantili
inglesi e olandesi. Si comprende così perché gli inglesi volessero a tutti i
costi distruggere quello che per loro era diventato un logorante “nido di
vespe”.
Nel novembre del 1693, una
poderosa flotta anglo-olandese composta da 10 vascelli di linea e oltre trenta
fregate aprì il fuoco contro la città. Ma il vero asso nella manica del
commodoro John Benbow era una "sorpresa" segreta, progettata due anni
prima in totale isolamento all'interno della Torre di Londra: la Vesuvius, una fregata
di 26 metri e 300 tonnellate di stazza concepita come un terrificante brûlot
(una nave incendiaria), soprannominata la "macchina infernale".
Dotata di vele nere e di una carena speciale per avvicinarsi ai fondali
costieri, la Vesuvius era stata caricata fino all’inverosimile con
barili di polvere da sparo, granate, catene, pezzi di ferro e centinaia di
canne di pistola cariche.
Il 29 novembre 1693, dopo aver
bombardato Fort Royal sul vicino isolotto di Grand Bé, gli inglesi lanciarono
nella notte la "macchina infernale" dritto contro la Torre Bidouane,
la polveriera della città. Il piano era perfetto, ma la natura si schierò con
Saint-Malo: un’improvvisa e violenta raffica di vento spinse la Vesuvius
fuori rotta, facendola incastrare su una scogliera a pochi passi
dall’obiettivo. I marinai inglesi a bordo, presi dal panico, appiccarono
prematuramente il fuoco e morirono nella gigantesca esplosione che seguì. La
deflagrazione fu talmente spaventosa da far tremare l'intera città e frantumare
i vetri di tutte le abitazioni, ma non causò alcuna vittima tra i cittadini.
Saint-Malo era salva, e il suo mito di roccaforte inespugnabile protetta dal
mare ne uscì, ancora una volta, consacrato.
PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XIX SECOLO.
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| PIRATI, CORSARI E CONTRABBANDIERI, TRA ATLANTICO DEL NORD E MEDITERRANEO, XV-XX SECOLO: IL SINGOLARE ITINERARIO DELL’AUTORE, ALLA SCOPERTA DI LUOGHI E AVVENIMENTI. PARTE I: ATLANTICO DEL NORD : PELLICCIONI, FRANCO: Amazon.it: Libri Versione cartacea in bianco e nero: |
1. PREMESSA
In Atlantico; Nel Mediterraneo, tra Maghreb e Istanbul; I Corsari cristiani: Cavalieri Ospedalieri di San Giovanni (Rodi, Malta) e gli schiavi musulmani; La confusione delle lingue e delle “carriere”
2. PRIMA DI INIZIARE, UNO SGUARDO ALLE “TAPPE” E “COSE” SALIENTI, CHE IL LETTORE TROVERÀ NELLE PAGINE DEL PRIMO VOLUME
3. INTRODUZIONE
Corsari barbareschi; Corsari europei; Ricordando i Vichinghi, pirati per antonomasia; La prima razzia al di fuori della Scandinavia: Il Monastero dell’isolotto di Lindisfarne, Nord Inghilterra, 793 D.C.; Nobili che si dedicarono alla proficua attività piratesca o corsara; Le vicende piratesche dell’orcadiano John Gow interessano agli scrittori Walter Scott e Daniel Defoe; Corsari (e megalomani) diventati Governatori, Re, perfino Presidenti di una Repubblica Corsara; La pirateria “endogena”; Battaglie navali, distruzione di città e porti nemici, razzie e scorrerie, cattura di schiavi; Il Caso del Marocco: gli schiavi domestici, le schiave dell’Harem Reale, sciolto solo nel 1999; Lungo le coste di continenti e isole, un po’ dappertutto sorgono forti, castelli, torri di guardia
ATLANTICO DEL NORD
4. RABAT-SALÈ (MAROCCO) E LA REPUBBLICA CORSARA DI BOUREGREG, 1627-1668
Cenni preliminari sul Sultanato del Marocco; Il Regno del Marocco dal 1957; Presentazione del capitolo; Primo Presidente della Repubblica Corsara è l’olandese Jan Janszoon van Haarlem, alias Murat Reis “Il Giovane”; Il tramonto della “corsa”; La Rue des Consuls e il mercato degli schiavi a Rabat
5. MEKNÈS (MAROCCO): LA “VERSAILLES” DEL “SULTANO SOLE” MULAY ISMĀʿĪL IBN ʿALĪ AL-SHARĪF (1672-1727), SCHIAVISTA E “CORSARO”
Presentazione di Meknès, la Città Imperiale di un unico Sultano; Meknès nel 1933; Il “Sultano Sole”, tra delirio di onnipotenza, infamità, schiavismo, inaspettata considerazione per la religione cristiana; Habs Qara, la prigione sotterranea degli schiavi (matamore) di Meknès, e la Qubbat Al-Khayyatin, la residenza degli ambasciatori europei; La storia della lunga e terribile prigionia, e le avventure guerresche al soldo del Sultano, dello schiavo Thomas Pellow (1704-1745); Il ritorno a casa, 1738
6. FÈZ (MAROCCO): MERCATO PUBBLICO E PRIGIONE DEGLI SCHIAVI BIANCHI
Presentazione; Gli schiavi, il mercato pubblico, il funduq Barka, la prigione nella Kasbah Cherarda; XVII Secolo; XVIII Secolo; XIX Secolo; XX Secolo; Premessa; Due testimonianze d’inizio secolo: il Mercato degli Schiavi di Fèz
7. MARRAKECH (MAROCCO): MERCATO SCHIAVI BIANCHI (E NERI) E PRIGIONE
Presentazione; Il Mercato degli Schiavi di Rabha Kedima; La Prigione degli Schiavi nei sotterranei del maestoso Palazzo di el-Badi, da secoli semidiroccato; Gli schiavi (bianchi e neri)
8. ISOLE CANARIE (SPAGNA): CORSARIOS LANZAROTEÑOS, CORSARI INGLESI, FRANCESI, BARBARESCHI
Presentazione; Cristoforo Colombo; i Favoriti della Regina Elisabetta I: Sir John Hawkins, Walter Raleigh; Isola di Lanzarote; Città di Teguise; Da un’antica cronaca del 1618; Il Castello di Santa Barbara; Città di Arrecife; Playa Blanca, Lanzarote meridionale; Isola di Fuerteventura; Città di Betancuria; Da: Breve noticia de las Islas Canarias; Nel 1740, ad un mese di distanza l’uno dall’altro, due attacchi di corsari inglesi della Nuova Inghilterra; Le fortificazioni; Il rifugio dei corsari dell’Isla de Lobos
9. ISOLA DI MADEIRA (PORTOGALLO): CORSARI FRANCESI, BARBARESCHI, INGLESI, CONTRABBANDO DEI MADEIRENSES
Presentazione; Giungono i primi corsari, 1566; Da un’antica cronaca del 1649; Madeira, base per i corsari inglesi; I Forti della città’ di Funchal; Fortezza di São Lourenço, 1542-1612; Fortezza di São Filipe do Pelourinho, o Fortaleza Nova da Praça, 1581; Fortezza di São Tiago, 1637-1767; Fortezza di São João Baptista do Pico (1638-1641); Forte di Nossa Senhora da Conceição, 1687; Forte São José, ca. 1750; Alla fine del XIX secolo le fortezze sui due isolotti, a guardia della baia di Funchal, vengono prima uniti, poi collegati alla terraferma; Contrabbando di pesce, tabacco, vino, legname
10. SAINT-MALO (FRANCIA): LA CITTA’ DEI CORSARI E SCHIAVISTI BRETONI
Presentazione; Una saga Malouine: Ces messieurs de Saint-Malo, i Carbec; La Mer Bonne, il “Mare Buono”, ovvero la baia dell’isola di Saint-Malo. Sicuro rifugio per le navi corsare e i loro carichi; La Vesuvius, misteriosa “macchina infernale” utilizzata dagli inglesi nel 1693, per sbarazzarsi definitivamente della città e dei suoi abitanti; Antefatto; Saint-Malo e i corsari barbareschi, XVI-XVII secolo
11. ISOLA DI BARRA (EBRIDI ESTERNE, SCOZIA, GRAN BRETAGNA), E L’ISOLA DEI PIRATI DI KISIMUL
Presentazione; Le gesta del pirata Ruari MacNeil, detto il Turbolento; Imprigionato dal figlio Neil Og MacNeil; La galea di Kisimul
12. ISOLE ORCADI (SCOZIA, GRAN BRETAGNA): PIRATI, CONTRABBANDIERI DI GIN E WHISKY
Presentazione; Il pirata John Gow; Le imprese piratesche di John Gow nei mari di Spagna, Francia, Portogallo; Il ritorno nelle Orcadi; La cattura nel settentrionale Calf Sound; Il contrabbando di birra e liquori; George Eunson: corsaro, contrabbandiere, politico, doganiere, pilota di nave; Le astuzie del contrabbandiere Mansie Eunson e l’acqua della sorgente del futuro Highland Park whisky
13. ISOLE SHETLAND (SCOZIA, GRAN BRETAGNA): CORSARI FRANCESI E CONTRABBANDIERI (GIN, TABACCO, LEGNAME)
Presentazione; Il “vizio nazionale degli scozzesi”; I lodberries; Quando il contrabbando diventa un’industria; Gli escamotages delle false dichiarazioni doganali. Il “baratto” nella Fiera Estiva di Lerwick; Le triangolazioni internazionali
14. ISOLE FÆR ØER (DANIMARCA): CORSARI BARBARESCHI E PIRATI
Presentazione; Il forte di Skansin, Tórshavn; Magnus Heinason, corsaro e monopolista faroese, edifica il forte di Skansin, 1580; L’imprendibile isolotto di Stóra Dímun; La remota isola meridionale di Suðuroy; Pirati e corsari, tra leggenda e verità
15. ISOLE DI SAINT-PIERRE E MIQUELON (FRANCIA): PIRATI, CORSARI, CONTRABBANDIERI (ARMI, LIQUORI, TABACCO)
Presentazione; Isolani di Miquelon=Pirati?; Insediamenti francesi nelle isole di Terranova e di Saint-Pierre; Saint-Pierre: i “Tempi della fame” e il contrabbando di liquori e tabacco; Contrabbando d’armi con i rivoluzionari americani; Courir sus à l'ennemi, ovvero la parentesi corsara di Saint-Pierre, 1778-1813; "Le temps de la fraude": il rum running all’epoca del proibizionismo e di Al Capone, 1922-1933
16. ISOLA DI TERRANOVA (CANADA): CORSARI INGLESI, FRANCESI, OLANDESI; PIRATI INGLESI E TERRANOVESI
Presentazione; Il corsaro francese Jean Ango, gli inglesi Sir Henry Oughtred, Sir John Perrot, Sir Bernard Drake; Peter Easton, il pirata di Terranova per antonomasia; Henry Mainwaring, corsaro, pirata, politico, infine viceammiraglio; Il pirata John Nutt; Scendono in campo i corsari olandesi: Michiel Adriaenszoon de Ruyter, Jacob Everson; Maria Lindsey, la “pirata” di Terranova, 1740-1760
17. ISLANDA: PIRATI E CORSARI INGLESI E BARBARESCHI
Presentazione
18. ISOLE SVALBARD (NORVEGIA): LA NOORDSCHE COMPAGNIE OLANDESE, CORSARI FRANCESI, INGLESI, INTERLOPERS
Presentazione; Gli interlopers inglesi e la Muscovy Company; I corsari di Luigi XIV, il Re Sole, dai porti di Dunkerque, Bayonne e Saint-Malo si spingono nell’Artico; Jean Bart, un corsaro che diventerà un nobile; Nel 1693 l’episodio più rilevante si deve ai corsari Petit Renau, Coursic, de Harismendy
19. LA GUERRA DI CORSA IN ATLANTICO DELLA DE WESTINDISCKE COMPAGNIE OLANDESE, 1623-1640
Presentazione; La kaapvaart, la “corsa”, 1623-1640; I corsari Pieter Schouten, Hendrick Jacobsz, Piet Heyn
20. BIBLIOGRAFIA





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